don Luigi Ciotti

Arci/ tutta la solidarietà dell’associazione a don Ciotti e Libera

libera__Con una dichiarazione congiunta dei presidenti nazionale e siciliano dell’Arci Francesca Chiavacci e Salvo Lipari sulle minacce del boss Totò Riina a don Luigi Ciotti, l’Arci esprime tutta la sua solidarietà a Libera ed al suo presidente.
«Le minacce di Totò Riina al Presidente di Libera Don Luigi Ciotti rivelate nelle intercettazioni delle conversazioni del capomafia con Lorusso non sono solo lo sfogo di un boss in gabbia. A Don Ciotti va tutta la nostra solidarietà per le parole vili e volgari pronunciate da Riina – dichiarano i presidenti dell’Arci nazionale e siciliana Francesca Chiavacci e Salvo Lipari -. Ma queste parole hanno anche una potenza positiva. Che ci carica e ci convince sempre di più che il lavoro che Don Ciotti, Libera, l’Arci e tutte le associazioni che in questi anni hanno costruito percorsi concreti di legalità e di riutilizzo dei beni confiscati a Cosa Nostra va portato avanti senza se e senza ma. Significa che abbiamo colpito nel segno e che proprio la battaglia sui beni confiscati deve essere continuata per togliere terreno e forze a Cosa Nostra e ai boss come Riina che in un’altra intercettazione parla dei suoi mega investimenti e del suo tesoro.» [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

Si vis pacem, para pacem

Pic 003“Se vuoi la pace, prepara la pace”. Tredicimila persone, nel sessantanovesimo anniversario della Liberazione, sono tornate undici anni dopo ad abbellire l’arena di Verona con i colori arcobaleno della nonviolenza. Guarda le foto di Silvia Mascheroni. 

«La Pace è l’inizio di tutto». Un augurio, una speranza e un impegno che il popolo pacifista ha deciso di prendersi nella giornata di venerdì 25 aprile. Dopo undici anni, infatti, all’Arena di Verona si è tornati a raccontare la Pace.
Tredicimila persone hanno aderito all’appello promosso dall’Arena di Pace e Disarmo (da Como, un pullman più qualche macchina organizzati dal Coordinamento Comasco per la Pace); una costellazione variegata, composta prevalentemente dall’associazionismo cattolico e laico e dal mondo sindacale (leggi la lista dei sottoscrittori).
«Da qui riparte la speranza», ha detto ai giornalisti un emozionato padre Alex Zanotelli. Non un punto d’arrivo, quindi, ma una tappa in cui rilanciare un futuro che abbia al centro i valori del rispetto e della nonviolenza. Nel 2003 lo slogan recitava “Per la Pace mi espongo”. Era il periodo delle manifestazioni oceaniche contro l’intervento militare in Afghanistan e in Iraq, quando 110 milioni di persone marciarono in tutte le nazioni per opporsi alla guerra. Un movimento definito dal New York Times «la seconda superpotenza mondiale».
Dopo undici anni la situazione è differente, ma altri conflitti si sono aggiunti alla lista, anche alle porte d’ingresso dell’Europa. «E di fronte alla drammatica crisi economica e sociale del Paese, – ha spiegato Mao Valpiana, presidente nazionale del Movimento Nonviolento – vogliamo fare un passo in avanti, promuovendo congiuntamente la Campagna per il disarmo e la difesa civile, lanciando la proposta di legge d’iniziativa popolare per l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta».
Alle 14, orario di apertura dei cancelli, una moltitudine di bandiere arcobaleno ha invaso (pacificamente, manco a dirlo) l’anfiteatro. Dal palco si sono alternate, per tutto il pomeriggio, musica e parole: particolarmente apprezzato il discorso di don Luigi Ciotti, centrato su inclusione ed esclusione e quello di Renato Accorinti, sindaco di Messina, che ha spronato i presenti a «fare qualcosa adesso».
Si è parlato anche di F35: migliaia di aeroplanini di carta si sono alzati in aria e hanno disegnato traettorie colorate nel cielo sereno di Verona. «Finora il governo – ha osservato Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo – si è limitato a rinviare l’acquisto di qualche aereo a dopo il 2020, ma al di là delle voci e degli annunci a effetto, l’impegno finanziario complessivo rimane quello da 14 miliardi per 90 cacciabombardieri. Chiediamo a Renzi di rispettare sia le prerogative del Parlamento, sia la posizione maggioritaria del suo stesso partito, ormai contraria agli F35 come lo è la maggioranza degli italiani». Anche da Maurizio Landini (Fiom Cgil) e Gianni Alioti (Fim Cisl) è arrivato un netto no agli F 35.
Gad Lerner si è scagliato invece contro il sindaco Flavio Tosi e l’ordinanza che vieta di dare cibo ai bisognosi in alcune aree del centro durante la stagione turistica. «Tratta le persone come piccioni o animali molesti cui è vietato dare cibo. – ha detto il giornalista – Con sobrietà noi tutti qui presenti, tutte le associazioni, possiamo impegnarci in una risposta pacata di disobbedienza civile. L’aggettivo civile, forse, lo dobbiamo insegnare al signor sindaco di questa città».
Simone Cristicchi e Eugenio Finardi hanno salutato, attraverso le loro note musicali, il popolo pacifista che con calma e allegria ha lasciato l’Arena. “La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo”, era la scritta che compariva su alcuni stendardi. Venerdì 25 aprile la bandiera arcobaleno e quella della resistenza sono tornate a sventolare insieme. E, guarda caso, il sole a Verona splendeva alto nel cielo. [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

Da Como a Roma per la “Via maestra”

laviamaestraSi è tenuta sabato 12 ottobre a Roma la manifestazione Costituzione: La via maestra promossa, tra gli altri, da don Luigi Ciotti, Gustavo Zagrebelsky, Maurizio Landini, Lorenza Carlassarre e Stefano Rodotà e che ha visto anche la partecipazione del Comitato 12 ottobre nato, per l’occasione, a Como. (altro…)

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