Il teatro civile dei matti

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Un elogio della diversità. Così inizia lo spettacolo di teatro-canzone presentato da Oltre il giardino per l’associazione la Stecca di Como all’Auditorium Don Guanella a Como il 21 aprile. Non tutti i matti vengono per nuocere (testi e regia di Mauro Fogliaresi, Immagini di Gin Angri, musiche di Oltre il giardino Project) è in realtà una raccolta biografica della  “detenzione mentale”, una sorta di Spoon River sulla collina di San Martino, accompagnata da uno straordinario repertorio fotografico, in gran parte tratto dall’archivio dell’ex ospedale psichiatrico, tuttora intatto, ma non ancora restituito alla città.

Le  storie, le fotografie e  le musiche, accuratamente intrecciate,  si risolvono in un clima di coinvolgimento emozionale molto intenso, quasi una condivisione. E non c’è dubbio che, anche se qui si parla di matti, si vuol parlare di tutto il resto: ingiustizia, emarginazione, solitudine, disagio urbano. Il che prova l’esistenza in vita di una forma di  “teatro civile”. E parallelamente di un  gruppo musicale “pensante” (Cristiano Stella: voce, chitarra; Paolo Fan: voce, chiatarra; Simone Riva:  contrabbasso; chitarra, ukulele; Igor Congedo:  violino; Giovanni Colombo:  fisarmonica), un gruppo molto lontano dalla galassia affollata delle cover band, delle tribute band, del cantautorame televisivo, del tardo romanticismo dialettale. [A. R. ecoinformazioni, foto Gin Angri]

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