Il 25 aprile Como senza manifesti

Se non per decisioni importanti e incidenti sulla vita cittadina, ci si aspetterebbe almeno che le istituzioni cittadine si attivassero per quelle celebrazioni e commemorazioni laiche che scandiscono la vita civica e sociale della comunità di cui (parzialmente) dovrebbero essere amministratori e custodi. Ma niente, a quanto pare la giunta di Como non riesce neanche a garantirsi quel minimo sindacale di dignità con cui promuovere una iniziativa di memoria attiva per l’anniversario della Liberazione: Luigi Nessi nota, con incredulità e stupore, la totale assenza di manifesti, bandiere, neanche una piccola noticina sul sito istituzionale del comune – che invece riporta, in data 23 aprile, le disposizioni viabilistiche per la partita Como-Alessandria che si terrà proprio il 25 aprile. Giusto per rendere chiaro a tutti quali siano le priorità.

«Ho sempre considerato il 25 aprile una data attesa e importante, nella mia vita, insieme con gli appuntamenti come Pasqua, Natale, il giorno che ricorda i miei cari defunti, l’anniversario del matrimonio. Perché sono cresciuto con il 25 aprile nei racconti dei miei genitori, di tanti amici, di miei famigliari che hanno avuto cari uccisi e trucidati dai nazifascisti. 
Il 25 aprile; la conclusione di una lotta di liberazione, sostenuta da tanti, con idee diverse, ma con un unico pensiero condiviso; la riconquista della Libertà, l’aprirsi ad una Italia più giusta e solidale. Dal 25 aprile è poi nata la nostra Costituzione: un vangelo che purtroppo negli anni non è sempre stato rispettato e che vari governi hanno spesso cambiato e tante – troppe- volte disatteso e non applicato. Uguaglianza, diritti, condivisione, certo non alla guerra e alle armi: il 25 aprile è una giornata non contro qualcuno, ma “festa” per tutti, di qualsiasi idea e appartenenza sociale. La messa al Cimitero monumentale, il ricordo dei caduti, un momento davanti al Monumento alla Resistenza e poi in tanti a correre a Milano, per la cerimonia nazionale. 25 Aprile, tanti colori di primavera e di bandiere verdi, bianche e rosse! Tra l’altro Como è stata una delle città che ha vissuto quei momenti importanti della nostra Storia, vivendo gli ultimi giorni di un regime che aveva distrutto il nostro paese, trascinandolo in una guerra assurda che ha provocato migliaia di morti, di deportati e creato tante povertà.
Per ricordare questa importante giornata, la città di Como, e tutte le varie Amministrazioni che durante gli anni si sono succedute (di qualsiasi colore e appartenenza politica siano), l’hanno sempre celebrata – con vari livello di partecipazione – almeno con bandiere e manifesti con il programma della giornata, diventati oramai simboli attesi. Questa volta nessuna bandiera e nessun manifesto. Perché? Spero che non si dia colpa alla pandemia, visto che ci sono in giro diversi manifesti commerciali, di sconti ai vari supermercati, di altro, ma non quelli che ricordano il 25 Aprile. Una dimenticanza? O una scelta che va contestata?» [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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