28-29 novembre/ “Canaletto a Venezia”

Alle 21 di martedì 28 e mercoledì 29 novembre, nuovo appuntamento con La grande arte al cinema al circolo Arci Xanadù / Spazio Gloria con Canaletto a Venezia.
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Alle 21 di martedì 28 e mercoledì 29 novembre, nuovo appuntamento con La grande arte al cinema al circolo Arci Xanadù / Spazio Gloria con Canaletto a Venezia.
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Al circolo Arci Xanadù / Spazio Gloria, da giovedì 16 novembre a venerdì 24 novembre, il film vincitore della Palma d’oro 2017, The Square di Ruben Östlund (2017, 142′): una gustosa farsa sulla società contemporanea e le sue ipocrisie.
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Ecofficine Lab organizza, ogni venerdì dal 10 novembre all’1 dicembre, un corso di scrapbooking, forma d’arte fai-da-te che nasce dall’amore per il mondo della carta e dalla voglia di conservare ricordi, momenti di vita. Il corso si propone di insegnare alcune tecniche e l’utilizzo di strumenti specifici per realizzare biglietti, quaderni, tag, album, scatole e decorazioni. Il corso si rivolge a chiunque voglia imparare a utilizzare le tecniche dello scrapbooking per realizzare oggetti unici e creativi.
Il corso è articolato in quattro lezioni di due ore, il venerdì con cadenza settimanale, dalle 20,30 alle 22,30. Tali lezioni si svolgeranno nella sede di Ecofficine Lab a Como, in via Regina Teodolinda 61. L’iscrizione costa 80 euro per le quattro lezioni e i materiali.
Per iscriversi basta compilare il modulo di iscrizione online, attendere la conferma dell’avvenuta iscrizione ed effettuare il pagamento.
Consulta la locandina del corso
Per ulteriori informazioni: 031.6872170 – 331.6336995 – corsi@ecofficine.org
[AF, ecoinformazioni]

Per le sere di martedì 7 e mercoledì 8 novembre alle 21, il Circolo Arci Xanadù / Spazio Gloria ha in programma una doppia proiezione di Bosch – il giardino dei sogni, documentario su uno dei pittori più visionari della storia dell’arte e sulla sua opera più celebre. È l’artista che più di ogni alto seppe fondere mostruoso e macabro, fantastico e demoniaco.
Con gli interventi esclusivi di Salman Rushdie, Orhan Pamuk, Cees Nooteboom, Miquel Barceló, Ludovico Einaudi.
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Domenica 29 ottobre alle 16 Connessioni Controcorrente, il percorso di rigenerazione culturale urbana firmato Arci Xanadù, ecoinformazioni e TeatroGruppo popolare, incontrerà un nuovo pubblico: con Il piccolo Principe non deve morire i protagonisti saranno i bambini, che giocheranno con il finale della fiaba rielaborandolo all’interno di uno spettacolo-laboratorio. (altro…)

Prende il via la rassegna teatrale Il teatro e Margherita, proposta dalla compagnia teatrale di Teatrogruppo popolare per l’anno 2017/2018 nell’ambito del progetto culturale Connessioni controcorrente, frutto della collaborazione tra Teatrogruppo popolare, Circolo Arci Xanadù e ecoinformazioni. Primo spettacolo della stagione sarà La diva della scala di Laura Curino e Alberto Bigatti, portato in scena alle 21 di sabato 21 ottobre nella sala spettacoli della Piccola Accademia di Teatrogruppo popolare a Como in via G. Castellini, 7.
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Martedì 17 ottobre alla Piccola accademia di Teatrogruppo popolare a Como in via G. Castellini 7 a Como, Olga Bini e Giuseppe Adduci hanno presentato il programma completo degli spettacoli proposti dalla compagnia per l’anno 2017/2018 nell’ambito del progetto di rigenerazione culturale urbana Connessioni controcorrente, ideato e realizzato sul territorio di Como da Teatrogruppo popolare, Circolo Arci Xanadù e ecoinformazioni, con il contributo di Fondazione Cariplo. La rassegna si aprirà alle 21 di sabato 21 ottobre con lo spettacolo La diva della Scala di Laura Curino e Alessandro Bigatti [Leggi l’appuntamento], nella sala spettacoli di Teatrogruppo popolare (sede della Piccola Accademia). I posti vanno rapidamente esaurendosi, si invita chi interessato/a a prenotare un posto per tempo (contatti in fondo all’articolo).
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Alle 21 di sabato 21 ottobre, Teatroarte Orizzonti Inclinati al Teatro nuovo di Rebbio (via A. Lissi, 9) lo spettacolo di Miriana Ronchetti Come farfalle… quando la vita diventa un volo. Di seguito il comunicato stampa:
Come farfalle …quando la vita diventa un volo (60′)
Teatro Nuovo di Rebbio, sabato 21 ottobre, ore 21
Storia teatrale di Miriana Ronchetti che racconta le vicissitudini di una figlia alle prese con la cura quotidiana alla madre affetta da demenza. L’evento è finalizzato a sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche relative alla demenza senile e la malattia di Alzheimer, organizzato da Progetto Sociale onlus Cantù in collaborazione con Associazione Asylum Camerlata.
