Giorno: 24 Aprile 2017

27 aprile/ Agli occhi dell’altro/ Informazione e malainformazione: come evitare le bufale

 

Giovedì 27 aprile, al Chiostrino artificio di Como in via Terragni 4 dalle 14 alle 16, ci sarà il sesto e ultimo incontro del ciclo Agli occhi dell’altro, organizzato dagli Studenti senza frontiere.. Questo sesto incontro parlerà di come la stampa affronta la questione dell’immigrazione e di come alcune notizie false possano cambiare radicalmente le idee dei cittadini. Interverrà sul tema Andrea Quadroni, giornalista de La provincia. [Luca Bedetti, Dounia Arrafi, ecoinformazioni]

 

25 aprile/ L’Arci c’è/ La libertà è una conquista da difendere ogni giorno

L’Arci sarà alla Manifestazione nazionale del 25 aprile. Ci incontreremo alle 14 a Milano davanti al Planetario Mm Palestro allo striscione dell’ Arci, con le nostre bandiere!  Con noi ci saranno  Francesca Chiavacci (Presidente nazionale) e Luciana Castellina (Presidente onoraria). Vi chiediamo dunque di esserci, di venire dietro lo striscione dell’Arci che abbiamo fatto preparare, a scatenarvi con la musica di dj Fpc che “gira” tanti circoli Arci. Ora e sempre resistenza.

Attuare la Costituzione per cambiare l’Italia/ 25 Aprile con l’Anpi a Como/ Tutti gli appuntamenti promossi in città

«La Costituzione, di cui quest’anno ricorre il settantesimo anniversario dell’approvazione, è nata dalla Resistenza che è il fondamento storico dello Stato nel quale viviamo, della Repubblica, della democrazia in Italia. Tutti gli articoli della Costituzione rivelano la preoccupazione, sentita dai Costituenti, di non ricadere negli errori e nella vergogna provocati dall’avvento del fascismo nel nostro Paese. Ma dalla Costituzione emerge netta anche la volontà, l’impegno di trasformare il presente, di camminare nella direzione di un profondo cambiamento del Paese.

A settant’anni di distanza dalla data della sua approvazione, la nostra Carta Costituzionale attende ancora di essere pienamente attuata nei suoi princìpi fondamentali. Siamo di fronte, nel nostro Paese, travagliato da una gravissima crisi economica, ad una pesantissima caduta dell’etica pubblica, al manifestarsi quasi quotidiano di fenomeni di corruzione. La conseguenza inevitabile di questa deriva è costituita dalla perdita di fiducia e dal diffondersi di un acuto disinteresse da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica. Il distacco dei cittadini dalle istituzioni e dalla politica va affrontato con una profonda rigenerazione della politica che favorisca anche, in ogni forma, la partecipazione, che è il vero sale della democrazia.

Al lavoro, valore fondante della Repubblica, deve essere restituito il suo ruolo e la sua dignità, eliminando il contrasto stridente tra i princìpi costituzionali e la durissima realtà del nostro Paese. I giovani, in particolare, avvertono drammaticamente il disagio di non poter accedere al mondo delle professioni, di dare dunque fattivo sviluppo alle proprie capacità in coerenza coi sacrifici messi in campo per studiare e ottenere competenze. Occorre ribadire ancora una volta che i valori a cui ispirarsi sono solo e sempre quelli di una democrazia fondata sulla rappresentanza, sulla partecipazione, sull’equilibrio dei poteri, sul rispetto della persona umana e della legalità, da parte di tutti.

