Anno: 2019

23 e 30 ottobre/ Ad maiora/ Spazi di relazione con Inout

Il teatro è azione, interiore tanto quanto gestuale.Questo agire, che nella recita quotidiana delle nostre esistenze avviene spesso senza coscienza (“Tutti noi stiamo facendo teatro inconsapevolmente”), e forse proprio per questo spesso non ne siamo contenti, nel teatro richiede attenzione, preparazione, tecnica, profondità di sguardo anche interiore. E questo aiuta a crescere,aiuta a vedere le cose in maniera più ampia. Tanto ampia! Rende creativi e la creatività è come una magica zattera di salvataggio.
Nell’ambito del Progetto Ad maiora l’associazione Carducci ha organizzato due incontri con la dottoressa Rosalba Marano dell’associazione Inout per creare più spazi di Relazione e aiutare gli adulti nella difficile impresa dell’educazione e del rapporto con i bambini, i ragazzi, i giovani. Sono quindi incontri adatti a tutti coloro che vogliono “trovare e capire”; con una persona preparata che fa parte di Inout, l’associazione comasca  di Promozione Sociale che offre sostegno psicologico e progetti educativi e riabilitativi rivolti a preadolescenti, giovani e loro famiglie. [Miriana Ronchetti, Associazione Giosuè Carducci]

Programma

23 ottobre dalle 18,30 alle 20,30 Le attività espressive nel percorso di crescita del bambino.
30 ottobre dalle 18,30 alle 20,30 Le relazioni familiari come culla dello sviluppo emotivo, affettivo e creativo.

Si chiede un minimo contributo di partecipazione.

Info: Segreteria Carducci tel. 031.267365, 329 3817686 [DN, ecoinformazioni]

Borracce agli studenti e piante mangia smog/ Mozioni del M5s


Il consiglio comunale di Como ha approvato all’unanimità due mozioni del Movimento 5 stelle. La prima per donare, anche tramite sponsorizzazioni o contributi di terzi, circa 6.500 borracce ad altrettanti studenti delle scuole elementari e medie della città.

«Siamo felici che il Consiglio Comunale abbia adottato questa importante iniziativa» commenta Fabio Aleotti, capogruppo del Movimento 5 Stelle a Como. «Insieme alla seconda mozione, anche questa approvata all’unanimità, che impegna Sindaco e Giunta a piantumare alberi e piante con caratteristiche di alta assorbenza di agenti inquinanti secondo la classifica predisposta dall’Istituto di Biometeorologia di Bologna (Ibimet), si prosegue la strada intrapresa con l’approvazione sempre all’unanimità della mozione Comune di Como Plastic Free». Secondo gli studi dell’American Forestry Association, un albero di circa 20 metri di altezza può assorbire ogni anno circa mille grammi di particolato, mentre uno studio di Coldiretti ha calcolato che cinquemila piante in un anno assorbono 228 chili di PM10, ovvero un quantitativo pari alle emissioni di oltre mille macchine che percorrono ventimila chilometri in dodici mesi. «Sono piccoli passi» prosegue Aleotti «gesti tangibili per cercare di formare, con esempi concreti dell’amministrazione, una coscienza collettiva per la salvaguardia del pianeta che passa da tutti noi anche nei gesti di tutti i giorni». Fabio Aleotti, capogruppo M5S Consiglio comune di Como.

Mozione borracce a scuola

Premesso che: la consapevolezza crescente tra l’opinione pubblica dei problemi legati alle microplastiche ed alla loro dispersione nelle acque e negli organismi viventi sta creando una forte mobilitazione popolare sul tema;
la produzione globale annua di plastiche è aumentata dai due milioni di tonnellate del 1950 agli oltre 400 milioni di tonnellate del 2015 ammontando a 8,3 miliardi di tonnellate, di cui 6,3 miliardi si sono trasformati in rifiuti;
solo il 9% della plastica al termine del suo utilizzo è stato riciclato, il 12% è stato incenerito, mentre il restante 79% è stato accumulato nelle discariche oppure disperso nell’ambiente;
l’Europa è il secondo produttore di plastica al mondo e disperde in mare ogni anno tra le 150 e le 500 mila tonnellate di macro-plastiche e tra le 70 e 130 mila tonnellate di microplastiche;
in Italia ogni anno vengono utilizzati circa 2,1 milioni di tonnellate di plastica, soltanto per gli imballaggi, di cui solo il 41% viene riciclato;
ogni giorno vengono utilizzati 32 milioni di bottiglie di acqua minerale;

