Associazione per la sinistra Como

Flex – insecurity

Una quarantina di persone hanno partecipato, giovedì 18 marzo alla Cascina Masseè di Albate, all’incontro organizzato dall’Associazione per la sinistra di Como col docente universitario Stefano Sacchi, co-autore di una ponderosa ricerca, sviluppatasi nell’arco temporale di tre anni e sintetizzata nel libro Flex insecurity, perché in Italia la flessibilità diventa precarietà.

La serata è stata introdotta dal direttore della rivista Valori, Andrea di Stefano, partendo dalla constatazione che il mondo del lavoro è investito da fenomeni devastanti, che ancora non sono compresi pienamente, in quanto si realizzano dinamiche produttive del tutto nuove, sconosciute allo stesso sindacato. Un esempio viene da una recente ricerca commissionata dai sindacati del commercio della Brianza, che ha messo in evidenza un sistema di gestione degli spazi commerciali all’interno degli ipermercati, che porta come conseguenza una modifica delle forme contrattuali, funzionale al mantenimento dei margini di profitto e decisamente poco attenta ai diritti dei lavoratori.
Una situazione che non ha eguali in Europa e che è figlia di una deregulation spinta del sistema produttivo.
Proprio partendo da questa peculiarità italiana, Stefano Sacchi ha approfondito con un lungo intervento i temi della ricerca (vedi agenzia stampa di ieri) insistendo in modo particolare sull’aspetto dell’estensione dell’area della precarietà anche ai lavoratori a tempo indeterminato.
In sostanza, non appare corretta l’identificazione della precarietà con la flessibilità: i due concetti si intrecciano, all’interno di un mercato del lavoro nel quale le protezioni sociali sono comunque assai carenti per tutti, ed inesistenti per almeno 1.600.000 lavoratori.
Le scelte del governo disegnano infatti un welfare a macchia di leopardo, con largo utilizzo della cassa integrazione in deroga, senza previsione di un reddito minimo garantito (in Europa, solo Ungheria e Grecia fanno altrettanto!) e senza una rete di garanzie esigibili, quella che i ricercatori definiscono “pavimento di diritti”.
Quali alternative sono possibili? Un salario minimo uguale per tutti, derogabile in meglio dai contratti di lavoro, un sistema contributivo omogeneo per diversi tipi di contratto, e soprattutto una “indennità di terminazione” utile per scoraggiare la rotazione dei lavoratori su uno stesso posto.
Con quali risorse? Sacchi ha evidenziato, tra l’altro, lo spreco legato alle pensioni di invalidità civile erogate a soggetti abbienti: da un riordino in questo comparto, si potrebbero ricavare 7 miliardi da impiegare per le misure proposte.
Gli interventi dal pubblico hanno posto l’accento soprattutto sulla questione della formazione professionale – vista come passaggio fondamentale per far coincidere domanda ed offerta – e della tassazione delle rendite come strumento importante per reperire risorse da destinare alle protezioni sociali.
Tema, quest’ultimo, ripreso in conclusione da Di Stefano per evidenziarne la centralità, in quanto unica alternativa praticabile ai tagli della spesa pubblica, che vanno contrastati in quanto non farebbero altro che peggiorare le condizioni di flex-insecurity così ben evidenziata dalla ricerca. [Massimo Patrignani, ecoinformazioni]

Flex-insecurity

Luci e ombre della flessibilità. Ne abbiamo parlato con Stefano Sacchi, docente del Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare dell’Università degli Studi di Milano, uno degli autori del libro Flex-insecurity. Perché in Italia la flessibilità diventa precarietà (Il Mulino), che sarà al centro di un incontro pubblico in programma giovedì 18 marzo alle 21 alla Cascina Massèe, moderato da Andrea Di Stefano, direttore della rivista Valori e organizzato dall’Associazione per la Sinistra Como.

Nel 2008 circa 4,8 milioni di lavoratori e lavoratrici italiani erano occupati con un contratto atipico. Nel 1996 gli occupati con contratti a termine erano 1,5 milioni. A fronte di tale crescita numerica non è però oggettivamente corrisposta un’estensione del welfare e delle garanzie per i lavoratori senza contratto a tempo indeterminato. Com’è stato possibile? «L’aumento sostanziale del numero dei lavoratori atipici – spiega Stefano Sacchi – non è percepito come tale. In Italia il lavoro atipico è certamente cresciuto soprattutto negli ultimi dieci anni. Oggi il 13% dei lavoratori è a durata prefissata, una percentuale inferiore alla media europea che è 14%, ma il fenomeno non si è ancora manifestato appieno. In realtà i due terzi delle persone che entrano nel mondo del lavoro vi accede attraverso queste forme contrattuali: ma non sono dei trampolini verso contratti più stabili. Dunque il fenomeno interessa molto i giovani. Ed è stato sottovalutato da parte dei policy makers, che ritengono, senza nessuna evidenza empirica (dati empirici che invece nel nostro libro forniamo per la prima volta, a seguito di uno studio di tre anni), che i lavori atipici costituiscano solo una fase del percorso lavorativo: sempre più non accade questo».
Uno dei nodi del dibattito su cococo, cocopro, lavoro somministrato &c. è il sussidio di disoccupazione. «Il meccanismo che regola oggi questi sussidi –chiarisce Sacchi – nel nostro Paese fa riferimento a regole del 1919, in sostanza norme di un’epoca passata che “tagliano fuori” dalla possibilità di ricevere i sussidi tantissimi lavoratori. Infatti i dipendenti con contratti di durata prefissata (somministrati, a termine, eccetera) hanno diritto in via teorica al sussidio,  ma nella pratica spesso non riescono a ottenerlo perché a causa delle interruzioni lavorative e dei bassi salari
non maturano tutti i requisiti richiesti (mentre per i cococo e i lavoratori a progetto il sussidio non c’è tout court)».
Perché dunque non vi è mai stata una riforma dei sussidi di disoccupazione? «Perché per i lavoratori “forti”, ovvero i lavoratori standard, con contratto a tempo indeterminato in aziende con più di 15 dipendenti, ci sono altri ammortizzatori: cassa integrazione, cassa integrazione straordinaria e indennità di mobilità. Abbiamo un pilastro del sussidio di disoccupazione ipotrofico rispetto agli altri stati europei: ma grandi imprese, governo e sindacati non avevano alcun interesse a riformarlo perché il consenso era ottenuto attraverso gli strumenti speciali per i lavoratori forti».
In Italia, infatti, il provvedimento più rilevante posto in essere per superare le difficoltà della crisi è stato l’estensione in deroga degli ammortizzatori suddetti (Cig, Cigo e mobilità): «una deroga su requisiti settoriali, di dimensione delle imprese e riguardo il tipo di contratto; ora anche chi ha un contratto a tempo, di durata prefissata, in determinati contesti può godere di quelle forme di ammortizzatori».
Ma il problema principale resta ed è sostanziale, per il docente dell’Università degli Studi di Milano: «diversamente dal resto d’Europa nel nostro Paese questi strumenti di risposta alla crisi non sono diritti soggettivi, gli ammortizzatori in deroga sono altamente discrezionali, dipendono da vari fattori, variano ad esempio da regione a regione: non sono diritti ma prestazioni variabili».
In questo quadro, è evidente che a farne le spese, in un certo senso, sono i lavoratori che in Italia hanno più difficoltà ad accedere al mondo del lavoro, oltre che quasi sempre condizioni salariali peggiori a parità di mansione: le donne. «La flessibilità – continua Sacchi – ha molte accezioni, nella sua accezione di organizzazione flessibile, appunto, del tempo e del luogo di lavoro, dovrebbe significare forme contrattuali, come il part time o il telelavoro, che in teoria possono consentire l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro e la conciliazione delle esigenze famigliari con quelle professionali. Ma in Italia il vero problema è che la flessibilità è stata introdotta soprattutto come forma di riduzione dei costi del lavoro da parte delle imprese, ovvero per pagare meno i lavoratori e sfruttare la flessibilità numerica. Mancano le dimensioni dei diritti, nella versione italiana della flessibilità: per tanto possiamo anche dire che la flessibilità può promuovere una maggiore partecipazione femminile al mondo del lavoro ma occorre analizzare come ciò accade. Due terzi dei precari sono donne: allora è evidente che per loro la flessibilità si declina con lavori di bassa qualità e poco protetti».
Cosa fare quindi per invertire questa tendenza, per mettere in luce gli aspetti positivi della flessibilità che in Italia non sono ancora emersi? Come agire politicamente, vista anche la prossima tornata elettorale regionale? «A livello nazionale occorre una riforma degli ammortizzatori sociali, mentre Province e Regioni dovrebbero investire sui serizi pubblici per l’impiego, fulcro delle politiche attive del mercato del lavoro. È necessario migliorare l’informazione (banche dati etc) per promuovere l’incontro tra domanda e offerta, investire dunque nelle infrastrutture dei centri per l’impiego, e finanziare iniziative di formazione. Allontaniamoci dalla logica degli ammortizzatori in deroga». Infine, l’art.18 e la polemica sull’arbitrato. «Ichino e altri autorevoli giuslavoristi ritengono che l’impatto di tale riforma sarà inferiore a quello paventato dalla Cgil. Secondo me – conclude Sacchi – l’articolo 18 così com’è è iniquo: iper-tutela alcuni, mentre altri tutti gli sono sottotutelati: in caso di licenziamento o di non rinnovo del contratto, in Italia il lavoratore non ha diritto a nulla.  Meglio sarebbe abolirlo, introducendo però un’indennità di terminazione (un pagamento monetario proporzionale al monte salari maturato in azienda) applicabile a tutti i lavoratori indipendentemente dal tipo di contratto (quindi anche per i lavoratori a termine e quelli a progetto nel caso in cui il contratto non venga rinnovato). In ogni caso, anziché “scannarsi” sull’art.18 sarebbe meglio equalizzare il lavoro e creare un pavimento di diritti che valgano per tutti. Il ricorso all’arbitrato darà invece luogo a decisioni differenti in presenza di situazioni simili, poiché il collegio arbitrale decide secondo equità e non secondo diritto Si va insomma verso un diritto del lavoro in deroga, a macchia di leopardo, ed è questo ciò che temo maggiormente: ci si allontana sempre più dalla concezione di diritti applicabili a tutti». [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

