Giorno: 4 Novembre 2015

Como foto social club/ Ex luoghi

marisabacchingattoexluoghiNel  numero 512 del settimanale ecoinformazioni, nella sezione Como foto social club, Marisa Bacchin presenta la serie di immagini Ex luoghi. Guarda on line la rivista. Gli ex luoghi sono una specie per definizione effimera del tessuto urbano. Sono un dove, ma anche un quando.
Luoghi dove c’era qualcosa, e c’era qualcuno. Sono morti, ma possono anche risorgere, prendendosi una proroga, o addirittura una nuova vita. ma in genere restano lì per molto tempo, anche decenni, morendo lentamente, in attesa di qualcosa e in ricordo di qualcuno,
ogni giorno un po’ più abbandonati. Facciamo qui un breve viaggio sui passi dimenticati, sulle luci spente di Como: l’ex Ticosa, l’imbarcadero di Lungo Lario Trento, l’ex Lombarda di via Castellini, l’ex rasa di via Scalabrini, l’ex Grand hotel Milano, a Brunate. [Marisa Bacchin]

7 novembre/ #GDay il futuro si guarda negli occhi

GDay2 giovani democraticiScuola, cultura, enti locali, urbanistica, ambiente, immigrazione, terzo settore, sanità, forma partito, economia, sindacati, legalità, riforme, Europa, legalizzazione, diritti, mobilità frontaliera e comunicazione. Questi i temi proposti dai Giovani democratici di Como per i tavoli di lavoro e confronto di sabato 7 novembre alla Casa militare Umberto I  in piazza Volta a Turate. Una giornata pensata come importante occasione di incontro e confronto fra cittadini e istituzioni per cercare di dare vita a una politica migliore nella realtà quotidiana.

Dalle 14 si costituiranno i tavoli e chiunque sarà interessato potrà intervenire [è necessaria la prenotazione che può essere fatta on line]; tra gli ospiti parlamentari Pd, consiglieri regionali, amministratori, sindaci e molti nomi importanti, tra i quali il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato, il senatore Pd Franco Mirabelli, i due parlamentari lariani del Pd Chiara Braga e Mauro Guerra, il consigliere regionale comasco Luca Gaffuri e anche, da fuori provincia, i consiglieri Regionali Gianni Girelli, Carlo Borghetti e Jacopo Scandella.  Molte altre personalità del Pd comasco e non  parteciperanno all’evento, come il presidente del Pd varesino Giuseppe Adamoli o componenti delle amministrazioni provinciali quali Ferruccio Cotta, Mirko Baruffini e Guido Rovi, nonché quadri dirigenti del Pd Comasco, Riccardo Gagliardi, Angelo Orsenigo, Fausto Tagliabue e Giuliana Casartelli e i segretari generali dei tre sindacati confederali della provincia di Como, Alessandro Tarpini, Gerardo Larghi e Salvatore Monteduro.

Dalle 11, inoltre, fino alle 15 sarà possibile visitare il Museo della Casa Militare.

il segretario provinciale dei Giovani democratici Edoardo Pivanti è fiducioso nella buona riuscita della manifestazione e ringrazia«tutti i GD della provincia di Como per l’impegno senza eguali  e per crederci veramente e fino in fondo, tutti gli esperti che parteciperanno ai tavoli» e la Fondazione Casa Militare Umberto I.

info: sito Giovani Democraticievento facebook

[M. B., ecoinformazioni]

7 novembre/ Sciopero unitario lavoratori della grande distribuzione

sindacaticommercioLavoratori in lotta per chiedere il rinnovo del contratto nazionale. Sabato 7 e sabato 19 novembre è stato indetto uno sciopero nazionale proclamato da Filcams Cgil, Fisacat Cisl e Uiltucs Uil per gli addetti delle aziende aderenti a Federdistribuzione oltre alle imprese di Confesercenti e della distribuzione Cooperativa. Sabato 7 novembre, presso il Carrefour 3 Lazzago, dalle 9 alle 11 sarà organizzato un presidio unitario.

«Dopo due anni di negoziato per la definizione di un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, le trattative si sono rotte a causa delle rigidità e dell’atteggiamento dilatorio mantenuti da Federdistribuzione. L’associazione datoriale non solo si è rifiutata, nel corso del confronto, di prendere in considerazione la piattaforma rivendicativa presentata da Filcams, Fisascat e Uiltucs ma inoltre:si è dichiarata indisponibile ad erogare aumenti salariali, così come previsto dal recente rinnovo del Ccnl Confcommercio, se non attraverso una dilazione della decorrenza e durata nel periodo 2016/2018, senza alcuna copertura per gli anni 2014/ 2015. Inoltre ha posto la necessità, ai fini di un presunto recupero di produttività, di determinare un grave arretramento rispetto ad alcuni istituti, intervenendo su: automatismi (scatti di anzianità, passaggio automatico dal V al IV livello…), permessi retribuiti, distribuzione dell’orario di lavoro e sospensione dell’incidenza di XIII^ e XIV^ mensilità sul trattamento di fine rapporto” continua la nota. Tali richieste, ribadite da parte di Federdistribuzione anche negli ultimi incontri avvenuti tra luglio ed ottobre, hanno di fatto sancito una distanza incolmabile tra le posizioni e reso inevitabili iniziative di lotta e mobilitazione». Mentre per quanto riguarda la cooperazione, i sindacati «chiedono di procedere al rinnovo del Ccnl, mentre le imprese della distribuzione cooperativa avanzano richieste finalizzate ad abbassare nettamente salario e diritti lavorativi». [aq, ecoinformazioni]

Prc/ Una lista unitaria e alternativa per Olgate Comasco

prcIl circolo Prc dell’Olgiatese annuncia la volontà di costituire una nuova lista per la sinistra alternativa in vista delle prossime elezioni amministrative 2016. Leggi nel seguito il comunicato.

