Giorno: 1 Dicembre 2015

8 dicembre/ Numeri e stelle

NumeriStellePresentazione della nuova raccolta di poesie di Laura Garavaglia (Edizioni Ulivo), con Massimo Daviddi, accompagnamento musicale con la fisarmonica di Peter Zemp, martedì 8 dicembre alle 19 alla Cooperativa moltrasina in via Raschi a Moltrasio, segue cena (aperitivo della casa, bresaola con scaglie di grana, stinco di vitello arrosto – ev. arrosto di vitello, patate al forno, sorbetto, panettone, acqua, vino e caffè; costo 30 euro), organizzano Cooperativa moltrasina, gruppo degli Incontri al Caffè di Lugano, Amici dell’Ulivo, La casa della poesia di Como. Per informazioni e prenotazioni tel. 031.290316.

Abbondini d’oro 2015

Abbondino-COPL’onorificenza comasca verrà consegnata a Maria Bianchetti, Lorenzo Marazzi e Abele Dell’Orto sabato 19 dicembre a Villa Olmo.

 

«Suor Maria Bianchetti, ( “guanelliana che ha lavorato in Brasile ed ora presta la propria opera alla mensa per i poveri in via Tatti e alla Casa alloggio La Sorgente”), Lorenzo Marazzi (“per la sua storia e per gli studi compiuti”), Abele Dell’Orto (“docente al servizio di generazioni di giovani, cui ha trasmesso passione e amore per la cultura e l’impegno sociale”) – informa Palazzo Cernezzi –. A loro la commissione comunale ha assegnato oggi [martedì 1 dicembre] gli Abbondini d’Oro per l’anno 2015. La cerimonia di consegna dell’onorificenza si svolgerà la mattina del 19 dicembre a Villa Olmo». [md, ecoinformazioni]

ecoinformazioni on air/ Paratie ancora domande

logo ecopop

Il servizio di Michele Donegana in onda l’1  e il 2 dicembre su Radio popolare. Ascoltalo da Metroregione. Una nuova tegola per il sindaco di Como Mario Lucini. L’Autorità nazionale anticorruzione non ha sbloccato la pratica sul cantiere delle paratie antiesondazione in riva al lago, anzi ha fatto nuove richieste. «Mi aspettavo una risposta, non altre domande, alcune mi hanno sorpreso» ha detto rammaricato il primo cittadino. I chiarimenti richiesti sono sull’eventuale incompatibilità del direttore dei lavori Pietro Gilardoni e sulle modalità di esecuzione di una delle vasche già realizzate. Ora Palazzo Cernezzi dovrà approntare delle risposte soddisfacenti o la possibilità di riprendere i lavori sfumerà sempre più. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Protesta a Palazzo Cernezzi

3 COMO COMUNEGenitori contro il punto unico di cottura, la maggioranza si divide, ma la proposta passa lo stesso in Consiglio comunale con l’assestamento di bilancio.

 

Preliminari

Poche le preliminari al Consiglio comunale comasco di lunedì 30 novembre. Luca Ceruti, M5s, ha chiesto di segnalare l’obbligo di pneumatici da neve o catene nelle strade d’accesso alla città e si è felicitato dell’inizio dell’attività della prima Assemblea di Zona, quella di Como Nord, anche se ci sono stati «alcuni problemi risolti durante la riunione». Alessandro Rapinese ha ricordato il capitolato per le manifestazioni natalizie per cui l’eventuale guadagno del concessionario dovrà essere «devoluto in beneficienza a soggetti concordati con l’amministrazione». E per il consigliere di Adesso Como è sospetta la scelta di destinare tali fondi a una associazione che ha come sede sociale lo stesso indirizzo di Como città dei balocchi e di Amici di Como. Per ultimo il sindaco ha relazionato all’aula sulla nuova richiesta di chiarimenti da parte di Anac sul cantiere delle paratie.

 

Mense scol2015-11-30 20.44.37astiche e assestamento di bilancio

Nel mentre una cinquantina di genitori si sono presentati in aula cercando di aprire uno striscione con scritto «Un paese civile investe in cultura. Como in cottura», invitati a ripiegarlo si sono posti prima fuori dal salone e poi hanno preso posizione nello spazio per il pubblico per seguire il dibattito consiliare, ma stranamente nessuno, neanche dall’opposizione, ha chiesto di sospendere la seduta e sentire il perché del loro arrivo in aula.