Energia felice

Energia felice e solare e una nuova stagione di scienza e azione politica per contrastare la follia dell’avventura nucleare voluta dal centrodestra. Questa la proposta di Mario Agostinelli, invitato a Como martedì 15 dicembre dall’Associazione per la sinistra per presentare il libro scritto insieme a Pierattilio Tronconi che disegna la via di una ricomposizione del rapporto uomo natura.

Una quarantina di persone, pochi i giovani, hanno partecipato all’incontro organizzato dall’Associazione per la sinistra di Como martedì 15 dicembre all’Unione dei circoli cooperativi a Como per la presentazione del libro L’energia felice. Dalla geopolitica alla biosfera di Pierattilio Tronconi e Mario Agostinelli. Dopo un’introduzione, per l’Associazione, di Ivan Lembo Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni, dopo una breve illustrazione del testo, ha chiesto ad Agostinelli: «Data la inevitabile diminuzione delle risorse fossili, c’è la possibilità che ciò obblighi alla costruzione di un mondo diverso? È possibile sperare?». Decisamente positiva la risposta dell’ex sindacalista varesino, reduce dalla Conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni unite, «Copenhagen è stata un stupenda e immensa manifestazione, anche se qui se ne è parlato solo per problemi di ordine pubblico, là c’erano mamme con bambini, gente alle finestre, partecipanti da tutto il mondo» ha precisato «in questo periodo entrano in gioco direttamente i popoli del mondo e non i loro governi». «I giovani capiscono e introiettano che non si può andare avanti così e nel 2050 o 2070 chissà cosa succederà. Si inizia a contare il tempo alla rovescia» per questo «l’idea che si viva solo nel presente, che ha distrutto la sinistra, ora è rimessa in discussione». Per Agostinelli stiamo finendo le fonti fossili su cui si è basata tutta la rivoluzione industriale, non si potrà andare più oltre, se non per 2-3 generazioni. Abbiamo bruciato nel giro di una dozzina di generazioni quello l’energia solare ha prodotto nel volgere di qualche milione di anni; un consumo enorme di energia che sta per di più “ingolfando” l’atmosfera. Si è spostato l’equilibrio della biosfera, che ha un comportamento non lineare e non può più ritornare esattamente al punto iniziale. La vita così come la conosciamo è nata e si è sviluppata in un preciso range ed entro certi limiti climatici e il surriscaldamento del globo ha effetti devastanti. L’innalzamento di un solo grado della temperatura degli oceani ha stravolgendo la catena alimentare. Ad esempio «in Cile i banchi di pesci si sono spostati di mille chilometri!». «L’ingiustizia sociale ed i cambiamenti climatici sono collegati», le peggiori alluvioni avvengono nei delta dei grandi fiumi del Terzo mondo, la desertificazione avanza sempre più nel Sahel subsahariano. Qui sta il nesso per l’autore fra ambientalismo e sinistra per cui bisogna «sconfiggere la catastrofe climatica e l’ingiustizia sociale». Il sistema delle grandi centrali generatrici di energia impone dei modelli e, nel caso del nucleare, «di un vero e proprio controllo militare del territorio, perché un piano di emergenza ha bisogno di un controllo ferreo per 17 chilometri attorno». E la contrarietà a opere simili per l’esponente ambientalista non è riducibile solo al Nimb (Not in my Backtard – non nel mio cortile), ma a fattori decisivi come il deprezzamento delle case o, per esempio, la possibilità o meno di continuare le produzioni agricole. «Nessuno decide il modello economico che viene imposto in maniera verticale» perciò una ridefinizione dei modelli energetici con l’introduzione di fonti di energia alternative porterà ad una struttura economica differente con l’obiettivo di «una produzione di energia che segua uno sviluppo cooperativo, non dell’offerta». Un traguardo da raggiungere con la consapevolezza che la trasformazione di energia, anche alternativa, produce scorie, le eliche degli impianti eolici, i pannelli di silicio, che vanno smaltite. A chi dice che le energie alternative non possono bastare il consigliere regionale risponde che sono in forte crescita, le uniche che aumentano così tanto, ma che serve anche un ridisegno energetico e la riduzione del consumo procapite. Per fare questo servirà la ricerca, un lavoro stabile, «tenete presente che per ogni chilowattora di energia solare ci sono 17 persone occupate contro 1 per chilowattora del petrolio», ritornare ad una dimensione umana, ridisegnare le città, e «pensare non ai singoli, ma alla specie umana». Un cambiamento che non deve essere autoritario e imposto ma «da vivere con passione allegria» per la cui realizzazione «dobbiamo impadronirci della narrazione» e per Agostinelli solo la sinistra può avere la capacità di fare una simile operazione. Da qui l’importanza di internet: interventi, slide, filmati, sono disponibili sul sito http://www.marioagostinelli.it. La speranza non è quindi morta «non è insanabile la frattura tra uomo e ambiente. Sono stati acquisiti dei concetti che fino a qualche tempo fa non erano neanche immaginati, quello di bene comune, di tempo che si conta all’indietro, di biosfera». Ora, dopo la nascita del grande movimento per l’acqua come bene comune, ha prospettato Agostinelli potrebbe nascerne uno anche per l’energia. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Un percorso in direzione ostinata e contraria

L’Associazione per a Sinistra rilancia la possibilità di una opposizione corale alle destre che governano nel territorio lariano. Con un’assemblea giovedì 19 novembre alle 21 alla Circoscrizione 6 in via Grandi 21 a Como si apre un percorso pubblico e aperto ad associazioni, forze politiche, movimenti, singoli cittadini.

