Agesci

Scout Como 1: inaugurata la mostra per i 70 anni di storia

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Venerdì 28 febbraio è stata inaugurata nella sala Mostre del Broletto di Como la mostra fotografica Esploratori di un mondo che cambia. 70 anni di scautismo a Como che celebra e racconta l’attività del gruppo Agesci Como 1 dal 1944 ad oggi. Alla presenza del sindaco Lucini e dei tre assessori Magatti, Gerosa e Magni, la comunità capi del gruppo scout ha ringraziato tutti coloro che attraverso fotografie, reperti e racconti hanno permesso di ricostruire la storia e predisporre la mostra. «Non ho vissuto direttamente l’esperienza scout – ha spiegato il sindaco – ma l’ho scoperta attraverso molti amici, imparando a conoscerla come una grande esperienza personale e collettiva». La struttura, ideata da Lara Giamminola, Gloria Ghielmetti e Roberta Radaelli, comprende una linea del tempo che mette in ordine le tappe principali del gruppo a partire dalla sua fondazione, alcuni documenti originali e strumenti per le attività e diverse fotografie che attraversano sette decenni e altrettante generazioni di storia. Tra i presenti all’inaugurazione anche numerosi ex capi scout, i cui nomi sono raccolti di anno in anno nel diario presente al centro della mostra, ringraziati con il distintivo del 70°. Attraverso i pannelli della mostra è possibile anche scoprire i dieci punti della legge scout e la suddivisione in branche di questo percorso educativo, che inizia da bambini fino ad arrivare all’età adulta. La mostra ad ingresso libero rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 9 marzo, da lunedì a venerdì in orario pomeridiano 15 – 19, sabato e domenica 9:30 -19. [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]

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La linea del tempo, foto di Giovanni Legnani

Agesci Como 1: settant’anni di storia e attività scout

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Il gruppo scout Agesci Como 1 festeggia nel 2014 i suoi settant’anni (1944-2014) di attività nel territorio. I festeggiamenti, cominciati lo scorso dicembre, proseguono con l’apertura della mostra fotografica Esploratori di un mondo che cambia. 70 anni di scautismo a Como nella sala del Broletto a Como, che verrà inaugurata venerdì 28 febbraio alle 20:45 e sarà aperta al pubblico per le visite fino al 9 marzo (dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, sabato e domenica dalle 9:30 alle 19:00), con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del comune di Como. Grazie ad un vasto lavoro di raccolta di materiale, fotografie, racconti e testimonianze, dal passato al presente, si è ricostruita il più fedelmente possibile la storia del primo gruppo di scautismo cattolico comasco. La storia del Como 1 da una parte e i valori più universali dello scautismo dall’altra, sono i due percorsi tematici che il visitatore potrà scoprire attraverso le immagini, le parole, le testimonianze e gli oggetti simbolici di ieri e di oggi. In occasione della serata inaugurale la comunità capi proporrà una visita guidata preceduta da un momento di rievocazione della storia del gruppo e seguita da un rinfresco conviviale.

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Venerdì 7 marzo alle 20:45, sempre nella sala del Broletto a Como, ci sarà la conferenza L’avventura nel mondo. Il coraggio dell’esperienza educativa, in cui interverranno Cristina Palmieri del dipartimento di Scienze umane per la formazione R. Massa, padre Davide Brasca, assistente nazionale Agesci, e il direttore generale della fondazione somaschi onlus Carlo Alberto Caiani. Le celebrazioni del 70° proseguiranno poi, nel mese di giugno, con la tradizionale “marciona”: una marcia non competitiva per le strade della città alla quale potranno partecipare oltre agli scout, le loro famiglie e chiunque desideri cogliere l’occasione per avvicinarsi al mondo dello scautismo in modo divertente. Infine, nel mese di luglio, i ragazzi vivranno l’esperienza del campo di gruppo presso la storica base scout di Colico, che chiuderà questo anno denso di esperienze significative.

