Giorno: 11 Febbraio 2017

Come voglio Como/ Rebbio e Borghi-San Martino/ Idee condivise per rendere migliore un quartiere

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L’incontro di Come voglio Como della sera del 10 febbraio alla scuola primaria di via Giussani a Rebbio è stato un chiaro esempio di quello che il Comune, organizzando l’iniziativa, intendeva con percorso di partecipazione e collaborazione.

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Vandalismo nero tra i rifiuti della sede canturina di Arci, Auser, Cgil, Pd

nazicestinoImbrattato con il simbolo di Forza nuova, posto nella zona della raccolta differenziata dei rifiuti, l’edificio nel quale hanno sede Cgil, Arci, Auser e Partito democratico. Il documento di Filippo di Gregorio segretario canturino del partito che denuncia la gravità dell’accaduto e invita alla pubblica riprovazione di tale gesto. Leggi nel seguito il documento. (altro…)

Eusebio accoglie

eusebioFlavio Bogani conferma che  «su invito del Vescovo, don Carlo ha messo a disposizione un appartamento per poter accogliere i Migranti nelle fredde notti fino al 31 marzo. Questo appartamento è accanto alla Mensa di S. Eusebio (l’entrata è la stessa).Questo servizio è stato pensato per condividere e aiutare don Giusto e la Parrocchia di Rebbio».
Naturalemnte per realizzare l’attività serve aiuto:
  • Servono volontari/e disponibili a dormire la notte (dalle ore 19.45 alle 08.00) Questi volontari sono con un Operatore fisso tutte le notti che conosce le mansioni
  • Servono ogni sera 3/4 volontari per l’accoglienza e cortesia (dalle 20.00 alle 22.30)
  • Servono ogni mattina 1 volontario/a dalle 07.15 alle 08.30 per colazione e riordino magazzino.
Per dare al propria disponibilità si deve scrivere a mensamigranticomo@gmail.com oppure chiamarea Porta Aperta (031267010)

I saggi del Pd (10 maschi e una donna) scelgono le primarie con Traglio

pd provinciale comoCon il comunicato, che pubblichiamo integralmente nel seguito, Angelo Orsenigo, segretario provinciale del Partito democratico di Como, riporta la decisione del Comitato dei saggi: ci saranno le primarie. L’esito, scontato e per nulla sorprendente, segna la chiusura almeno  per ora alla disponibilità di Bruno Magatti che chiedeva che la struttura del partito si prendesse la responsabilità della scelta del candidato/ a. La decisione ufficializzata oggi, pur dando soddisfazione a Marcello Iantorno che esplicitamente chiedeva con forza le primarie,  delinea la vittoria sostanziale di chi nel Pd ha già scelto Traglio, candidato esterno e unico esplicitamente citato nella nota. (altro…)

Mostre/ A Lugano Meret Oppenheim donna dell’arte

La nuova mostra del Museo d’Arte della Svizzera italiana, al LAC di Lugano, è dedicata a Meret Oppenheim, grande artista che ha attraversato, col suo operare e il suo sguardo di donna, gran parte delle avanguardie del Novecento.

Nell’esposizione luganese, in realtà, la considerazione di genere, con l’obiettivo esplicito di conferire la giusta importanza al ruolo femminile in campo artistico, si coniuga con un omaggio di sapore locale poiché l’artista, berlinese di nascita, ma elvetica per parte di madre, risiedette a lungo a Carona, passandovi non solo periodi di vacanza, ma anche una buona parte dell’ultimo periodo della sua vita, e lì creando, in un piccolo studio appositamente allestito, non poche opere.

