Bruno Magatti

Battello spazzino

comoPalzzo Cernezzi aspetta una risposta da Villa Saporiti.

 

Mercoledì 1 luglio la Giunta Lucini ha approvato un indirizzo sul servizio di pulizia del battello spazzino. Dice sì al proseguimento del servizio: «Ma solo a pari condizioni. Se Villa Saporiti dovesse confermare l’indisponibilità di risorse, per il pagamento del carburante e per il pagamento dello smaltimento dei detriti e di conseguenza tali costi ricadessero su Como, Palazzo Cernezzi non accetterà il rinnovo della convenzione».

«A tali condizioni non possiamo accettare – afferma l’assessore all’Ambiente Bruno Magatti –. Como non può sobbarcarsi il pagamento di costi altrui. Siamo disposti e interessati a proseguire il servizio solo se ci confermano le condizioni in vigore fino ad oggi. Aspettiamo una risposta dalla Provincia e stante i loro obblighi istituzionali ci aspettiamo che metteranno a disposizione le risorse». [md, ecoinformazioni]

Bonifica Ticosa: manca ancora una cella

ex ticosaSono stati conclusi i lavori per le celle 1,2 e quelle dalla 4 alla 13, rimangono: «Da chiudere gli interventi sulla cella 3 che nel frattempo sarà coperta con teli in propilene».

 

«La bonifica dell’ex area Ticosa si avvia a conclusione e all’appello manca ora solo la cella 3 – spiega il Comune di Como –. Nel corso dei prossimi sei mesi sarà definito lo sviluppo delle operazioni di bonifica di tale areale e nel frattempo si provvederà con una temporanea messa in sicurezza con teli in propilene».

Per quanto riguarda il futuro l’assessore all’Ambiente Bruno Magatti precisa che: «L’intervento sarà definito sulla base delle decisioni ultime che saranno prese in merito al destino dell’area». [md, ecoinformazioni]

Como dal basso a Palazzo Cernezzi per la vita indipendente

comodalbasso2Un piccolo corteo di carrozzine ha percorso, martedì 5 maggio via Milano e poi la Città murata fino a Palazzo Cernezzi. Una manifestazione motorizzata più veloce di un comune corteo e essenziale perché capace di affermare che molti diritti non sono negati alle persone con disabilità dalla loro condizione ma da leggi e norme ingiuste. (altro…)

Politiche sociali e sanità/ Magatti in regione

bruno magattiMentre le nubi sulla sanità lombarda si fanno sempre più nere e c’è il rischio con le tre proposte di riforma della maggioranza  destra riescano nella missione impossibile di peggiorare ancora il già disastroso lascito dell’era del Celeste, nell’Audizione della III commissione Sanità e Politiche sociali, in Regione a Milano il 25 marzo, sono stati toccati temi di grande importanza per il territorio comasco: dalla Cittadella della salute al riconoscimento del diritto alla Vita indipendente, ai servizi per le persone con disabilità. Abbiamo chiesto a Bruno Magatti, assessore comasco alle Politiche sociali, di schematizzare i temi trattati nel suo intervento. (altro…)

Il (lento) cammino della Cittadella della salute

Continua il percorso di approfondimento condotto dall’associazione Cittadella della salute intorno alle tematiche connesse al pieno (ri)utilizzo dell’area dell’ex ospedale Sant’Anna di via Napoleona, un percorso in cui si alternano e si intersecano prospettive socio-sanitarie, urbanistiche, ambientali.

L’incontro di giovedì 5 marzo, nella biblioteca medica al piano ammezzato dell’(ex) monoblocco è stato dedicato alle prime, ma ovviamente i punti di contatto con le altre sono stati ripetuti e non casuali.

L’obiettivo primario dell’associazione, a cui fanno capo numerosi soggetti politici sociali e sindacali è proprio quello di rendere operativo il progetto (che si è espresso anche in un accordo di programma del 2003, ribadito nel 2011) di fare dell’area ospedaliera di via Napoleona una vera e propria cittadella del ben-essere, evitando anche qualsiasi rischio di una Ticosa-bis, ovvero di un’area dismessa da funzioni e abbandonata a se stesso.