Non è più tollerabile, inoltre che si ripetano, con sempre maggiore frequenza, nel nostro Paese, manifestazioni di movimenti neofascisti, antisemiti e xenofobi, in netto contrasto col principio di eguaglianza e col carattere antifascista della Costituzione repubblicana. Nella ricorrenza del settantaduesimo anniversario della Liberazione e del 70° anniversario dell’approvazione della Costituzione Repubblicana, dobbiamo assumere l’impegno solenne a realizzare gli ideali per cui tanti sacrifici sono stati compiuti dai Combattenti per la Libertà e a tradurre nella realtà i valori contenuti nella nostra Costituzione, consegnando ai giovani la speranza di un futuro migliore, in un’Italia libera e democratica e in un’Europa unita e sociale. Il nostro Continente attraversato da un pericoloso rifiorire di movimenti antisemiti, xenofobi e razzisti deve ritrovare lo spirito che fu, sessant’anni fa, all’origine della sottoscrizione dei Trattati di Roma in nome dei grandi ideali di pace, di libertà, di democrazia, ponendo al primo posto, il dovere della solidarietà e dell’accoglienza nei confronti delle centinaia di migliaia di esseri umani che fuggono dalle guerre e dalla fame e che cercano rifugio nei Paesi europei.

Invitiamo quindi a partecipare alle seguenti iniziative che la sezione Anpi di Como ha organizzato o ha collaborato ad organizzare:
-23 Aprile
ore 9.30 – celebrazione dei partigiani  GIUSEPPE FRANGI “LINO” e GIOVANNI NEGRINI  al cimitero di Maccio a Villa Guardia
ore 11.00 – celebrazione del partigiano PERUGINO PERUGINI e ricordo con deposizione di un fiore sulle lapidi degli altri partigiani che riposano presso il cimitero di Albate a Como
-24 Aprile
deposizione di un fiore sulle lapidi che ricordano i partigiani  fucilati in Viale Innocenzo XI, Camerlata e Como.
-25 Aprile
ore 9.30 – celebrazione del partigiano ALFONSO LISSI presso il cimitero di Rebbio a Como
ore 11.00 – celebrazioni ufficiali a Como al Monumento alla Resistenza europea. La sezione di Como sarà presente con il gazebo informativo
ore 21.00 – Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, in collaborazione con Arci Xanadù, Arci-ecoinformazioni, Teatro Gruppo Popolare e Istituto di storia P.A. Perretta: presentazione film/documentario sulla vita della partigiana Lidia Menapace NON SI PUO’ VIVERE SENZA UNA GIACCHETTA LILLA, con la presenza di una delle registe e con un contributo video di Lidia Menapace. Ingresso libero. La sezione di Como sarà presente durante la serata con il banchetto informativo.
-26 Aprile
Durante la giornata, Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como: spettacoli di impegno civile dedicati alle scuole a cura del Teatro Gruppo Popolare
ore 21 – Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, in collaborazione con Arci Xanadù, Arci-ecoinformazioni, Teatro Gruppo Popolare e Istituto di storia P.A. Perretta: spettacolo musicale con la partecipazione del gruppo rock-folk nazionale MODENA CITY RAMBLERS e dei musicisti Giamba dei Sulutumana e Alfredo Scogna.  Ingresso libero.
La sezione di Como sarà presente durante la serata con il banchetto informativo.»

[Anpi sezione di Como “Perugino Perugini”]

Tu non sai le colline 

Lo spettacolo di Arianna Di Nuzzo e Gabriele Penner, con l’accompagnamento musicale di Mauro e Fabrizio Settegrani, dedicato alla Resistenza è stato offerto il 21 aprile al mattino alle scuole al Gloria la sera del nel Salone Alfonso Lissi alla città. La serata è stata introdotta da Patrizia di Giuseppe.

Lo spettacolo, promosso da Anpi Provinciale, Associazione Nazionale di amicizia Italia – Cuba, Associazione Lissi, Circolo Sandro Pertini, Cisl Scuola, ComitatoSoci Coop, Istituto di Storia Contemporanea P.A. Perretta in collaborazione con Biblioteca Comunale di Como, racconta la storia della «La Resistenza italiana raccontata attraverso gli autori italiani più amati, un percorso umano, privo di retorica tra la prosa di Cesare Pavese e la sua “casa in collina” e le poesie dello stesso Pavese, di Italo Calvino, di Gianni Rodari, Salvatore Quasimodo, Pier Paolo Pasolini e Pietro Calamandrei. Sullo sfondo la radio, unico mezzo di informazione, a proporre i discorsi del duce Mussolini, gli annunci del generale Badoglio i comunicati del Clnai».

