Aria tossica/ Dieci proposte

pm10 dicMentre la centralina di Como centro conferma che l’aria è stata irrespirabile anche il 27 dicembre, è giusto dire che ha ragione l’assessore all’Ambiente del Comune di Como Bruno Magatti quando dice che occorrono provvedimenti incisivi e che non è giusto “sparare nel mucchio”. Tuttavia l’”emergenza” è reale e il fatto che essa sia per certi versi ordinaria da anni e durerà anni non la rende meno acuta. Proviamo allora a ipotizzare qualche proposta convinti comunque che solo un sistema di interventi integrati possa essere utile anche se certamente non risolutivo. Le soluzioni vere hanno a che fare con il modello di sviluppo, con la giustizia sociale, con la politica, con la costruzione di un Nuovo mondo possibile fuori dal liberismo. Ma qualcosa per non morire asfissiati può essere fatto anche nel nostro malato sistema economico e politico.

Se è vero che l’inquinamento dovuto al riscaldamento domestico costituisce la parte maggiore del problema è d’altra parte relativamente più “semplice”, vista l’urgenza dell’emergenza attuale, iniziare con quello auto veicolare.

Proponiamo di bloccare il traffico completamente in alcuni giorni, di studiare la fattibilità di queste (e altre) banali proposte da attuare durante l’emergenza fino a che dura. Alcune di esse produrrebbero anche in periodi migliori incremento della qualità della vita di tutte e tutti.

  1. Sconsigliare gli sport in città quando gli inquinanti la rendono invivibile. Sconsigliare ad esempio il jogging, attività “estrema” in queste condizioni, e suggerire ai virtuosi della bicicletta di usarla con moderazione.
  2. Disincentivare i parcheggi in città con il blocco degli ingressi degli autosili in alcune ore e  l’incremento sostanzioso delle tariffe.
  3. Disincentivare le grandi manifestazioni di svago commerciale, attraverso la soppressione di contributi e l’istituzione di tributi per eliminare la concentrazione dei veicoli su alcune  vie di accesso.  La sola chiusura della Città dei balocchi provocherebbe una caduta notevole degli ingressi in città.
  4. Programmare la riduzione dell’apertura dei negozi del centro in ore di punta in condizioni di emergenza. Potrebbe essere utile iniziare con la limitazione a 8 ore al giorno per non più di 5 giorni nei periodi di emergenza ambientale.
  5. Chiudere per almeno un giorno la settimana oltre la domenica gli uffici delle pubbliche amministrazioni che non riescono a tenere le temperature prescritte o usano i combustibili più inquinanti.
  6. Sconsigliare la circolazione dei bambini e delle bambine in alcune zone particolarmente inquinate per evitare che la loro minore altezza li sottoponga a livelli intollerabili di danno alla salute.
  7. In attesa di provvedimenti strutturali, rendere gratuiti i trasporti pubblici in tutti i periodi di sforamento dei limiti degli inquinanti connessi anche alla circolazione dei veicoli.
  8. Imporre il limite di velocità di 30 km orari in tutta l’area urbana.
  9. Vietare l’uso di fonti di inquinamento non indispensabili come  i fuochi d’artificio, abbandonare definitivamente il loro uso in manifestazioni del Comune o patrocinate dal Comune.
  10. Incentivare l’uso del taxi, in particolare collettivo, istituendo un bonus taxi per le vetture a pieno carico.

Si vede facilmente che molti di questi provvedimenti sono impopolari, altri estremamente costosi, altri ancora ledono diritti garantiti da leggi, altri forse irrealizzabili. Ma è necessario che chi ha la responsabilità dell’amministrazione della Cosa pubblica studi tutte le proposte (queste o altre migliori). Nel prossimo Bilancio del Comune di Como oltre che al blocco del consumo del suolo si pensi anche al blocco del consumo dell’aria. Intorno a questa necessità vitale vengano costruiti i progetti di investimento, trascurando per una volta asfalti e strade, sottraendo potere alle burocrazie comunali (potentissime e non elette) che perseguono politiche proprie, non democratiche, per concentrarsi sulle persone e sui loro polmoni. Il Natale è un momento opportuno per sperimentare la rivoluzione di una politica che si incarna nei cittadini e non nelle infrastrutture e nei consumi. Sarebbe davvero un cambiamento di passo e finalmente anche di direzione. Auguri. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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