Giorno: 4 Novembre 2015

Un advisor per Acsm-Agam

acsm-agamMarelli: «Vogliamo valutare percorsi di valorizzazione della società».

«Como e Monza hanno deciso di affidare un incarico ad un advisor per avviare un percorso di valorizzazione della partecipata Acsm-Agam» dice recisamente il Notiziario del Comune di Como, per quella che si prospetta essere una delle operazioni economiche più importanti della Giunta Lucini, che ricorda: «la società costituisce uno dei principali asset di entrambe le amministrazioni: Como detiene un pacchetto del 24,8% e Monza del 29,1%».

«Per l’incarico, le cui procedure sono state seguite da Monza, Como ha deliberato un finanziamento di 102mila euro, in proporzione alla propria quota di partecipazione» viene precisato.

«Con l’amministrazione di Monza è stato stipulato un accordo operativo per l’affidamento di un incarico ad un advisor – dichiara Savina Marelli assessora alle Partecipate del Comune di Como –. Si vogliono valutare percorsi di valorizzazione della società esplorando ipotesi di aggregazione e di partnership». [md, ecoinformazioni]

Fuga di lavoratori in Ticino

frontalieriPer Cna: «Un problema di competitività per le imprese italiane dei territori di confine».

«Nel più complessivo ambito del costo del lavoro, il divario tra Italia e Svizzera sul terreno degli oneri previdenziali e dei costi non salariali è tale da rendere molto spesso impossibile, per le imprese italiane situate presso il confine con la Repubblica Elvetica, trattenere personale altamente qualificato sempre più attratto da imprese concorrenti del Canton Ticino – spiega un comunicato di Cna Como –. Si tratta di un fenomeno fotografato dai numeri. Secondo i dati disponibili presso l’Ufficio di statistica del Canton Ticino (marzo 2015), contro i 35.347 del secondo trimestre del 2005, nel secondo trimestre del 2015 i lavoratori transfrontalieri erano 62.555: tra questi, 5.389 figure intellettuali e scientifiche, 6.134 figure tecniche intermedie, 10.633 “commerciali”, 10.678 artigiani ed operai specializzati. In particolare, per le figure addette a professioni ad alto contenuto scientifico ed intellettuale si registra un incremento degli esodi verso le imprese ticinesi pari al 195% in dieci anni. Il mondo del lavoro ticinese vedeva già nel 2013 la presenza di 4 lavoratori stranieri su 10».

«La portata del fenomeno va ben oltre il dato quantitativo e le possibili positive ricadute in termini di recupero di liquidità per le famiglie italiane e di consumi per il mercato interno: il gap di competitività si acuisce infatti gravemente per il fatto che personale caratterizzato da un elevato profilo di competenza tecnica e di specializzazione, dopo essere stato formato dalle istituzioni scolastiche italiane e dalle nostre imprese, si sposta in Ticino senza alcuna concreta possibilità di efficace rilancio economico da parte dell’imprenditore italiano che lo vede partire – prosegue lo scritto –. Da recenti rilevazioni (Sole 24 Ore e Corriere del Ticino) le componenti non salariali del costo del lavoro in Italia sono al 28,2% del totale, in Svizzera al 20,9%: un gap in grado di spostare molto la bilancia competitiva a favore delle imprese ticinesi. Il salario medio di un lavoratore transfrontaliero in Ticino ammonta a 4.658 franchi (il 18% in meno del salario medio di un lavoratore di nazionalità elvetica): si tratta di un valore pressoché inarrivabile per le imprese italiane di confine alla luce degli attuali oneri fiscali».

«Siamo convinti che serva, già nella Legge di stabilità 2016, una misura di supporto fiscale alle imprese italiane situate in prossimità del confine con la Svizzera – afferma Enrico Benati, presidente regionale di Cna produzione –, al fine di ridurre il divario e di permettere una più efficace azione di mantenimento della manodopera qualificata e delle competenze specialistiche».