Il costo del biglietto è 10 euro.
Per informazioni : tel. Progetto Sociale 031 715310 oppure teatroarte: cell 329.3817686
Qui un video di presentazione dello spettacolo.
La storia
Una donna, a un certo punto della sua esistenza, inizia a tralasciare tutte le sue abitudini, il lavoro, gli affetti, le giornaliere faccende per occuparsi solo di farfalle. Non riesce a fare altro. Le farfalle non sono impegnative, non richiedono pensiero…le segui e basta. Qui inizia la sua nuova vita fatta di assenze e di “apparenti vuoti”. Il marito e la figlia inizialmente non capiscono e non accettano quel suo “stare” così diverso sebbene i medici abbiano spiegato loro che si tratta di una malattia. Decidono così, di non seguire esempi e consigli, ma di fare a modo loro applicando regole rigide e rimproveri. Il risultato è un grande insuccesso. La figlia decide di affrontare quella strada così difficile che la porterà a creare, dopo anni di incomprensioni, un vero rapporto di intesa con la madre ammalata. Fra errori e tentativi, scatti di rabbia e sconforti, arriva a scoprire un mondo di sensazioni create non dalle parole bensì da sguardi, giochi, affinità, azioni quasi assurde, ritorni all’infanzia, merende consumate alla luce del sole, con le dita nei vasetti di marmellata. Quella è la strada…scopre l’amicizia in colei che da madre, un tempo le dettava solo regole. Ore, giornate intere a guardare le farfalle sulla riva di un fiume che altro non è che un catino colmo d’acqua. Aspettare la luna e veder sorgere il sole. Saltare le regole della vita per vivere fino all’ultimo e intensamente quel rapporto che è fonte di grande gioia e pienezza. Il tempo degli altri non esiste più. Esiste solo il loro tempo. I ruoli si invertono; la mamma diventa la bambina e la bambina, a volte diventa la mamma e altre volte ancora l’amica, la sorella…a secondo del ruolo che serve. Non c’è una fine alla storia. Di proposito non esiste la fine perché in realtà ci sono le trasformazioni. Ogni spettatore avrà il piacere di crearsi la fine che desidera. Non esiste fine all’amore.
In una recensione dal titolo Quando l’Alzheimer diventa teatro, Luciana Quaia, psicologa, scrive così dello spettacolo:
Molto spesso l’attenzione rivolta a una persona malata di demenza è più focalizzata sul comportamento, piuttosto che sulla sua soggettività.
Si parla così di mutazioni che riguardano le funzioni cognitive, la memoria, il sonno e che innescano aggressività, apatia, manifestazioni imprevedibili e insensate, stravaganze di pensiero.
Sono molte le persone che imparano sulla propria pelle cosa significa stare accanto a chi pian piano sbiadisce nel tempo, trascinando nell’oblio l’essenza di sé. Molte di queste persone trovano la forza di raccontarsi attraverso diari, storie, romanzi, poesie, perché succede che le parole scritte restituiscano un significato profondo a qualcosa che pare scivoloso come un piano inclinato.
E’ tutt’altro che semplice ricercare un senso in una malattia che procede per sottrazione: il familiare che se ne prende cura difficilmente resta esente da sgomento, smarrimento, senso di colpa, disorientamento.
Sul palcoscenico, nello spettacolo “Come farfalle” la regista e interprete Miriana Ronchetti tenta, in una rapida e coinvolgente successione di scene, di rappresentare gli altalenanti vissuti che contraddistinguono ogni famiglia che si trovi improvvisamente in contatto con la malattia che causa la progressiva perdita dell’identità.
Le due attrici e la rappresentazione scenica arrivano a noi attraverso la dimensione poetica.
“Lo fa apposta, non darle retta, è sempre stata un’eccentrica” sono le parole del padre che, distante, trasmetterà alla figlia dall’altro capo del telefono.
Una figlia (interpretata da Anna Lucati) che tenta, nella più totale solitudine, di dare retta ai suggerimenti paterni e di correggere quella bizzarra madre che strappa in minuscoli pezzi i giornali, indossa la sottoveste sopra la gonna, chiede un catino chissà perché ….
I risultati non sono quelli attesi. Nella rinuncia al progetto matrimoniale per non abbandonare a se stessa l’anziana donna, la figlia si accorge che le parole smarrite non vanno respinte, ma accolte e amate insieme a quei sguardi, baci, carezze che lei per prima dalla madre ha ricevuto e che ora è giunto il tempo di restituire.
Non è contrastando la volontà del malato che se ne può migliorare l’esistenza, ma è esattamente l’opposto che creerà una nuova relazione tra le due donne.
