Luigi Lusenti

23 maggio/ Arciwebtv/ Corruzione e mafie

Dalle 16/ Dagli archivi ecoinformazioni il convegno Corruzione e mafie. L’antidoto sociale e il ruolo dell’Arci, organizzato il 23 settembre 2017 da Arci nazionale, Arci Lombardia e Arci Milano in occasione del LX avversario della nascita dell’associazione, impegnata – lo ha sottolineato la presidente Arci nazionale Francesca Chiavacci –  nella promozione della cittadinanza attiva. Il lavori, introdotti da Luigi Lusenti, sono stati moderati da Massimo Cortesi, presidente di Arci Lombardia, e Cesare Giuzzi de Il Corriere della sera. Leggi l’articolo su di Alida Franchi su ecoinformazioni.

Gli altri programmi del 23 maggio.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

10 maggio/ Arciwebtv/ No rogo/ Colazione a Sarajevo

Dalle 16/ Per No rogo 2018, l’Arci provinciale di Como, l’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta e Arci-ecoinformazioni hanno organizzato la presentazione del libro Colazione a Sarajevo. Frammenti di una guerra, il 10 maggio. L’autore Luigi Lusenti ha dialogato sul tema con Celeste Grossi. Leggi l’articolo su ecoinformazioni.

Gli altri programmi del 10 maggio.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

No rogo/ Colazione a Sarajevo

Il 10 maggio del 1933, nell’Opernplatz a Berlino, i nazisti fecero un grande rogo dei libri sgraditi al regime. Un atto simbolico di annientamento delle culture che si opponevano all’ideologia nazista. Ogni 10 maggio l’Arci organizza in tutta Italia No Rogo!, una serie di iniziative per celebrare il valore del libro simbolo della libertà di espressione di pensiero, contro ogni censura.

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“Colazione a Sarajevo”. Luigi Lusenti con l’Arci contro la guerra e le censure

ISCCo-Lusenti-02.jpgIl 10 maggio 1933, sulla Opernplatz di Berlino, i nazisti fecero un grande rogo dei libri sgraditi al regime: un atto simbolico di annientamento delle culture che si opponevano all’ideologia nazista. 85 anni dopo, per la giornata di giovedì 10 maggio di quest’anno, l’Arci, con la sua campagna nazionale “No Rogo”, ha organizzato iniziative in tutta Italia, per celebrare il valore del libro simbolo della libertà di espressione e di pensiero, contro ogni censura. L’Arci di Como non ha fatto eccezione, con l’incontro (trasmesso in diretta streaming dalla pagina Facebook di ecoinformazioni) con Luigi Lusenti organizzato insieme a ecoinformazioni e all’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta”, nella cui sede, in via Brambilla 15 a Como, si è tenuta la conversazione tra Celeste Grossi e Luigi Lusenti, intervenuto a presentare il proprio libro Colazione a Sarajevo. Frammenti di una guerra (ed. Mescalina, 2018). Presenti circa una dozzina di persone all’incontro, che è stato aperto dai saluti di Fabio Cani in qualità di vicepresidente dell’istituto “Perretta” e presidente di Arci ecoinformazioni.

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19 aprile/ Progetto Icaro: conferenza nazionale a Milano

logo-icaro--150x150Politiche, Metodologie, strumenti per la gestione delle aziende confiscate. Dall’impresa mafiosa all’impresa legale. Martedì 19 aprile dalle 8.45 alla sala Pirelli del palazzo della Regione Lombarida in via F. Filzi 22 a Milano, la conferenza nazionale promossa dal progetto Icaro. Instruments to remove Confiscated Asset Recovery’s Obstacles.

Programma:

8.45 registrazione partecipanti

Il progetto Icaro

9.00 presentazione a cura di Luigi Lusenti coordinatore del progetto

9.15 Le aziende confiscate: dove e come investe la criminalità organizzata
prof. Stefania Pellegrini

9.45 Dagli studi di caso al modello di gestione
prof. Nando dalla Chiesa

Le politiche di Regione Lombardia sulle aziende confiscate

10.15 Roberto Maroni presidente della Regione Lombardia (da confermare)

10.45 Coffee Break

Tavola rotonda: dai capitali mafiosi all’impresa legale

Coordina
Gian Antonio Girelli – Presidente commissione Antimafia Regione Lombardia

Partecipano
Rosy Bindi – presidente commissione parlamentare Antimafia
Maria Vittoria De Simone – direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo
Umberto Postiglione – direttore generale ANBSC
Susanna Camusso – segretaria generale Cgil

13.50 conclusioni a cura del progetto Icaro – Vincenzo Moriello

14.00 Buffet

Sul sito www.icaro-confiscatedassetrecovery.eu e sulla pagina facebook icaroconfiscatedassetrecovery, è disponibile è la scheda per la partecipazione.

Più di 500 persone alla fiaccolata per la legalità

Pienamente riuscita, giovedì 7 ottobre a Como, la manifestazione promossa dal Pd e da un ampio ventaglio di associazioni, sindacati e forze politiche, anche del centrodestra, per ricordare Angelo Vassallo.  Grande la partecipazione e la condivisione degli interventi. Guarda la galleria di foto di Claudio Fontana.  (altro…)

Mafie e antimafie a Como

Partecipata sessione conclusiva dell’undicesimo convegno del Coordinamento comasco per la Pace.  La legalità e le infiltrazioni mafiose al centro del dibattiti davanti a 200 persone allo Spazio Gloria dell’Arci Xanadù nel pomeriggio di domenica 14 dicembre.