Considerato che:
siamo situati in una delle regioni, la Lombardia, più inquinate al mondo, a causa della posizione geografica e dell’alto tasso di industrializzazione presente;
gli effetti dell’inquinamento per la produzione e lo smaltimento delle plastiche sono deleteri per il nostro ambiente e la nostra salute e sarebbe meglio evitarli, riducendo sensibilmente l’acquisto di plastica;
i risultati minimi che ci si prefigge anche a seguito dell’approvazione della Mozione Comune Plastic Free sono:
1) l’eliminazione della plastica usa e getta da ogni evento pubblico e seduta istituzionale all’interno di edifici comunali a favore di materiali riutilizzabili;
2) l’eliminazione di materiali plastici da ogni edificio comunale in favore di altri materiali ecologicamente sostenibili;

Ritenuto che:
le Istituzioni devono sempre dare il buon esempio, per quanto riguarda i comportamenti virtuosi che ci si aspetta vengano tenuti da ogni singolo cittadino;

Sindaco e giunta si impegnano:
all’acquisto e la consegna gratuita, anche tramite soggetti terzi e sponsorizzazioni, a tutti gli studenti delle scuole primarie e secondaria di Como, di borracce riutilizzabili per ridurre il consumo e utilizzo degli imballaggi in plastica e con il fine secondario di fornire una ulteriore opportunità formativa per promuovere lo sviluppo di una cultura del rifiuto sostenibile e consapevole nelle scuole del territorio;

Mozione in merito alla possibilità di piantumare alberi e piante con caratteristiche di alta assorbenza di agenti inquinanti.

Premesso che:
tutte le metropoli europee che si sono dimostrate concretamente sensibili al tema ambientale hanno preso coscienza della necessità di dotarsi di una “barriera protettiva” contro l’inquinamento atmosferico incrementando e preservando il patrimonio arboreo sul proprio territorio, in maniera uniforme in centro e in periferia. Non a caso Berlino, particolarmente sensibile sul tema, è la metropoli europea con la maggior densità di verde;
secondo gli studi dell’ American Forestry Association, un albero di circa 20 metri di altezza può assorbire ogni anno circa mille grammi di particolato. Studi svolti sul territorio londinese hanno consentito di acclarare che le piante insistenti sulla metropoli inglese fagocitano sino a 2.100 tonnellate di Pm10 per anno;
secondo i calcoli di Coldiretti, cinquemila piante in un anno assorbono 228 chili di PM10, ovvero un quantitativo pari alle emissioni di oltre mille macchine che percorrono ventimila chilometri in dodici mesi;
l’Istituto di Biometeorologia di Bologna (Ibimet), ha inoltre stilato una classifica delle migliori piante mangia smog, da cui si evince l’esistenza di una notevole varietà;

Considerato che:
l’Italia è tra i peggiori Paesi europei per intensità di inquinamento atmosferico – che causa più morti di quanti ne facciano gli incidenti stradali – con 1.500 decessi per milione di abitanti, come rilevato dal rapporto La sfida della qualità dell’aria nelle città italiane, presentato al Senato nel settembre 2017 dalla Fondazione sviluppo sostenibile, Think Tank, presieduto dall’ex Ministro Edo Ronchi, in collaborazione con Enea e con la partnership delle Ferrovie dello Stato;
il nostro Paese, si legge nel rapporto, ha circa 91.000 morti premature all’anno per inquinamento atmosferico, contro le 86.000 della Germania, 54.000 della Francia, 50.000 del Regno Unito, 30.000 della Spagna. Delle 91.000 morti in Italia, 66.630 sono dovute alle polveri sottili (PM2,5), 21.040 al disossido di azoto (NO2), 3.380 all’ozono (O3);
la zona dove il particolato fine uccide di più è l’area di Milano e del suo hinterland, seguita da Napoli, Taranto, dall’area industriale di Priolo in Sicilia, dalle zone industriali di Mantova, Modena, Ferrara, Venezia, Padova, Treviso, Monfalcone, Trieste e Roma;
la zona più inquinata in assoluto dalle PM2,5 è la Pianura Padana, soprattutto intorno a Milano;

Ritenuto che:
alla luce dei dati allarmanti per la salute pubblica causati dall’inquinamento atmosferico, appare quantomeno opportuno che la cura e il miglioramento del verde della città si contemperi con l’esigenza, non procrastinabile, della lotta all’inquinamento;

