15 dicembre/ La persecuzione dei rohingya

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Il corso d’acqua che divide il Bangladesh dal Myanmar nel suo punto più largo supera di poco i tre chilometri. Si chiama Naf e di solito è un buon posto per andare a pescare. In questi giorni invece è un fiume che assiste muto a un esodo che non si ferma dal 25 agosto. Le barche da pesca vengono usate adesso, da chi riesce, per scappare dal Myanmar e raggiungere le vicine coste del Bangladesh. Chi prova ad attraversare il fiume a nuoto rischia di essere portato via dalla corrente. Capita a tanti. Nel giro di due settimane circa 260.000 rohingya, minoranza musulmana nel Paese più buddista del mondo, hanno cercato di attraversare Naf per trovare rifugio nel sovrappopolato vicino asiatico Bangladesh, che era una volta la ricca costola orientale dell’Impero britannico in India.

La minoranza musulmana del Myanmar è vittima di pogrom nel silenzio della comunità internazionale. Invenzione mediatica o realtà. Emanuele Giordana giornalista, saggista e asiatista, collaboratore della rivista Internazionale, giornalista de il Manifesto autore di numerosi libri, tra gli ultimi Ad Oriente del Califfo sulla presenza dello Stato islamico nella Umma asiatica non araba (Rosemberg&Sellier) dialoga con Matteo Dominioni storico e ricercatore. Venerdì 15 dicembre dalle 20,30 alle 23,30 allo Spazio Parini in via Giuseppe Parini 6 a Como ingresso libero. [dl, ecoinformazioni]

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