Culturattiva/ 17 aprile – sabato mattina

Teatranti. musicanti e maestranze del mondo dello spettacolo comasco (ma non solo) hanno messo in scena a partire dalla mattinata di sabato 17 aprile un week-end di protesta per chiedere che al settore dello spettacolo e della cultura, certo uno dei più colpiti da questo anno e mezzo di pandemia, sia riconosciuta la giusta importanza e centralità.

In una piazza ben distanziata (a tratti anche rarefatta), tra il portico del Teatro Sociale e le absidi della Cattedrale, dalle 10.30 fin verso mezzogiorno, si sono susseguite le testimonianze. Particolarmente interessante e circostanziato l’intervento di Monia – in collegamento on-line – dal “chiostro” del Piccolo Teatro di Milano, da più di una settimana trasformato in Parlamento della Cultura e in cantiere di riflessione e di iniziative intorno a tutto quello che fa spettacolo e cultura, con una attenzione particolare agli aspetti normativi. Più personali e narrative quelle degli esponenti locali, che hanno raccontato degli enormi problemi di questi mesi, della “dittatura del virus”, della “mancanza della cultura” ma anche dell’inevitabile necessità di trovare soluzioni alla quotidianità completamente stravolta.

Al centro, ovviamente, restano i problemi del lavoro, di un lavoro agognato ma ancora impossibile, mentre le prossime aperture rischiano di portare più incertezze che risposte concrete.

Nel pomeriggio di sabato e nella mattinata di domenica si continua, con altre voci e argomenti, nella prospettiva – che però fatica a farsi obiettivo e pratica effettiva – di costruire un “movimento” ampio e inclusivo di tutte le realtà che ruotano intorno alla cultura e allo spettacolo: lavoratrici e lavoratori, certo, ma anche pubblico e cittadinanza. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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