Luigi Nessi/ Vietare l’intolleranza contro i poveri

Luigi Nessi, portavoce di La prossima Como, da sempre dalla parte degli ultimi, chiede alle autorità di vietare la manifestazione di Forza Nuova di sabato 16  marzo contro i poveri che chiedono l’elemosina. «Spero vivamente che le pubbliche autorità  vietino il 16 marzo il minacciato intervento del gruppo “Como ai comaschi” in viale Varese, contro chi, secondo loro, chiede il pizzo per poter parcheggiare. Mi chiedo con quale autorità, si permettano di fare questo.

Questo ennesimo episodio di intolleranza e violenza contro chi meno ha fornisce occasione per una riflessione.

Nessuno chiede il pizzo in viale Varese, o al Mercato coperto al sabato. Posso dire che queste persone chiedono semplicemente l’elemosina a chi passa. Far l’elemosina non è pagare il pizzo è compiere un atto di giustizia.

Non condividere con i più poveri, quello che si ha, è in certo senso rifiutare un atto dovuto. Prima di essere un’azione caritatevole, quindi nel dna di chi afferma le proprie radici cristiane, è un atto di giustizia..

Chi parcheggia in viale Varese o al Mercato coperto, altro luogo dove ci sono sempre tante persone che tendono la mano, la maggior parte neri, sceglie di dare la propria piccola elargizione personale, senza alcuna costrizione. Così oltre a fare un atto di carità compie un atto di giustizia, un atto di fratellanza. Si afferma di essrre umani.

Personalmente cerco farlo, a volte con fatica dovendo superare i pregiudizi diffusi dall’egoismo. Lo faccio perché va fatto.

Non voglio assolutamente favorire organizzazioni che fanno dell’accattonaggio una fonte di guadagno, ma penso che tutti abbiano il diritto almeno a ciò che indispensabile per vivere, o magari, qualcosa in più.

Io sono convinto che se queste persone avessero un lavoro lavorerebbero. Personalmente non ho mai subito richieste insistenti o scorrette. Sempre ho notato il loro bisogno di aiuto. Per questo dono il mio contributo volontario, come tante altre persone, in viale Varese e in altri luoghi della città.

Da cristiano, penso sempre che i beni sono di tutti, anche dei più poveri e vanno condivisi.

Spero che prevalga la ragionevolezza e chiedo alle autorità di intervenire vietando manifestazioni di pericolosa intolleranza come quella che si preannuncia per sabato pomeriggio.

Da troppo tempo si colpiscono i più deboli, i poveri, gli immigrati. Chi meno ha è soggetto a tante vessazioni fino al punto di negare loro l’utilizzo di panchine, impedendo alla solidarietà cittadina di portare la colazione a chi dorme in strada, si cerca di nascondere la povertà invece di affrontarla.

Si butta fuori dal centro chi è povero invece di lottare contro la povertà sempre più diffusa in una città dove i ricchi sono sempre più ricchi. Ora si vuole colpire la carità. Contrastare l’elemosina è un atto ingiusto e insensato Farlo è una vergogna». [Luigi Nessi, La Prossima Como]

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