Certo un po’ stramba, come quelle farfalle indicate dalla donna che però non si riescono a vedere.
Ma perché ostinarsi a credere che non esistano?
Il male non ha mai l’ultima parola, se lo sguardo va oltre ciò che appare.
Per la donna malata, sognatrice smemorata ma madre attenta e premurosa, l’orologio si è fermato a quel tempo in cui, per soddisfare i desideri della sua bambina, un catino pieno d’acqua diventa il mare in cui pescare.
E anche adesso, quando il tempo non ha più importanza, quel gioco può ritornare a essere un dono prezioso, perché l’amore non svanisce mai e, nel buio che avanza, madre e figlia lo possono illuminare gettando nell’acqua canne luminose e cullando i loro sogni in un abbraccio senza fine.
Attori: Miriana Ronchetti, Stefania Pastore
Voci registrate: Alessandro Quasimodo – Anna Scialoja
Idea Scenografica Testo e regia: Miriana Ronchetti
Il Teatro Lucernetta di Como (piazza Medaglie d’oro, 4) annuncia l’apertura e il programma della stagione teatrale 2017/2018.
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Si trasmette il comunicato stampa emanato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Como sulla partecipazione della città all’esposizione artistica Jce – jeune création européenne, la cui tappa di apertura è prevista per mercoledì 11 ottobre a Montrouge, cittadina francese poco distante da Parigi. Collaborano: Comune di Como – Assessorato alla cultura, Jce – Jeune Création Européenne. Biennale d’art contemporain e Gai – Giovani artisti italiani.
BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA
JCE JEUNE CRÉATION EUROPÉENNE
Al via l’edizione 2017 – 2019
Prenderà il via l’11 ottobre a Montrouge (Francia) la prima tappa della mostra JCE Jeune Création Européenne, la biennale d’arte contemporanea europea a cui partecipa anche la Città di Como.
La mostra presenta le opere di 56 artisti provenienti da sette paesi europei, che spaziano in tutte le forme dell’arte visiva: dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla videoarte, dal disegno alla fotografia, in una molteplicità di linguaggi e tecniche.
La Città di Como, partner della biennale dal 2013, attraverso una selezione attivata
dall’Assessorato alla Cultura su scala nazionale tramite il GAI Circuito dei Giovani Artisti Italiani, ha scelto gli otto artisti italiani che partecipano con una loro opera alla biennale:
1. Enne Boi, pseudonimo di Niccolò Mascheroni, nato nel 1989 a Cantù, vive e lavora tra Gent (Belgio) e Como
2. Paolo Ciregia, nato a Viareggio nel 1987, vive e lavora a Massa Carrara
3. Andrea Fontanari, nato nel 1996, vive e lavora in provincia di Trento
4. Lorenzo Guzzini, nato a Recanati nel 1983, vive e lavora a Como
5. Francesco Levy, nato nel 1990 a Livorno, vive e lavora fra Livorno, Firenze e Venezia
6. Simone Mangione, nato nel 1988 a Como, vive e lavora tra Como e Milano
7. Jacopo Mazzonelli, nasce a Trento nel 1983, dove vive e lavora
8. Alba Zari, nata nel 1987 a Bangkok, vive e lavora a Trieste
Dopo Montrouge, la mostra si sposterà a Hjorring (Danimarca), Cesis (Lettonia), Cluj (Romania), per giungere poi a Como a febbraio 2019, continuare a Figueras (Spagna) e concludersi ad Amarante (Portogallo).
«Questa biennale rappresenta una realtà unica nel suo genere e un’opportunità peculiare per il nostro territorio – commenta l’assessore al Marketing territoriale del Comune di Como, Simona Rossotti – Si sviluppa su un circuito internazionale che mette in rete le città europee e le valorizza a partire dal comune denominatore dall’arte contemporanea. Tra gli obiettivi condivisi dalle città partner e di particolare interesse per Como, c’è l’apertura a una valorizzazione più ampia del territorio, che contemplerà nel prossimo futuro anche temi diversi».
JCE Jeune Création Européenne è un grande progetto internazionale, ideato nel 2000 dalla città francese di Montrouge al fine di creare opportunità di condivisione e confronto fra gli scenari artistici dell’Unione Europea. Fra gli obiettivi principali vi è quello sostenere la rete fra le città che promuovono il lavoro di giovani artisti emergenti, contribuire a scoprire nuovi talenti e a difendere la libera circolazione d’idee.
Il principio ispiratore della JCE è quello di offrire un’occasione di visibilità per gli artisti all’inizio della carriera, attraverso l’esposizione delle proprie opere in una mostra collettiva biennale itinerante nei paesi europei partner, coadiuvata da residenze artistiche, un catalogo e un sito internet pensato come una galleria virtuale evolutiva.
Per informazioni
Assessorato alla Cultura
Comune di Como
tel. 031 252057
cultura@comune.como.it