Assalam/ Diritto di culto ristabilito a Cantù/ Il Comune commissariato paghi e ubbidisca alla legge
Importante e decisivo passo per il riconoscimento dopo 12 anni di contenzioso, del diritto di culto a Cantù che mette fine con una sentenza inequivocabile alla persecuzione burocratica di matrice fascioleghista contro l’associazione Assalam. Contro i diversi provvedimenti comunali canturini, tutti annullati dalla magistratura, che negli anni hanno ostacolato il legittimo progetto di costruzione di una centro islamico e di una moschea a Cantù, a fianco di Assalam, si è sviluppata una convergenza di organizzazioni politiche e sociali, culturali e di persone che hanno dato vita a molteplici azioni di approfondimento, discussione e di piazza. La soddisfazione dell’insieme dei soggetti che hanno sostenuto la lotta (dall’Arci, all’Anpi, dai partiti di centro sinistra a liste locali, da organizzazioni religiose, come la Chiesa Valdese, e laiche, insieme a centinaia di persone per la difesa della Costituzione) che ha trovato nella competenza e determinazione professionale dell’avvocato Vincenzo Latorraca e dell‘avvocata Michela Larghi la strada del successo legale, può essere riassunta nella dichiarazione di Vincenzo Conte (Anpi Cantù), nella chat del gruppo Coordinamento Diritti umani: «Ottima notizia. Non ci resta che continuare ad impegnarci per avere una classe politica che spenda soldi ed energie per applicare i diritti invece che per negarli».
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