«Di fronte alla prepotenza e all’incapacità con cui la destra governa, ormai da troppi anni, la realtà comasca crediamo sia tempo di fare un primo passo per verificare la possibilità di un percorso comune fra tutte le realtà sociali e politiche interessate ad un cambiamento ed ad una reale alternativa», così comincia il comunicato stampa dell’Associazione per la sinistra di Como. Una denuncia del «potere politico, che a Como ha declinato la sua azione attraverso un meccanismo di vera e propria colonizzazione: Sant’Anna, Paratie, Ticosa, Pedemontana, sono tutti progetti targati Milano, che calano sul nostro territorio attraverso l’azione di maggiorenti locali e che spesso suscitano il fastidio di quella parte di potere locale che non si riconosce nel dominio ciellino». «Insomma una politica autoreferenziale – prosegue il documento – fondata sul predominio di oligarchie, che trasforma il governo della cosa pubblica in mera gestione del potere, alimentata da un modello di cultura avvolgente,consumista, indifferente all’altruismo e alla solidarietà, che spegne le capacità critiche di molte persone, nascondendo la materialità dell’esistenza, sulla quale spesso prevale l’immaginario». I promotori dell’assemblea sottolineano che «sul piano politico istituzionale, l’assenza di una reale alternativa allo stato delle cose esistenti», scommetendo sulla possibilità di creare «un vero progetto politico di alternativa, un altro modello di società». Cinque sono i punti fondamentali per l’Associazione per la sinistra su cui costruire un’opposizione: il valore della memoria, il valore della legalità, il valore del ruolo dei poteri locali per rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo degli esseri umani in tutti i campi della vita (occupazione, welfare locale, istruzione, salute, ambiente, informazione), il valore della Pace e della cooperazione tra le comunità locali, il valore della salvaguardia e dell’uso sostenibile dei beni comuni e della difesa della natura. L’obiettivo è il «superamento delle divisioni e dell’incomunicabilità tra i tanti soggetti che si collocano oggettivamente in alternativa al centrodestra», che nasce da «una forte esigenza di discontinuità che deve coinvolgere tutti: i partiti, le liste civiche, le forme organizzate dell’associazionismo, i comitati di scopo, le persone senza collocazione, ma mosse dal desiderio di impegnarsi». «È fondamentale che tutti i soggetti interessati a questa prospettiva, su un piano di pari dignità, si mettano a servizio di un progetto e non viceversa – è l’auspicio dei proponenti al serata – È indispensabile che si ricerchi la partecipazione attiva in una relazione innovativa fra società civile e politica istituzionale».

Costruire una reale alternativa alle destre

logoassociazioneperlasinistraL’Associazione per la Sinistra invita giovedì 19 novembre alle 21 alla Circoscrizione 6 in via Grandi 21 a Como le forze politiche della sinistra e del centrosinistra, le associazioni, i comitati e i movimenti attivi in provincia per avviare un percorso comune per costruire una reale alternativa alle destre.

«Di fronte alla prepotenza e all’incapacità con cui la destra governa, ormai da troppi anni, la realtà comasca crediamo sia tempo di fare un primo passo per verificare la possibilità di un percorso comune fra tutte le realtà sociali e politiche interessate ad un cambiamento ed ad una reale alternativa. Per questo invitiamo associazioni, reti, soggetti sindacali e forze politiche ad un incontro giovedì 19 novembre 2009alle 21 nella saletta della Circoscrizione n. 6 in via Grandi 21 a Como».

Leggi il testo completo del Comunicato per il 19 novembre che invita all’incontro

Bertinotti a Como: Ricostruire almeno una sinistra

bert«Fino al 14 aprile 2008 avevamo due sinistre. Ora non ne abbiamo più nessuna. Si tratta di ricostruirne almeno una»: questo il giudizio sulla situazione odierna con cui Fausto Bertinotti, ormai fuori dalla vita politica attiva, si è espresso durante la presentazione del suo ultimo libro: Devi augurarti che la strada sia lunga.