Questo rischio sembra ormai superato: il processo di costruzione si è avviato, per quanto lentamente e non senza contraddizioni; lo hanno sottolineato sia l’Azienda Sanitaria Locale, per voce della dottoressa Paola Galli, sia l’Azienda Ospedaliera, per voce del dottor Fabio Banfi. La prima ha messo in evidenza che sono partiti i primi finanziamenti per il trasferimento nell’area del Sert, in attesa che sia possibile anche il trasferimento dei consultori; il secondo ha ricordato che in questi ultimi tre anni l’utenza richiamata dai vari servizi nell’area ex Sant’Anna è continuamente aumentata, approssimandosi così alla realizzazione di un presidio sanitario di prossimità, dedicato soprattutto ai problemi della cronicità; ma h anche ricordato che sullo sfondo resta il fantasma della prossima riforma sanitaria regionale (il “convitato di pietra” come è stato definitivo) di cui si ignorano ancora tutte le linee di indirizzo.

Se anche il processo di realizzazione della cittadella si è messo in moto, non basta. Ne convengono sia l’assessore comunale alle politiche sociali Bruno Magatti, sia l’esponente dell’associazione Cittadella della salute Manuela Serrentino, sia molti interventi dal pubblico. Da parte sua Magatti mette a confronto la rapidità con cui è stato realizzato il nuovo ospedale di Lazzago con la lentezza in cui è costretto il progetto della cittadella, evidenziando anche che chi ha il ruolo di mettere avanti le esigenze della comunità non ha poi la possibilità (ovvero: il portafoglio) di soddisfarle. D’altra parte il disegno complessivo non è ancora del tutto chiaro: bisogna decidere quali sono i bisogni a cui dare priorità, a quali usi (anche parasanitari) concedere gli spazi, come ripartire le funzioni, quali tempi indicare. Il dottor Gianluigi Spata, dell’Ordine dei medici, lamentando la mancanza di una “seria programmazione”, propone per l’area ex Sant’Anna una duplice tipologia di servizi, sia per la cittadinanza (consultori, sert, ufficio d’igiene…), sia per la comunità professionale (polo congressuale, attività di formazione). La possibilità di mettere a fuoco un progetto generale è affermata da Serrentino, che individua come base delle attività da collocare nell’area la creazione di una “sanità a livello territoriale” tesa a fornire “assistenza per la cronicità”, un progetto che si può cominciare a fare da subito, anche in assenza di finanziamenti, con l’obiettivo di attivare quelle relazioni fondamentali alla costruzione di una vera programmazione socio-sanitaria.

Il pubblico, per la maggior parte composto da operatrici e operatoti “addetti ai lavori”, ha partecipato intensamente al dibattito, sottolineando ancora una volta che il tema del futuro dell’ex Sant’Anna è particolarmente sentito. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Housing sociale, un progetto in via Di Vittorio

via di vittorio comoComune di Como e Cooperativa sociale lavoro e solidarietà collaboreranno: «Per la sperimentazione di percorsi di emancipazione e reinserimento sociale».

 

«In via Di Vittorio, il Comune ha due appartamenti, grandi [ai civici 29 e 31, composti da sette locali in tutto, più alcuni bagni, una cucina e un locale lavanderia]. Non proporremo una comunità e neppure una convivenza. Ci immaginiamo, invece, un’altra strada, fatta di condivisione e sostegno, il tutto con la supervisione di una struttura educativa competente – afferma Bruno Magatti, assessore alle Politiche sociali del Comune di Como –. È un progetto e come tale avrà un inizio e una fine, con una durata prefissata per poter rispondere nel tempo ai bisogni di più famiglie».

Il progetto avrà un contributo di 20mila euro e una durata sperimentale di un anno.

«Sull’esempio di progetti analoghi sviluppati in altre città le famiglie saranno individuate dai Servizi sociali tra quelle già seguite e che presenteranno bisogni urgenti – continua Magatti –. Per ogni nucleo sarà individuato un progetto di reinserimento sociale e lavorativo e ad accompagnarli in questo percorso, con una presenza costante durante la settimana, saranno degli operatori qualificati». [md, ecoinformazioni]

Consulta degli stranieri: la lunga strada della laicità

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Sullo sfondo del dibattito sulla “paura dell’altro”, organizzato dalla Consulta degli stranieri del Comune di Como nel salone della Biblioteca Comunale di Como nella serata del 20 febbraio 2015, si agitano ovviamente i fantasmi dei recenti atti terroristici di Parigi e Copenhagen. L’“altro” è quindi evidentemente di matrice islamica, ed è un “altro” che nella semplificazione mediatica di questi giorni non solo mette in discussione ma vuole distruggere alla base i valori fondanti della società occidentale.