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Il ruolo di Meret Oppenheim nell’arte contemporanea è centrale, ma ciononostante ancora sottovalutato: arrivata giovanissima (poco più che diciottenne) nella Parigi degli anni Trenta, fonte di gran parte delle sperimentazioni moderne, si lega al gruppo degli artisti d’avanguardia, aderendo poi al surrealismo. In quell’ambiente attraversa molti ruoli: è artista, ma anche musa ispiratrice e modella. In effetti nella cerchia dell’avanguardia parigina la presenza femminile è sempre forte, ma assai controversa e spesso relegata in posizioni di secondo piano (basti pensare alle storie personali di Dora Maar e Lee Miller, percepite quasi unicamente come affascinanti modelle o compagne, rimuovendo la loro autonoma elaborazione); per evidenziare, viceversa, il rapporto dialettico tra Meret e i suoi colleghi, maschi, già affermati e magari già attempati, la mostra mette “in dialogo” le opere dell’artista con quelle di altri esponenti dell’avanguardia, Marcel Duchamp, Man Ray (che la ritrasse in straordinarie fotografie accanto al torchio da stampa di Louis Marcoussis), Hans Arp, Max Ernst, René Magritte. E con tutta evidenza, il confronto è equilibrato, la sua “fresca” lettura surrealista della realtà non sfigura affatto in rapporto a quelle di tanti “maestri”; la sua arte nelle varie declinazioni (disegno, pittura, scultura, fotografia, performance) si colloca sul proscenio di molte elaborazioni successive. E l’esposizione evidenzia quindi il lascito fecondo dell’opera di Meret Oppenheim, operante fino ad anni recentissimi (significativo è, per esempio l’accostamento con un’opera di Mona Hatoum: le tazzine gemelle siamesi che si rifanno da un lato alla famosa tazza da colazione “impellicciata” e dall’altro alle calzature saldate in punta).

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Le opere sono quindi presentate in una sequenza complessa, organizzata per assonanze tematiche (in cui non è difficile cogliere un implicito riferimento alle libere associazioni surrealiste, in qualche modo innervate dal pensiero psicanalitico) e distribuita con ritmo pausato sulle pareti del LAC: un’esposizione che il curatore Guido Comis ha definito “non ridondante” e che risulta assai suggestiva e stimolante. La maggior parte delle opere è in effetti poco nota e si presta a più di una riflessione (certo, come è stato notato, manca l’originale di Le déjeuner en fourrure, “La colazione in pelliccia”, che del lavoro di Meret Oppenheim è sicuramente l’esempio più noto – in mostra evocata dalla fotografia che ne fece nel 1936 Man Ray –, ma il boccale-scoiattolo quasi quasi vale il cambio…). Evocative del clima divertito e al tempo stesso tenebroso di quegli anni sono le maschere originali utilizzate nel corso delle feste di carnevale a Berna e Basilea, che si accompagnano alla sezione di ritratti (in fotografie e in dipinti) dell’artista.

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Non mancheranno per altri versi divagazioni in libertà, nel più puro stile surrealista. A chi scrive è capitato nella visita seguita alla conferenza stampa, di fronte al Tavolo con le zampe di uccello, di cogliere al volo una battuta “Ah sì, certo, ce l’ho anch’io”. Meret Oppenheim ne avrebbe sicuramente gioito.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Meret Oppenheim

Opere in dialogo da Max Ernst a Mona Hatoum

a cura di Guido Comis con la collaborazione di Maria Giuseppina Di Monte

LAC Lugano Arte e Cultura

piazza Luini 6, Lugano

12 febbraio – 28 maggio 2017

 

Orari: martedì-domenica ore 10.00-18.00,  giovedì fino alle 20.00, lunedì chiuso

info: www.luganolac.ch

 

Ingresso alle esposizioni temporanee

Intero: CHF/Euro 15.-

Ridotto: CHF/Euro 10.-

Gratuito ogni prima domenica del mese

11 febbraio/ Milano: con l’Arci per Ocalan/ Bakur al Bellezza

11febbraioSabato 11 febbraio, in occasione del 18° anniversario del sequestro di Abdullah Ocalan,  le comunità e organizzazioni curde di tutta Europa scenderanno in piazza, a Strasburgo  per la mobilitazione continentale e a Milano per la manifestazione nazionale delle  comunità italiane e ticinese [appuntamento per il corteo sabato 11 febbraio alle 14, Corso Venezia, angolo via Palestro, Milano]. È la prima volta che Milano ospita una mobilitazione  curda di dimensione nazionale e questo consegna alla città e ai territori vicini una  responsabilità particolare, anche perché l’attuale scenario in Turchia e Medio Oriente  richiede che venga urgentemente rilanciato il sostegno al popolo e ai movimenti curdi. (altro…)

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