La serata, organizzata venerdì 30 ottobre nel salone dell’Unione dei Circoli Cooperativi di Albate a Como dall’Associazione per la Sinistra, è stata seguita da un centinaio di persone ed ha offerto l’occasione per una riflessione intorno alla domanda che tutti si fanno dopo le elezioni politiche nazionali ed europee.
In Italia non mancano le lotte, non mancano le associazioni, non mancano i gruppi che in qualche modo si proclamano o si richiamano o rappresentano interessi affini alla sinistra, ma nessuno di loro, come non accadeva più dai tempi del Fascismo, è più collegato o collegabile ad una qualsivoglia rappresentanza parlamentare. Certo non si può parlare del Pd come di un partito di sinistra, almeno di quella sinistra che vorrebbe un’alternativa, piuttosto che la semplice alternanza interna all’attuale sistema sociale e di potere. Sollecitato da chi scrive, Bertinotti non è arrivato al punto di dire che il PD, con la sua “vocazione maggioritaria” e la teoria del “voto utile”, abbia contribuito alla scomparsa della sinistra per ragioni meramente di potere o di occupazione opportunistica delle istituzioni, come molti sostengono. Tuttavia egli ha condiviso l’idea che i Democratici rappresentino al massimo quella che una volta si chiamava “sinistra borghese”, il primo partito liberale di massa della storia italiana, paradossalmente nato da genitori tutt’altro che borghesi e liberali quali la destra del Pci e la sinistra della Dc.
Se dunque il Pd ha i suoi problemi perché deve fare i conti quotidianamente con contraddizioni che negano la sua “ragione sociale”, che ne è e che ne sarà di chi vorrebbe ancora una sinistra capace di alimentare la speranza di una società più giusta, di una società in cui le contraddizioni più gravi e le diseguaglianze più scandalose siano un ricordo e non una minaccia, un fatto del passato e non una realtà quotidiana? Ammesso che questa sinistra non sia una pura e semplice illusione, il bel libro di Bertinotti cerca di rispondere a questa domanda attraverso una sorta di autoanalisi politica. Complici le domande delle giornaliste Ritanna Armeni e Rina Gagliardi, la lunga intervista ripercorre a grandi tappe la vicenda personale e politica del protagonista e utilizza la sua esperienza di dirigente, sindacale prima e politico poi, come una specie di lente d’ingrandimento per comprendere meglio la realtà. Lungo i dieci capitoli del libro, Bertinotti ci guida alla scoperta dei motivi che, dal suo punto di vista per molti aspetti privilegiato, hanno condotto alla sconfitta.
Le cose hanno cominciato a mettersi male negli anni Ottanta, quando, di qua e di là dell’Atlantico le quasi contemporanee politiche economiche liberiste di Reagan e della Thatcher fecero capire al mondo intero che il clima internazionale era cambiato. Lo capì anche la Fiat che iniziò la ristrutturazione più importante della sua storia, decine di migliaia di licenziati e cassintegrati, settimane di scioperi e di picchetti, la famosa marcia dei 40 mila quadri e impiegati che chiedevano la ripresa del lavoro, l’accordo siglato con i sindacati costretti a digerire praticamente tutto quello che la Fiat aveva chiesto. Quella fu per Bertinotti una sconfitta molto più dolorosa di quella elettorale più recente perché, come scrive nel suo libro, essa determinò “lo scompaginamento dei lavoratori, della tua gente, del tuo popolo”. La sinistra dunque come comunità antropologica, non tanto e non solo come classe operaia, o classe degli sfruttati, ma anche come comunità di sentimenti e di passioni, muore davanti ai cancelli di Mirafiori nell’autunno del 1980.
Negli ultimi venticinque anni ci sono stati molti tentativi di rianimare quel corpo morto, di far sopravvivere qualcosa di quella lunga stagione di lotte che si apre con la fine della Seconda Guerra Mondiale e si chiude simbolicamente pochi anni dopo la vertenza Fiat con la caduta del Muro di Berlino. Quello che Bertinotti si chiede è se quei tentativi, non ultimo il generoso sforzo di una Rifondazione Comunista, da lui diretto tra il 1993 e il 2006, non siano stati alla fine vani per ragioni così profonde e che forse non si volevano conoscere e affrontare tanto erano difficili e inquietanti. È possibile, cioè, secondo Bertinotti tentare di analizzare più a fondo la sconfitta epocale della sinistra non attribuendola solamente ad errori o “tradimenti”, come fanno in parte le frange più nostalgiche di quella che egli ha chiamato la sinistra identitaria. Si può cercare, come ha spiegato all’attento uditorio, di capirne le radici, di individuarne i germi. Egli ritiene la sconfitta della “primavera di Praga” il momento di non ritorno della vicenda della sinistra europea del Novecento. Fu allora, infatti, nell’agosto del 1968, che il sistema uscito dalla Rivoluzione d’Ottobre dimostrò che non poteva più essere riformato dall’interno. Oggi possiamo dire che allora, sotto i cingoli dei carri armati che spegnevano l’entusiasmo del popolo cecoslovacco, la speranza suscitata dagli avvenimenti russi del 1917, il modello di società che tanto aveva fatto nel male e nel bene, perdeva per sempre la sua “forza propulsiva”, come riconoscerà troppi anni dopo Enrico Berlinguer. “Dopo quell’avvenimento – dice Bertinotti nel suo libro – i nostri sono stati tentativi nobilissimi e, in mancanza d’altro, necessari, ma nella sostanza, anche se inconsapevolmente, disperati”.
Dopo la presentazione del libro, il dibattito si è naturalmente aperto sulle ferite più recenti e molti degli intervenuti hanno cercato di portare l’autore su tematiche di politica attiva. Qualcuno ha rimproverato a Bertinotti di non aver  mai fatto autocritica, di essersi preso la responsabilità della sconfitta della Sinistra Arcobaleno, ma di non aver mai chiarito le ragioni delle sue scelte, qualcun altro ha proposto per la sinistra il tema del nuovo modello di sviluppo, secondo lo slogan della cosiddetta “decrescita felice”, qualcun altro infine ha chiesto all’ex-presidente della Camera cosa intendesse dire che per rifondare o rifare una sinistra ci vorrebbe una sorta di big-bang culturale. Le risposte a queste domande sono state molto coraggiose, ma hanno deluso forse più di uno  dei presenti. In sostanza Bertinotti non ha proposto formule risolutive. Il momento di crisi è epocale, le mutazioni sociali non autorizzano trasformismi di comodo e, forse, l’unica strada per una sinistra seria consiste nel resistere dove possibile e nello studiare per conoscere meglio la nuova società e i nuovi bisogni di un mondo sempre più complesso e unito, ricco di differenze e di somiglianze, in preda al drammatico problema di un capitalismo che produce sempre più tempo libero e sempre meno opportunità di lavoro, sempre più ricchezza per pochi e miseria per molti.
In altre parole, secondo Bertinotti, è possibile che la cancellazione totale della sinistra dalle istituzioni sia dovuta non già all’abbandono delle posizioni, alla perdita dei punti di riferimento del Novecento, quanto piuttosto a non aver osato abbastanza nei processi di rinnovamento della rappresentanza e della lotta. I comunisti e i socialisti, la sinistra operaia e sindacale, i movimenti anticapitalisti e altermondialisti non hanno perso rappresentanza perché hanno tradito o hanno fallito ma perché non sono stati capaci di cambiare profondamente, sono rimasti ancorati ad idee vecchie, andate in fumo quarant’anni fa nel rogo di Jan Palach in piazza San Venceslao a Praga. La sinistra dovrebbe essere capace, ma qui anche Bertinotti non riesce essere chiaro, di ricostruirsi da capo, con un nuovo inizio, un big bang tutto da inventare. Per questo l’unica strada, forse, è quella di praticare con pazienza lo spirito della poesia di Kavafis da cui Bertinotti ha tratto il titolo del suo libro. La lirica racconta di chi si mette in viaggio per Itaca, fuor di metafora una società più giusta, e si deve augurare che la strada sia lunga, che il viandante non tema gli ostacoli, che abbia sempre in mente la meta, che tragga tutti gli insegnamenti possibili dalle difficoltà che si frappongono al suo cammino e, quando la raggiunga non sia deluso dal fatto che magari non corrisponda alle sue attese. Come dice il poeta “Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso/ già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare”. [Paolo Ceccoli per ecoinformazioni]

L’orizzonte della sinistra lariana

Duecentocinquanta presenze complessive al forum Nel cuore della sinistra organizzato dall’Associazione per la sinistra alla Cascina Massée il 10, 11 e 12 luglio.
Le salamelle, come nella tradizione delle feste, ci sono state. Ma, contrariamente all’oleografia di tante stanche rappresentazioni nostalgiche di sé offerte dalla sinistra lariana negli ultimi anni, esse non sono state il clou, piuttosto il contorno di una tre giorni che è sembrata più simile ad un forum sociale nello stile del movimento altermondialista che ad una rituale festa di partito. E d’altra parte già in apertura Giuseppe Calzati aveva chiarito che l’Associazione per la sinistra non è un partito, non diventerà un partito, ma vuole creare le condizioni perché un partito della sinistra unita e plurale esista.
La tre giorni si è concentrata con relazioni e partecipati dibattiti nel definire l’orizzonte in cui tale costruzione potrebbe essere possibile, il contesto ideale e delle idee politiche che possono costituire, superata la fase delle oligarchie contrapposte di partitini autocentranti, i territori nei quali la storia, il presente ed il futuro della sinistra potrà avere un senso. Significativo è che agli interventi brevissimi (una vera innovazione) a nome degli organizzatori di Calzati e Nicoletta Pirotta, introdotti dal saluto di Luigino Nessi, sia seguita la relazione di Thierno Gaye sul tema dei diritti dei migranti visti come diritti di tutti o di nessuno.
A chiudere la prima serata, in piena correlazione con gli interventi, è stato il gruppo teatrale Ibuka amizero con il toccante spettacolo Sogni clandestini, dedicato alle tragedie delle migrazioni.
Al mattino di sabato i lavori si sono concentrati sul tema della precarietà del lavoro e la crisi economica con una tavola rotonda introdotta da Ivan Lembo e coordinata da Danilo Lillia dell’Arci a cui hanno partecipato Osvaldo Squassina e Cristina Tajani. Nel pomeriggio il forum ha presentato il dibattito Semi di giustizia nel quale l’intervento di Lisa Clark e quelli di Stefano Frisoli, Luca Rassu, Marco Servettini e Giuseppe Leoni, coordinati da Massimo Patrignani, hanno permesso di intravedere la possibilità che le nicchie di resistenza presenti in vari settori della società diventino attori consapevoli della trasformazione politica necessaria e urgente per contrastare l’economia dominante, l’ingiustizia planetaria e la crisi biofisica del pianeta.
Dopo le salamelle di ordinanza, la serata si è conclusa con l’intervento musicale delle Sorelle Manetta.
Nell’ultima giornata, domenica 12 luglio, si è trattato di Democrazia e Costituzione con una intervista video a Gustavo Zagrebelski a cui sono seguite le relazioni di Licia Badesi e Grazia Villa coordinate da Gianfranco Giudice.
Poi tutti a pranzo insieme all’Unione circoli cooperativi di Albate dove la sinistra c’è dal 1901 un esempio per chi fa politica ora.
L’intero forum della sinistra comasca può essere seguito sul sito http://www.altracomo.it.
cuoresinistraDuecentocinquanta presenze complessive al forum Nel cuore della sinistra organizzato dall’Associazione per la sinistra alla Cascina Massée il 10, 11 e 12 luglio.
Le salamelle, come nella tradizione delle feste, ci sono state. Ma, contrariamente all’oleografia di tante stanche rappresentazioni nostalgiche di sé offerte dalla sinistra lariana negli ultimi anni, esse non sono state il clou, piuttosto il contorno di una tre giorni che è sembrata più simile ad un forum sociale nello stile del movimento altermondialista che ad una rituale festa di partito. E d’altra parte già in apertura Giuseppe Calzati aveva chiarito che l’Associazione per la sinistra non è un partito, non diventerà un partito, ma vuole creare le condizioni perché un partito della sinistra unita e plurale esista.
La tre giorni si è concentrata con relazioni e partecipati dibattiti nel definire l’orizzonte in cui tale costruzione potrebbe essere possibile, il contesto ideale e delle idee politiche che possono costituire, superata la fase delle oligarchie contrapposte di partitini autocentranti, i territori nei quali la storia, il presente ed il futuro della sinistra potrà avere un senso. Significativo è che agli interventi brevissimi (una vera innovazione) a nome degli organizzatori di Calzati e Nicoletta Pirotta, introdotti dal saluto di Luigino Nessi, sia seguita la relazione di Thierno Gaye sul tema dei diritti dei migranti visti come diritti di tutti o di nessuno.
A chiudere la prima serata, in piena correlazione con gli interventi, è stato il gruppo teatrale Ibuka amizero con il toccante spettacolo Sogni clandestini, dedicato alle tragedie delle migrazioni.
Al mattino di sabato i lavori si sono concentrati sul tema della precarietà del lavoro e la crisi economica con una tavola rotonda introdotta da Ivan Lembo e coordinata da Danilo Lillia dell’Arci a cui hanno partecipato Osvaldo Squassina e Cristina Tajani. Nel pomeriggio il forum ha presentato il dibattito Semi di giustizia nel quale l’intervento di Lisa Clark e quelli di Stefano Frisoli, Luca Rassu, Marco Servettini e Giuseppe Leoni, coordinati da Massimo Patrignani, hanno permesso di intravedere la possibilità che le nicchie di resistenza presenti in vari settori della società diventino attori consapevoli della trasformazione politica necessaria e urgente per contrastare l’economia dominante, l’ingiustizia planetaria e la crisi biofisica del pianeta.
Dopo le salamelle di ordinanza, la serata si è conclusa con l’intervento musicale delle Sorelle Manetta.
Nell’ultima giornata, domenica 12 luglio, si è trattato di Democrazia e Costituzione con una intervista video a Gustavo Zagrebelski a cui sono seguite le relazioni di Licia Badesi e Grazia Villa coordinate da Gianfranco Giudice.
Poi tutti a pranzo insieme all’Unione circoli cooperativi di Albate dove la sinistra c’è dal 1901 un esempio per chi fa politica ora.
L’intero forum della sinistra comasca può essere seguito sul sito http://www.altracomo.it.

