Video/ Contro l’indifferenza

Indifferenza glaciale: notizie dalla rotta balcanica di martedì 16 febbraio ha approfondito la situazione drammatica al confine tra Bosnia e Croazia. Anna Merlo, referente per l’area internazionale della Caritas diocesana di Como e mediatrice dell’incontro, ha intervistato Silvia Maraone, esperta di Balcani e migrazioni nella regione e coordinatrice di progetti a tutela dei rifugiati e richiedenti asilo lungo la rotta balcanica in Bosnia Erzegovina e Serbia, e Maso Notarianni, giornalista, inviato di Emergency e collaboratore nel progetto di Mediterranea Saving Humans e presidente dell’Arci di Milano. Presto on line anche l’articolo di Abramo Francescato.

Un dibattito che ha messo l’accento sul tema dell’indifferenza. Essere indifferenti significa non vedere i problemi di chi ci circonda e ignorare il grido d’aiuto di milioni di persone con eguali diritti che ogni giorno vedono calpestati. Essere indifferenti significa permettere una politica di esternalizzazione delle frontiere, che non fa altro che “spostare” la questione legata alla responsabilità e agli oneri del contrasto dell’immigrazione irregolare nelle mani dei paesi di transito. Quindi delegare altri, fuori dai confini italiani, a violare quei diritti che la nostra Costituzione, e non solo, sostiene con orgoglio. Il rischio cui va incontro un atteggiamento indifferente è quello che ha visto nascere i campi di concentramento in cui oppositori politici, zingari, malati di mente, ebrei venivano rinchiusi e cancellati. È importante quindi sapere e interrogarsi per diventare consapevoli della realtà che ci circonda, perché, come insegna Primo Levi, «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario». L’odio nasce dalla paura e il male cresce lentamente nella vita di tutti i giorni, però c’è anche Silvia, che, come spiega, oltre a dare il suo supporto per soddisfare i bisogni primari delle persone che trovano riparo nei campi, ha creato dei veri e propri “social cafè”. Luoghi di animazione e socializzazione per famiglie e bambini, dove, tra un caffè o un thè caldo, si fanno attività, si gioca a carte, si organizzano tornei e corsi di lingua e si pratica un po’ di sport. «Al di là di un letto e un pasto caldo, penso sia importante nutrirgli l’anima». [Mara Cacciatori, ecoinformazioni]

Leggi anche l’articolo di Fabio Cani.

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