Per risalire la china di questi stereotipi, la scelta di Mulaika Eniello, coordinatrice dell’educazione Co.re.is (comunità religiosa islamica), è quella di mostrare che esiste un islam diverso, che nelle sue parole non è nemmeno necessario definire “moderato” perché è l’unico ammissibile, che è rivolto al dialogo con le altre religioni monoteiste, che si batte – anche a livello dottrinale – contro il fondamentalismo dei diversi jiadisti. La scelta di Marika Livio, etnopiscologa attiva da moltissimi anni nella cura e nella difesa delle persone migranti, è quella di mettere in evidenza i nostri luoghi comuni, quei piccoli, ma micidiali automatismi che, sia pur a volte dettati da buona volontà impediscono un rapporto autenticamente paritario tra persone di provenienze e di culture diverse.

Altri interventi, di rappresentanti di diverse comunità e gruppi, mettono avanti gli sforzi e gli esiti di convivenza civile, di incontro e comprensione.

Ma come dato di partenza c’è sempre, al centro, l’appartenenza religiosa ovvero che sia proprio quello il motivo per avvicinarsi, in una interpretazione “autentica” della disponibilità al dialogo che dovrebbe (il condizionale è difficile da evitare) essere alla base di ogni fede.

È difficile spostare il discorso da questo asse portante. Ci prova il presidente della Consulta e assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti, il quale chiede di provare ad “abbassare” questa continua insistenza sull’appartenenza religiosa, per provare a immaginare quell’“altrove”, quella “nuova città” di nuove relazioni paritarie come un luogo di laicità, in cui si sta per quello che si è e non per quello in cui si crede, in cui le differenze sono valorizzate per quello che sono e non semplicemente perché devono essere “compatite” come credenze altre…

Gli interventi concordano: l’educatrice del Co.re.is sottolinea che a suo avviso l’Islam ha tutto da guadagnare da uno stato laico, e dal pubblico due esponenti della comunità senegalese raccontano che nel loro paese la convivenza è possibile proprio per la disponibilità di cristiani e musulmani.

La strada per la comprensione laica è ancora piuttosto lunga.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Tangenziale di Como

muro via san bernardinoPedemontana disponibile a mettere pannelli trasparenti in via S. Bernardino da Siena.

 

Si è tenuto lunedì 1 dicembre l’incontro tra i vertici della società Pedemontana, che gestisce il cantiere della tangenziale di Como, e l’assessore all’Ambiente del Comune di Como in via San Bernardino da Siena prospiciente alla nuova arteria viabilistica comasca.

«Pedemontana ha dato la propria assicurazione a sostituire due file della barriera con pannelli trasparenti, al posto degli attuali in cemento – afferma l’assessore all’Ambiente Bruno Magatti –. I responsabili della società hanno chiesto che i residenti esprimano il proprio consenso dopo di che si potrà procedere con i lavori».

«I tempi richiederanno qualche giorno ma direi che si è trovata una giusta soluzione – termina l’assessore –. Pedemontana farà precedere all’intervento di sostituzione, una verifica sull’impatto acustico per garantire la stessa efficacia dei pannelli posizionati ora e recuperare luce e visibilità». [md, ecoinformazioni]

Como: Raccolta differenziata al 65%

MILANO - RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTIMagatti ricorda però di «Prestare maggiore attenzione alla divisione dei rifiuti e differenziare il più possibile».

 

«La raccolta differenziata a Como è passata dal 35% dello scorso anno al 64.7% registrato nell’ultimo mese di novembre, con un incremento di 30 punti percentuali» afferma il Comune di Como che riprende un comunicato di Aprica «Un obbiettivo eccezionale raggiunto grazie all’impegno, all’attenzione ed alla sensibilità dei cittadini comaschi ed alla collaborazione tra Aprica e l’assessorato all’Ambiente del Comune di Como. Il mese di novembre è stato anche anomalo per le attività di recupero che sono state fatte per la raccolta del materiale che, a causa del maltempo, si è riversato nel lago. Da martedì 13 a domenica 23 novembre, Aprica ha operato per 11 giorni consecutivi, impiegando 1.320 ore di lavoro di 159 addetti; raccogliendo 3.170 quintali di rifiuti biodegradabili, per un impegno economico di circa € 65.000. Tutto il materiale raccolto – costituito per il 95% da legname e per il restante 5% circa da bottiglie e sacchetti di plastica, oltre a moltissimi palloni – è stato prima trattato e successivamente mandato a recupero. Le criticità metereologiche autunnali hanno causato, inoltre, ritardi nei lavori per la realizzazione della nuova piattaforma ecologica, la cui apertura era in programma per l’inizio del nuovo anno».