Dopo la replica dello spettacolo su Peppino Impastato, Buongiono a Cinisi,  la sessione conclusiva in due parti al Convegno Liberté, fraternità, legalità, i 200 presenti hanno assistito ad un incontro con Enza Rando e Maria Luisa Lo Gatto, moderato da Roberto Caspani, Ipsia – Acli, e con Lorenzo Baldo e Luigi Lusenti, moderati da Emilio Botta, presidente del Coordinamento. Intermezzi musicali di Maurizio Aliffi, Franco D’Auria, Simone Mauri e per terminare 10 minuti per la Carovana antimafie, musica di Gaetano Liguori.

Enza Rando di Libera ha ricordato come la società civile, in Sicilia e Calabria si è risvegliata dopo gli attentati e ne sono nate la primavera siciliana e la primavera dei sindaci. Per l’avvocatessa serve la capacità di indignarsi e di mantenere un’attenzione sul problema mafioso non episodica. Col bagaglio della sua esperienza come vicesindaco di Niscemi ha posto in primo piano l’importanza degli enti locali come strumento di partecipazione e di contrasto della cultura mafiosa. «Se la politica perde di credibilità lascia spazio alla mafia ed alla collusione allontanando ulteriormente la gente» ha affermato l’esponente di Libera che si è retoricamente chiesta a proposito del coinvolgimento democratico: «Quanti fanno un’urbanistica partecipata?»

«Fare comunità isola la cultura mafiosa» ha affermato Rando ricordando l’esperienza della giornata della memoria delle vittime della mafia, che si celebra ogni anno il 21 marzo, a Niscemi quando ragazzi provenienti da tutta Italia hanno fatto si che i mafiosi si eclissassero.

Maria Luisa Lo Gatto, magistrato, ha invece raccontato della infiltrazione mafiosa nelle province di Como e Lecco secondo i dati recuperati dalle inchieste giudiziarie. «La ‘Ndrangheta è radicata nel Lecchese da ormai quarant’anni e vi ha riproposto gli schemi tradizionali con un vero e proprio controllo militare del territorio con bar, esercizi pubblici, famiglie». La magistrata comasca ha poi voluto concentrare l’attenzione sul Campione d’Italia e il suo Casinò. Un luogo in cui «già le indagini sono difficili dato che non c’è la Guardia di finanza e la polizia, ma solo i vigili urbani ed i carabinieri». Ripercorrendo la storia della nascita della casa da gioco e dell’importanza assunta nella comunità locale diventando la principale azienda del paese che dà lavoro a metà dei residenti ha denunciato come in Italia non ci sia stata una disciplina contro il riciclaggio per le case da gioco sino al 1999, che nell’exclave italiana non è ancora stata applicata.

Ha quindi citato un’inchiesta dei primi anni ’80 di Piercamillo Davigo che metteva in luce come la soceità che gestiva il Casinò avesse legami con Nitto Santapaola attraverso i cambisti, coloro concedono prestiti a tassi usurai ai giocatori. Un modus vivendi talmente rodato che erano intenzionati ad esportare alla casa da gioco di San Remo, dove si scontrarono con un’altra cordata che faceva riferimento a Epaminonda.

Negli anni 2000 sono poi cambiate le modalità del riciclaggio e si è passati alle società di porteurs, ovvero società con cui i casinò stipulano contratti per farsi portare i clienti, ed in un’inchiesta su una di queste società era stato coinvolto Vittorio Emanuele di Savoia.

«Ormai c’è stato un salto di qualità – ha affermato Lo Gatto – non vi è più l’inserimento di un soggetto estraneo nelle associazioni a delinquere ma si instaura un patto di collaborazione». Per questo è stato coniato il termine giuridico di concorso esterno in associazione mafiosa un fenomeno che denota un decadimento etico, culturale e l’aumentare della corruzione. «Il problema non è palliare la legislazione – ha concluso la magistrata comasca – ma operare contro i meccanismi politico istituzionali di un’area contigua alla criminalità che va modificata con il contributo di tutti».

Lorenzo Baldo, di Antimafia2000, ha rilevato le aderenze di personaggi politici con la mafia da Marcello Dell’Utri a Giulio Andreotti e denunciato la censura di Roberto Scarpinato, la cui testata, Il Corriere della sera, gli ha tolto l’incarico di seguire un’inchiesta di mafia dopo aver fatto nomi e cognomi. L’unica soluzione anche per Baldo è comunque l’impegno e la partecipazione civile anche solo di una minoranza.

Per ultimo Luigi Lucenti, Arci Lombardia, ha ripercorso la storia e l’operato della Carovana antimafie e posto l’accento sull’importanza della cultura della legalità, denunciando lo «slittamento delle coscienze, con l’accettazione di alcuni fenomeni di criminalità».

Il dibattito ha visto quindi una riflessione sulla coscienza della legalità all’interno delle carceri intese come percorso di rientro nella società.

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