Video/ Bosnia, fra passato e futuro

Giovedì 30 settembre 2021 alla Società Umanitaria in via San Barnaba a Milano si è tenuta la presentazione, moderata da Giianni Zuretti, dei libri di Luigi Lusenti e Silvio Ziliotto, per il secondo incontro di Life after con alcuni dei protagonisti di quell’episodio di pacifismo internazionale che è stato la Carovana per la pace del 1991.

L’incontro Bosnia, tra passato e futuro ha voluto essere una occasione per ritrovarsi a discutere su quell’importante episodio di trent’anni fa, la Carovana per la pace, ma anche su quello che è accaduto dopo l’armistizio e la fine del conflitto in Bosnia ed Erzegovina.

Con la moderazione di Gianni Zuretti, Luigi Lusenti, giornalista e autore del libro Colazione a Sarajevo e Silvio Ziliotto, traduttore e autore – insieme a Luca Leone – del libro Dayton 1995 hanno dialogato del passato, presente e futuro dei Balcani partendo dal contenuto dei loro libri.
Lusenti ha definito il suo libro un resoconto emozionale e riflessivo di quei giorni che hanno anticipato la guerra. Ha descritto l’impressione di una città calma, Sarajevo, che sembrava impossibile che fosse destinata ad una guerra lunga e tremenda. Ha ricordato quei giorni di speranza, di felicità e gioia e ribadito la volontà della mostra Life After di arrivare fino in Bosnia in futuro, e riuscire anche a rivedere coloro che sono ritratti nelle: per capire cosa hanno vissuto, come hanno vissuto la guerra e la pace successiva.

Lo spunto per parlare di questa pace successiva è arrivato dal libro di Silvio Ziliotti, invece, che ha voluto ragionare, attraverso una serie di interviste a personaggi importanti e protagonisti di quelle vicende, sul lascito degli accordi di Dayton del 1995, appunto. Accordi che, secondo l’autore, hanno imposto le costituzioni e diviso l’area in tanti paesi e realtà autonome diverse, alimentando l’odio e il sospetto interetnico e di fatto non affrontando le cause che hanno fatto esplodere il conflitto. L’odio, espresso soprattutto durante la guerra, ora continua ad essere presente in molti contesti e viene alimentato da élite, quelle si, multiculturali e multietniche che insieme soffiano sul fuoco della paura dell’Altro.


Alla domanda di Zuretti sull’opportunità di quell’accordo, che nemmeno ha compreso tutte le popolazioni né tutte le etnie, Ziliotti e Lusenti hanno risposto che sicuramente una pace era necessaria. Ma pace non è solo assenza di guerra e la situazione nei Balcani negi ultimi ventisei anni – dopo Dayton – ha rispecchiato questo più che una vera riconciliazione.
La paura, oggi, è che i nazionalismi e la miopia europea e internazionale nel rispondere agli stessi rischi ancora una volta di far ritornare i venti di guerra. Ampiamente è stata infine citata la responsabilità europea in generale e dell’Unione in particolare verso questi paesi, in funzione della costruzione di una pace duratura e inclusiva per tutte le popolazioni balcaniche, e a pieno titolo europee. [Daniele Molteni, ecoinformazioni]

Qui i video della presentazione:

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