Como senza frontiere/ Verso la giustizia

In un periodo particolarmente buio per la difesa della democrazia anche la luce più piccola è in grado di rischiarare un po’ l’ambiente: così la decisione del giudice (comunicata nel pomeriggio di martedì 14 novembre e riportata al presidio antifascista accanto al Tribunale), di accettare la costituzione di Arci ed Anpi come parte civile nel processo contro i 12 rappresentanti di Veneto fronte skinheads permette – per fortuna – di poter preservare la difesa dei valori antirazzisti e antifascisti che da sempre costituiscono il muro portante dell’intera rete Como senza Frontiere.

Davanti all’evidente disinteresse da parte del comune di Como (il cui silenzio, come spesso accaduto, è più eloquente di mille parole), le associazioni, i sindacati e le realtà politiche hanno deciso di costituirsi parte civile nel processo che vede a giudizio i rappresentanti dell’organizzazione neofascista che il 28 novembre 2017 fecero irruzione durante una riunione della rete Como senza frontiere. Dopo vari rinvii, un cambio di giudice, finalmente un segnale di ferma decisione: certo, ammettere solo due delle realtà presenti come parte civile lascia un po’ l’amaro in bocca, ma solo in parte. Arci e Anpi sono – per natura, costituzione e statuto – due realtà che nascono proprio da quella necessità di difendere le cittadine e i cittadini contro qualsiasi attacco a quei valori di democrazia, uguaglianza e umanità sanciti dalla costituzione; questo, insieme all’accettazione della richiesta di rito abbreviato, per una volta fa ben sperare che l’esigenza di una giustizia, ferma e corretta, possa avere la meglio sulla faticosa, indolente cavillosità che spesso infesta i tribunali. La strada verso il 2 febbraio, in cui si terrà l’udienza con rito abbreviato, è ancora incerta. Ma questo nuovo passo avanti, piccolo ma fondamentale, rende più sicuro tutto il cammino. Certo la negazione del diritto a costituirsi parte civile della Cgil, di Luminada, del Prc e di Sinistra italiana è gravissima, ma non c’è dubbio che queste organizzaioni rimmarrano più che attive nel sostegno a Csf e nella lotta perché sia certa la condanna delle squadrismo e del razzismo fascista.

Guarda di seguito tutti i video del presidio, con la spiegazione della decisione del giudice:

[articolo di Sara Sostini, video di Somia El Hariry, ecoinformazioni]

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