Istituto di storia contemporaneaPier Amato Perretta

27 gennaio/Il ricordo dell’Olocausto degli Omosessuali

olocausto-omosessualiAnpi provinciale di Como, Arci comitato provinciale di Como, Biblioteca comunale di Como, Cgil – camera del lavoro, comitato Soci Coop, Cisl scuola dei laghi, Istituto di Storia Contemporanea P.A. Perretta e Associazione A. Lissi, promuovono venerdì 27 gennaio alle 15 in occasione della Giornata della memoria, alla Biblioteca comunale di Como in piazzetta V. Lucati l’incontro Il ricordo dello sterminio degli omosessuali.
Si stima che gli omosessuali internati nei lager siano stati almeno cinquantamila. All’incontro parteciperà Giovanni Boschini , presidente dell’Arcigay di Varese.

Memoria resistente on line

memoria resistenteL’Anpi di Como, Arci, ecoinformazioni e Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta, con il contributo della Regione Lombardia – Istruzione Formazione e Cultura, hanno sviluppato una ricerca su tutti i luoghi della memoria della resistenza in provincia di Como.  Sfoglia on line il volumetto  a cura di Fabio Cani Memoria resistente . (altro…)

Costituzione R-esistente: una giornata di festa al monumento alla Resistenza europea/ 2 giugno

festa_costituzione_2_giugnoLa lotta di Resistenza contro il nazifascismo seppe consegnare all’Italia uno stato democratico e repubblicano fondato su una carta fondamentale: la Costituzione. La Costituzione è alla base del vivere civile e in essa sono scolpiti i pilastri fondamentali della nostra democrazia. La sezione Anpi e il comitato provinciale di Como, Arci Como e Xanadù, ecoinformazioni, Emergency, Italia-Cuba e Libera di Como, Cgil-camera del lavoro, comitato Soci Coop Como, Istituto di storia P.A. Perretta e comitato comasco difesa Costituzione, con il patrocinio del comune di Como, promuovono una giornata di festa domenica 2 giugno alle 14.30 ai giardini a lago che ospitano il monumento alla Resistenza europea. Scarica e diffondi il volantino. (altro…)

Vite militanti/ 11 maggio

vite militantiL’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Acli Como e Camera del lavoro territoriale di Como, con l’adesione di Anpi comitato provinciale e Arci comitato provinciale di Como ed il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del comune di Como, organizzano sabato 11 maggio alle 14, alla circoscrizione 3 di via Varesina 1, un incontro sulla “Memoria Lavoro”, dalle militanze al volontariato. Verranno presentate le mappe fabbriche a Como, a cui seguirà un dibattito con Giovanni Bianchi e Alberto Burgio. A seguire verrà presentato il volume Vite Militanti di Andrea Paredi. Info: www.isc-como.org

Fascismo, Antifascismo, Costituzione

Primo appuntamento, sabato pomeriggio in Biblioteca Comunale a Como, per il ciclo di incontri organizzato dall’ANPI di Como, in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”, su Fascismo, Antifascismo, Costituzione. Il professor Luigi Ganapini, direttore della Fondazione Isec di Sesto San Giovanni, ha tenuto una approfondita relazione di fronte a un pubblico attento e interessato, di oltre una cinquantina di persone.    (altro…)

Settanta persone per il Cammino della libertà

Sabato 24 aprile ha sustitato grande interesse e la partecipazione di più di settanta persone Il cammino della libertà, un percorso nelle vicende della Liberazione a Como organizzato dall’Istituto Perretta con l’Anpi di Como e l’Associazione culturale Onguf.  La  visita della città tra storia e memoria, parte delle inizitive per la celebrazione del 25 aprile, è iniziata dall’area ex Ticosa di Como con un’introduzione al percorso di Antonia Barone e Fabio Cani, ha toccato diversi luoghi della Resistenza comasca per concludersi al Monumeto della Resistenza europea. In ciascuno di essi sono state offerte informazioni sull’importanza storica dei diversi siti  e i giovani attori dell’assocazione Onguf  hanno letto documenti che hanno fatto vivere ai partecipanti gli eventi che in quei luoghi avvennero. Guarda le foto

Il cammino della libertà. Un percorso nelle vicende della Liberazione a Como

Presentato Il cammino della libertà. Un percorso nelle vicende della Liberazione a Como organizzato da Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Anpi Como e Associazione culturale Onguf. (altro…)

Storia e propaganda

Solo gli strumenti critici della storia permettono di comprendere il significato del Giorno del Ricordo fuori dalle letture di parte della propaganda. Un incontro organizzato dall’Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta con Roberto Spazzali e Gino Candreva venerdì 26 febbraio.