Sindaco e giunta si impegnano:
a valutare e a verificare, sia per interventi nelle aree verdi del Comune già esistenti, sia per la realizzazione di nuove aree, la possibilità di piantumare alberi e piante con caratteristiche di alta assorbenza di agenti inquinanti secondo la classifica predisposta dall’Istituto di Biometeorologia di Bologna (Ibimet). [mm, ecoinformazioni]

Libri umani in Pinacoteca contro i pregiudizi

Una collezione davvero straordinaria di libri nella Human library allestita dalla Fem nell’ultima giornata, sabato 19 ottobre, della Settimana della salute mentale organizzata dal Coordinamento comasco salute mentale alla Pinacoteca di Como. I lettori, accompagnati dai bibliotecari e dalle bibliotecarie, hanno potuto leggere Giancarlo (Motivi musicali) Fulvia (Vado a stendermi in Patagonia), Tiziano (Strategie di sopravvivenza), Anna (senza trucco né inganno), Maria (Dopo un lungo sonno), Aldo (Storie senza fissa dimora), Francesco (circo-stanza), Daniel (Dove si incontrano le stelle), Paolino (arcobaleno nel buio), Giusy (Oltraggio al colore), Cybele (Il demone da non esorcizzare), Lisa (Evanescenza presente).

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Mostre/ A Chiasso e Rancate la comunicazione artistica tra Otto e Novecento

Per una singolare coincidenza, due mostre da poco inaugurate in Canton Ticino mettono in evidenza i meccanismi della comunicazione artistica moderna, nel momento del suo nascere tra la metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Proprio per questo stretto rapporto ideale e perché, ciascuna con le proprie specificità, entrambe contribuiscono a illuminare lo stesso argomento, consigliamo di provare a visitarle in sequenza, essendo entrambe – tra l’altro – godibilissime.

La prima (in ordine spaziale provenendo dal Comasco, e in ordine temporale per inaugurazione) è quella del m.a.x.museo di Chiasso dedicata a Marcello Dudovich, grande esponente della cartellonistica pubblicitaria italiana nei primi decenni del Novecento. Il titolo Fotografia fra arte e passione mette in evidenza la particolarità di questa esposizione, dove l’accento è posto sul processo di costruzione dell’immagine grafica finale, spesso fondata su un uso attento del mezzo fotografico come generatore di idee e suggestioni. Dudovich, quindi, utilizza in prima persona la macchina fotografica non solo per prendere “appunti visivi” ma anche per indagare la possibile articolazione della sintassi visiva, del ritmo, della disposizione. È un uso niente affatto ingenuo e strumentale dell’immagine fotografica, che si dispone in continuità con l’altra tecnica di sviluppo della comunicazione, ovvero il disegno. Anzi, l’unico appunto che si può avanzare a questa mostra, originale e stimolante, è proprio di non aver sottolineato appieno questo rapporto dialettico, molto stretto, tra fotografie e disegni nella fase elaborativa dei grandi cartelloni pubblicitari di Dudovich. Tra l’altro, alcuni di questi piccoli studi a matita sono assolutamente deliziosi, ed è importante notare come, nell’usare i differenti mezzi tecnici ed espressivi, Dudovich li valorizzi nelle loro caratteristiche costitutive (ovvero: non scatta fotografie al solo scopo di trarne degli elementi per il futuro cartellone, né disegna schizzi semplicemente di progetto, ma in entrambi i casi sviluppa delle opere che potrebbero anche avere “vita autonoma”), fino al punto che nel cartellone (o nella copertina) finale il risultato, nuovamente ridefinito nelle sue regole generative, è talmente rielaborato che – a volte – è persino difficile riconoscerne gli elementi originali.

L’esposizione di Chiasso trova poi un completamento in una piccola sezione di otto manifesti presentati all’interno del percorso espositivo di Villa Bernasconi a Cernobbio, che – da parte sua – contribuisce a contestualizzare in modo pressoché perfetto le affiches di Dudovich in uno dei più alti esempi architettonici dell’Art Nouveau lombarda. Tra questi cartelloni c’è anche quello per la stagione di spettacoli organizzata nel 1899 al Teatro Sociale di Como, in occasione dell’Esposizione Voltiana.

