Flc Cgil

25 e 26 gennaio/ Iniziative per la giornata della memoria allo Spazio Gloria e al Salone Lissi

giornata della memoria studenti

Giovedì 25 gennaio, il Circolo Arci Xanadù/ Spazio Gloria ospiterà un ciclo di iniziative organizzate da Flc Cgil, Cisl scuola dei laghi, Uil scuola Rua e Istituto di storia contemporanea  “Pier Amato Perretta” rivolte agli studenti di scuola superiore, in preparazione alla Giornata della memoria per le vittime della Shoah (sabato 27 gennaio).

Alle 9,30, Elisabetta Lombi, storica, terrà la conferenza La responsabilità del fascismo nella persecuzione e nello sterminio degli ebrei. Seguirà il recital Brava gente (la Shoah e i delatori, in Italia), a cura dell’Isc Perretta e della compagnia Teatro d’acqua dolce, in cui alla ricerca drammaturgica di Gabriele Penner (sceneggiatore, regista e co-interprete insieme a Arianna Di Nuzzo) si accompagnerà il contributo scientifico di Lombi e di Roberta Cairoli.

giornata della memoria salone lissi
Italia, 1946. La Seconda Guerra mondiale è finita, i suoi orrori sono ormai noti a tutti. Iniziano i processi al fascismo, ai suoi capi, ai suoi collaboratori.

Come ne L’istruttoria di Peter Weiss, appare drammaticamente chiaro che l’Olocausto non è stato una fatalità, una terribile deriva, ma un progetto “culturale” dichiarato e alimentato in Germania per almeno vent’anni, sotto gli occhi di tutti per così tanto tempo da sembrare alla fine normale, così in Brava gente, con le dovute proporzioni, si vuole approfondire la questione ebraica in Italia, a cui le leggi razziali diedero il la nel 1938, indagando il fenomeno della delazione e delle responsabilità.

Dietro i giornali e sotto i cappelli, prende vita una storia di Italia amara, volutamente dimenticata, l’altro lato della medaglia degli “italiani brava gente”.

Basato su documenti degli anni Quaranta che riguardano anche la città di Como.Brava gente che debutta in prima nazionale in occasione della Giornata della Memoria 2018.

Brava gente sarà replicato per un pubblico generico dalle 21 di venerdì 26 gennaio al salone Lissi di via Ennodio 10 a Rebbio, con il sostegno di Anpi, Associazione Alfonso Lissi, Associazione Italia Cuba, Coop Lombardia e Isc “Pier Amato Perretta”.

Info e prenotazioni: isc-como@isc-como.org
[AF, ecoinformazioni]

Rosaria Maietta è la nuova segretaria provinciale della Flc

IMG_0620Il direttivo della Federazione dei lavoratori della conoscenza lariana ha eletto segretaria provinciale Rosaria Maietta.
Trentuno anni, nel 2007 comincia a collaborare con la Cgil di Como attraverso un progetto inserito nel suo dottorato di ricerca in Scienze politiche al’ Università degli studi di Milano.
Dal 2009 a oggi ha seguito in pianta stabile per la categoria Filctem i lavoratori del comparto chimico tessile manifatturiero. Prende il posto di Giacomo Licata, componente della segreteria provinciale della Camera del Lavoro di Como.

26 febbraio/ riportare al centro il Lavoro

Elezioni RSU 2015-2Serata dedicata alle elezioni rsu nel pubblico impiego. Appuntamento giovedì 26 febbraio alle 20.30 al cinema Gloria. Aperto a tutti gli iscritti e simpatizzanti della Cgil. Il programma: proiezione film Due giorni, una notte, a seguire saluto con brindisi per tutti. L’ingresso è libero.

«Capodanno 2013: non passarlo da solo»

bannercapodannosmall«Se il tuo contratto sta per scadere rivolgiti alla Cgil» è l’invito che il sindacato rivolge ai moltissimi lavoratori che il 31 dicembre rischiano di non veder rinnovato il proprio contratto. Una campagna di assistenza e tutela per dire basta ai “regali” sgraditi di fine anno”. Nidil, Fp e Flc invitano i lavoratori a rivolgersi alla Cgil per fare subito una valutazione del contratto proposto (altro…)

Per la scuola studenti e lavoratori in piazza insieme

400  studenti e molti meno lavoratori si sono trovati per parlare di scuola, dei tagli infiniti alle sue risorse, di diritto all’istruzione e di  abitabilità degli istituti sabato 24 dalle 9 in piazza Cavour a Como. Diversa la modalità di partecipazione di docenti e ragazzi. I primi in sciopero aderendo alla mobilitazione della Flc della Cgil, indetta unitariamente dai sindacati confederali e dallo Snals dalla quale si sono però sfilate  Cisl, Uil e Snals soddisfatte delle promesse del ministro Profumo. I secondi in massima parte liberi dalla scuola (il sabato non è di lezione in molti istituti lariani) con presenze da tutte le scuole della provincia.  Divisi su molte cose ma insieme per difendere il diritto all’istruzione e alla dignità del lavoro sanciti dalla Costituzione repubblicana oggi sempre più inapplicata. Video studenti 1, 2, 3. Video intervento Giacomo Licata, segretario Flc Cgil Como. 

