[Playlist con tutti gli interventi]

Piazza Volta a Como, La piazza delle devianze il 28 ottobre per la manifestazione di Uds, Como pride e Fff che hanno denunciato la mancata attenzione del sistema formativo Italiano verso la loro salute mentale. Esponentu del Giovio di Como, del Romagnosi e del Porta di Erba e del Melotti di Cantù hanno espresso le proteste e le proposte degli studentu.

La crisi della salute mentale, specificamente tra i giovani e giovanissimi post-pandemia è arrivata a livelli altissimi. Infatti, sono abbastanza alti da spingere alla Organizzazione mondiale della salute a aprire uno specifico spazio di discussione e modifcare le legislazioni, il Youth4health network. La manifestazione del 29 ottobre a Como ha denunciato, con gli interventi di alcune scuole, l’inadeguatezza del sistema educativo comasco, con rappresentantu di diverse scuole. «Non è normale che sia normale stare male a scuola». In piazza si è parlato di un sentirsi in lotta, oppure sotto attacco daglu insegnantu incapaci di aiutare davvero la formazione effettiva e anche affettiva delle persone giovani. Senza spazi per sfogo, per trovare consulenza, per imparare a gestire le proprie ansie e paure senza venire giudicatu, non c’è vera scuola.

«Spesso mi capita di trovare ragazze in bagno a piangere», cita unu du rappresentantu. Essere giovanissimo non è mai stato semplice. Tra sbalzi ormonali della pubertà che amplificano ogni emozione al mille percento, si deve imparare a muoversi in un mondo che è in constante mutamento ma trascina da anni regole da anni e generazioni passate.

Una marcata differenza tra le nuove generazioni e le precedenti, è la quantità di persone che si presentano oltre la divisione binaria donna/uomo, ovvero etero-cis-patriarcale. Negli intreventi anche puntale risposta ai commenti di Giorgia Meloni rispetto alle «devianze» giovanili. «Siamo deviati!!» si è urlato in piazza. Certamente non perché non ci si adegua a uno standard (imposto da chi? Quando? Perché?) si ha meno diritti, o si apporta meno alla società.

Questo urlo, bisognoso di risposte, di attenzione, lanciato dai giovanissimi ci ricorda che per loro i due anni scorsi sono stati marcati da un profondo isolamento sociale. Isolamento percorso durante anni critici nello sviluppo della cognizione, della persona. Questi sono appena le prime onde di uno tsunami sociale di cambiamenti che arriverà con le generazione successive. Le cicatrici della pandemia le portiamo tuttu dentro, e per guarire bisogna aprire il cuore tanto quanto le orecchie, per capirci e cambiare insieme.[Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni] Guarda l’album completo delle foto di Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni, della manifestazione.

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