Giorno: 8 Aprile 2016

Sul 17 aprile in casa Pd con Braga, Marciano, Gagliardi e Tiso

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A dispetto della contrapposizione tra le due posizioni inevitabilmente opposte, la natura dell’iniziativa, tutta interna al Pd, si è subito orientata verso lo smussamento dei contrasti evitando che la serata, introdotta da Riccardo Gagliardi e moderata da Enzo Tiso (San Fermo democratica) con la partecipazione di Chiara Braga (parlamentare e responsabile ambiente del pd), prendesse l’andamento dello scontro. Il terreno di intesa è l’analisi della complessità della situazione. Michele Marciano, presidente di legambiente di Como, è partito dalle cause del riscaldamento globale, definito surreale il referendum e ha evidenziato che sarebbe stato possibile evitarlo se si fosse operato come con gli altri. Braga ha rivendicato quanto di positivo è stato fatto dal governo e non ha eluso il tema dell’astensione: ha richiamato le discussioni nell’Assemblea costituente sui referendum ricordando che essi devono avere un grande valore mentre in questo caso la portata della scelta sarebbe ininfluente, quindi l’astensione è anche una valutazione circa un uso inappropriato dello strumento referendario. Nel dibattito molti e divergenti interventi con un  significativo  numero di prese di posizione di cittadini con doppia tessera pd e legambiente e le argomentazioni di Marco Lorenzini e Manuela Serrentino per Sel. Già on line su ecoinformazioni i video di tutti gli interventi della serata seguita da un centinaio di persone.

Guarda sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video della serata.

17 aprile/ L’isola vota Sì

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«Ferma le trivelle per sostenere un’energia sostenibile», con questo slogan L’isola dice Sì al referendum contro i nemici del mare e invita a votare dando anche una serie di spunti di informazione per farlo in piena convinzione. Nel seguito il comunicato de L’isola. (altro…)

11 aprile/ Musica+humour = PaGAGnini, al Sociale di Como

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Un divertente “s-concerto” che non irride ma valorizza la musica, unendo virtuosismo, sensibilità e humour. È questo, in estrema sintesi, lo spettacolo Pagagnini, messo in scena da un quartetto d’archi diretto dal violinista Ara Malikian e formato anche da Fernando Clemente (violino), Eduardo Ortega (violino) e Jorge Furnadjiev (violoncello).

Lunedì 11 aprile, alle 20.30, sul palco del Sociale di Como, saranno quindi di scena alcuni dei momenti più alti nella storia della musica classica combinati in maniera ingegnosa a motivi popolari e di consumo. Il genio personale di Paganini è stato un riferimento di particolare importanza durante la creazione di tutto lo spettacolo, non solo nel titolo. Le complesse composizioni del violinista, il suo carattere e le sue interpretazioni talentuose, riflettono lo spirito di PAGAGNINI. Allo stesso modo, le gag dello spettacolo  conducono ad una nuova visione di quella che viene chiamata “musica classica contemporanea”, passando dagli U2 a Serge Gainsbourg.

Il costo del posto unico è 21,50 euro.

Cinegiornale ecoinformazioni/ 15 aprile per il Sì a Como

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Il cinegiornale di ecoinformazioni in proiezione dall’8 aprile allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù di Como. In questa edizione l’appuntamento del 15 aprile per la chiusura della campagna per il Sì al referendum e il video Lasciate stare il mare di Andrea Rosso, ecoinformazioni. Scaricalo, condividilo, invialo via mail e raccontalo a tutti i tuoi contatti. Anche il mare ti ringrazierà.

Porta a porta con la mafia/ L’intervista fa schifo

posta a portaEro molto combattuto e incerto su cosa pensare dell’intervista di Salvo Riina da Vespa. Perché a Corleone ci sono stato due volte e ho conosciuto chi lì ci vive, combatte e resiste, mentre a fianco ha cosa nostra. Perché ci sono ragioni per intervistarlo in tv e sui giornali e altre per non farlo. Perché parlare prima che tutto fosse successo aveva relativamente senso. Ho preferito quindi iniziare a leggere i commenti e le interviste di chi ne sa più di me o è coinvolto personalmente in questa vicenda: Salvatore Borsellino, Claudio Fava, Attilio Bolzoni, Giulio Cavalli, Manfredi Borsellino, Carlo Lucarelli, Marco Travaglio, Nando dalla Chiesa, Alfonso Sabella e poi naturalmente don Luigi Ciotti. Tutti aiutano a vedere i tanti punti di vista sulla vicenda e ragionare senza essere istintivi e frettolosi.

Ho anche guardato (a fatica) l’intervista: fa pena e schifo sentire parlare quella persona di valori, rispetto, normalità, dignità, finta ingenuità, quando la sua storia familiare è fatta di morte, omicidi, latitanza, vendetta, omertà. Di mafia, semplicemente. “Perché dovrei dire che mio padre ha sbagliato?”, dice. Perché dovrebbe essere il punto di partenza, se vuoi essere anche solo ascoltato da qualcuno.