Nel cuore della sinistra

Da venerdì 10 a domenica12 luglio alla Cascina Masée di Como Albate la sinistra si incontra per discutere e fare festa. Nei tre giorni del forum Nel cuore della sinistra si alterneranno tavole rotonde, dibattiti, teatro, cinema, musica e momenti conviviali.
Il programma dell’iniziativa. organizzata dall’Associazione per la Sinistra di Como (http://perlasinistracomo.wordpress.com). è stato illustrato giovedì 9 luglio da Enzo Arighi, Giuseppe Calzati, Celeste Grossi, Ivan Lembo, Nicoletta Pirotta, in una conferenza stampa dalla modalità insolita: sotto un gazebo, tra le persone, a Porta Torre in un giorno di mercato.
La scelta che i promotori hanno voluto evidenziare è quella di abitare i luoghi vivi della città, quelli frequentati quotidianamente dalle persone e non le stanze chiuse dei palazzi. Una forma diversa del far politica basata sulle relazioni con le persone in carne ed ossa. E sono proprio le donne e gli uomini del territorio che l’Associazione si augura di incontrare per dare loro la parola come protagonisti e non solo spettatori nel corso della sua prima iniziativa pubblica.
L’Associazione per la Sinistra è nata in provincia il 21 marzo come approdo di esperienze precedenti di laboratori tra donne e uomini provenienti da differenti percorsi politici e sociali e come punto di partenza, in relazione con il cammino associativo nazionale, con l’intento di contribuire alla costruzione di un nuovo soggetto politico capace di rinnovare profondamente le forme e i modi della politica e della democrazia rappresentativa.
In provincia di Como, come altrove, il proposito dell’Associazione è «quello di favorire l’incontro e la ricerca a vasto raggio tra quante e quanti, liberamente, con appartenenze politiche o senza nessuna appartenenza, hanno voglia di attivarsi». Le esponenti e gli esponenti dell’Associazione sono consapevoli che il processo non sarà né facile né immediato, ma sono anche determinati a creare anche nel territorio lariano luoghi di inclusione e mescolamento dove avviare insieme discussioni che possano portare e pratiche politiche condivise.
Un primo momento sarà  Nel cuore della sinistra. L’iniziativa si apre venerdì 10 luglio alle 20.30 con Orizzonti sconfinati, ovvero come superare i confini per dare futuro alla Sinistra (interventi di Giuseppe Calzati e Nicoletta Pirotta dell’Associazione per la Sinistra Como, Thierno Gaye dell’Associazione Antirazzista 3 Febbraio di Erba e lo spettacolo teatrale Sogni clandestini della Compagnia Ibuka amizero. Prosegue sabato 11 luglio dalle 10,30 con Ladri di futuro, ovvero come incidono la precarietà del lavoro e la crisi economica nella vita quotidiana delle persone, una tavola rotonda ? introdotta da Ivan Lembo dell’Associazione per la Sinistra e moderata da Danilo Lillia dell’Arci provinciale ? con Osvaldo Squassina, consigliere regionale Lombardia, Cristina Tajani, economista, Alessandro Tarpini, segretario generale Cgil Como. Alle 15 è in programma l’incontro Semi di giustizia, ovvero idee e proposte per produrre e consumare in modo solidaristico ed ecologico con gli interventi di Lisa Clark dei Beati i costruttori di Pace, Stefano Frisoli dell’Associazione Italiana Agricoltori Biologici, Luca Rassu del Movimento Gas di Brescia e Marco Servettini de L’isola che c’è che saranno introdotti e coordinati da Massimo Patrignani dell’Associazione per la Sinistra. Alle19.30, dopo l’aperitivo con prodotti biologici, sarà proiettato il film-documentario Come un uomo sulla terra che racconta, con la voce diretta dei migranti africani, .le brutali modalità con cui la Libia, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa, controlla i flussi migratori, Al film seguirà alle 21 una serata musicale con le Sorelle Manetta.
Domenica 12 luglio si riprenderà con Democrazia sull’orlo di una crisi di nervi, ovvero come si vuole cambiare la Costituzione italiana e la storia del nostro paese. Gli interventi di Licia Badesi del Comitato comasco per la difesa della Costituzione e dell’avvocata Grazia Villa, introdotti e moderati da Gianfranco Giudice dell’Associazione per la Sinistra, saranno seguiti da un’intervista video a Gustavo Zagrebelski.
Per tutta la durata del forum sarà in funzione un servizio di ristoro a cura dell’Unione dei Circoli Cooperativi. Per informazioni tel. 393.0911211.
Da venerdì 10 a domenica12 luglio alla Cascina Masée di Como Albate la sinistra si incontra per discutere e fare festa. Nei tre giorni del forum Nel cuore della sinistra si alterneranno tavole rotonde, dibattiti, teatro, cinema, musica e momenti conviviali.
Il programma dell’iniziativa. organizzata dall’Associazione per la Sinistra di Como (http://perlasinistracomo.wordpress.com). è stato illustrato giovedì 9 luglio da Enzo Arighi, Giuseppe Calzati, Celeste Grossi, Ivan Lembo, Nicoletta Pirotta, in una conferenza stampa dalla modalità insolita: sotto un gazebo, tra le persone, a Porta Torre in un giorno di mercato.
La scelta che i promotori hanno voluto evidenziare è quella di abitare i luoghi vivi della città, quelli frequentati quotidianamente dalle persone e non le stanze chiuse dei palazzi. Una forma diversa del far politica basata sulle relazioni con le persone in carne ed ossa. E sono proprio le donne e gli uomini del territorio che l’Associazione si augura di incontrare per dare loro la parola come protagonisti e non solo spettatori nel corso della sua prima iniziativa pubblica.
L’Associazione per la Sinistra è nata in provincia il 21 marzo come approdo di esperienze precedenti di laboratori tra donne e uomini provenienti da differenti percorsi politici e sociali e come punto di partenza, in relazione con il cammino associativo nazionale, con l’intento di contribuire alla costruzione di un nuovo soggetto politico capace di rinnovare profondamente le forme e i modi della politica e della democrazia rappresentativa.
In provincia di Como, come altrove, il proposito dell’Associazione è «quello di favorire l’incontro e la ricerca a vasto raggio tra quante e quanti, liberamente, con appartenenze politiche o senza nessuna appartenenza, hanno voglia di attivarsi». Le esponenti e gli esponenti dell’Associazione sono consapevoli che il processo non sarà né facile né immediato, ma sono anche determinati a creare anche nel territorio lariano luoghi di inclusione e mescolamento dove avviare insieme discussioni che possano portare e pratiche politiche condivise.
Un primo momento sarà  Nel cuore della sinistra. L’iniziativa si apre venerdì 10 luglio alle 20.30 con Orizzonti sconfinati, ovvero come superare i confini per dare futuro alla Sinistra (interventi di Giuseppe Calzati e Nicoletta Pirotta dell’Associazione per la Sinistra Como, Thierno Gaye dell’Associazione Antirazzista 3 Febbraio di Erba e lo spettacolo teatrale Sogni clandestini della Compagnia Ibuka amizero. Prosegue sabato 11 luglio dalle 10,30 con Ladri di futuro, ovvero come incidono la precarietà del lavoro e la crisi economica nella vita quotidiana delle persone, una tavola rotonda ? introdotta da Ivan Lembo dell’Associazione per la Sinistra e moderata da Danilo Lillia dell’Arci provinciale ? con Osvaldo Squassina, consigliere regionale Lombardia, Cristina Tajani, economista, Alessandro Tarpini, segretario generale Cgil Como. Alle 15 è in programma l’incontro Semi di giustizia, ovvero idee e proposte per produrre e consumare in modo solidaristico ed ecologico con gli interventi di Lisa Clark dei Beati i costruttori di Pace, Stefano Frisoli dell’Associazione Italiana Agricoltori Biologici, Luca Rassu del Movimento Gas di Brescia e Marco Servettini de L’isola che c’è che saranno introdotti e coordinati da Massimo Patrignani dell’Associazione per la Sinistra. Alle19.30, dopo l’aperitivo con prodotti biologici, sarà proiettato il film-documentario Come un uomo sulla terra che racconta, con la voce diretta dei migranti africani, .le brutali modalità con cui la Libia, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa, controlla i flussi migratori, Al film seguirà alle 21 una serata musicale con le Sorelle Manetta.
Domenica 12 luglio si riprenderà con Democrazia sull’orlo di una crisi di nervi, ovvero come si vuole cambiare la Costituzione italiana e la storia del nostro paese. Gli interventi di Licia Badesi del Comitato comasco per la difesa della Costituzione e dell’avvocata Grazia Villa, introdotti e moderati da Gianfranco Giudice dell’Associazione per la Sinistra, saranno seguiti da un’intervista video a Gustavo Zagrebelski.