«Naturalmente, un primo ambito di possibile risposta è legato al potenziamento della detassazione dei premi e del salario di produttività, su cui i valori e le soglie attualmente previste dalla bozza di Legge di stabilità appaiono largamente insufficienti, e su cui si potrebbe circoscrivere un intervento più penetrante per determinate figure professionali e per determinate aree di confine – termina la nota –. Ma affinché una misura di questo genere possa realmente impattare sulle possibilità di un’impresa italiana di usare la leva economica e per trattenere imprese specializzate, occorrerà che Governo e Parlamento prevedano anche forme di significativa decontribuzione degli incrementi salariali». [md, ecoinformazioni]

Lungolago senz’auto?

Como_presentaz_3novembre_1_2Gerosa: «Giusto aprire un confronto, senza preclusioni».

Il Comune di Como ha commissionato a Polinomia Srl uno studio del traffico per: «Valutare una riorganizzazione della circolazione nel centro città per limitare nelle giornate festive il traffico sul lungolago e verificare la possibilità di istituire una zona a traffico limitato, escludendo gli orari di punta, anche nei giorni feriali».

«La società ha effettuato indagini, simulazioni, verificato la fattibilità dei possibili schemi di circolazione alternativi e li ha valutati con analisi quantitative utilizzando il modello di simulazione del traffico a scala urbana e i modelli di microsimulazione dei nodi viari cittadini potenzialmente critici – spiegano da via Vittorio Emanuele II –. Sul tavolo sono così arrivate cinque proposte, la prima delle quali non ipotizza l’istituzione di una Ztl che è invece demandata alle altre 5 ipotesi».

Le cinque proposte sono: «Soluzione 0 Una corsia riservata ai bus, una corsia per le auto, si viaggia 30 km/h, si aumenta lo spazio a disposizione di pedoni e ciclisti, nuova regolamentazione semaforica e posa di nuovi semafori (costo preventivato 140mila euro); Soluzione 1 Istituzione del doppio senso di circolazione in viale Lecco con l’apertura di via Nazario Sauro, doppio senso di circolazione in viale Battisti, Cattaneo, Varese e Cavallotti, realizzazione di rotatoria in piazza del Popolo (costo stimato 750mila euro) e in via Grandi (costo stimato 750mila euro); Soluzione 2 Istituzione del doppio senso di circolazione in viale Lecco con l’apertura di via Nazario Sauro, doppio senso di circolazione in viale Battisti, Cattaneo, Varese e Cavallotti, realizzazione delle rotatorie in piazza del Popolo e in via Grandi, uscite anche da via Auguadri e via Lucini; Soluzione 3 Istituzione del doppio senso di circolazione in viale Lecco con l’apertura di via Nazario Sauro, doppio senso di circolazione in viale Battisti, Cattaneo, Varese e Cavallotti, realizzazione delle rotatorie in piazza del Popolo, in via Grandi e in viale Cavallotti, uscite anche da via Auguadri, via Lucini e via Gallio; Soluzione 4 Istituzione del doppio senso di circolazione in viale Lecco con l’apertura di via Nazario Sauro, doppio senso di circolazione in viale Battisti, Cattaneo, Varese e Cavallotti, realizzazione delle rotatorie in piazza del Popolo, in via Grandi e in viale Cavallotti, uscite anche da via Auguadri, via Lucini, via Gallio e via Italia Libera».

«In vista della riqualificazione del lungolago e la cresciuta attrattività turistica della città credo sia giusto interrogarsi sulle potenzialità e criticità di uno spazio importante, il più panoramico e scenografico di Como – precisa l’assessora alla Mobilità Daniela Gerosa –. Non ci sono decisioni già prese, c’è una riflessione, serena, da aprire con tutti, con l’aiuto di dati che sono stati raccolti su base scientifica. Nessuno ci obbliga a prendere una strada piuttosto che un’altra. È una possibilità che abbiamo e che riguarda uno spazio simbolo che racconta l’immagine della nostra città nel mondo».

«Nessuno scenario prevede una chiusura del lungolago dalle 7 alle 9 – prosegue Gerosa –. Al di là di questa limitazione, abbiamo però la possibilità di immaginare giorni e ore in cui il lungolago potrebbe essere senz’auto. È altresì vero che tutte le ipotesi di Ztl presentate prevedono anche un ridisegno delle corsie preferenziali. I costi e i benefici di tale operazione andranno soppesati e valutati. Non dimentichiamo, inoltre, che tutti gli interventi infrastrutturali previsti, potranno difficilmente essere sostenuti dal solo Comune, per lo meno nei prossimi anni, visti i bilanci di cui disponiamo» (lo studio). [md, ecoinformazioni]

Variante Pgt a Como

PGT COMOIl Comune promette: «Zero consumo suolo, nuove opportunità per le aree dismesse».