L’intervista andava fatta, ne sono convinto. Non da Vespa, purtroppo. Stefano Tosetti [leggi l’articolo], per me questa scelta non è stata “normalizzazione”, siamo andati anche un po’ oltre, fino al ribaltamento della verità, con il racconto di uno stragista (condannato a 18 ergastoli) non in quanto tale, ma come padre premuroso, esemplare, onorabile e per di più estraneo a qualsiasi responsabilità a lui addebitata. In sintesi, è stato un bello schifo. Per me, che ho letto e conosco qualcosa di mafia e mentalità mafiose e mi è toccato vederle su Rai1 senza che venissero realmente mostrate a chi non le riesce a comprendere. Un bello schifo per il giornalismo italiano, che già di per sé non brilla purtroppo per eccellenza. Un bel godimento per i mafiosi, che hanno visto e ascoltato uno di loro parlare con tutti, raccontando quello che voleva e infangando la memoria e il dolore dei giusti.
Ringrazio però una volta ancora, in contrasto a quanto visto, la forza straordinaria e la grande dignità (questa sì, reale) dei familiari delle vittime innocenti delle mafie, dei testimoni di giustizia e di tutti quei giornalisti giornalisti che hanno perso o rischiano la vita, ma anche il proprio lavoro e i propri affetti, per raccontarci ogni giorno chi sono e cosa fanno i mafiosi in questo paese. [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]

(Poi ieri sera, per concludere, la farsa nella farsa; come giustamente ha scritto Mario Portanova, “Avevano promesso una puntata riparatoria, invece a Porta a porta c’è Alfano”)

– Travaglio http://www.dagospia.com/…/travaglio-gramellini-si-schierano…
– dalla Chiesa http://www.famigliacristiana.it/…/nando-dalla-chiesa-non-fa…
– Ciotti http://www.ansa.it/…/don-ciotti-salvo-riina-usa-codice-mafi…
– S. Borsellino http://www.ilfattoquotidiano.it/…/riina-jr-a-porta…/2616316/

8 aprile/ Non mi uccise la morte.. la storia di Giuseppe Uva al Gloria

VIVASPOSA_UVA-1Venerdì 8 aprile alle 21, lo Spazio Gloria promuove una serata sulla vicenda di Giuseppe Uva, il quarantenne varesino morto nel 2008 dopo una notte passata nella caserma dei carabinieri. Verrà proiettato l’ultimo film di Ascanio Celestini Viva la sposa, un road movie in cui attraverso il suo personaggio, Celestini rivolge uno sguardo di comprensione all’umanità dolente (ma non del tutto vinta) che popola il film. Viva la sposa è stato presentato all’ultimo Festival di Venezia e prima dell’uscita scatenò dure reazioni e critiche da parte del Coisp, il sidacato della polizia, per i riferimenti che il film riporta sulla storia di Giuseppe Uva. Prima del film interverranno Lucia Uva, sorella di Giuseppe e Fabio Ambrosetti,  legale di parte civile di Lucia Uva nel processo ancora in corso sulla morte del fratello. Ingresso riservato ai soci Arci: intero 7 euro, ridotto 5 euro. Info http://www.spaziogloria.it

9 aprile/ Shakespeare in musica al Teatro San Teodoro di Cantù

Ultimo concerto della stagione dell’Orchestra Sinfonica del Lario – ispirato, come gli altri, dall’opera di William Shakespeare – al Teatro San Teodoro di Cantù sabato 9 aprile 2016 alle 21.


Coriolano, Cleopatra, Didone, Re Lear: un destino di abbandono e di morte accomuna le sorti di questi eroi sconfitti. Shakespeare ne fornisce un ritratto carico di umanità e di sentimenti contraddittori, e la ricezione presso i musicisti, soprattutto in epoca romantica, è travolgente. Beethoven assume su di sé, incarna e vive la figura di Coriolano, il generale romano che oppone alla coralità una orgogliosa solitudine, che diviene mancanza di senso politico e conduce all’annientamento.

Alla morte e all’oblio tendono inesorabilmente le due figure di Didone (citata e recitata in scena da Amleto) e Cleopatra, cui Berlioz offre una musica devastante quanto la sorte della protagonista. Infine Re Lear: vecchio, tradito, sconfitto, umiliato, muore scandalosamente in scena portando con sé l’amarezza della sua disfatta esistenziale.

Merita particolare attenzione la Suite sinfonica di Balakirev, che testimonia il grande interesse dell’ambiente musicale russo per le tematiche shakespeariane e dimostra una notevole sensibilità compositiva, laddove la musica riesce ad esprimere contemporaneamente potenza, amarezza, scherzo, terrore, ambiguità, oppressione, disfatta.

Singolare e significativo è il “caso Cleopatra”. Berlioz nel 1829 non vinse con questo capolavoro il “Prix de Rome”. L’opera fu probabilmente ritenuta eccessiva, rivoluzionaria, visionaria, a tratti ineseguibile. Oggi continua ad apparire come proiettata in avanti, ad indagare un futuro oltre l’orizzonte, esattamente come l’opera di Shakespeare, che sempre ci attende più in là.

Orchestra Sinfonica del Lario, mezzosoprano Elena Serra, direttore   Pierangelo Gelmini

Programma

Ludwig van Beethoven (1770 – 1827), Coriolano – ouverture in do minore op. 62

Hector Berlioz (1803 – 1869), Cleopatra – Scena lirica H 36

 

Henry Purcell (1659 – 1695), Didone e Enea – “When I’m laid in earth”

Milij Alkseevič Balakirev (1837 – 1910), Re Lear – Suite Sinfonica

 

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