Insediata l’assemblea la discussione è ripresa sugli emendamenti all’assestamento di Bilancio, proposti dalle opposizioni, che trattavano degli investimenti per la creazione di un unico centro cottura al posto delle attuali 17 cucine comunali sparse fra tutti i quartieri cittadini.

Le minoranze hanno, a seconda delle differenti sensibilità, chiesto di stralciare i soldi per la costruzione di un unico grande centro di ristorazione, 700mila euro previsti per il 2015 e 600mila per l’anno prossimo, e di trasferire tali fondi alla manutenzione straordinaria di scuole, cimiteri e2015-11-30 20.46.57 strutture sportive.

Il dibattito sugli emendamenti si è tenuto in un’unica discussione congiunta. Per Rapinese si tratta di un «progetto folle, senza i benefici della esternalizzazione, non si potrà cambiare il fornitore e il cibo verrà comunque da fuori», mentre Laura Bordoli, Ncd, ha lamentato che si tratta di «una discussione affrontata senza dati». Con lei Sergio Gaddi, Fi, per cui vi è una «assoluta assenza di dati». «È una proposta che non piace alle famiglie, sono state raccolte 2mila firme contro che mi sono state consegnate questa sera – ha affermato Anna Veronelli – e neanche all’Istituto comprensivo di Como Prestino che ha espresso parere contrario». La consigliera di Forza Italia ha invitato quindi a: «Non forzare i tempi, non è vero che è ineluttabile». Contro l’esternalizzazione ha preso la parola Roberta Marzorati, Per Como, «il servizio attuale è ottimo», pur con la paura che con il nuovo servizio «il tempo di consegna sarà molto superiore a quello ipotizzato» e per questo ha proposto di valutare la gradualità nella riduzione delle cucine.

E le critiche sono arrivate anche dai banchi della maggioranza. Di «scelta frettolosa, andava dettagliata dei costi e dei benefici», ha parlato Gioacchino Favara, Pd, «manca un Business Plan e vi è l’incertezza sui costi reali, non c’è una valutazione puntuale supportata dai dati» ha aggiunto Eva Cariboni, Amo la mia città, «avrebbe dovuto esserci una maggiore condivisione» ha rincarato per Paco-Sel Luigi Nessi, che ha aggiunto «vogliamo che il servizio resti pubblico per tutti i bambini», il «centro unico di cottura non era certo fra le nostre priorità» ha concluso la collega di gruppo Celeste Grossi.

Ma la maggioranza è comunque convinta della propria scelta. «Non si possono più rinnovare 44 contratti a tempo determinato – ha detto Marco Tettamanti di Como civica –. Le attuali cucine sono inadeguate per quanto riguarda la prevenzione incendi e le norme igienico sanitarie». E il centro unico tutelerebbe i 77 posti di lavoro a tempo indeterminato e eviterebbe l’esternalizzazione del servizio. Anche la proposta di un passaggio graduale non sarebbe fattibile «era stata fatta l’ipotesi di via Fiume, Zezio, Tavernola e via Isonzo», ma bisognerebbe mettere in conto i costi di ristrutturazione delle strutture e avere un personale di almeno un centinaio di persone «e non possiamo assumere».

La maggioranza si è divisa quindi sulla votazione degli emendamenti dove Cariboni e Favara hanno sostenuto le proposte di cambiamento del documento assieme alle opposizioni e spesso Paco-Sel e il consigliere del Pd Raffaele Grieco si sono astenuti, ma non ne è passato nessuno.

Sono quindi stati approvati due ordini del giorno. Il primo presentato da Rapinese chiede di relazionare al consiglio degli esiti degli incontri con i cittadini. Il secondo della maggioranza chiede invece una verifica «dell’attuale situazione delle cucine esistenti e della loro condizione» e «della situazione futura degli attuali dipendenti», ma non solo si chiede anche di valutare le «possibilità alternative all’eventuale punto unico» di via Isonzo a Prestino oltre che un «confronto con la cittadinanza». «Serve solo a lavarvi la coscienza!» ha detto Marco Butti, Gruppo misto, uscendo poi dall’aula assieme a tutte le altre minoranze, e Favara, per protesta.

