Giorno: 11 Dicembre 2015

L’Arci lancia la campagna #giafamiglia

giafamigliaA3-01Il 10 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei Diritti umani, l’Arci ha lanciato la campagna #giafamiglia, aprendo una riflessione sulla famiglia, tanto osannata ed evocata.

«Vogliamo partire da una data importante, il 12 marzo 2015, in cui l’Europarlamento a Strasburgo si è espresso a favore del riconoscimento delle unioni civili e del matrimonio tra persone dello stesso sesso considerandolo come un diritto umano. Diritto umano, e dunque universale e inalienabile per tutti i cittadini, indispensabile per la salute ed il benessere psicofisico della persona, il diritto all’unione e all’unità familiare. Siamo voluti partire da questa data fortemente simbolica, che segna un passaggio importante per le libertà individuali e che irride ancora una volta all’enorme ritardo del nostro Paese.

Che cos’è per noi #giafamiglia?
Vogliamo dare voce alla famiglia reale, alle diverse famiglie che esistono già e che sono legate dal legame più autentico e assoluto, quello d’amore.
Vogliamo dare voce ai tanti cittadini e cittadine, ai tanti minori, che non hanno alcun riconoscimento pubblico e che non hanno tutele. Vogliamo raccontare le tante storie di #giafamiglie che vivono accanto a noi, che sono composite, variegate, colorate, che sono fatte da coppie, eterosessuali o omosessuali, con figli o senza figli, unite dal matrimonio o iscritte al registro delle unioni civili o forse ancora niente di tutto questo.
Vogliamo definire il nostro concetto di famiglia partendo da quello che già esiste e che già costituisce, nella vita vera, Famiglia.

In Italia il diritto di famiglia è fermo ad un impianto legislativo la cui ossatura risale agli anni settanta, che non prevede la differenziazione degli istituti familiari e che non riesce in alcun modo a stare al passo con i tempi in una società che evolve velocemente. In questi anni sono i giudici, a suon di sentenze che stanno riscrivendo di fatto il diritto di famiglia, raggiungendo le punte più avanzate nell’unico interesse della salvaguardia dell’interesse supremo del minore.

Osannata, evocata, oggetto di furori di popolo, la famiglia proprio in questi giorni diventa nuovamente oggetto di una giornata di iniziative in difesa della famiglia tradizionale.
Ma che cos’è la famiglia “tradizionale”? Quella che neppure i politici di destra, i più strenui difensori, riescono ad applicare alla loro vita reale fatta di matrimoni, separazioni, convivenze, figli di partner diversi? Quella che costruisce un casellario rigido ma che in alcun modo riesce a ricomprendere l’amore che per definizione è fluido, libero, che rompe gli schemi? E quali i mostri che ancora oggi nasconde la famiglia tradizionale? Che cosa diciamo di fronte alle drammatiche le stime in costante aumento di violenze e stupri sulle donne, di abusi su minori consumati all’interno delle sacre mura familiari? Riempie le piazze la nostra indignazione?» [Arci nazionale]

Arci/ La pace è una necessità

pacecolomba«I più accorti lo avevano predetto da subito: dopo gli attacchi terroristici a Parigi nessuna cosa sarebbe stata più come prima. Tutto ciò che è seguito a quella tragica notte è costituito da scontata retorica, dichiarazioni avventate, azioni non meditate, il fil rouge che le lega insieme è dato da una sostanziale e generalizzata inadeguatezza dei governanti a fronteggiare una situazione complessa e inedita. Manca una visione d’insieme del mondo, la difficoltà per l’occidente di stabilire cosa vuole fare ed essere fuori dai confini dell’occidente stesso.

Il mondo è cambiato, e con esso sono cambiate anche le modalità dei conflitti che si continuano ad affrontare con gli stessi criteri del secolo scorso: Daesh non è la Germania nazista, la sola risposta in campo oggi – quella militare e muscolare – è inadatta proprio perchè mutuata acriticamente dalla seconda guerra mondiale e dettata dall’impellenza vendicativa avente come solo obbiettivo quello di placare gli animi (e le forze politiche che li animano) più reazionari e nazionalisti.

