Il “Gesù” di Celestini riempie il Sociale
C’è un sipario rosso dietro il quale sono ammassate alcune casse di plastica sul palco del Teatro Sociale di Como la sera di giovedì 10 novembre. Ci sono Ascanio Celestini, Gianluca Casadei alla fisarmonica e la voce fuori campo di “Pietro” (voce prestata da Alba Rohrwacher) a portare in scena Laika, l’ultimo lavoro dell’artista romano.
Piccole lampade accese fanno da cornice al racconto di un uomo verso i “signori del bar” che gli hanno pagato da bere. Quell’uomo, quel “Gesù” ha nelle tasche solo un biglietto del tram, una pessima bottiglia di sambuca, qualche gettone di plastica per i carrelli del supermercato. Un “Gesù” improbabile che si confronta coi propri dubbi e le proprie paure. I personaggi che vanno a comporre il racconto, sono l’incarnazione del degrado sociale e della povertà: il barbone, la donna con la testa impicciata, la vecchia che non crede in Dio, la prostituta, i facchini negri del supermercato, sono tutti emarginati che vivono nello stesso quartiere romano e si relazionano attraverso la differenza che allo stesso tempo è la loro ugualianza.
Gli spettatori sono così condotti in un monolocale di un palazzo di periferia, con vista sul parcheggio di un supermercato, da dove si vedono “le guardie” aggredire i lavoratori che manifestano per i loro diritti; è qui che si tratta di capire, se scendere ad aiutare in strada, oppure, come fa Dio, da lassù, restare a guardare.
Insomma uno spettacolo senza mezzi termini, bello e crudo che ha attirato al Sociale un pubblico vasto ed eterogeneo.
Alla chiusura del sipario è seguito per i più giovani un dj set con drink offerto dal teatro.
[jl, ecoinformazioni]



Anticipiamo dal
Nell’ambito delle iniziative per i settanta anni del voto alle donne la Fondazione Avvenire insieme alla Fondazione Nilde Iotti all’Auser, lo Spi Cgil la Cisl e la Uil invitano all’incontro 1946-2016: 70 anni di donne che votano. All’iniziativa che si svolgerà venerdì 11 novembre alle 17,30 in Biblioteca in piazzetta Venosto Lucati a Como interverranno Livia Turco, già parlamentare, presidente Fondazione Nilde Iotti, Chiara Braga, parlamentare Pd, Rosangela Pifferi, presidente Fondazione Avvenire.
Con una sobria cerimonia è stata inaugurata questa mattina, 11 novembre 2016, l’intitolazione alla famiglia Mauri, vittima della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, di un piazzale a Tavernola, non lontano dal luogo dove vivevano.


L’emergenza demografica con l’incremento della parte di popolazione di età superiore a 65 anni nel territorio lariano e la consapevolezza che gli anziani sono una grande risorsa al centro del dibattito – aperto dal saluto di Martino Villani, direttore del Csv e dall’intervento di Gianfranco Garganigo, presidente dell’Avc e dell’Auser – nel Convegno organizzato il 10 novembre a Albate dal Csv, dalle organizzazioni di volontariato e di promozione sociale attive con gli anziani, dai sindacati pensionati in collaborazione con il Comune di Como. Già sul canale di ecoinformazioni i video di Elena Zulli dell’iniziativa.