La marcia della Pace

marciaPace2014 (2)Fermarsi e mettersi in cammino, con la Pace come obiettivo concreto. Pace non solo come assenza di guerra, ma soprattutto come pari diritti, giustizia, dignità e speranza. “Fraternità, fondamento e via per la pace” è lo slogan della marcia, ripreso dal messaggio per la Giornata mondiale della pace di papa Francesco, che da Sagnino ha raggiunto Cernobbio attraverso i passi di centinaia di persone e le testimonianze presenti lungo il tragitto. Il simbolo più forte della serata, passata la mezzanotte, è il silenzio di rispetto e di dolore mentre i fiori di carta illuminati vengono lasciati in balia delle onde lievi sulle rive del lago, per ricordare tutti quei volti sconosciuti che nelle acque del mare Mediterraneo hanno perso i loro sogni e le loro speranze. Sono le canzoni e le musiche di Fabrizio De Andrè, suonato dagli Zingari nel bosco proprio nel giorno del quindicesimo anniversario della sua morte, che accolgono quanti hanno voluto dedicare un sabato sera invernale all’ascolto e alla scoperta delle storie di pace; come quella di Matteo Perotti, missionario laico in Sud Sudan, promotore dello «stare con la gente» per comprendere e accettare le rispettive differenze e provare a riappacificare anche le popolazioni in conflitto tra loro. Accompagnati dalle chitarre dei ragazzi delle parrocchie comasche e dalle torce illuminate degli scout, anche i sindaci di Como Mario Lucini e di Cernobbio Paolo Furgoni hanno camminato per quasi tre ore verso la meta, scoprendo lo spazio giovani La pineta, realtà che coinvolge giovani e adolescenti negli spazi dedicati in particolare a laboratori e corsi di creatività e giocoleria; conoscendo Maurizio, con il suo emozionante racconto della nuova cooperativa Si può fare, nata come opportunità di reinserimento lavorativo per iniziativa della Caritas e di Ozanam. Tanti gli interventi che hanno intervallato il cammino, come occasioni di riflessione e simbolo concreto dei costruttori di pace, passando dall’integrazione scolastica della scuola di Tavernola fino alla vicinanza con i senza fissa dimora dell’associazione Comunità papa Giovanni XXIII, attiva a Milano come a Trapani. L’arrivo in oratorio a Cernobbio, anche se in ritardo di oltre un’ora sui tempi previsti, non ha preoccupato i partecipanti, che hanno riempito la sala dove la musicista Sara Velardo e i Rebel8 hanno concluso in festa la marcia, che sosterrà attraverso le donazioni raccolte il progetto Emergenza freddo. [Tommaso Marelli, ecoinformazioni, foto di Cinzia Tagliabue, per ecoinformazioni]

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MarciaPaceTavernolaMarcia della pace: un momento di gioco nella pausa all’oratorio di Tavernola [foto di Fabio Cani]

Fiori da Como e Cantù in memoria delle vittime innocenti delle mafie

2013-03-16 10.32.35La primavera sboccia, e Firenze il sedici marzo è stata invasa da fiori. Alcuni avevano un nome, tracciato su di un petalo o di uno stelo. Ce n’erano di tutti i colori e di tutte le grandezze, ed hanno inondato la città di «fresco profumo di libertà» che si oppone al puzzo della complicità con tutte le mafie. Fiori per ricordare le vittime innocenti, e rappresentare la corresponsabilità di ogni manifestante nel farne memoria, in occasione della diciottesima Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che si è svolta il 16 marzo a Firenze. Più di centocinquantamila persone si sono stretti in un abbraccio attorno ai famigliari delle vittime, camminando con loro, ricordando ognuno di loro per nome esprimendo il proprio impegno antimafia. In centocinquanta persone sono scese da Como e Cantù, con due pullman organizzati dal coordinamento provinciale di Libera Como e il gruppo di Verso Libera Cantù. 

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