Nel frattempo il sindaco ha incontrato, ormai dopo la mezzanotte, quando in aul2015-11-30 23.57.21a è stata votato di proseguire ad oltranza da quasi tutta la maggioranza, i cittadini ancora presenti dopo aver preso la parola scusandosi per non essere intervenuto in aula in serata avendo già preso la parola nella seduta precedente ammettendo: «Si tratta di una scelta complessa e difficile che non porta consensi, una situazione non procrastinabile per un altro anno». Un incontro a tratti concitato in Sala stemmi per cui Veronelli ha chiesto una sospensione della seduta, per permettere la partecipazione anche dei consiglieri comunali, non concessa però dal presidente.

Alla votazione finale dell’assestamento di bilancio, comprendente gli investimenti per il punto unico di cottura, la maggioranza ha approvato la delibera dividendosi però, con Paco-Sel che si è astenuta e Cariboni e Favara che hanno votato contro assieme alle opposizioni. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Nel 2014 1,2 donne maltrattate al giorno nel Comasco

violenza-donne«Numeri spietati come uno schiaffo secco tirato al volto della società comasca» affermano la deputata e il deputato democratici comaschi Braga e Guerra.

 

«A pochi giorni dal 25 novembre, data in cui si è celebrata la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sono dati drammatici quelli forniti dalla Questura di Como, che interessano l’intera nostra provincia: 442 casi di donne che nel solo anno 2014 nel comasco hanno subito violenza, 2579 i casi totali dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2014» ricordano la deputata e il deputato comaschi del Partito democratico Chiara Braga e Mauro Guerra.

«Secondo quanto pubblicato oggi sul quotidiano locale La Provincia di Como, 442 sono nell’ultimo anno le donne vittime di violenza nella nostra provincia, mentre risultano 573 le schede di rilevamento. Ciò sta a significare che alcune donne, 131 per la precisione, hanno subito violenza più volete e in diverse occasioni – sottolineano –. La maggior parte delle violenze subite nel 2014, 288 casi pari al 65%, hanno riguardato donne italiane, la cui fascia più a rischio è quella ricompresa tra i 38 e i 47 anni seguita subito da quella tra i 28 e 37 anni. Varie le tipologie dei maltrattamenti. Quasi sempre c’è una violenza fisica alla quale spesso si sovrappongono anche violenze psicologiche, pressioni economiche, stalking e aggressioni sessuali».

«A riflettere leggendo i dati del rapporto della Polizia di stato che “inquadra” sul territorio lariano il fenomeno della violenza sulle donne, c’è da rimanere sbigottiti. In pratica ogni giorno del 2014 1,2 donne hanno subito maltrattamenti – aggiungono i deputati democratici lariani –. Numeri spietati che ci sbattono in faccia come uno schiaffo secco, questa volta tirato al volto della società comasca, una triste e al contempo allarmante realtà spesso nascosta in quello che dovrebbe essere, ma evidentemente in molti casi non lo è, il calore familiare e con la quale dover fare i conti».

«A livello nazionale, in questa legislatura abbiamo approvato leggi importanti, a partire dalla Convenzione di Istanbul, votata all’unanimità, che resta la strategia più avanzata nel contrasto alla violenza di genere sulla quale occorre impegnarsi ancora per attuarla compiutamente. Così come è necessario superare la frammentarietà degli interventi con delle politiche strutturali e fornire risorse certe e migliori per sostenere il lavoro centri antiviolenza – terminano –. Ma è attraverso un reale cambiamento culturale, che più si può fermare il trend delle violenze contro le donne. Un cambiamento di mentalità nel quale tutti, uomini e donne dobbiamo sentirci impegnati, affinché nascano e si costruiscano dei legami affettivi fondati sulla dignità e il rispetto reciproco anche e soprattutto in situazioni di difficoltà, di crisi relazionale o di altro tipo». [md, ecoinformazioni]

Riscaldamento globale sul Lario

pianellodellarioIn 10 anni le temperature massime sono cresciute di oltre due gradi (2,08 a Como, 2,36 a Lecco) e le minime di oltre un grado.