La Giunta Lucini ha approvato mercoledì 4 novembre la proposta di delibera per la variante del Piano di governo del territorio che ora dovrà essere discusso in Consiglio comunale.

Le modifiche sono state rese necessarie per «la necessità di una generale semplificazione delle disposizioni attuative e di una rivisitazione di diverse norme».

«Resta confermata la limitazione del consumo di suolo e lo sviluppo insediativo viene principalmente assicurato attraverso il recupero e la riqualificazione delle aree dismesse – afferma l’assessore all’Urbanistica Lorenzo spallino –. L’aspetto importante di questa proposta va visto nel progetto di città che si è cominciato a delineare con il Pgt e che si conferma con questa variante. Partendo dalla valorizzazione della nostra storia, del paesaggio e della cultura, siamo chiamati a sviluppare iniziative e favorire interventi che diano alla città un’immagine di modernità ed innovazione».

«La variante al Pgt si pone l’obiettivo: nel breve periodo di perfezionare l’attuale Pgt rimuovendo criticità gestionali e applicative delle disposizioni attuative relativamente al Piano dei servizi e al Piano delle regole; nel medio periodo, di rappresentare una base di discussione per una successiva variante generale e in particolare del documento di piano in relazione ad alcuni obiettivi strategici e ad un nuovo Piano della mobilità – dichiara Palazzo Cernezzi –. La variante non prevede nuove edificazioni in aree libere; favorisce la rigenerazione urbana con bonus volumetrici; incentiva l’housing sociale mediante il recupero di aree dismesse; soddisfa il fabbisogno abitativo solo con ampliamenti degli edifici esistenti; ammette cambi di destinazione d’uso per attività turistico-ricettive e commerciali; ammette la media e grande distribuzione commerciale solo in aree dismesse o di riqualificazione urbana; tutela all’interno del tessuto urbano consolidato gli spazi destinati a verde pubblico e/o privato; definisce il sistema della tutela ambientale ridefinendo il perimetro della Spina Verde, confermando il Plis del Parco della Valle del Cosia e dettando puntuali disposizioni agli altri ambiti». [md, ecoinformazioni]

Chiusa via Borgovico

borgovicoPer l’asfaltatura, tra largo Spluga e piazzale Santa Teresa, dalle 20 alle 22 senso unico alternato con movieri e dalle 22 alle 6 divieto di circolazione «per tutte le categorie dei veicoli; il transito sarà consentito esclusivamente ai veicoli di soccorso e polizia, ai residenti e ai bus».

Fino alla fine dei lavori non sarà possibile parcheggiare in via Borgovico e in largo Spluga spiega Palazzo Cernezzi: «In alternativa alla via Borgovico, gli automobilisti provenienti dal lungolago potranno percorrere la via Nino Bixio, quelli provenienti da Cernobbio la via Bellinzona e quindi la via Bixio. Di giorno la via Borgovico sarà aperta ma si transiterà a 30 Km/h». [md, ecoinformazioni]

Omaggio a Francesco Somaini

bd-C.5.5083.jpg_161444393Per celebrare il decennale della scomparsa dello scultore comasco, due mostre a Como e Lomazzo, fino al 22 novembre: Immaginare scultura 1945-1999, Palazzo del Broletto di Como, in piazza del duomo, aperta da martedì a domenica
dalle 10 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17, chiusa lunedì chiuso; Eseguito in Lomazzo Como Italia, Palazzo comunale di Lomazzo, in piazza IV novembre 4, Chiesa dei SS. Vito e Modesto, Brolo S. Vito, Cimitero, via Rimembranze, Casa Colmegna, via Trento 11, ComoNext e Spazio A.gi.ti s.a.s.-La torre immobiliare, ingresso da via Cavour 2, aperta da
lunedì a venerdì
dalle 16.30 alle 18.30, 
sabato e domenica 
dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 18.30.

