Giorno: 19 Aprile 2016

ecoinformazioni 536/ Cara Lucia

536Anticipiamo dal numero 536 del settimanale ecoinformazioni l’editoriale di Gianpaolo Rosso. 

Cara Lucia, che hai rifiutato il volantino contro i nemici del mare che un vecchio ambientalista ti porgeva. Cara Lucia che gli hai risposto «non mi interessa». Cara Lucia, dobbiamo chiederti scusa. Chi come me è sufficientemente anziano per aver potuto approfondire i temi dell’ambiente e dell’economia alternativa, ha saputo parlarti poco e male. Oggi “non ti interessa” Il tuo futuro. Cara Lucia, cercherò nuovi modi e nuove parole per te. A partire da un’occasione decisiva per la nostra stessa speranza di democrazia: quella contro le riforme costituzionali renziane e l’inganno elettorale dell'”Italicum”. Cara Lucia, anche se a te oggi non interessano la libertà e la democrazia, la qualita della vita e la giustizia sociale, continueremo a dedicarci a te. Tu ci interessi. [Gianpaoto Rosso, ecoinformazioni]

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In arrivo la Tari a Como

facciatapalazzocernezziSpediti 43.566 modelli F24 spediti ai cittadini, la prima rata il scade il 16 maggio, per la prima volta verranno spediti anche via posta elettronica (a 3.819 soggetti).

 

«Per il 2016 le tariffe Tari a carico delle famiglie e delle attività commerciali saranno in diminuzione – viene annunciato –. I costi di smaltimento dei rifiuti e i costi legati al forno inceneritore sono stati inferiori rispetto al 2015 e di conseguenza, trattandosi di un servizio che non si paga con la fiscalità e le tasse ma con la ripartizione dei suoi costi, le tariffe saranno inferiori. Per quanto riguarda le utenze domestiche, ossia le famiglie, le tariffe saranno in diminuzione in percentuali comprese tra l’1,50% e il 2,50% a seconda del numero dei componenti e dei metri quadrati. Per quanto riguarda le utenze non domestiche (bar, ristoranti, alberghi…) i costi saranno invariati o leggermente in diminuzione (- 0,05%)».

La prima rata andrà pagata nel capoluogo lariano entro il 16 maggio, la seconda entro il 16 novembre, si potrà pagare anche in un’unica soluzione entro il 16 giugno.

Per quanto riguarda il recapito: «Dall’anno prossimo, i due sistemi di invio (posta ordinaria e posta elettronica) saranno alternativi, consentendo così di ridurre le spese di spedizione. L’indirizzo mail potrà essere comunicato all’Ufficio tributi scrivendo a bancadati.tari@comune.como.it; a questo stesso indirizzo si potranno comunicare eventualmente anche i propri dati catastali. Per eventuali richieste di chiarimenti o per comunicare variazioni, si dovrà utilizzare la mail ufficio.tassarifiuti@comune.como.it».

«L’obiettivo è potenziare gli strumenti che la tecnologia oggi ci mette a disposizione per agevolare il più possibile gli adempimenti dei cittadini ed evitare inutili code – dichiara Paolo Frisoni, assessore alle Politiche finanziarie e tributarie –. Il prossimo passo potrebbe essere quello di consentire ai contribuenti di accedere direttamente alla propria posizione Tari attraverso una password personale ed è un’ipotesi cui gli uffici stanno già lavorando». [md, ecoinformazioni]

Sciopero delle Poste

posteNiente più straordinari per il recapito dal 26 aprile al 25 maggio.

 

«Con la chiusura negativa della procedura di raffreddamento che ha avuto per oggetto la riorganizzazione del recapito regionale si è aperto lo stato di agitazione con una prima proclamazione di sciopero dal 26 aprile a 25 maggio e che riguarda tutti i lavoratori dei centri di recapito di Poste italiane della Lombardia» annuncia una nota della Camera del lavoro di Como.

«Lo sciopero è stato proclamato a sostegno della vertenza avviata da noi per contrastare la decisione di Poste di anticipare in Lombardia la riorganizzazione nonostante i risultati negativi della sperimentazione in corso e dopo che non è stato sottoscritto, dalla Slc Cgil, l’accordo regionale in materia – dichiara la Slc Cgil –. Ciò che si chiede è di bloccare l’avvio della nuova organizzazione previsto nei prossimi giorni nei centri di recapito di Pavia, Bergamo e successivamente delle altre provincie lombarde come Como».

«La nuova organizzazione prevede il recapito a giorni alterni anche oltre i limiti previsti dall’Agcom, creando un peggioramento del servizio ai cittadini che si vedranno recapitare la posta solo due/ tre volte a settimana e che produrrà una consistenza riduzione di personale ed in primo luogo dei portalettere – prosegue la nota –. Inoltre l’Azienda sta procedendo senza i necessari investimenti in mezzi ed infrastrutture necessarie per garantire la sicurezza dei lavoratori e la qualità del servizio». [md, ecoinformazioni]

22 aprile/ Dieci anni 1935-1945

25_Aprile_DemIncontro con Giorgio Cavalleri e Giorgio Cosmacini, venerdì 22 aprile alle 19.30 alla Cooperativa moltrasina, in via Raschi 9 a Moltrasio, segue cena. Per informazioni e prenotazioni tel. 031290316, e-mail cooperativamoltrasina@gmail.com.