 

«Anche nelle province lariane si fanno sentire gli effetti del cambiamento climatico, come conferma un’elaborazione della Coldiretti regionale, su dati Osservatorio Mipaaf, diffusa in occasione della Conferenza Onu di Parigi sui cambiamenti climatici – spiega un comunicato di Coldiretti Como Lecco –. A Como si è passati dai 14,39 gradi registrati in media tra il 2005 e il 2014 ai 16,47 rilevati nei primi dieci mesi del 2015. A Lecco, la differenza è ancora più rilevante in quanto nel 2015 si registra una media di 18,26 gradi contro i 15,90 degli ultimi 10 anni. Dall’analisi di Coldiretti Lombardia, risulta anche che a Lecco (863,21mm/anno), negli ultimi 10 anni, le precipitazioni hanno superato la media regionale (858,29mm/anno), mentre Como, seconda solo a Sondrio, è la provincia più “asciutta” con 855,08mm di precipitazioni medie all’anno».

«Gli eventi atmosferici stanno diventando sempre più traumatici sia per la violenza che per la rapidità con i quali si verificano – dichiarano Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni, presidente e direttore di Coldiretti Como Lecco – In questo contesto il lavoro degli agricoltori si complica e aumentano i rischi per produzioni e raccolti».

«In un contesto regionale dove il 2014 è stato uno degli anni più piovosi, contabella aumento temperature quasi il doppio delle precipitazioni medie mensili degli ultimi 10 anni, a livello locale si manifestano estati di grande siccità, come è accaduto quest’anno in provincia di Como quando a Luglio si sono registrati soltanto 18,3mm di precipitazioni – prosegue il comunicato –. E gli agricoltori ne hanno sofferto». «Quest’anno a luglio, in pratica, non ha piovuto per nulla, come già era accaduto nel 2003 – afferma Dante Saibene di Cirimido –. I danni e le perdite di raccolto sulla soia sono stati pesantissimi: le piantine, come anche quelle di mais, hanno subito forti stress per colpi di calore. I raccolti di granturco sono stati addirittura dimezzati in diversi areali».

«Nell’aumento delle temperature un ruolo importante è giocato anche dalla cementificazione e dal consumo di suolo, di cui le nostre province lariane, particolarmente nell’area di pianura, soffrono ormai cronicamente» si aggiunge. «Di solito per le festività di Ognissanti da noi si andava sottozero: quest’anno invece a novembre c’erano quasi 20 gradi – aggiunge la sondriese Franca Sertore, presidente Pensionati Coldiretti Lombardia –. Ricordo che in questo periodo quando ero bambina iniziavano le prime nevicate, che poi gelavano e facevano sì che si conservasse una riserva d’acqua per l’estate. Oggi invece anche i nostri ghiacciai si stanno sciogliendo».

«È strategico monitorare la situazione e sostenere l’agricoltura quale risorsa per la gestione e la manutenzione del territorio contro il consumo di suolo considerato che in cinquant’anni, dal 1955 al 2011, in Lombardia le superfici agricole utilizzate sono diminuite di oltre il 25,4% passando da 1.322.017 ettari a 986.853 ettari, mentre il suolo urbanizzato è aumentato del 235 per cento – conclude Trezzi –. Senza agricoltura si perde prima di tutto una gestione efficace dei territori, un assunto che è ancora più vero nelle realtà di montagna, che sono più a rischio di abbandono e isolamento». [md, ecoinformazioni]

Il punto cottura scotta Palazzo Cernezzi

comunecomoApprovato nelle prime ore del 1 dicembre, con un gruppo di genitori che protestavano a Palazzo Cernezzi per la scelta del Punto unico di cottura con uno striscione “Un paese civile investe in cultura, Como in cottura”, l’assestamento di Bilancio del Comune di Como. Un’approvazione sofferta per la maggioranza di centrosinistra che ha evidenziato profonde divergenze di valutazione tra i diversi gruppi che la compongono con distinguo, astensioni e interventi in aula di consiglieri e consigliere che hanno evidenziato l’assoluta contrarietà  proprio al finanziamento della “razionalizzazione” del servizio di refezione e scolastica contro il quale sono state anche raccolte duemila firme di genitori. La maggioranza supera l’empasse con l’approvazione di un Ordine del giorno che invita Sindaco e Giunta a ripensare, rivalutare e ridiscutere con la città la scelta appena inserita in Bilancio. Presto on line l’articolo di Michele Donegana.

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