Per tutta la durata del forum sarà in funzione un servizio di ristoro a cura dell’Unione dei Circoli Cooperativi. Per informazioni tel. 393.0911211.
Da venerdì 10 a domenica12 luglio alla Cascina Masée di Como Albate la sinistra si incontra per discutere e fare festa. Nei tre giorni del forum Nel cuore della sinistra si alterneranno tavole rotonde, dibattiti, teatro, cinema, musica e momenti conviviali.
Il programma dell’iniziativa. organizzata dall’Associazione per la Sinistra di Como (http://perlasinistracomo.wordpress.com). è stato illustrato giovedì 9 luglio da Enzo Arighi, Giuseppe Calzati, Celeste Grossi, Ivan Lembo, Nicoletta Pirotta, in una conferenza stampa dalla modalità insolita: sotto un gazebo, tra le persone, a Porta Torre in un giorno di mercato.
La scelta che i promotori hanno voluto evidenziare è quella di abitare i luoghi vivi della città, quelli frequentati quotidianamente dalle persone e non le stanze chiuse dei palazzi. Una forma diversa del far politica basata sulle relazioni con le persone in carne ed ossa. E sono proprio le donne e gli uomini del territorio che l’Associazione si augura di incontrare per dare loro la parola come protagonisti e non solo spettatori nel corso della sua prima iniziativa pubblica.
L’Associazione per la Sinistra è nata in provincia il 21 marzo come approdo di esperienze precedenti di laboratori tra donne e uomini provenienti da differenti percorsi politici e sociali e come punto di partenza, in relazione con il cammino associativo nazionale, con l’intento di contribuire alla costruzione di un nuovo soggetto politico capace di rinnovare profondamente le forme e i modi della politica e della democrazia rappresentativa.
In provincia di Como, come altrove, il proposito dell’Associazione è «quello di favorire l’incontro e la ricerca a vasto raggio tra quante e quanti, liberamente, con appartenenze politiche o senza nessuna appartenenza, hanno voglia di attivarsi». Le esponenti e gli esponenti dell’Associazione sono consapevoli che il processo non sarà né facile né immediato, ma sono anche determinati a creare anche nel territorio lariano luoghi di inclusione e mescolamento dove avviare insieme discussioni che possano portare e pratiche politiche condivise.
Un primo momento sarà  Nel cuore della sinistra. L’iniziativa si apre venerdì 10 luglio alle 20.30 con Orizzonti sconfinati, ovvero come superare i confini per dare futuro alla Sinistra (interventi di Giuseppe Calzati e Nicoletta Pirotta dell’Associazione per la Sinistra Como, Thierno Gaye dell’Associazione Antirazzista 3 Febbraio di Erba e lo spettacolo teatrale Sogni clandestini della Compagnia Ibuka amizero. Prosegue sabato 11 luglio dalle 10,30 con Ladri di futuro, ovvero come incidono la precarietà del lavoro e la crisi economica nella vita quotidiana delle persone, una tavola rotonda ? introdotta da Ivan Lembo dell’Associazione per la Sinistra e moderata da Danilo Lillia dell’Arci provinciale ? con Osvaldo Squassina, consigliere regionale Lombardia, Cristina Tajani, economista, Alessandro Tarpini, segretario generale Cgil Como. Alle 15 è in programma l’incontro Semi di giustizia, ovvero idee e proposte per produrre e consumare in modo solidaristico ed ecologico con gli interventi di Lisa Clark dei Beati i costruttori di Pace, Stefano Frisoli dell’Associazione Italiana Agricoltori Biologici, Luca Rassu del Movimento Gas di Brescia e Marco Servettini de L’isola che c’è che saranno introdotti e coordinati da Massimo Patrignani dell’Associazione per la Sinistra. Alle19.30, dopo l’aperitivo con prodotti biologici, sarà proiettato il film-documentario Come un uomo sulla terra che racconta, con la voce diretta dei migranti africani, .le brutali modalità con cui la Libia, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa, controlla i flussi migratori, Al film seguirà alle 21 una serata musicale con le Sorelle Manetta.
Domenica 12 luglio si riprenderà con Democrazia sull’orlo di una crisi di nervi, ovvero come si vuole cambiare la Costituzione italiana e la storia del nostro paese. Gli interventi di Licia Badesi del Comitato comasco per la difesa della Costituzione e dell’avvocata Grazia Villa, introdotti e moderati da Gianfranco Giudice dell’Associazione per la Sinistra, saranno seguiti da un’intervista video a Gustavo Zagrebelski.
Per tutta la durata del forum sarà in funzione un servizio di ristoro a cura dell’Unione dei Circoli Cooperativi. Per informazioni tel. 393.0911211.
Da venerdì 10 a domenica12 luglio alla Cascina Masée di Como Albate la sinistra si incontra per discutere e fare festa. Nei tre giorni del forum Nel cuore della sinistra si alterneranno tavole rotonde, dibattiti, teatro, cinema, musica e momenti conviviali.
Il programma dell’iniziativa. organizzata dall’Associazione per la Sinistra di Como (http://perlasinistracomo.wordpress.com). è stato illustrato giovedì 9 luglio da Enzo Arighi, Giuseppe Calzati, Celeste Grossi, Ivan Lembo, Nicoletta Pirotta, in una conferenza stampa dalla modalità insolita: sotto un gazebo, tra le persone, a Porta Torre in un giorno di mercato.
La scelta che i promotori hanno voluto evidenziare è quella di abitare i luoghi vivi della città, quelli frequentati quotidianamente dalle persone e non le stanze chiuse dei palazzi. Una forma diversa del far politica basata sulle relazioni con le persone in carne ed ossa. E sono proprio le donne e gli uomini del territorio che l’Associazione si augura di incontrare per dare loro la parola come protagonisti e non solo spettatori nel corso della sua prima iniziativa pubblica.
L’Associazione per la Sinistra è nata in provincia il 21 marzo come approdo di esperienze precedenti di laboratori tra donne e uomini provenienti da differenti percorsi politici e sociali e come punto di partenza, in relazione con il cammino associativo nazionale, con l’intento di contribuire alla costruzione di un nuovo soggetto politico capace di rinnovare profondamente le forme e i modi della politica e della democrazia rappresentativa.
In provincia di Como, come altrove, il proposito dell’Associazione è «quello di favorire l’incontro e la ricerca a vasto raggio tra quante e quanti, liberamente, con appartenenze politiche o senza nessuna appartenenza, hanno voglia di attivarsi». Le esponenti e gli esponenti dell’Associazione sono consapevoli che il processo non sarà né facile né immediato, ma sono anche determinati a creare anche nel territorio lariano luoghi di inclusione e mescolamento dove avviare insieme discussioni che possano portare e pratiche politiche condivise.
Un primo momento sarà  Nel cuore della sinistra. L’iniziativa si apre venerdì 10 luglio alle 20.30 con Orizzonti sconfinati, ovvero come superare i confini per dare futuro alla Sinistra (interventi di Giuseppe Calzati e Nicoletta Pirotta dell’Associazione per la Sinistra Como, Thierno Gaye dell’Associazione Antirazzista 3 Febbraio di Erba e lo spettacolo teatrale Sogni clandestini della Compagnia Ibuka amizero. Prosegue sabato 11 luglio dalle 10,30 con Ladri di futuro, ovvero come incidono la precarietà del lavoro e la crisi economica nella vita quotidiana delle persone, una tavola rotonda ? introdotta da Ivan Lembo dell’Associazione per la Sinistra e moderata da Danilo Lillia dell’Arci provinciale ? con Osvaldo Squassina, consigliere regionale Lombardia, Cristina Tajani, economista, Alessandro Tarpini, segretario generale Cgil Como. Alle 15 è in programma l’incontro Semi di giustizia, ovvero idee e proposte per produrre e consumare in modo solidaristico ed ecologico con gli interventi di Lisa Clark dei Beati i costruttori di Pace, Stefano Frisoli dell’Associazione Italiana Agricoltori Biologici, Luca Rassu del Movimento Gas di Brescia e Marco Servettini de L’isola che c’è che saranno introdotti e coordinati da Massimo Patrignani dell’Associazione per la Sinistra. Alle19.30, dopo l’aperitivo con prodotti biologici, sarà proiettato il film-documentario Come un uomo sulla terra che racconta, con la voce diretta dei migranti africani, .le brutali modalità con cui la Libia, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa, controlla i flussi migratori, Al film seguirà alle 21 una serata musicale con le Sorelle Manetta.
Domenica 12 luglio si riprenderà con Democrazia sull’orlo di una crisi di nervi, ovvero come si vuole cambiare la Costituzione italiana e la storia del nostro paese. Gli interventi di Licia Badesi del Comitato comasco per la difesa della Costituzione e dell’avvocata Grazia Villa, introdotti e moderati da Gianfranco Giudice dell’Associazione per la Sinistra, saranno seguiti da un’intervista video a Gustavo Zagrebelski.