Il complesso e conflittuale rapporto tra storia e propaganda è stato al centro dell’incontro organizzato venerdì 26 febbraio alla biblioteca comunale dall’Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta in occasione del Giorno del Ricordo.
«Questa ricorrenza del calendario civile – ha spiegato Lidia Martin, dell’Istituto Perretta, che ha coordinato i lavori – non ha una funzione unificatrice come quello della Memoria, ma suscita contrasti e polemiche per l’errore di raccontare solo una parte di storia, quella finale astratta dal contesto con quella che Alessandra Kerstevan ha felicemente definito “mala storiografia”. Per questo l’iniziativa dell’Istituto Perretta è stata quella di proporre interventi di chi fa ricerca utilizzando gli strumenti della ricerca storica».
«Sono temi che suscitano interesse – ha spiegato Roberto Spazzali, dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli e Venezia Giulia – perché la storia della Venezia Giulia è la storia dell’Italia e dell’Europa e le vicende tragiche accadute sul nostro confine orientale sono paradigmatiche, possono essere utili per comprendere altre situazioni di crisi. Si tratta di un problema civile, comprendere quello che è successo può essere un primo passo per costruire un avvenire diverso».
Insegnante e ricercatore dal 1984 Spazzali ha raccontato come all’inizio fosse difficile occuparsi di questi argomenti su cui era calato l’oblio, il tutto era etichettato come questione locale per fattori di diverso opportunismo politico.
Il 10 febbraio 1947 l’Italia fu sottoposta al Trattato di Parigi dalle potenze alleate vincitrici della seconda guerra mondiale, ma la celebrazione della vittoria sul nazifascismo del 25 aprile rendeva meno evidente il fatto che fosse uscita sconfitta dalla guerra e che dovesse accettare le condizioni tra cui la ridefinizione dei confini.
L’Italia, dal canto suo, aveva commesso numerosi errori tra il 1918 e il 1920 nei territori acquisiti dopo la prima guerra mondiale, per esempio con l’abolizione dei patti agrari e poi con l’avvento del fascismo con la chiusura delle scuole croate e slovene: il fascismo come sinonimo di italianità fu un grande inganno.
Spazzali ha poi fatto chiarezza su molti aspetti della questione spesso distorti e strumentalizzati. Le tensioni tra croati, sloveni e italiani erano già iniziate con l’emergere dei grandi partiti di massa. L’esodo degli italiani da quelle terre non fu rapido e improvviso, come quelle biblico degli anni ‘90 in Bosnia, ma fu un lungo stillicidio durato dal 1943 al 1956. Infine il numero degli scomparsi: le persone sepolte nelle cavità carsiche, secondo i dati più attendibili, sono meno di 500 (271 salme recuperate in Istria).
Complesso ricostruire avvenimenti in questo territorio particolare: tra i rivoluzionari croati del Castello di Pisino che barattavano la vita dei prigionieri con i pochi oggetti di valore rimasti alle famiglie c’erano anche italiani; quando l’esercito jugoslavo entrò a Trieste il 1 maggio 1945, disarmò e fermò i giovani del Comitato di Liberazione Nazionale che erano insorti il giorno prima e molti di loro finirono nelle liste di proscrizione, furono catturati e deportati in campi di internamento secondo la tragica dinamica delle “idee assassine” di Conquest.
«A Trieste c’erano due partiti comunisti negli anni ’60 – ha concluso Spazzali –  e di questi fatti non se ne poteva parlare perché agli Usa nel 1948 tornava utile la posizione antisovietica di Tito perciò la questione andava chiusa seguendo la dinamica della guerra fredda. Oggi nella nostra città vivono 8000 serbi e 2500 albanesi inseriti nel tessuto sociale, hanno iscritto i loro figli nelle scuole italiane, non provano nessun risentimento, sentono il potere attrattivo della cultura italiana».
Gino Candreva, insegnante e redattore della rivista Zapruder del progetto Storie in movimento, si è soffermato sulla scelta del 10 febbraio come data del Giorno del ricordo: istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, vicino nel calendario al 27 gennaio, Giorno della Memoria, facile a confusioni anche nel nome con l’intento di “olocaustizzazione” delle foibe attraverso un parallelo inaccettabile.
«Nel corso degli anni – ha commentato Candreva – gli italiani da vittime sono diventati martiri della loro italianità con una terminologia che rivela revanscismo nazionalista e a ciò si intreccia la riproposizione dei miti della vittoria mutilata e degli “italiani brava gente”». Altro luogo comune l’abbinamento della visita della Risiera di San Sabba a Trieste e la foiba di Basovizza.
Candreva ha poi proposto un breve filmato di analisi della fiction Il cuore nel pozzo prodotta dalla Rai, vista nel 2005 da 17 milioni di telespettatori e riproposta anche quest’anno in occasione del Giorno del Ricordo.
Senso comune nazionalista e anticomunista sono gli ingredienti della storia (consulente il prof. Giovanni Sabbatucci, docente di Storia Contemporanea presso l’Università La Sapienza di Roma) in cui l’eroe è un alpino della divisione fascista Monterosa, i partigiani jugoslavi sono dipinti come feroci assassini e il ruolo dei bambini è fortemente strumentale. A uno di loro, orfano di genitori infoibati, viene affidato il messaggio centrale: i soldati italiani vengono accusati di vigliaccheria, di avere abbandonato le armi e non avere combattuto contro gli slavo comunisti. Candreva ha poi denunciato una preoccupante tendenza politica a dettare quello che gli storici devono scrivere sui manuali scolastici e come denaro pubblico sia usato in grande quantità per acquistare libri pubblicati da case editrici di estrema destra, che poi vengono distribuiti alle scuole.
«C’è ancora tanto da chiarire su questa questione per costruire una vera coscienza europea – è la conclusione di Candreva -, ci vorrà tempo, ma il nostro compito è quello di lasciare gli strumenti su cui lavorare a chi verrà dopo. [Antonia Barone, ecoinformazioni]

