Riflettendo sull’ipocrisia

Riflettendo in questi giorni di caldo, davanti alla tivù che ci riempie di partite di calcio e di vecchi sceneggiati, con in mano una bibita e le finestre aperte alla ricerca di un po’ d’aria, penso alla – permettetemi di chiamarla così – ipocrisia dei nostri governanti.

Pronuncio questa parola con il massimo rispetto della loro fatica, del loro impegno e, inutile nasconderlo, dei compromessi che gli tocca sopportare.

Però, se pensiamo a Patrick Zaki, se pensiamo a Giulio Regeni, persone di cui molti italiani, specie tanti giovani, vorrebbero la liberazione e sapere la verità sul suo assassinio, vengono i pensieri cattivi. In una situazione simile, occorrerebbe, sarebbe il minimo, rompere qualsiasi relazione con l’Egitto di al Sisi. Invece, penso che lo sappiate tutti, a questo regime, certo non campione nei diritti umani, l’Italia ha venduto due anni fa, due navi da guerra per oltre 900 milioni di euro, e ci sono ancora tanti ordini che la “nostra” industria militare sta evadendo.

Aggiungo ai miei pensieri che nel Recovery fund non ci sono soldi per la riconversione dell’industria che produce armi, in barba alla legge 185, un’occasione sprecata, aggiungo la ritrosia del Governo a firmare la moratoria contro le armi nucleari, aggiungo le scelte della Federazione italiana gioco calcio e dei giocatori della Nazionale che ci rappresentano sui campi di calcio che hanno timore a inginocchiarsi contro il razzismo, gesto simbolico, ma perché fatto da loro, di alto significato, cosa che tra l’altro fanno i loro colleghi di mezza Europa, mi viene in mente davvero la parola ipocrisia…

Finisco di bere la mia bibita, ora  entra un po’ di fresco dalla finestra, cambio canale al mio televisore, logicamente programmi Rai, qualcosa di buono c’è sempre, basta stare attenti. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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