Nessuna riflessione emerge invece su come fronteggiare l’Is depauperandolo di forniture militari e facili guadagni economici derivanti dalla vendita di petrolio sottocosto; nessun insegnamento tratto dagli insensati interventi che sono stati agiti a favore di dittatori senza scrupoli – funzionali, di volta in volta, alle variegate politiche neocoloniali – per poi spodestarli determinando instabilità regionali e macerie che abbiamo chiamato pace. La Storia non si ripete solo in forma di tragedia o di farsa, ma anche come colpevole riproposizione di modalità fallimentari sapientemente suggerite da appetiti economici e di potere privati.

Qual è il primato di civiltà che dovremmo far prevalere contro la barbarie? Forse quello che annuncia la creazione, nel cuore dell’Europa, di luoghi di detenzione straordinari per i terroristi, obbrobri giuridici nella patria dello Stato di diritto di cui andiamo tanto fieri? O la minaccia di poter utilizzare ancora ordigni nucleari, in una guerra non convenzionale per definizione? Possiamo rimanere inerti ad ascoltare le proposte di chiusura dei confini nazionali – su base razziale e di culto religioso – da parte di chi si candida a rappresentare lo Stato paladino dell’ordine mondiale? Per quanto dovremo ancora sopportare di essere cittadini di un’Europa che ha fallito l’unità politica e tradito i propri ideali di umanesimo subordinandoli all’egoismo dei nazionalismi e delle spinte più reazionarie?

Viviamo tempi bui per la ragionevolezza e il buon senso: siamo costretti a barattare le libertà individuali con la sicurezza, i frutti di secoli di lotte per l’emancipazione con qualche strumento in più di controllo delle nostre vite, chiediamo ancora tempo per edulcorare i danni prodotti al nostro pianeta quando di tempo non ne abbiamo più. Siamo a un passo dal baratro, dovremmo resuscitare non solo la capacità d’indignazione della società tutta ma appellarci all’umanità che risiede in ciascuno per un sussulto che segni un deciso cambio di rotta nelle politiche globali e nazionali, che prima di ogni cosa metta la Pace non più come opzione possibile ma come necessità impellente.» [Franco Uda, coordinatore nazionale Arci Pace, solidarietà e cooperazione internazionale]

67° concorso Aslico per giovani cantanti lirici

teatro socialeDopo aver selezionato già diversi candidati a Bucharest, Vienna e Lione, arrivano a Como le preselezioni del concorso Aslico. Il 12 e 15 dicembre più di un centinaio di candidati si esibiranno sul palco del Teatro Sociale per arrivare alle eliminatorie di gennaio. Il gran finale che decreterà i vincitori si terrà domenica 10 gennaio alle 15.30 e sarà aperto a tutto il pubblico e ad ingresso libero. Scarica qui il manifesto del concorso.

14 dicembre/ Federico Frigerio architetto

locandina_14-dicembre-presentazione-nodolibri-2728Presentazione del volume (NodoLibri), con l’autore, Fabio Cani, Michele Pierpaoli, presidente Ordine architetti Ppc di Como, e Sergio Lazzarini, Università dell’Insubria – presidente della Società storica comense, lunedì 14 dicembre alle 21 all’Ordine degli architetti di Como, edificio Novocomum in via Giuseppe Sinigaglia 1.

Palazzo Cernezzi continua a vendere

facciatapalazzocernezziLa Giunta Lucini approva un altro Piano delle alienazioni e valorizzazioni fino al 2018 per far quadrare il bilancio.

 

Giovedì 10 dicembre la Giunta comasca ha approvato il nuovo Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per il 2016 e il triennio 2016-2018.

«A seguito di novità positive come le entrate legate ai frontalieri abbiamo riconsiderato il Piano delle alienazioni per il 2016 togliendo alcuni immobili perché inseriti in contesti interamente comunali di pregio e situati in zone centrali, come due locali in via Cesare Cantù attualmente adibiti uno a ristorante e l’altro a negozio di abbigliamento, e perché valorizzabili attraverso l’affitto, come il caso del bar-birreria in piazza Martignoni a Camnago Volta – dichiara l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno –. Abbiamo stralciato anche due negozi in via Milano alta, con contratto d’affitto fino al 2020 e che quindi garantiscono un’entrata certa mentre l’eventuale vendita, con grandi difficoltà, potrebbe avvenire ad un prezzo di molto inferiore a quello di mercato proprio perché affittati. Sono state, invece, inserite l’ex scuola elementare di Lora e un edificio in via Canova che attualmente ospita una scuola privata paritaria. Per entrambi gli immobili abbiamo ricevuto manifestazioni di interesse». [md, ecoinformazioni]

 