La seconda mostra è quella, appena inaugurata, della Pinacoteca Züst di Rancate, dedicata a Pittura, incisione e fotografia nell’Ottocento. Il titolo principale Arte e arti è così generico che rischia di generare malintesi, quasi che la mostra presentasse un’ampia raccolta di materiali senza troppe selezioni. Viceversa, quella di Rancate è una mostra di ricerca, tutta tesa a verificare due particolari filoni di indagine: in primo luogo, come si evolve nel corso dell’Ottocento (e – in particolare – intorno alla fatidica data del 1839, quando venne ufficialmente presentata la prima tecnica fotografica del dagherrotipo) l’opera d’arte nelle sue varie possibilità di moltiplicazione e diffusione dell’immagine, fino a entrare a pieno titolo in quell’ “epoca della sua riproducibilità tecnica” che, a partire dal noto saggio di Walter Benjamin, si è rivelata talmente centrale da diventare quasi un formuletta espressiva continuamente ripetuta, e, in secondo luogo, come questa evoluzione si sia ripercossa nella pratica artistica di un cospicuo gruppo di pittori italiani e ticinesi (tra gli altri: Filippo Carcano, Federico Faruffini, Luigi Monteverde, Mosè Bianchi, Uberto Dell’Orto, Francesco Paolo Michetti, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Filippo Franzoni, Luigi Rossi, Spartaco Vela).

Nella prima sezione vengono presentate alcune opere di provenienza francese, con al centro le “scuole” di Barbizon e di Arras e il luogo mitico della foresta di Fontainebleau, dove si può seguire quasi passo passo l’elaborazione di un nuovo sguardo artistico a confronto con il contemporaneo evolversi delle capacità del mezzo fotografico. Tra le tecniche particolari messe a punto dopo la presentazione della fotografia, c’è anche il cliche-verre, in cui una lastra di vetro affumicata viene “incisa” (semplicemente asportando parti della materia che annerisce il vetro) così da poterla poi usare più o meno come un negativo fotografico, stampando su carta sensibile più copie dello stesso disegno “autografo” dell’artista. Di questa tecnica sono presentati in mostra alcuni esempi di Corot, Millet, Daubigny e anche dell’italiano Antonio Fontanesi.

L’indagine prosegue poi, con la seconda sezione, entrando nel vivo dei laboratori degli artisti, da cui sono stati recuperati esempi straordinariamente significativi dell’utilizzo delle immagini fotografiche e del rapporto dialettico che si instaura tra esse (quasi sempre materiali di studio) e l’opera finale (quasi sempre un dipinto a olio, da cavalletto). Si capisce così che lungi dall’essere un mero ausilio della memoria o una comoda scorciatoia per evitare le lunghe sedute per i ritratti, le fotografie intervengono nel processo creativo degli artisti con un ruolo di stimolo e suggestione, proponendo nuovi tagli dell’immagine o anche evidenziando particolari ed espressioni che “a occhio nudo” sarebbe difficile cogliere. Anche in questo caso, come poi per Dudovich, l’uso della macchina fotografica è tutt’altro che ingenuo, è anzi estremamente sorvegliato e – a tratti – persino sperimentale: gli artisti testano sequenze e montaggi, non si limitano a “copiare” le fotografie. Si direbbe quasi che imparano a fotografare secondo il loro stile pittorico, rinnovando in questo modo persino il modo di usare la fotografia (ed è una cosa ancora diversa dall’emergere di uno stile “pittorialista” nella fotografia dell’Ottocento). L’esempio più significativo è – secondo la mia sensibilità personale – in una fotografia e in un dipinto di Spartaco Vela, intitolati Alla cava, dove lo scatto fotografico originale comprende una figura “mossa” in primo piano che sembra davvero ispirata da un quadro, e che proprio per questo riesce a moltiplicare la forza “documentaria” dell’immagine.

Si può aggiungere che altre ricerche, anche in ambito comasco, hanno ulteriormente confermato questo modo di procedere degli artisti tra Otto e Novecento e che quindi sarebbe ora che tali considerazioni entrassero a pieno titolo nella narrazione storico-artistica.

Nell’esposizione di Rancate tutto ciò è mostrato con metodo e chiarezza, facendo leva su un gruppo di opere di notevole livello e di efficace comunicativa.

