Ciao Maurizio/ Il ricordo di Enrico Seregni

Per ecoinformazioni Maurizio Michelini è stato un maestro di giornalismo, disponibile a contribuire anche alla formazione dei ragazzi e delle ragazze che nella nostra redazione hanno appreso e praticato il giornalismo partecipato. Per noi è stato un amico con il quale abbiamo dato vita decenni fa ad un bellissimo giornale Uomini contro, un esperimento di cronaca, cultura e informazione contro la guerra ancora attuale. Maurizio, lo ricorda la Cgil, è stato lo storico giornalista de l’Unità, de Il Sole 24 ore e il direttore negli anni Ottanta di Contatto, periodico  della Cgil cittadina. Umberto Colombo, segretario della Camera del lavoro lariana, sottolinea l’importanza del suo lavoro: «Ha dato voce alle istanze e alle lotte portate avanti dal mondo del lavoro. Da questo punto di vista, il periodico da lui diretto ha rappresentato un esempio all’avanguardia». Certo Maurizio è stato il giornalista professionista della sinistra a Como, quella del Pci che pure lo espulse insieme a compagne e compagni della mitica sezione Gramsci. Ciao Maurizio. [ecoinformazioni]

Il ricordo di Enrico Seregni amico e compagno di Maurizio

In lui è sempre stata evidente l’esigenza di conoscere e informarsi per far conoscere e informare. Tutto giusto: era un vero giornalista che per anni a Milano si è occupato di cronaca giudiziaria per il quotidiano l’Unità. Tenace e motivato ha accompagnato le conoscenze acquisite con l’impegno concreto per modificare i limiti della realtà circostante cominciando con l’attivazione del Comitato cittadino del Pci di Como per collegare istanze di crescente partecipazione dei cittadini nel processo di crescita democratica della nostra società, necessaria per tutelare ed accrescere i risultati acquisiti. Per lunghi anni Maurizio ha profuso con la moglie Luce grande impegno nel direttivo della sezione Gramsci del Pci di Como San Martino per informare e coinvolgere  in primo luogo gli abitanti del quartiere sull’attività del direttivo e le iniziative proposte su temi di particolare rilevanza locale o nazionale conservando una propria spiccata autonomia. Tanto impegno condiviso ha avuto  grande rilievo nella vita delle persone più coinvolte creando tra loro  rapporti di vera amicizia. In anni recenti, mutati i tempi, il suo impegno sociale lo ha portato a collaborare attivamente con la propria esperienza professionale alla rivista Geniodonna, una pubblicazione transnazionale su temi del ruolo della donna nella società attuale. Un’ulteriore conferma del profondo interesse mai sopito di Maurizio per l’evoluzione dei processi democratici  dei nostri giorni. [Enrico Seregni per ecoinformazioni]

Dal numero 364 del settimanale ecoinformazioni del gennaio 2006 riproponiamo l’appello di Maurizio Michelini per salvare la Costituzione, attaccata dal centrodestra allora al governo.

Si sente odore di bruciato nel Paese: è il governo di centrodestra che ha mandato in fumo la seconda parte della Costituzione italiana, sostituita di prepotenza con una serie di norme tese ad accentrare il potere nelle mani di una sola persona, il premier.

Salviamo la Costituzione

Questo consegnare ogni decisione politica nelle mani di un unico personaggio richiama il cesarismo ottocentesco di sapore bonapartista: il centrodestra ha sconvolto, con una cinquantina di nuovi articoli approvati solo dalla sua maggioranza, i rapporti fra i poteri dello Stato, privando il Parlamento della sua autonomia rispetto al premier, riducendo l’indipendenza della magistratura, della Corte costituzionale e quindi ridimensionandone il ruolo di controllo sull’esecutivo, riducendo il presidente della Repubblica a figura del tutto formale, attaccando il principio di uguaglianza e universalità dei diritti con il devolvere a ciascuna regione la competenza per sanità, scuola, polizia amministrativa. Il comitato Salviamo la Costituzione, che da due mesi si è costituito anche a Como (sede presso le Acli), chiede a tutti i cittadini democratici di resistere e opporsi al tentativo del Governo di centrodestra di snaturare in senso oligarchico la Costituzione e di riportare il Paese nel passato. Le modifiche imposte dal centrodestra saranno sottoposte a referendum popolare: ciascun cittadino che ami questa democrazia, che è imperfetta e con disparità e ingiustizie non per la Costituzione ma per i governi e i politici che non l’hanno fin qui attuata, dovrà dire no a questo grave tentativo di involuzione e dovrà adoperarsi perché questo bonapartismo abbia il più ampio rifiuto. Tutti noi cittadini, al di là delle convinzioni politiche, conteremo di meno a cominciare dal fatto che non potremo esprimere preferenze sui deputati da eleggere e saremo meno uguali nel godimento dei diritti vitali per le differenze storiche fra le regioni. Quali sono gli elementi fortemente negativi e pericolosi dei 54 articoli “bonapartisti”? Il premier, indicato sulle schede elettorali per introdurre surrettiziamente la designazione diretta, può scegliere il Parlamento a suo arbitrio: i deputati sono legati da fedeltà al premier e non più da un rapporto di fiducia, un mandato, con gli elettori e il territorio. Il premier nomina e revoca i ministri e può chiedere al capo dello Stato di sciogliere la Camera dei deputati, se viene a mancare la fiducia, la Camera può sostituirlo con un successore scelto all’interno della sua stessa maggioranza. Il Consiglio superiore della magistratura e la Corte costituzionale sono composti da una maggioranza di membri di nomina politica in modo che, rispecchiando il più possibile il governo, sia di fatto cancellata la loro indipendenza e addomesticata la loro capacità di controllo sull’esecutivo. Alla Camera delle Regioni viene devoluta la competenza esclusiva in materia di sanità, scuola e polizia amministrativa, creando così sistemi di garanzie diversi a seconda delle situazioni e intaccando così l’uguaglianza fra i cittadini per quanto riguarda i diritti fondamentali. Ciascuno, quale sia la sua posizione sociale e politica, deve dare il suo contributo per difendere questa Car-ta costituzionale che è stata prodotta dopo una lunga, sofferta e sanguinosa lotta contro la dittatura fascista e la guerra. Il Comitato, che ha già raccolto circa 500 firme perché si tenga il referendum confermativo della Costituzione, lancerà con una conferenza stampa una nuova raccolta (Referendum day) sabato 14 gennaio con banchetti in piazza Boldoni, Porta Torre, Monte Olimpino, Albate, Rebbio (Coop), piazzale Giulio Cesare (Gs), sarà possibile firmare anche il 21, il 28 gennaio e il 4 febbraio è già prevista un’iniziativa in Alto Lago a Dongo. Questa raccolta firme deve essere organizzata in ogni paese, in ogni Comune. Ciascuno di noi ha bisogno di tutti: l’attacco alla nostra democrazia e alla Costituzione è pericolosissimo e va sconfitto.  [Maurizio Michelini, ecoinformazioni 364, gennaio 2006]

Maurizio Michelini su ecoinformazioni.

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