Andrea Butti

30 ottobre e 6, 13, 20, 27 novembre/ Villa del Grumello/ Teatralberi

Il parco della Villa del Grumello invita, mercoledì 16, 23, 30 ottobre e 6, 13, 20, 27 novembre dalle 17 alle 18,30 a Como alla Villa del Grumello in via Cernobbio 11 si parlerà dei Racconti della natura e Teatralberi

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16, 23 e 30 giugno/ Ancora posti disponibili per il Laboratorio di fotografia sociale con Angri, Vacca, Butti e Fontana

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Ci sono ancora posti disponibili per il laboratorio di fotografia e dignità delle persone con Fontana, Angri, Vacca e Butti, tra i più apprezzati fotografi sociali comaschi. Si può iscriversi anche venendo direttamente al primo incontro sabato 16 giugno alle 10 al Centro pastorale Cardinal Ferrari di Como. Dopo l‘incontro introduttivo con Marcello Carrozzo, fotoreporter autore di Itaca, intervenuto allo Spazio Gloria venerdì 18 maggio, partirà sabato 16 giugno al Centro pastorale “Cardinal Ferrari” (viale Battisti, 8 a Como), dalle 10 alle 12,  il laboratorio di fotografia sociale “Scatti migranti”, per il quale sono ancora aperte le iscrizioni. (altro…)

La notte dei senza dimora/ marginalità e bellezza

Nel corso del pomeriggio del 22 ottobre, nell’ambito della giornata dedicata ai “senza dimora”, è stata allestita nel cortile del Municipio una mostra con i lavori dei laboratori organizzati a Como, a dimostrazione che la marginalità è una condizione che non riduce la capacità di relazionarsi con la città, le sue bellezze e i suoi problemi.

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Nelle note di presentazione della mostra dedicata alla Bellezza in città, si legge tra l’altro: «Ventitré artisti. Sette giorni di tempo. Ventisette scatti ciascuno per cogliere la bellezza della nostra città attraverso gli occhi delle persone senza dimora. Grazie alla collaborazione con Andrea Butti, fotografo per il quotidiano “La Provincia”, è stato organizzato un laboratorio di fotografia spiegando il tema della mostra, al termine del quale sono state distribuite della macchine fotografiche usa-e-getta ai participanti, i quali hanno avuto una settimana di tempo per cogliere la bellezza della nostra città. La selezione è avvenuta in un’ottica partecipata coinvolgendo i “fotografi” per condividere insieme il significato delle proprie foto e capire cosa avesse rappresentato o quali emozioni e sensazioni avesse suscitato in loro quell’attimo immortalato».

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Il percorso ha coinvolto gli ospiti di più servizi della Rete comasca per la grave marginalità, come il Centro Diurno “L’incontro” di Caritas, “Il rifugio” Don Guanella e la “Piccola Casa Federico Ozanam”.

Interessanti, tra le tante, le foto scattate all’interno del campo governativo per migranti nei pressi di via Regina: sono le prime foto “autobiografiche” uscite da quella struttura, oggetto di molte discussioni.

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Nel cortile di Palazzo Cernezzi sono state esposte anche le opere realizzate dagli ospiti nel corso del laboratorio di pittura “ArteAparte” tenuto da Doriam Battaglia, Circolo Cultura e Arte Como, in collaborazione con il Centro Diurno “L’incontro”.

[FC, ecoinformazioni]

Il paesaggio costruito e fotografato

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Nello spazio di San Pietro in Atrio a Como, una interessante mostra su “uomo” e “paesaggio” nella fotografia contemporanea prova a fare il punto tra le tante possibili opzioni di uno dei temi più indagati della storia dell’arte, non solo occidentale.

L’uomo nel paesaggio vuol dire tutto, evidentemente. E quindi l’aspetto più stimolante dell’esposizione consiste proprio nella verifica delle scelte, inevitabili nel presentare una forzata selezione di immagini.