Alla fine, resta la netta sensazione che osservare e considerare con la doverosa attenzione questi quadri, cartelloni, fotografie e incisioni serva anche a capire come funziona – nella nostra vita quotidiana – l’ossessiva presenza della comunicazione visiva.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

L’allestimento al m.a.x.museo a Chiasso

L’allestimento a Villa Bernasconi di Cernobbio

L’allestimento alla Pinacoteca Züst di Rancate

Marcello Dudovich (1878-1962) fotografia fra arte e passione

a cura di Roberto Curci e Nicoletta Ossanna Cavadini

Chiasso (CH), m.a.x. museo, via Dante Alighieri 6

29 settembre 2019 – 16 febbraio 2020

Orari: martedì-domenica 10-12, 14-18; lunedì chiuso

Ingresso: CHF/euro 10, ridotto CHF/euro 7

Info: 004158 1224252, http://www.centroculturalechiasso.ch

Cernobbio, Museo Villa Bernasconi, largo Campanini 2

Orari: lunedì-venerdì 14-18; sabato e festivi 10-18

Info: 031 3347209, http://www.villabernasconi.eu

Ingresso: euro 8, ridotto euro 5

Arte e arti

Pittura, incisione e fotografia nell’Ottocento

a cura di Matteo Bianchi, con la collaborazione di Mariangela Agliati Ruggia, Elisabetta Chiodini

Rancate (Mendrisio), Pinacoteca Züst

20 ottobre 2019 – 2 febbraio 2020

Orari: martedì-venerdì 9-12, 14-18; sabato-domenica e festivi 10-12, 14-18; lunedì chiuso

Ingresso: CHF/euro 10, ridotto CHF/euro 8

Info: 004191 8164791, http://www.ti.ch/zuest

21 ottobre/ Giuliana Sgrena alla Cna/ Manifesto per la verità

L’ultimo libro di Giuliana Sgrena Manifesto per la verità indaga i meccanismi di una informazione manipolata, smascherando le falsità che ci vengono quotidianamente propinate. Arci Lombardia promuove la presentazione del libro come contributo per ricostruire una libertà di pensiero e di scelta a partire dagli stessi operatori dell’informazione. Celeste Grossi (Arci Como) dialogherà con l’autrice.

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Gregorio Arena – La natura bifronte degli Enti di Terzo Settore

L’opinione del prof. Gregorio Arena sul ruolo assegnato dalla Costituzione agli enti  di terzo settore: “Siamo essenzialmente bifronti perché è la nostra natura tessere la trama che connette la vita, le esperienze e le energie della persona e delle comunità con la politica”. Se ne parla a Milano giovedì 24 ottobre in occasione dell’incontro  ” Le trame della partecipazione”

Leggi l’articolo dal blog di ecoinformazioni Periferie https://periferieecoinformazioni.wordpress.com/2019/10/19/gregorio-arena-la-natura-bifronte-degli-enti-di-terzo-settore/

24 ottobre/ Lurago d’Erba/ la resistenza tedesca ed europea

Giovedì 24 ottobre alle ore 21 presso il Municipio di Lurago d’Erba in via Roma 56, la sezione Anpi del territorio erbese organizza una conferenza sul tema “La resistenza tedesca ed europea”. Relatore Carlo Barberini, moderatore Roberto Croci.

Presentazione della mostra “Basta con Hitler – mettere fine alla guerra!” dedicata all’organizzazione Saefkow-Jacob-Bästlein. In collaborazione con Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, centro Filippo Buonarroti e Comune di Lurago d’Erba

26 ottobre – Notte dei senza dimora 2: Mangia e tas mia

La Notte dei senza dimora a Como quest’anno compie 20 anni e si fa in due. Il secondo appuntamento è previsto per Sabato 26 Ottobre alle ore 10:00  in Piazza Duomo. Si tratta di una Human Library, una biblioteca vivente organizzata dai ragazzi del Gruppo Legami.
Incontro aperto alla cittadinanza e agli studenti delle scuole.
Alle  12:30, sempre in Piazza Duomo (Broletto), pranzo conviviale aperto a tutta la cittadinanza con e senza dimora. Ingresso ad offerta libera, i proventi saranno devoluti alle organizzazioni che assistono le persone senza dimora a Como.

24 ottobre: un pomeriggio dolce come il miele con l’Associazione Asylum

Il progetto Auser “Apicoltura Solidale – una rete per una città dolce come il miele”, in collaborazione con Asylum -Centro educativo, di formazione e di aggregazione sociale, propone un pomeriggio di allegria e degustazioni, per conoscere il meraviglioso mondo delle api. Giovedì 24 ottobre 2019 a partire dalle ore 16 presso la sede dell’Associazione in via Colonna 7 – Como Camerlata

Programma:

Ore 16 – 16,30: degustazione di miele e intrattenimento con il gruppo “Il Caffè dell’Alzheimer”

ruota

A seguire: “impariamo a conoscere il miele, un alimento buono, sano e adatto per tanti usi diversi in cucina” – con Giacomo Cremona – Associazione Ambasciatori dei mieli.

Canzoni a cura del Coro Auser Gaudeamus Igitur

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