Per tutta la durata del forum sarà in funzione un servizio di ristoro a cura dell’Unione dei Circoli Cooperativi. Per informazioni tel. 393.0911211.
Da venerdì 10 a domenica12 luglio alla Cascina Masée di Como Albate la sinistra si incontra per discutere e fare festa. Nei tre giorni del forum Nel cuore della sinistra si alterneranno tavole rotonde, dibattiti, teatro, cinema, musica e momenti conviviali.
Il programma dell’iniziativa. organizzata dall’Associazione per la Sinistra di Como (http://perlasinistracomo.wordpress.com). è stato illustrato giovedì 9 luglio da Enzo Arighi, Giuseppe Calzati, Celeste Grossi, Ivan Lembo, Nicoletta Pirotta, in una conferenza stampa dalla modalità insolita: sotto un gazebo, tra le persone, a Porta Torre in un giorno di mercato.
La scelta che i promotori hanno voluto evidenziare è quella di abitare i luoghi vivi della città, quelli frequentati quotidianamente dalle persone e non le stanze chiuse dei palazzi. Una forma diversa del far politica basata sulle relazioni con le persone in carne ed ossa. E sono proprio le donne e gli uomini del territorio che l’Associazione si augura di incontrare per dare loro la parola come protagonisti e non solo spettatori nel corso della sua prima iniziativa pubblica.
L’Associazione per la Sinistra è nata in provincia il 21 marzo come approdo di esperienze precedenti di laboratori tra donne e uomini provenienti da differenti percorsi politici e sociali e come punto di partenza, in relazione con il cammino associativo nazionale, con l’intento di contribuire alla costruzione di un nuovo soggetto politico capace di rinnovare profondamente le forme e i modi della politica e della democrazia rappresentativa.
In provincia di Como, come altrove, il proposito dell’Associazione è «quello di favorire l’incontro e la ricerca a vasto raggio tra quante e quanti, liberamente, con appartenenze politiche o senza nessuna appartenenza, hanno voglia di attivarsi». Le esponenti e gli esponenti dell’Associazione sono consapevoli che il processo non sarà né facile né immediato, ma sono anche determinati a creare anche nel territorio lariano luoghi di inclusione e mescolamento dove avviare insieme discussioni che possano portare e pratiche politiche condivise.
Un primo momento sarà  Nel cuore della sinistra. L’iniziativa si apre venerdì 10 luglio alle 20.30 con Orizzonti sconfinati, ovvero come superare i confini per dare futuro alla Sinistra (interventi di Giuseppe Calzati e Nicoletta Pirotta dell’Associazione per la Sinistra Como, Thierno Gaye dell’Associazione Antirazzista 3 Febbraio di Erba e lo spettacolo teatrale Sogni clandestini della Compagnia Ibuka amizero. Prosegue sabato 11 luglio dalle 10,30 con Ladri di futuro, ovvero come incidono la precarietà del lavoro e la crisi economica nella vita quotidiana delle persone, una tavola rotonda ? introdotta da Ivan Lembo dell’Associazione per la Sinistra e moderata da Danilo Lillia dell’Arci provinciale ? con Osvaldo Squassina, consigliere regionale Lombardia, Cristina Tajani, economista, Alessandro Tarpini, segretario generale Cgil Como. Alle 15 è in programma l’incontro Semi di giustizia, ovvero idee e proposte per produrre e consumare in modo solidaristico ed ecologico con gli interventi di Lisa Clark dei Beati i costruttori di Pace, Stefano Frisoli dell’Associazione Italiana Agricoltori Biologici, Luca Rassu del Movimento Gas di Brescia e Marco Servettini de L’isola che c’è che saranno introdotti e coordinati da Massimo Patrignani dell’Associazione per la Sinistra. Alle19.30, dopo l’aperitivo con prodotti biologici, sarà proiettato il film-documentario Come un uomo sulla terra che racconta, con la voce diretta dei migranti africani, .le brutali modalità con cui la Libia, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa, controlla i flussi migratori, Al film seguirà alle 21 una serata musicale con le Sorelle Manetta.
Domenica 12 luglio si riprenderà con Democrazia sull’orlo di una crisi di nervi, ovvero come si vuole cambiare la Costituzione italiana e la storia del nostro paese. Gli interventi di Licia Badesi del Comitato comasco per la difesa della Costituzione e dell’avvocata Grazia Villa, introdotti e moderati da Gianfranco Giudice dell’Associazione per la Sinistra, saranno seguiti da un’intervista video a Gustavo Zagrebelski.
Per tutta la durata del forum sarà in funzione un servizio di ristoro a cura dell’Unione dei Circoli Cooperativi. Per informazioni tel. 393.0911211.
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Il programma dell’iniziativa. organizzata dall’Associazione per la Sinistra di Como (http://perlasinistracomo.wordpress.com). è stato illustrato giovedì 9 luglio da Enzo Arighi, Giuseppe Calzati, Celeste Grossi, Ivan Lembo, Nicoletta Pirotta, in una conferenza stampa dalla modalità insolita: sotto un gazebo, tra le persone, a Porta Torre in un giorno di mercato.
La scelta che i promotori hanno voluto evidenziare è quella di abitare i luoghi vivi della città, quelli frequentati quotidianamente dalle persone e non le stanze chiuse dei palazzi. Una forma diversa del far politica basata sulle relazioni con le persone in carne ed ossa. E sono proprio le donne e gli uomini del territorio che l’Associazione si augura di incontrare per dare loro la parola come protagonisti e non solo spettatori nel corso della sua prima iniziativa pubblica.
L’Associazione per la Sinistra è nata in provincia il 21 marzo come approdo di esperienze precedenti di laboratori tra donne e uomini provenienti da differenti percorsi politici e sociali e come punto di partenza, in relazione con il cammino associativo nazionale, con l’intento di contribuire alla costruzione di un nuovo soggetto politico capace di rinnovare profondamente le forme e i modi della politica e della democrazia rappresentativa.
In provincia di Como, come altrove, il proposito dell’Associazione è «quello di favorire l’incontro e la ricerca a vasto raggio tra quante e quanti, liberamente, con appartenenze politiche o senza nessuna appartenenza, hanno voglia di attivarsi». Le esponenti e gli esponenti dell’Associazione sono consapevoli che il processo non sarà né facile né immediato, ma sono anche determinati a creare anche nel territorio lariano luoghi di inclusione e mescolamento dove avviare insieme discussioni che possano portare e pratiche politiche condivise.
Un primo momento sarà  Nel cuore della sinistra. L’iniziativa si apre venerdì 10 luglio alle 20.30 con Orizzonti sconfinati, ovvero come superare i confini per dare futuro alla Sinistra (interventi di Giuseppe Calzati e Nicoletta Pirotta dell’Associazione per la Sinistra Como, Thierno Gaye dell’Associazione Antirazzista 3 Febbraio di Erba e lo spettacolo teatrale Sogni clandestini della Compagnia Ibuka amizero. Prosegue sabato 11 luglio dalle 10,30 con Ladri di futuro, ovvero come incidono la precarietà del lavoro e la crisi economica nella vita quotidiana delle persone, una tavola rotonda ? introdotta da Ivan Lembo dell’Associazione per la Sinistra e moderata da Danilo Lillia dell’Arci provinciale ? con Osvaldo Squassina, consigliere regionale Lombardia, Cristina Tajani, economista, Alessandro Tarpini, segretario generale Cgil Como. Alle 15 è in programma l’incontro Semi di giustizia, ovvero idee e proposte per produrre e consumare in modo solidaristico ed ecologico con gli interventi di Lisa Clark dei Beati i costruttori di Pace, Stefano Frisoli dell’Associazione Italiana Agricoltori Biologici, Luca Rassu del Movimento Gas di Brescia e Marco Servettini de L’isola che c’è che saranno introdotti e coordinati da Massimo Patrignani dell’Associazione per la Sinistra. Alle19.30, dopo l’aperitivo con prodotti biologici, sarà proiettato il film-documentario Come un uomo sulla terra che racconta, con la voce diretta dei migranti africani, .le brutali modalità con cui la Libia, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa, controlla i flussi migratori, Al film seguirà alle 21 una serata musicale con le Sorelle Manetta.
Domenica 12 luglio si riprenderà con Democrazia sull’orlo di una crisi di nervi, ovvero come si vuole cambiare la Costituzione italiana e la storia del nostro paese. Gli interventi di Licia Badesi del Comitato comasco per la difesa della Costituzione e dell’avvocata Grazia Villa, introdotti e moderati da Gianfranco Giudice dell’Associazione per la Sinistra, saranno seguiti da un’intervista video a Gustavo Zagrebelski.
Per tutta la durata del forum sarà in funzione un servizio di ristoro a cura dell’Unione dei Circoli Cooperativi. Per informazioni tel. 393.0911211.