La proposta, che rientra nel progetto “le memorie difficili” del Teatro D’Acqua Dolce,   si  inserisce nelle proposte didattiche dell’Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta di Como.

Guarda sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa.

25 aprile/ Al Gloria con gli occhi di Lidia Menapace

Martedì 25 aprile allo spazio Gloria una serata sui passi di Lidia Menapace, una donna eccezionale e coraggiosa, partigiana, senatrice della Repubblica Italiana, fondatrice del Manifesto, pacifista e femminista, con la proiezione del film “Non si può vivere senza una giacchetta lilla” di Novella Benedetti, Chiara Orempuller e Valentina Lovato.

Il film, presentato al Trento Film Festival nel 2016, racconta la vita intensa e appassionata di Lidia Menapace che, grazie al suo instancabile impegno quotidiano nell’educazione e nella promozione dei diritti civili, ha contribuito a scrivere pagine importanti della storia repubblicana del nostro paese.

Dalle 21 l’introduzione della regista Chiara Orempuller e a seguire la proiezione; durante la serata è previsto un collegamento con Lidia Menapace.

La serata è organizzata da arci Xanadù, arci ecoinformazioni e TeatroGruppo popolare nell’ambito del progetto Connessioni controcorrente, con il contributo di Fondazione Cariplo e la collaborazione della sezione di Como dell’Anpi e dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta.

Ingresso libero e gratuito.

 

 

Mostre/ Italia da ri-conoscere

Sono passati cinquant’anni da quando, il 7 aprile 1967, venne inaugurata la mostra fotografica Italia da salvare, che intendeva portare – subito dopo i disastri del 1966 (Firenze e Venezia, tra le altre, devastate dall’acqua) – all’attenzione dell’opinione pubblica i rischi cui era sottoposto l’immenso patrimonio culturale, artistico e ambientale italiano.

Ora quelle immagini, nate dall’infaticabile opera di Renato Bazzoni, sono riproposte insieme ad altre in una nuova mostra, con un nuovo titolo Italia da conoscere e da amare. Il cambiamento di intitolazione può sembrare poca cosa, ma è invece sintomatico di un radicale mutamento di prospettiva; in quegli anni – nel pieno di un “miracolo economico” che sembrava inarrestabile, e che sembrava incompatibile con la preservazione dei valori profondi dell’eredità secolare di un Paese straordinario – l’imperativo era quello di un attivismo consapevole per salvaguardare i profondi valori culturali che dovevano costituire le basi stesse della democrazia italiana (allora appena appena maggiorenne); oggi, invece, quell’azione e quella partecipazione sembrano passare un po’ in secondo piano, dietro una più generica esigenza di conoscenza, davanti a un amore che rischia di scivolare in rimpianto senza poterci fare gran che.

Del resto conoscenza e amore sono ben presenti all’opera di Renato Bazzoni. Nato nel 1922, architetto di formazione, animato da una inesauribile curiosità per tutto quanto il patrimonio culturale italiano, a partire da quello più tradizionale (cui dedicò le sue prima “campagne” fotografiche, con immagini di una nitidezza eccezionale), trovò nell’opera di comunicazione e divulgazione dei rischi (ma anche degli obiettivi) dello sviluppo a tappe forzate degli anni del boom l’obiettivo di una vita. Lo strumento di quest’opera furono appunto le fotografie e le mostre, il processo fu attuato grazie al lavoro che la prima associazione “protezionistica” italiana a largo raggio: Italia Nostra.

Le immagini di Bazzoni non sono “fotografie di denuncia” in senso stretto; i suoi scatti, di fotografo “amatore” di eccezionale qualità, non cercano il disastro già avvenuto, non lo scandalo della speculazione edilizia e nemmeno il grido di pericolo della tragedia imminente, piuttosto raccontano la struttura profonda di un territorio ancora in buona parte sconosciuto e ricercano i sintomi di una trasformazione che, lungi dall’essere inevitabile, mette invece a repentaglio l’equilibrio possibile tra storia e attualità. I titoli delle mostre nate dalle sue iniziative sono, come si diceva, sintomatici: Italia da salvare, da una parte, a metà degli anni Sessanta, e Vivere in Lombardia, dall’altra, un decennio dopo. Ma la sua opera ovviamente non si fermò a questo, e si esplicò invece in un’azione quotidiana che rafforzò le iniziative di Italia Nostra per molti anni e poi si espresse nella fondazione, sul modello del National Trust inglese, del Fondo Ambiente Italiano, che doveva servire a mettere a disposizione risorse private per la salvaguardia attiva del patrimonio culturale “pubblico”.

