Gabbia senza prigionieri/ Val Mulini/ Il sogno realizzato a metà dei razzisti comaschi

Non sappiamo se la “bonifica” (che orrore, anche il termine) del piccolo anfratto dell’autosilo dei record del Comune di Como (il Val Mulini è l’unica struttura di questo tipo vuota d’Europa) che ha dato rifugio grazie all’opera, osteggiata da Comune, di Como accoglie soddisferà le ansie razziste delle destre comasche. La nostra è una pura illazione, ma forse per molti esponenti di quelle che nel resto dell’Europa sono forze che seppur liberiste si richiamano a ideali liberali,  mentre a Como sono il braccio politico dei Ku klux clan locali, il sogno era richiudere i migranti in quella gabbia che con solerzia degna certamente di miglior causa e con dispendio di ingenti quantità di denaro pubblico (pare 20 mila euro) è stata lestamente costruita rendendo “finalmente” del tutto inutilizzabile per tutti uno spazio pagato dai cittadini e dalle cittadine comasche.

Ma i migranti erano già “scappati” (complici ancora una volta volontarie e volontari di Como accoglie) e quindi il muro di Como è stato eretto come nuovo Vallo di Adriano a difesa della città dai “barbari”. Ci auguriamo che la Magistratura indaghi (c’è stato un appalto? si è proceduto per somma urgenza data l'”invasione” in atto?) sull’opera inqualificabile che non ne dubitiamo sarà uno dei fiori all’occhiello delle destre lariane alle prossime elezioni regionali e nazionali. Perché il razzismo, sostenuto dalla stampa ufficiale locale, la stessa che aveva plaudito per anni all’altro muro, quello delle paratie del centro destra, paga. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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