Per la sinistra a Como

 

associazioneperlasinistraÈ nata sabato 21 marzo con l’assemblea La primavera della sinistra, svolta alla Circoscrizione 6, l’Associazione per la sinistra di Como, un sodalizio che si propone di superare le barriere fra i vari raggruppamenti politici e di porre le basi per l’unità delle sinistre.

 

Un’assemblea di una cinquantina di persone, pochi i giovani, ha dato la vita alla nuova Associazione per la sinistra – Como. «Non potevamo più aspettare – ha detto la presidente onoraria Anna Sacerdoti – Il tempo è adesso. Speriamo che tutte le forze della sinistra riescano ad unirsi innanzitutto per difendere la Costituzione».

L’introduzione dei lavori e l’analisi della situazione economica e sociale attuale con le prospettive e le cause della nascita dell’associazione sono toccate a Giuseppe Calzati. In primo piano la crisi, della sinistra «per la prima volta non rappresentata in Parlamento», e quella economica. La neonata associazione si propone di essere un «luogo di confronto di analisi e proposta con la capacità di esprimersi in un linguaggio comprensibile alle classi popolari». Un associazione, non un partito, è stato rimarcato più volte, per trovare una via nuova al di là di vincolanti appartenenze e degli steccati che i vari partiti della sinistra hanno alzato fra di loro.

L’attenzione dei presenti si è concentrata poi sugli atti fondamentali della nascita dell’associazione con le relazioni, i dibattiti, e l’approvazione della Carta di intenti, spiegata da Nicoletta Pirrotta, e dello Statuto, illustrato da Marco Lorenzini. Eletto il Consiglio direttivo che eleggerà nella prima riunione il presidente, è stata acclamata presidente onoraria Anna Sacerdoti.

Un’assemblea all’insegna della tradizione della sinistra, con la presenza della bandiera rossa (priva di ogni altro simbolo o scritta), che ha però avuto elementi di novità, dal dibattito, meno scontato rispetto a quello delle riunioni di partito, al rinfresco finale con brindisi.

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