La prevenzione è lotta politica
Si è svolto il 6 giugno allo Spazio Volta 3 di Lurate Caccivio il primo incontro del ciclo Diritto alla salute, organizzato da inTERRagire Aps, Tumori: cura, prevenzione, sostegno. Medic3 ed espert3 del territorio hanno raccontato a che punto è la lotta contro il cancro, le sue varie tipologie e come è possibile convivere con questo tipo di patologia, spesso anche riuscendo a condurre una vita serena e tenendo il male sotto controllo.

Dopo un breve saluto della sindaca di Lurate Caccivio Anna Gargano e della relatrice Serena Arrighi, hanno preso parola la dottoressa Monica Giordano, primaria del reparto di oncologia dell’ospedale Sant’Anna e direttrice Sc di oncologia presso la Asst Lariana, che ha raccontato in una breve introduzione i tipi di cancro che ci si trova ad affrontare e sulle nuove terapie in corso di sviluppo; il dottor Alberto Vannelli, direttore di chirurgia oncologica dell’ospedale Valduce di Como e Presidente di Erone Onlus; la dottoressa Cristina Rumi, medica di medicina generale.
Coordinati da Serena Arrighi, medici e mediche hanno illustrato lo stato attuale delle terapie che si effettuano per curare i tumori e il percorso che i pazienti compiono nel corso degli anni, con delle percentuali che rispetto a pochi decenni fa sono molto incoraggianti. A parte per tipologie molto difficoltose di cancro, infatti, oggi le guarigioni, specialmente nei casi più comuni come prostata e mammella, sono in aumento anche grazie alle nuove terapie e alle campagne di screening che le regioni effettuano sopra una certa età.

Certo, la prevenzione è ancora parecchio indietro. Quello che la politica fa è escludere i giovani dal discorso, secondo Vannelli in quanto non elettori, e dare un “contentino” alle associazioni che lottano contro il cancro mettendo le famose foto delle operazioni chirurgiche sui pacchetti di sigarette, che i cittadini si premurano di coprire con apposite custodie.
Anche i giovani, invece, dovrebbero essere formati sui rischi che uno stile di vita trascurato può portare una volta raggiunta una certa età, tant’è che spesso sono i medici o le associazioni come la Lilt, presente in sala, a doversi muovere personalmente per andare nelle scuole a fare divulgazione.
Si tende a considerare il cancro ancora come un male solo da curare, e non da prevenire adottando stili di vita sani e limitando, ad esempio, il fumo.
Altro problema è come intorno a una malattia così delicata ci sia ancora una specie di aura di vergogna. Mentre gli screening per il cancro al seno sono ormai molto alti, quelli per malattie che riguardano prostata e colon sono ancora molto bassi: solo il 40% degli aventi diritto ad un esame ne approfitta.

È indubbio che si tratti di esami invasivi, ma è pur sempre vero che se preso per tempo un cancro può essere curato o cronicizzato senza il rischio che si aggravi.
Ad arricchire la serata le testimonianze di Antonella Corbisiero e Paola Rusconi, entrambe guarite dal cancro al seno, che hanno raccontato la loro esperienza tramite un video e delle fotografie.
Si moltiplicano infatti anche le iniziative artistiche per sensibilizzare la popolazione sul tema: nel caso di Antonella Corbisiero, insieme a un videomaker, è stato realizzato un corto di dieci minuti dai tratti artistici, e allestita la mostra con le opere della stessa riguardanti il suo “viaggio” attraverso la malattia.
Paola Rusconi invece ha mostrato una serie di fotografie con la mamma, ultranovantenne e presente in sala, dove venivano evidenziate le loro cicatrici derivate dagli interventi chirurgici subiti in seguito alle operazioni per combattere il tumore, per spingere altre donne a farsi controllare. Le fotografie sono esposte a Porta Genova a Milano, in forma di street art, attaccate ad un muro lungo 200 metri dipinto di rosso.




In una sala decisamente gremita – segno che il tema tocca ancora molte persone all’infuori delle associazioni specializzate – non è poi mancato il dibattito a base di domande più di tipo informativo, anche sulla qualità delle terapie adottate oggi.
È insomma emerso un quadro incoraggiante, ma sul quale c’è ancora molto da lavorare: una malattia complessa come il cancro non può venire derubricata a qualcosa da curare nel momento in cui si presenta.
Ancora una volta è evidente come ci voglia un cambiamento culturale, politico e sociale nel modo in cui questa patologia viene affrontata, che tenga conto della prevenzione e della diffusione di buone pratiche, anche se sembra che la politica di fronte a questo preferisca nascondere i pazienti sotto una coltre di pietismo e ne voglia aggravare la condizione smantellando la sanità pubblica, unico modo in cui queste patologie possono essere affrontate. [Dario Onofrio, ecoinformazioni]
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