I beni da alienare nel triennio 2016-2018

Anno 2016

Via Milano 248 – uso commerciale libero da affittanza – 180.156,00

Piazza V Alpini- via Bellinzona 143 – farmacia con vani servizio – 279.649,50 procedura in corso con abbattimento del 25%

Via De Cristoforis – area scoperta – 29.068,00 – verrà esperito terzo tentativo con ribasso d’asta del 25%

Via per Brunate – area scoperta – 18.511,00 – verrà esperito terzo tentativo con ribasso d’asta del 25%

Via Milano 238/240 – uso commerciale (ristorazione) – 198.979,00

Via Milano 240/a – uso commerciale (negozio abbigliamento) – 147.890,00

Via Binda 10 – ex scuola all’aperto – 1.170.000,00

Via per Brunate 30 – ex scuola di Garzola – 654.511,00 – procedura in corso

Via Conciliazione 69/71/73 farmacia con alloggio e box – 283.667,00 – confermato prezzo secondo esperimento

Via Borgovico – 13 posti auto – 390.000,00 in corso verifiche tecniche

Via di Lora – ex scuola elementare – 1.000.000,00 – inserito nel progetto Proposta immobili 2015 del Ministero delle Finanze

Via Canova 11 – scuola superiore – 1.325.000,00

Totale anno 2016 5.777.431,50 euro

Anno 2017

Piazza San Rocco 42 – uso commerciale (negozio elettronica) -153.267,00

Piazza San Rocco 43 – ambulatorio veterinario – 201.667,00

Via Grossi 2/4-Via Dante – ex orfanotrofio – 9.702.620,00 – inserito nel progetto Proposta immobili 2015 del Ministero delle Finanze

Via Regina 42 – deposito officina – 111.300,00

Totale anno 2017 10.168.854,00 euro

Anno 2018

Totale anno 2018 0.

18,5 milioni per i privati che gestiscono l’accoglienza

personenonmerceLa Prefettura di Como ha pubblicato il Bando per la Gara aperta ad evidenza pubblica per l’individuazione dei soggetti a cui affidare i servizi di accoglienza nel territorio della provincia di Como ai cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale per il periodo dal 1 gennaio al 31 dicembre 2016. Leggi il Bando.

Il bando prevede un onere complessivo pubblico di più di 18,5 milioni di euro e richiede ai soggetti che parteciperanno alla gara di possedere una serie di requisiti e di soddisfare le richieste contenute nel bando che prevedono la messa a disposizione dei migranti del vitto, dell’alloggio e anche servizi per l’integrazione. Il Bando appare assai vago nella formulazione dei servizi richiesti che a fronte dell’ingente stanziamento dovranno essere erogati ai migranti. In particolare per quanto riguarda i servizi per l’integrazione essi sono elencati in modo generico e senza alcuna specificazione quantitativa. Stupisce l’estrema precisione per quanto riguarda le schede telefoniche per i giusti bisogni di comunicazione degli ospiti a fronte dell’estrema vaghezza con la quale vengono definiti gli altri parametri. Ciò potrebbe determinare il reiterarsi di squallidi guadagni sullo stato di bisogno dei migranti per i quali imprenditori senza scrupoli potrebbero percepire i quasi 34 euro al giorno previsti e fornire – come già oggi talora accade – servizi largamente insufficienti e eticamente scandalosi.

C’è da augurarsi che la commissione preposta all’analisi delle offerte dei diversi soggetti privati che parteciperanno alla gara sappia escludere il malaffare organizzato per premiare le organizzazioni che si sono già dimostrate in grado di compiere il servizio con efficienza e coscienza assicurando accoglienza e non semplicemente sopravvivenza con ampio lucro per i gestori.

Leggi sul sito della Prefettura di Como il bando e tutti gli allegati.

Certamente solo la piena pubblicità degli esiti del bando, dell’entità degli importi assegnati a ciascun privato, dei servizi esattamente concordati e della localizzazione dei locali nei quali verranno accolti i migranti permetterà il controllo sociale e politico dell’attuazione del bando stesso evitando che lo sciacallaggio politico delle destre che spesso copre proprio imprenditori che dai bandi ricavano illeciti utili risulti – come già appare dai primi commenti leghisti – ancora una volta vincente. Contro di esso solo l’assoluta trasparenza e la piena condivisione di tutte le istituzioni delle scelte può permettere al nostro territorio di svolgere il compito di civiltà a cui è chiamato.

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