«Saremo a fianco degli studenti per difendere il lavoro e la scuola pubblica»

In occasione del confermato sciopero della scuola di sabato 24 novembre, la Flc Cgil di Como organizza alle ore 9 di sabato un presidio in piazza Cavour, come gli studenti delle scuole superiori. «Saremo a fianco degli studenti per difendere il lavoro e la scuola pubblica. Vogliono far rientrare dalla finestra l’aumento dell’orario di lavoro». Le altre organizzazioni sindacali hanno ritirato la loro adesione allo sciopero.  Leggi il volantino (altro…)

Il 30 per cento della Gelmini è pericoloso

Critica la Cgil di Como sulla proposta forse solo propagandistica, ma comunque pericolosa, della ministra Mariastella Gelmini che vuole impedire oltre il 30 per cento la presenza degli alunni “stranieri” nelle classi degli istituti scolastici italiani. Occorrerebbe in primo luogo definire la popolazione degli allievi “stranieri”. È quanto sostiene Giacomo Licata, segretario Flc Cgil di Como, che si chiede appunto «come sia possibile considerare chi è nato in Italia uno “straniero”.

La domanda è: quali sono i reali problemi del sistema scuola in Italia, in Lombardia, a Como? La risposta governativa (in linea con molti provvedimenti recenti) punta il dito contro i migranti: è il caso dell’ultima “notizia” sulla scuola pubblica nel Belpaese, ovvero la decisione, anzi l’intenzione, del ministro Mariastella Gelmini di porre un limite pari al 30 per cento per la presenza degli alunni “stranieri” nelle classi degli istituti scolastici italiani. Ma occorrerebbe in primo luogo definire la popolazione degli allievi “stranieri”. È quanto sostiene Giacomo Licata, segretario Flc Cgil di Como, che si chiede appunto «come sia possibile considerare chi è nato in Italia uno “straniero”. Ho alunni figli di migranti, nati a Como, che sono molto più comaschi di me…». Quindi resta da capire come sarà concretamente calcolato il tetto del 30 per cento, considerato che non tutti i bambini e ragazzi interessati dal provvedimento hanno serie difficoltà linguistiche o necessità specifiche di mediazione linguistico-culturale. E la mediazione è uno dei problemi della questione, a detta di Licata: «il numero di ore svolte dai mediatori culturali è insufficiente; una delle prime cose da fare sarebbe alzare tale monte ore e rafforzare questa professionalità. Inoltre, si dovrebbe fare formazione agli insegnanti: al momento ce la facciamo per lo più da soli, e dunque il sistema scolastico non investe sulle risorse che ha già a disposizione, come sarebbe auspicabile. L’integrazione si fa con le figure professionali formate. In Italia invece – continua Licata – si va verso la riduzione del personale, si va verso il maestro unico: faccio fatica a comprendere quali siano, in questo quadro, gli strumenti per migliorare l’integrazione». Per questi motivi il provvedimento della Gelmini pare agli occhi di molti un annuncio, un proclama, più che una reale strategia per risolvere una questione reale. «Il ministro Gelmini – dichiara Licata – ci ha abituati alla politica degli annunci che hanno l’effetto di fare notizia sui giornali ma non risolvono i problemi delle scuole. Il risultato sarà che gli oneri del tetto del 30 per cento ricadranno, come mi hanno già spiegato alcuni dirigenti scolastici della provincia di Como, sui singoli istituti e direttamente sui presidi. Faccio un esempio: una famiglia straniera residente a Como vorrà iscrivere il proprio figlio alla scuola di via Viganò, che è la più vicina a casa e dove la presenza di alunni stranieri raggiunge il 50 per cento. Alla luce della nuova circolare Gelmini l’istituto negherà loro questa possibilità. E non si sa tra l’altro sulle base di quali criteri a una famiglia si dirà «sì» e ad un’altra «no»: forse si rispetterà l’ordine cronologico di presentazione delle domande, della serie “chi prima arriva meglio alloggia”?. A quel punto si rivolgeranno ad un’altra scuola, più distante dalla propria casa: ma il Comune metterà a disposizione dei bus navetta per chi sarà costretto a mandare il proprio figlio in una scuola lontana dalla propria abitazione? Non è possibile ragionare su politiche che scaricano tutta la responsabilità sulla scuola, è necessario coinvolgere Comuni ed enti locali e pianificare seriamente l’offerta scolastica sul territorio». A Como non si è mai aperto un vero e proprio tavolo di confronto nel quale fossero coinvolti tutti i soggetti interessati e ci si è fermati a proposte unilaterali e comunque non condivise dai vari attori della trattativa: insegnanti, dirigenti scolastici, famiglie, sindacati, Comune e Provincia. Nel frattempo, in compenso, nella provincia lariana, nell’anno scolastico 2009/2010, rispetto al 2008/2009, sono stati tagliati 318 docenti. «E tagli di questa portata – conclude Licata – ci saranno molto probabilmente anche nel prossimo anno scolastico: certamente non un grande aiuto per il sistema scolastico e tutte le sue sfide, inclusa l’integrazione». [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

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