Immaginare scultura 1945-1999

«L’esposizione, curata da Enrico Crispolti e Luisa Somaini, si pone l’obiettivo di approfondire la produzione in carta dell’artista, partendo da una nuova prospettiva di lavoro, resa possibile dalla schedatura sistematica dei materiali d’archivio in previsione della pubblicazione del catalogo ragionato dell’opera, che permette di individuare con maggiore precisione le diverse modalità e intenzioni che muovono nel corso di oltre mezzo secolo l’autore alla realizzazione di fogli destinati a restare privati, ad accogliere e sostenere una particolare ricerca formale o piuttosto a documentare determinati raggiungimenti stilistici – spiega la presentazione della mostra organizzata dall’Archivio Francesco Somaini con il sostegno del Comune di Como –. Immaginare scultura conduce quindi, per la prima volta, nel cuore del laboratorio dello scultore attraverso sei sezioni tematico-cronologiche che approfondiscono momenti esemplari della sua attività, accostando prime idee, appunti di lavoro, fogli di taccuino, spesso inediti, a disegni finiti, capi d’opera più volte pubblicati, considerati dall’artista stesso come i più rappresentativi».

E.1.70033F.jpg_925135772«Sezioni dedicate al tema della Lotta che nelle sue diverse declinazioni permette di gettare un ponte tra gli anni della formazione in ambito europeo e l’ultima stagione creativa, al periodo postcubista, all’elaborazione della forma che dall’osservazione della natura conduce all’astrazione concretista e alla “poetica del frammento” del periodo informale, alla serie delle Metamorfosi, caratterizzata dalla messa a punto della tecnica degli “inchiostri dilavati”, alla sequenza di carte legate alla riflessione utopica sul rapporto tra scultura, architettura e contesto urbano e alla successiva esecuzione delle Tracce – prosegue lo scritto –. Accompagnano i 87 disegni esposti 18 sculture chiamate a far da spina dorsale al percorso, allo scopo di analizzare le molteplici e talora misteriose relazioni esistenti tra pratiche diverse, senza cadere nello sterile esercizio interpretativo che tende a farci considerare il disegno degli scultori, come una rappresentazione sul piano di un’opera tridimensionale. In margine alla mostra, un itinerario di visita nel territorio comasco nei luoghi che conservano opere realizzate dallo scultore, dalla Porta d’Europa nell’area Bennet a Montano Lucino al Ninfeo di Villa d’Este a Cernobbio».

Eseguito in Lomazzo Como Italia

«L’esposizione, curata da Beatrice Borromeo, Alberto Monti e Fabio G. Porta Trezzi, propone un doppio itinerario di visita nel paese in cui l’artista è nato, ha scelto di vivere e di operare a partire dai primi anni cinquanta e per oltre mezzo secolo – si precisa nella nota della mostra organizzata dal Comune di Lomazzo e dall’Archivio Francesco Somaini –. Lomazzo conserva, infatti, numerose opere dello scultore che consentono di ricostruire a grandi linee l’evoluzione del suo percorso creativo e di conoscere i diversi ambiti in cui si è cimentato, dalla scultura al disegno, dal mosaico pavimentale alla vetrata».

Oltre alle opere permanentemente in loco ne sono state esposte anche alcune solo per la mostra: «Il percorso tocca i luoghi che conservano realizzazioni dell’artista (dalla Chiesa dei Santi Vito e Modesto, al monumento ai caduti e alla tomba dei parroci del cimitero) e le sedi di esposizione di altri lavori (dal Municipio alla Comonext e allo Spazio A.gi.ti. s.a.s. – Le torri immobiliare).
A partire dagli anni della stagione informale e dell’affermazione a livello internazionale, Somaini ha iniziato a imprimere un marchio di produzione sulle fusioni delle proprie sculture con la dizione “eseguito in Lomazzo Como Italia”, oltre alla firma e alla data, con l’obiettivo di ribadire la sua appartenenza alla grande tradizione della scultura italiana e di portare al contempo l’attenzione del pubblico al suo atelier, terreno d’infinita libertà e avventura, il luogo in cui avveniva concretamente la creazione dell’opera e si procedeva, dopo la parentesi del lavoro in fonderia, alla sua ripresa, finitura e punzonatura. Nel laboratorio di Lomazzo si compiva, infatti, l’intero processo creativo che porta all’invenzione e alla realizzazione di un motivo: dalla prima idea, fermata sulla carta, all’esecuzione del modello della scultura attraverso l’impiego di procedure tradizionali, ma frequentate con modalità personali, in linea con lo sperimentalismo e l’azionismo di certa cultura informale. Nei primi anni sessanta l’artista ha iniziato a utilizzare per l’intaglio del blocco di materia il getto di sabbia a forte pressione, dotando il suo atelier di una apposita cabina di sabbiatura. In mostra fotografie e documentari dell’artista al lavoro che permettono di entrare nel cuore del suo laboratorio lomazzese». [md, ecoinformazioni]