Tutto bene? Non troppo: «I dati sulla raccolta differenziata sono confortanti ma il sacco per l’indifferenziata va svuotato. È ancora troppo pieno di rifiuti che devono essere inseriti altrove – spiega Bruno Magatti assessore all’Ambiente del Comune di Como –. I contenitori di plastica, i piatti, le vaschette, i bicchierini per yogurt e caffè, i sacchetti che hanno contenuto alimenti sono “necessariamente sporchi”. Chi, infatti, li butterebbe se nuovi? Questi vanno riposti nel sacco giallo senza un preventivo lavaggio, ma avendo cura che siano stati svuotati da residui importanti. Lo stesso argomento vale per i contenitori di carta o cartone (della pizza ad esempio). Altro errore da non fare è buttare nei contenitori il vetro o la carta all’interno di sacchetti di plastica. Il materiale infatti deve essere omogeneo, ovvero privo di presenze estranee, ad esempio carta con carta. Se si presta maggiore attenzione nella divisione dei rifiuti si riuscirà ad aumentare ulteriormente la percentuale della raccolta differenziata».

«Anche i dati sull’umido sono troppo alti. Il problema in questo caso è legato ad una cultura dello spreco alimentare che ancora fatichiamo ad invertire – conclude Magatti spostando l’attenzione anche sul ritiro dei bidoni carrellati –. Gli orari devono essere rispettati. Non è possibile che i bidoni siano per strada anche nel pomeriggio quando il ritiro è al mattino». [md, ecoinformazioni]

Ex casa albergo di via Volta: a dicembre un bando per la riqualificazione

via_voltaPromuovere benessere sociale, tutelare e fare prevenzione. L’amministrazione comunale ha grandi progetti per l’edificio di via Volta 83 e lancia una sfida al terzo settore: «Facciamolo diventare insieme qualcosa di bello, non una casa della sfiga»

«Possiamo tirare avanti a campare oppure provare a raccogliere una sfida che chiede a tutti noi un passo di sostanza innovativo, nel metodo e negli obiettivi. Sia chiaro: in questo caso, vinciamo o perdiamo insieme». È perentorio l’assessore alle politiche sociali del Comune di Como Bruno Magatti, intervenuto all’incontro pubblico di presentazione rivolto agli operatori del terzo settore. La casa di via Volta 83 deve diventare un vanto per la città e un’occasione per sperimentare un metodo di lavoro, quello della co-progettazione, che se si rivelasse vincente potrebbe essere adoperato in altre circostanze.
Situato in pieno centro, l’edificio ha una superficie di tremila metri quadrati con trentanove mini appartamenti al suo interno. «È uno dei nostri gioielli di famiglia – ricorda l’assessore al patrimonio Marcello Iantorno – e ha un grande valore economico».
In concreto, un terzo della casa sarà destinata a chi necessita di un sostegno. Il restante spazio sarà occupato da chiunque voglia proporre iniziative, servizi e attività. Un mix abitativo e di utilità sociale che insieme possa promuovere un processo attivo. L’idea prevede la possibile creazione di un’impresa che produca reddito, sociale ed economico. «Non sarà l’albergatore che farà l’educatore – sottolinea Magatti – ma il contrario. La fragilità, inserita in un contesto positivo, può essere “risolta”. Del resto, possiamo continuare ad affrontare i problemi con le stesse ricette o proviamo a innescare un processo attivo».
A dicembre sarà pubblicato il bando, entro aprile dovranno essere presentati i progetti. A maggio una commissione tecnica li selezionerà e a giugno, con la firma del contratto, comincerà la co-progettazione.
Destinatari sono gli operatori e le realtà del terzo settore – presenti in massa all’ incontro -, i quali avranno il compito di scrivere un progetto e un business plan, oltre ad accollarsi il recupero e la riqualificazione dell’immobile («è in buono stato – spiega Iantorno – ma necessità di qualche lavoro d’ammodernamento»). Il Comune, dal canto suo, metterà a disposizione lo stabile, le rette per l’accoglienza di persone e nuclei segnalati dagli uffici delle politiche sociali e parteciperà al tavolo di governance.
Chi pagherà l’affitto? «Aspettiamo le vostre proposte – rispondono i due assessori – non vogliamo mettere paletti iniziali».
Perché provare una sperimentazione del tutto nuova in centro città? «Vogliamo un luogo vivo, giovane – spiega Magatti – non triste e bolso. E sappiamo quanto il contesto sia importante». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

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