Mappa della memoria e Taccuino degli anni difficili

 

nol-1211Presentate la prima Mappa della memoria, su Como, e la riedizione del Taccuino degli anni difficili editi dall’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como con NodoLibri.

«La Mappa è un tentativo di ridare senso ai fatti storici accaduti nella nostra città – ha spiegato il presidente del Perretta Giiuseppe Calzati – collocandoli geograficamente e visivamente». «Un lavoro nato da una riflessione sulla specificità del territorio comasco a ridosso del confine – ha precisato Valter Merazzi – con l’arresto e la deportazione degli ebrei in fuga». Un lavoro che è durato più di un anno e che si considera ancora un work in progress. «Un’opera collettiva fatta e disfatta più volte – ha infatti precisato Fabio Cani, NodoLibri – un modello però utilizzabile per altre situazioni, come percorsi in Alto Lago, con qualcosa di simile ai Sentieri partigiani fatti per Lecco». Ma non solo sulla Resistenza la proposta è quella di interessarsi anche ad altri argomenti come l’industrializzazione e le fabbriche, ormai scomparse nel comasco, o il movimento cooperativo, di cui l’Istituto Perretta conserva importanti materiali.

La riedizione del Taccuino, che ha visto quasi raddoppiare l’opera originale, è nata invece «da un bisogno del territorio – ha detto Daniele Corbetta, coordinatore del gruppo di lavoro – è stata un’opera collettiva fatta da ricercatori e studenti del territorio». La prima pubblicazione è andata a ruba e ne è stata richiesta una nuova con l’aggiunta di suggerimenti e nuovi materiali. «Un apubblicazione che si pone come strumento didattico ma anche di approfondimento con la proposta di documenti inediti – ha aggiunto Corbetta – che ci ha permesso anche di scoprire dei tesori come l’archivio del fotografo Paredi».

La Mappa è disponibile presso l’Istituto in via Brambilla 39 e verrà distribuita nelle librerie, biblioteche, scuole, e a tutti gli incontri organizzati dall’associaizone comasca anche per la promozione del Taccuino nell’erbese, di cui daremo conto nei nostri appuntamenti prossimi giorni.

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