Diciamo subito che un aspetto decisamente inconsueto è nel confronto a distanza tra il contesto locale e quello internazionale, in particolare cinese. Si ripete sempre che è in quella direzione che bisogna guardare per vedere il futuro, anche dell’arte, ma poi – troppo spesso – ci si rinchiude nel giro del risaputo. Viceversa in questo caso, grazie anche alla collaborazione di collezionisti e gallerie, ci si trova di fronte a uno spaccato di atteggiamenti diversi (di volta in volta alternativi o complementari). Non c’è bisogno di risalire alle rispettive filosofie tradizionali per cogliere una profonda differenza tra il modo di concepire il “paesaggio”, ma ancora prima l’“immagine”, nei due orizzonti culturali. (Di passaggio: bisognerebbe anche riflettere a fondo sui due termini del titolo. Se sul “paesaggio”, parola dal contenuto assai problematico (e forse anche ambiguo) e molto discusso proprio in ambito storico-artistico, il testo di Roberto Borghi nel volume parallelo alla mostra avanza tutta una serie di ipotesi – anche se si potrebbe essere più radicali e discutere perché, alla fine dei discorsi, si torna sempre lì, al paesaggio e non ad altri concetti e verificare a fondo se il termine si adatta davvero alle immagini presentate –, su quell’“uomo” si tace del tutto, mentre a  mio modestissimo avviso bisognerebbe, all’inizio del terzo millennio, porsi il problema di declinare in modo più rispettoso dei generi, e quindi utilizzarlo con maggiore cautela per tutti quei portati idealistici che sottende.)

C’è poi da sottolineare che nel confronto le fotografie “comasche” non sfigurano affatto. Distribuite su un arco di tempo piuttosto ampio (si va da un’immagine di Gin Angri del 1992, a quella di Enrico Cano del 2013, a quella di Andrea Butti del 2014, passando per tutte le altre), presentano visuali e sensibilità molto particolari e soprattutto evidenziano un’alta qualità comunicativa. (Anche in questo caso una nota di passaggio: del tutto casualmente mi è capitato di passare il giorno dopo l’inaugurazione in un luogo ritratto da una delle fotografie di Luciana Gilardoni in mostra – una delle mie preferite, lo dico esplicitamente – e di misurare la complessa relazione tra la realtà e la sua rappresentazione; quello era il luogo – una scaletta a lago in quel di Blevio – e quello era il graffito ritratto, ma lo sguardo era assolutamente originale.)

La mostra – pur di dimensioni contenute – è capace di tanti stimoli e riverberi, e merita quindi una visita attenta a tutte le immagini presentate (assai di più di quelle qui citate).

Un’ultima nota. L’esposizione doveva originariamente svolgersi a luglio in concomitanza con il Lake Como Film Festival, ma non si è poi potuta tenere per difficoltà logistiche. Allora venne realizzato sono il volumetto di accompagnamento, che oggi non corrisponde più alla realtà dell’allestimento a causa di alcuni cambiamenti nella disponibilità delle immagini. Per alcuni versi è un peccato, perché manca la possibilità di avere una memoria precisa di quello che si vede, ma per altri versi è l’occasione di vedere ancora qualche cosa in più.

È un buon esempio di come si possa lavorare con continuità su un’idea di fondo.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Gin-Angri

Gin Angri, Pubblicità Armani in corso Garibaldi a Milano, 1992.

Li Wei

Li Wei, Li Wei falls to Lake Como, 2004.

 

L’uomo nel paesaggio

a cura di Carlo Pozzoni Fotoeditore

con il sostegno di Comune di Como

in collaborazione con Lake Como Film Festival

San Pietro in Atrio, via Odescalchi, Como

fino al 22 novembre

martedì-domenica 10-19

ingresso libero

Racconto di una frana – 7 luglio 2011

RaccontoDiUnaFranaPresentazione, mercoledì 15 gennaio alle 17 alla Famiglia comasca in via Bonanomi 5 a Como, del libro con le fotografie realizzate da Andrea Butti sulla frana di Brienno del 2011, con l’autore e la sindaca del paese lariano Patrizia Nava, con proiezione delle foto pubblicate nel volume, i cui proventi sono stati destinati al Comitato di soccorso per Brienno.

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