Rifondazione boicotta la Festa della Liberazione a Cantù

prcIl Prc contro la Giunta Bizzozero: «Invita tutti i cittadini canturini che si riconoscono nel nostro partito a compiere la stessa scelta».

 

«Per il secondo anno di seguito ci troviamo costretti a prendere questa dolorosa e sofferta decisione, che, però, riteniamo più che mai opportuna ed inevitabile, di fronte alla spregiudicatezza del sindaco, della Giunta e dell’intera Amministrazione Comunale di Cantù, che, dopo aver ospitato per tre anni consecutivi i fascisti in città, hanno l’ardire di celebrare l’Anniversario della Liberazione dalla dittatura nazi-fascista nel nostro Paese, peraltro infangando la memoria dei partigiani caduti per la nostra libertà con le loro considerazioni assurde e del tutto prive di senso – afferma una nota del Circolo territoriale Prc/ Se Bassa Brianza (A. Natta) che attacca –. Rinnoviamo, pertanto, la nostra distanza dall’Amministrazione Comunale di Cantù, con cui sin dall’inizio del mandato non abbiamo voluto avere alcuna interlocuzione e che auspichiamo possa venire spazzata via dal voto amministrativo della prossima primavera». [md, ecoinformazioni]

Cimiteri marini/ Il piano di Renzi contro i migranti

barconeMigration Compact: il piano italiano proposto all’Unione Europea per militarizzare la migrazione nei paesi africani. Alla tragedia di un anno fa, in cui più di 800 migranti perdevano la vita in mare, si aggiungono quelle di oggi: circa 400 persone, perlopiù somale, sono annegate durante la traversata dall’Egitto all’Italia e altre sei sono state trovate morte in un gommone in avaria proveniente dalla Libia.

Eppure non bastano. Non scioccano, non indignano. In questo triste anniversario, anziché offrire vie d’accesso legali e sicure, unico mezzo per fermare le stragi e i trafficanti, l’ossessione dei governi europei ed italiano resta quella di fermare le persone che vogliono varcare le nostre frontiere.

Una ossessione che si basa essenzialmente su due assunti.  Il primo tutto politico e legato alla ricerca del consenso (o, meglio, all’ansia di perderlo): dimostrare che si fa sul serio nel voler fermare il flusso dei migranti, alimentando esplicitamente l’idea che l’invasione ci sia e che quindi siano necessarie misure di protezione. Il secondo, legato al primo, è l’idea che l’arrivo di poco più di un milione di persone in un anno per un continente (l’UE a 28) con più di 500 milioni di abitanti, rappresenti un numero troppo alto, un’invasione appunto.

A partire da queste due ‘verità’, la soluzione che emerge dal Consiglio degli Affari Esteri iniziato in Lussemburgo e dal Migration Compact proposto dal Governo Italiano è solo quella di  sigillare le frontiere, respingere, bloccare prima degli arrivi.

Con questo intento, Renzi invia una lettera a Tusk e alla Commissione dove si propone di assumere a modello il vergognoso accordo Ue-Turchia per il piano di gestione della migrazione: accordo con i paesi di origine e transito africani per bloccare i migranti. Il piano – denominato dal premier ‘Migration compact’-  sposa in pieno l’idea dell’accordo con Erdogan di delegare a terzi la responsabilità di gestione delle nostre frontiere, senza alcuna attenzione al rispetto dei diritti umani, facendo una pericolosa amalgama tra sicurezza e immigrazione, ed alimentando pericolose e opache collaborazioni con dittature.

Nel Migration Compact l’interesse è rivolto ai paesi Africani che verranno scelti sulla base del loro ruolo nelle rotte migratorie. L’UE proporrebbe di istituire un fondo europeo per gli investimenti nei paesi terzi, prevedendo una stretta collaborazione con le imprese italiane ed europee. Sul piano delle offerte c’è anche quello della collaborazione al rafforzamento della sicurezza delle frontiere africane.

Dal canto loro  gli Stati Africani si dovrebbero impegnare a controllare le proprie frontiere terresti e marittime, partecipando anche alle operazioni di salvataggio. Ritorna poi l’idea dei centri di selezione tra migranti e richiedenti asilo quando sono ancora lontani dalle coste italiane.

Asse portante del piano italiano anche la politica di rimpatri, con un coordinamento e finanziamento europeo.  Un capitolo a parte è dedicato alla Libia. A un Paese con campi di detenzione in cui si pratica la tortura, l’UE dovrebbe affidare lo screeening tra migranti economici e richiedenti asilo.

L’Arci, che opera un costante monitoraggio delle politiche di esternalizzazione italiane verso i paesi di origine e transito dei migranti, denuncia l’idea base del  Migration Compact e i rischi che comporta una militarizzazione della gestione della migrazione che moltiplicherà le violazioni dei diritti fondamentali, senza fermare le morti alle frontiere. L’Italia si allinea così ai governi che hanno scelto la chiusura e l’intolleranza,  con un cinico piano di esternalizzazione delle frontiere e di ricerca del consenso sulla pelle di migliaia di persone. [Arci Report]

20 aprile/ Si firma a Porta Torre

firme socialeAppuntamento mercoledì 20 aprile dalle 9,30 alle 13  a Porta Torre a Como  per firmare i referendum contro l’Italicum, il tassello elettorale dell’involuzione della democrazia fortemente voluta dal governo Renzi nella speranza (peraltro fondata su calcoli sbagliati) di assicurarsi con una legge truffa la maggioranza senza averla alle elezioni.  

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