Genova

Arci/ Già attiva la macchina di solidarietà in Liguria

alluvione liguriaCon una lettera ai comitati territoriali Arci, la presedente nazionale Francesca Chiavacci informa sui canali che l’associazione ha già attivato in solidarietà al disastro di Genova e sulle informazioni pervenute da quei luoghi.

«Come avete visto in questi giorni a Genova è avvenuto l’ennesimo disastro, un’alluvione che ha colpito, solo dopo tre anni dalla precedente, l’intera città. Al di là delle riflessioni politiche che dovremo fare sulle cause e sull’efficacia degli strumenti con cui si affrontano le emergenze nel nostro paese, quello che sappiamo è che in questi giorni a Genova si stanno mobilitando tantissime persone, volontari e volontarie che con il loro lavoro offrono una prima risposta alle necessità dei cittadini  e della loro città. La nostra associazione, il comitato di Genova e il regionale della Liguria, sono, come spesso è stato, in prima fila in questo movimento, mettendo a disposizione i circoli e le proprie energie. Alcune delle nostre strutture sono state seriamente danneggiate, per la seconda volta in pochi anni. Vorrei esprimere a nome di tutti e tutte voi la solidarietà e la vicinanza di tutta l’Arci, ringraziarli per quello che stanno facendo e soprattutto chiedervi uno sforzo per aiutarli anche economicamente, in questa fase così difficile per la loro vita. Nei prossimi giorni vi aggiorneremo sugli sviluppi e sulle possibilità concrete di aiuto che possiamo mettere a disposizione come Arci. Intanto invito a leggere la lettera di aggiornamenti alla serata del 12 ottobre che ci è pervenuta da Stefano Kovac, presidente del comitato di Genova, e Walter Massa, presidente regionale di Arci Liguria. E’ possibile sottoscrivere un contributo attraverso il seguente C/C: IT 80 B 05018 01400 000000175457 Intestato ad Arci Liguria Causale Alluvione 2014.» [Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci]

Loro la crisi, noi la speranza

30mila persone hanno sfilato sabato 23 luglio a Genova. Dieci anni dopo “quel” luglio del 2001. Applauditissimo il folto gruppo dei No Tav, seguito da movimenti, centri sociali, comitati, sindacati, partiti di sinistra, voci del mondo cattolico. C’erano tutti: chi era stato a  manifestare contro il G8 di dieci anni fa e chi non aveva l’età per farlo, allora. Tante famiglie, tanti bambini, tanti genovesi alle finestre a salutare il corteo pacifico. E una vera speranza: il movimento c’è ancora ed è capace di ripartire, di ricordare e rinnovare le sue istanze e le sue battaglie. (altro…)

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