Riaperta la strada per Civiglio

civiglioSenso unico alternato fino all’8 novembre.

Finiti «gli interventi che interessavano la strada e che per motivi di sicurezza poteva essere aperta solo in alcune fasce orarie per le lavorazioni in corso» riapre la strada per la frazione comasca di Civiglio «senza vincoli di orari, con il senso unico alternato regolato da semaforo». Contestualmente alla riapertura è sospeso il servizio di trasporto sostitutivo organizzato dall’amministrazione comunale. I lavori per la messa in sicurezza, dopo la frana all’altezza di via Grotta e che aveva danneggiato anche via per Civiglio, non sono però terminati «ci vorrà ancora un mese circa» dicono dall’Amministrazione comunale comasca. [md, ecoinformazioni]

Selezione per la produzione del merchandising del brand di Como

como lakexperiencePubblicato il bando per «L’affidamento in concessione ad un licenziatario ufficiale generale della licenza d’uso e sfruttamento commerciale del marchio promozionale della città di Como».

 

Fino al 22 novembre si possono presentate proposte: «La concessione avrà una durata di 4 anni (più eventualmente uno di proroga) per un valore di 72.308 euro – spiegano da Palazzo Cerenzzi –. La gara fa seguito all’individuazione del brand della città di Como – già prevista nelle linee strategiche per la promozione del marchio COMO-Lakexperience – alla costituzione del sito promozionale della Città di Como (visitcomo.eu), all’implementazione della newsletter degli eventi cittadini ComuniCO e più in generale all’attività sui social media».

Si tratta dell’affidamento: «Ad un licenziatario ufficiale generale della licenza d’uso per lo sfruttamento commerciale del marchio promozionale della città di Como mediante la produzione e vendita controllata al dettaglio di prodotti brandizzati e l’eventuale gestione di iniziative di marketing e co-marketing.

L’affidatario potrà avvalersi di sublicenziatari i cui prodotti saranno sottoposti ai controlli da parte dell’Ente. In particolare il licenziatario dovrà procedere affinché i sublicenziatari realizzino i prodotti con la massima cura in termini di creatività nel design e nella grafica, di ricercatezza e di innovazione nei materiali». Inoltre: «Il processo di produzione dovrà privilegiare prevalentemente la filiera produttiva locale, nonché prestare particolare attenzione alle politiche ambientali. Il Comune riceverà in cambio le royalty – con un minimo garantito – per lo sfruttamento del marchio che è stato a suo tempo registrato presso la Camera di commercio di Como». [md, ecoinformazioni]

9 novembre/ In Lombardia cambia la sanità

seminario_medici260Quali problemi nel nostro territorio? Quali le nostre prospettive? convegno lunedì 9 novembre alle 17 allo Yacht Club di Como, in via Puecher 8, con Angelo Capelli e Fabio Rizzi, consiglieri regionali e relatori della Riforma lombarda, Luca Gaffuri, consigliere regionale lombardo, Gianluigi Spata, presidente Ordine dei medici di Como, Arturo Bergonzi, segretario regionale Cisl medici, Gerardo Larghi, segretario generale Cisl dei Laghi, coordina Cesare Guanziroli, referente comasco Cisl Medici, presenta la Riforma Filippo Cristoferi, ricercatore – Università Cattolica, organizzano Cisl dei Laghi e Cisl medici.

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