«La sinistra che riparte dal territorio: è il momento di cambiare. Noi vogliamo un cambiamento. Ma il cambiamento dev’essere, prima di tutto, culturale. Non è uno slogan o un modo di dire. La cultura influenza le nostre scelte, determina i nostri valori, cambia i nostri giudizi. Ad esempio, se la nostra cultura è quella della legge e del diritto, che permettono una convivenza pacifica tra i cittadini, l’idea di organizzare delle “ronde” per controllare il territorio da chi intende delinquere la notte, per poi ottenere un proprio senso di “giustizia” – come già avviene in parecchi territori lombardi – , non può essere giudicata civile.

Può, sicuramente, essere considerata un’estrema risposta a un problema grave, com’è sicuramente tale quello della tossicodipendenza e dello spaccio nei boschi di Olgiate. Questo merita una riflessione: è giusto pensare che dev’essere il cittadino a operare la giustizia, o è più giusto chiedere che si aumentino il numero di agenti e i controlli nelle zone a maggior rischio di criminalità?

C’è una sostanziale differenza tra una risposta data dall’istinto e una risposta che si interroga sulle conseguenze dei nostri gesti. È giusto, altro esempio, che la farmacia comunale venga privatizzata, mettendo a rischio sia i posti di lavoro, sia un servizio che garantisce un bene pubblico come la sanità?

Bisogna considerare che le parole, le parole tutte, sono idee. Le idee, tramite le parole, influenzano i nostri pensieri e guidano i nostri giudizi. Se una persona inizia a dire che il problema del nostro Paese sono gli immigrati che portano via le risorse dello Stato, nessuno, probabilmente, gli darà retta. Ma se questa idea inizia a essere propagandata da gruppi di persone organizzate, se alcuni giornali, alcune televisioni, se il nostro vicino di casa o un nostro parente inizia a essere della stessa idea, allora è probabile che anche noi finiremo per crederci, trascinati dal pensiero comune.

La realtà è diversa, perchè nella realtà non sono gli immigrati, profughi dalle guerre e dalla fame, a “rubare” soldi a noi cittadini, ma sono le cooperative, che nel nostro territorio sono molto legate soprattutto a Comunione e Liberazione, a prendere quei fondi senza preoccuparsi minimamente di stare gestendo delle persone e non delle merci. Ma, spesso, le idee sono più forti della realtà, e un cittadino messo davanti a ciò che contraddice un suo pensiero maturato negli anni, tenderà a rifiutarlo con ogni giustificazione possibile.

Le idee sono pericolose, in questo senso. C’è bisogno di informare, c’è bisogno di cambiare. Abbiamo bisogno di organizzarci sul territorio e di far vivere idee alternative, senza rassegnarci e adeguarci a quelle preesistenti. È in questa direzione che si volge la nostra candidatura alle amministrative di Olgiate Comasco. Bisogna attivarsi in prima persona, perchè la cultura dell’odio e dell’indifferenza non trovi spazio nel nostro agire quotidiano.» [Circolo Prc Olgiatese]

Como cultura/ Avanti anche senza capitale

Il percorso di Como capitale della cultura continua, anche se il titolo è stato concesso ad altra città.

Secondo le promesse, la squadra che ha lavorato a presentare il dossier per il bando ministeriale continua il percorso iniziato, senza alcuna modifica e ripensamento. Così, ieri l’assessorato alla Cultura del Comune di Como ha convocato una riunione delle associazioni già coinvolte nell’elaborazione e nella discussione preparatoria del dossier (che – come abbiamo più volte ribadito – non sono “tutte” le associazioni, ma solo alcune, scelte a insindacabile e imperscrutabile giudizio degli organizzatori), annunciando che tutto procede secondo programma.

In un lungo intervento l’assessore Luigi Cavadini ha ribadito tutte le indicazioni finora fornite, ha rimesso al centro dell’elaborazione culturale il problema del calendario, ha sottolineato l’importanza della comunicazione fuori dai canali tradizionali, ha lamentato la carenza di risorse, con due uniche novità: la disponibilità di una parte dei proventi della tassa di soggiorno per contribuire alle attività culturali e l’avvio di un progetto di valorizzazione delle realtà museali comasche finanziato con 150mila euro da Fondazione Cariplo (progetto che ha per titolo Fuori dal Como’).

Sono seguiti gli interventi di prammatica del sindaco di Cernobbio, Paolo Furgoni, della consigliera delegata alla Cultura del Comune di Brunate, Violetta Bedendo, e del direttore di Fondazione Volta, Salvatore Amura. Tutti hanno riconfermato la bontà del percorso intrapreso e lo sforzo per attivare tutta la sinergia possibile.

Alle parole istituzionali sono seguiti tre soli interventi dal pubblico. Nel primo Alberto Longatti ha sollecitato l’attivazione di un progetto comune tra tutti i soggetti presenti, il cui pretesto poteva essere fornito dalla prossima messa in scena al Teatro Sociale dell’Elisir d’amore, suggerimento che è stato piuttosto rudemente stoppato dall’assessore; nel secondo è stato sottolineata l’importanza di dar vita a qualche celebrazione per il centenario della morte di Antonio Sant’Elia, ricorrenza che – ha assicurato l’assessore – sarà degnamente ricordata a Como e non solo; mentre nel terzo Bruno Dal Bon ha avanzato la disponibilità della Casa della Musica a farsi promotrice di una discussione sulle e di un coordinamento delle attività musicali del territorio.

Dopo di che la riunione si è sciolta in silenzio. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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