Fiori da Como e Cantù in memoria delle vittime innocenti delle mafie

2013-03-16 10.32.35La primavera sboccia, e Firenze il sedici marzo è stata invasa da fiori. Alcuni avevano un nome, tracciato su di un petalo o di uno stelo. Ce n’erano di tutti i colori e di tutte le grandezze, ed hanno inondato la città di «fresco profumo di libertà» che si oppone al puzzo della complicità con tutte le mafie. Fiori per ricordare le vittime innocenti, e rappresentare la corresponsabilità di ogni manifestante nel farne memoria, in occasione della diciottesima Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che si è svolta il 16 marzo a Firenze. Più di centocinquantamila persone si sono stretti in un abbraccio attorno ai famigliari delle vittime, camminando con loro, ricordando ognuno di loro per nome esprimendo il proprio impegno antimafia. In centocinquanta persone sono scese da Como e Cantù, con due pullman organizzati dal coordinamento provinciale di Libera Como e il gruppo di Verso Libera Cantù. 

Una manifestazione intensa, colorata, calda, che ha saputo unire momenti di raccoglimento e di denuncia, di studio e di musica, in un’unica giornata. Alla mattina infatti si è svolto il corteo, che si è concluso con gli interventi dal palco. Poi si sono letti gli oltre novecento nomi delle vittime innocenti delle mafie, in un momento di forte raccoglimento della piazza, che ha ascoltato commossa l’elenco di tutti i nomi. Al termine della lettura è intervenuto Don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera, che ha ripetuto come un monito «non uccidiamoli una seconda volta». Le vittime delle mafie non devono essere uccise una seconda volta, «con la mafiosità che può annidarsi in ognuno di noi, la mafiosità delle coscienze addormentate o addomesticate» ha detto Don Ciotti; il presidente dell’associazione ha poi invitato ognuno all’impegno, perché «la rinascita è possibile solo se riparte da ognuno di noi, senza delegare ad altri ciò che invece potremmo fare noi». «Non dobbiamo lasciare da soli i testimoni, senza coraggio di fare scelte scomode. Bisogna decidere da che parte stare», ha detto don Ciotti, chiedendo di non fermarsi alla sola indignazione, per essere invece responsabili ed essere motori di cambiamento, unendo le forze di tutti. L’intervento ha poi lasciato spazio alla musica e alla voce di Fiorella Mannoia. Dopo il concerto si sono tenuti in luoghi diversi della città laboratori di studio inerenti al problema mafioso e spettacoli teatrali in tema.

Sul palco sono saliti anche i sindaci Matteo Renzi e Luigi de Magistis, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’assoziazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili, che ha chiesto con forza verità e giustizia sull’attentato terroristico di stampo mafioso avvenuto nel 1993 a Firenze e Susanna Camusso, segretario della Cgil nazionale. Anche Nando Dalla Chiesa e Gian Carlo Caselli sono intervenuti dal palco, leggendo gli ultimi nomi delle vittime delle mafie. Nel pomeriggio invece si sono svolti i seminari e gli spettacoli teatrali lungo tutta la città, che sono stati una occasione per studiare e fare proposte concrete per promuovere la legalità.

Altissima è stata la partecipazione di giovani, che ha colpito quasi tutti i partecipanti comaschi. Con i pullman partiti da Como hanno viaggiato infatti prevalentemente ragazze e ragazzi giovani, alcuni già soci del coordinamento di Libera Como, altri simpatizzanti. Tra loro due gruppi scout, il Como 45 e il Mariano che, in divisa hanno deciso di partecipare alla manifestazione per esprimere il loro impegno antimafia. Come infatti ha affermato Damiano Nacchia, capo scout del Como 45 «la scelta di aderire in uniforme è stata fatta per dare un segno della partecipazione agesci all’iniziativa, poiché essa attribuisce molta importanza all’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva». Nel corteo il gruppo scout ha partecipato con lo striscione «la mafia è una montagna di merda» in ricordo della esclamazione di Peppino Impastato, attivista del movimento antimafia ucciso a Cinisi nel 1978. Presente anche il circolo comasco di Legambiente dedicato a Angelo Vassallo, anch’egli vittima della criminalità organizzata.

Il successo di Libera, secondo Anna Pianura, partecipante comasca, risiede nel fatto che l’associazione ha saputo costruire un pensiero sulla società complessiva, che riguarda i diritti, il lavoro, la legalità e la democrazia, mentre la varietà e la quantità di persone che hanno manifestato nella giornata, secondo Giulia Chiechio è simbolo della capacità di Libera di fare rete e di mettere assieme storie diverse per testimoniare che non si è da soli nella lotta contro la criminalità organizzata.

Una giornata intensa, lunga più di venti ore per i partecipanti comaschi, che riempiti i polmoni del profumo della primavera hanno fatto il ritorno a casa; molti di loro si sono iscritti all’associazione Libera. [Matilde Aliffi, ecoinformazioni]

 

 

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