Ora, l’esposizione promossa dal FAI, che fa tappa alla Villa Reale di Monza fino al 1° maggio (ingresso gratuito, ma bisogna ritirare l’ingresso in biglietteria), riporta all’attenzione il suo enorme contributo di conoscenza e racconto. La mostra è ben congegnata; sono presentate quasi trecento immagini dell’archivio di Renato Bazzoni, scattate tra l’inizio degli anni Sessanta e la fine dei Settanta, appartenenti ai diversi filoni che lo interessarono, e ripercorsa la sua vicenda fino alla sua improvvisa scomparsa nel 1996, provocata dall’eccesso di lavoro e di impegno. Dispiace solo che vengano esposti pochi originali: quasi tutte le immagini sono proposte riprodotte digitalmente su schermi di media grandezza, così che il ritmo di visione è obbligato e anche la qualità e la “materialità” delle opere un po’ sacrificata. Ma c’è comunque molto da imparare e non solo sui luoghi forograti… anche sugli obiettivi che li inquadrano.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Conoscere e amare l’Italia

Le trasformazioni del paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni, padre del FAI

Monza, Villa reale

8 aprile – 1 maggio 2017

Orari: martedì-domenica ore 10-19; venerdì 10-22

Ingrasso libero

Informazioni: http://www.mostrabazzoni.it

26 aprile/ una maratona di teatro e musica al Gloria

Mercoledì 26 aprile l’appuntamento è allo Spazio Gloria per una maratona di teatro civile e musica a ingresso libero dalle 9.30 alle 24. Immigrazione e integrazione multietnica il filo conduttore della giornata, con l’obiettivo di mettere in contatto il pubblico con il concetto di cooperazione.

Alle 9.30 lo spettacolo “Pinocchio a colori”, per le scuole primarie, vedrà i bambini della scuola elementare di Argegno, una pluriclasse composta da alunni provenienti da diversi paesi del mondo, interpretare e mettere in scena il testo di Collodi adattato teatralmente per un gruppo attorale multietnico. Gli studenti spettatori saranno coinvolti durante lo spettacolo con il canto di una canzone e la gestualità che la accompagna.

Alle 11.30 con lo spettacolo “Storie di vite in cammino”, per scuole medie e superiori, attori del TeatroGruppo popolare e giovani stranieri richiedenti asilo a Como metteranno in scena sogni e aspettative di chi fugge dalla propria terra e approda in un paese straniero; con il testo e la regia di Giuseppe Adduci.

Alle 14.30 “Nel mio paese”, uno spettacolo per adulti e ragazzi, guarderà la realtà degli immigrati da un punto di vista nuovo: le paure e le diffidenze degli autoctoni vedranno il loro percorso evolversi fino a divenire amicizie. Con Gianpietro Liga e il coinvolgimento degli studenti e delle studentesse del laboratorio teatrale.

Agli spettacoli seguirà, alle 18, il dibattito “Immigrazione teatro scuola” aperto a tutti, interessati e curiosi, docenti, e operatori del settore per un confronto di esperienze tra operatori del territorio che operano nell’ambito del teatro, della scuola e dell’accoglienza.

Dalle 21 “Musica civile” con la partecipazione dei Modena City Ramblers e Gian Battista Galli dei Sulutumana.

Per informazioni o prenotazioni: 348 3629564; info@teatrogruppopopolare.it

La giornata è organizzata da TeatroGruppo popolare in collaborazione con arci Xanadù e arci ecoinformazioni nell’ambito del progetto “Connessioni controcorrente”, con il contributo di Fondazione Cariplo e il patrocinio del Comune di Como e di Regione Lombardia.

Ecoinformazioni è un circolo Arci

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