Naspi: allarme per cinquemila lavoratori stagionali

170509636-5d95e91f-d3fd-4d4e-8eb8-af9f5f19e32eCinquemila lavoratori stagionali del Comasco rischiano di essere penalizzati dalla Naspi, il nuovo ammortizzatore sociale che entrerà in vigore a partire dal primo maggio 2015

Quali cambiamenti introduce? «Per la modalità di calcolo prevista dalla legge – spiega Ivan Garganigo, segretario provinciale Filcams Cgil – si rischia una penalizzazione fortissima con ricadute sociali non indifferenti».
Con il vecchio sistema, la disoccupazione si calcolava sul biennio lavorativo e, sotto i cinquant’anni d’età, veniva garantita per otto mesi. «Dal primo maggio – continua Garganigo – il riferimento temporale è di quattro anni. La legge dice che verrà erogata per la metà del periodo lavorato e, in caso si abbia già utilizzato la disoccupazione, i periodi lavorativi precedenti si annullano.
Quindi, per gli stagionali, varranno ovviamente solo i mesi lavorati nel 2015. Una persona, ammesso abbia avuto un impiego per sei mesi, si troverà tre mesi di ammortizzatore sociale e tre mesi scoperti».
Non solo: «La Naspi – aggiunge Gloria Giudici, della segreteria Filcams– crea inique differenziazioni fra chi ha rapporti continuativi e chi frammentati, a scapito di questi ultimi. Chi lavora con molte interruzioni, e raggiunge il requisito per somma di giornate, effettuate in periodi lunghi di tempo, riceve meno di chi può contare su rapporti di lavoro più stabili e lineari».
Sono in particolare i dipendenti del settore alberghiero i più penalizzati perchè, come racconta Tania Aviera, lavoratrice di Villa d’ Este, «molti vengono assunti per un periodo inferiore ai sei mesi».
Nei prossimi giorni, il sindacato incontrerà Federalbeghi per trovare soluzioni a livello territoriale che possano garantire maggiore sicurezza per i lavoratori coinvolti.

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