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3 ottobre / prima riunione organizzativa per la Parada par tücc 2018

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La cooperativa Csls di via Col di Lana 5/a ospiterà, martedì 3 ottobre dalle 21, la prima riunione organizzativa per la prossima Parada par tücc, che compierà dieci anni proprio nel 2018.

Gratuità, libertà ed ecologia: questo il “tricolore” di un evento auto-sponsorizzato (ma promosso da Associazione Partucc e Associazione del Volontariato Comasco-Centro Servizi per il Volontariato di Como, in collaborazione con Comune di Como) e aperto, nomen omen, a tutti, “gemmato” (come idea) dalla bolognese Par tòt parata ma decisamente dotato di vita propria. Di colori, comunque, la Parada comasca ne mostra assai più di tre, senza lesinare sulla creatività, sulla curiosità e sull’entusiasmo contagioso che riesce puntualmente a destare, nei partecipanti – attivi ogni anno su decine di laboratori  – e in chi si trova, casualmente o no, ad assistervi nelle vie del centro storico in un sabato di quasi-estate.
La scelta di un tema per ogni edizione – dal 2011 ad oggi – mette ulteriormente alla prova la fantasia di un vulcanico staff di volontari, ogni anno – non a caso – un po’ più numeroso di quello dell’anno precedente. Decisamente, infatti, la Parada è un’occasione di aggregazione sociale e di divertimento condiviso tra tutti gli individui, i gruppi e le associazioni che vi prendono parte, e sebbene il “serpentone” variopinto di maggio-giugno sia la celebrazione di tanta inventiva, sarebbe senz’altro riduttivo e fuorviante dimenticarsi del percorso annuale che anticipa la ri-creazione del corteo, tra incontri, cene a tema, laboratori e momenti di animazione sparsi nel tempo e nello spazio.

Insomma: tutti e tutte invitati/e a portare le proprie idee e le proprie energie a questo incontro d’apertura, per fare della decima Parada un evento ancora più partecipato e colorato del solito.

(per ulteriori informazioni e collaborazioni. info@patadapartucc.it )

Parziale vittoria del Terzo settore

easL’Agenzia delle Entrate rivede in parte l’attacco alle associazioni previsto col famigerato modello Eas. Slitta dal 30 ottobre al 15 dicembre il termine per la produzione di montagne di carta, burocrazia obbligatoria e punitiva in grado di paralizzare una buona parte del mondo della promozione sociale italiano paradossalmente visto come settore da spremere e opprimere fiscalmente sempre di più.  Salve le onlus.

Il Comunicato stampa dell’Agenzia delle entrate che illustra le novità.

Il Partito democratico su associazionismo, volontariato e servizi sociali

Incontro del Partito democratico per la presentazione dei due nuovi testi unici regionali per il volontariato e l’associazionismo e per gli interventi e i servizi alla persona in ambito sociale e socio sanitario.
Una quarantina di persone hanno partecipato all’incontro organizzato dal Partito democratico per presentazione i due nuovi testi unici su volontariato e associazionismo approvati dalla Regione Lombardia.
Il consigliere regionale Luca Gaffuri ha spiegato l’utilità dell’approvazione dei testi unici per snellire e razionalizzare la legislazione e ottenere «uniformità legislativa nei diversi ambiti». Si è poi concentrato sul Testo unico per il volontariato definendolo «non un semplice assemblaggio», ma un documento che è riuscito a creare omogeneità fra i diversi testi legislativi preesistentii, anche se sconta il fatto di non parlare delle fondazioni e di trattare solo parzialmente della cooperazione sociale.
Sempre a proposito del Testo unico per il volontariato e la cooperazione sociale ha preso la parola Martino Villani, direttore del Centro servizi per il volontariato di Como, che ha sottolineato come la Lombardia sia apripista per quanto riguarda questi ambiti essendo la prima regione ad approvare un Testo unico in questo ambito, come già aveva fatto precedentemente approvando una legge sull’associazionismo, un campo la cui riforma era sentita come esigenza trasversale da tutti gli schieramenti politici.
Per Martino Villani la difficoltà principale è quella di riuscire a seguire l’evoluzione di un percorso che cambia velocemente seguendo bisogni diversi e si sviluppa seguendo sinergie fra associazioni, cooperative e i vari soggetti del volontariato in modalità difficili da regolamentare. Una realtà ora arricchita anche dalle fondazioni e dalle ong che operano a livello internazionale che non vengono toccati dalla nuova legge, che manca anche di una definizione del regime fiscale, un aspetto molto importante per chi vuole operare nel mondo del volontariato. Importante poi per il direttore del Csv è stato il riconoscimento del mondo dell’associazionismo che è stato coinvolto in un workshop potendo trovare un interlocutore nella Regione Lombardia da cui farsi conoscere.
Si è poi passato al Testo unico in ambito socio-sanitario e Maria Grazia Fabrizio, consigliere regionale del Pd, ne ha spiegare la nascita a seguito di una proposta alla giunta regionale del 2006. Su questo testo, che può essere definito una legge quadro, la minoranza al Pirellone si è divisa: il Pd ha proposto una serie di emendamenti in parte accolti, mentre Rifondazione comunista ha optato per l’ostruzionismo.
Le modifiche migliorative per la componente della III Commissione – sanità regionale sono state l’introduzione di nuovi soggetti nell’ambito sociale, tra i quali gli enti di confessioni religiose. Per la consigliera del Pd si è trattato di una scelta opportuna perché «non riconoscere il lavoro svolto dal servizio estivo delle parrocchie sarebbe un torto alla modernizzazione dello stato sociale».
La Regione non ha invece recepito la spinta all’introduzione di un segretariato sociale che dovrebbe avere il ruolo di informare e aiutare chi ha bisogno a livello comunale, e ha introdotto la libertà di scelta, come per l’assistenza sanitaria.
Anche sui pagamenti delle rette ci sono stati accesi dibattiti tra chi proponeva il pagamento da parte della Regione e chi invece, come anche il Pd, ha optato per un coinvolgimento dei civilmente obbligati secondo dei parametri definiti con l’indicatore economico Isee perché. Una scelta difesa da Maria Grazia Fabrizio che ha affermato: «Quando un anziano non è più autosufficiente i parenti non devono infischiarsene, devono concorrere fin dove possono».
Per quanto riguarda l’accreditamento degli enti invece la paura per l’esponente del Pd è quella di una regolamentazione troppo rigida che tarpi le ali ad un mondo che riesce a rispondere alle esigenze che di volta in volta gli si propongono grazie alla propria fluidità.
Il sociologo Giordano Vidale ha in primis dichiarato il suo amore per la legge 328 e ha da lì preso le mosse per una critica serrata al nuovo Testo unico che per lui sconta gravi pecche, come il non prendere in considerazione il sistema sanitario regionale dimenticando «l’unitarietà e globalità della persona». Giordano Vidale ha quindi criticato alcuni articoli per lui mal formulati, che creano confusioni, uno fra tutti il 23 che dovrebbe regolare il finanziamento dell’offerta sociale tramite un fondo regionale che si finanzia con risorse che derivano anche dal fondo nazionale, istituito con la legge 328, che dovrebbero però essere date direttamente ai Comuni senza passaggi intermedi. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
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