Lidia Menapace

Storie e persone/ Ciao Lidia. Ciao bella ciao

Lidia Menapace • con interventi di Fabrizio Baggi, Giovanna Capelli, Alessandra Ghirotti, Celeste Grossi, Cristina Quadrio. La serie di video su Lidia Menapace, la partigiana pacifista, figlia di un deportato in Germania, protagonista della vita civile e politica italiana dal 1943 fino al 2020, sono un racconto a più voci, tra il personale e il politico, della ricchissima eredità che lascia a noi e soprattutto alle ragazze e ai ragazzi di oggi. Per valorizzare le energie dei giovani che fanno ancora oggi riferimento agli ideali di chi lottò contro il fascismo e il nazismo e per costruire un paese libero e non violento.

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Forza Lidia!

Si susseguono da ieri notizie terribili sulla salute di Lidia Menapace, ricoverata per covid. Anche la redazione di ecoinformazioni, come tutte/i coloro che seguendone l’esempio sono attive/i per un Nuovo mondo possibile, confida che la sua invincibile forza possa farle superare anche questa prova. Forza Lidia.

17 aprile/ Arciwebtv/ Verso il 25 aprile/ Lidia Menapace

Dalle 17/ Non dobbiamo dimenticarci, nel cammino verso il 25 aprile, della Resistenza nel dopoguerra e del fatto che la nostra Costituzione è resistenza grazie a coloro che hanno combattuto per la libertà. Per questo riproponiamo l’intervento di Lidia Menapace all’iniziativa Costituzione resistente del 2 giugno 2015. L’ex staffetta Partigiana ha ricordato come e perché la Carta fondamentale dell’Italia sia stata fondata sul lavoro,   lamentando l’espropriazione della Festa del 2 giugno che, destinata alla manifestazione dell’amore per la Repubblica, si vorrebbe trasformare nell’ennesima celebrazione delle Forze armate e delle guerre. Leggi l’articolo su ecoinformazioni.com.

Gli altri programmi del 17 aprile.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

Video/ Con Lidia Menapace al Gloria

Tante, tanti il 25 aprile al Gloria per Non si può vivere senza una giacchetta viola del progetto Connessioni controcorrente. La serata, introdotta da Fabio Cani e presentata da Chiara Orempuller (regista insieme a Novella Benedetti e Valentina Lovato del documentario sulla vita di Lidia Menapace), ha riempito la platea del Gloria di partecipanti che hanno applaudito a lungo il film. All’inizio il breve video che trovate di seguito con i saluti di Lidia, autorevole, chiara e “frivola” come sempre. 

2 giugno per amore della Repubblica nata dalla Resistenza e fondata sul lavoro e sulla Pace

FabioCanicostituzione resitente 2015Resisté e si vede ancora benissimo. Questo forse spiega la vitalità di Lidia Menapace. Nel suo discorso, all’iniziativa Costituzione resistente, per nulla “da palco”, ha ricordato come e perché la Carta fondamentale dell’Italia sia stata fondata sul lavoro,   lamentando l’espropriazione della Festa del 2 giugno che, destinata alla manifestazione dell’amore per la Repubblica, si vorrebbe trasformare nell’ennesima celebrazione delle Forze armate e delle guerre. Proprio quelle esplicitamente e categoricamente negate dall’art. 11 della Costituzione. Nell’incontro nel pomeriggio del 2 giugno a Como, al Monumento alla Resistenza europea, organizzato da tante associazioni con il patrocinio del Comune di Como, introdotto da Nicola Tirapelle sono intervenuti anche l’assessore alla Legalità del Comune di Como Marcello Iantorno che ha voluto ricordare la sua origine politica, comune alla Menapace, ne il manifesto  e Fabio Cani che ha fatto una breve, ma documentatissima, lezione sul Monumento alla resistenza europea. L’iniziale destinazione del Monumento era il “tondello” della diga foranea (proprio quello oggi regalato al monumento a Libeskind), ma,  data l’impossibilità di usare (allora) quello spazio troppo delicato per l’immagine della città e (allora) protetto dalla  Sovrintendenza alla Belle arti, si optò per l’attuale collocazione nei pressi della riva del Lario. Cani ha valorizzato la genialità dell’intitolazione alla Resistenza europea e ricordato come esso sia monumento della città di Como, purtroppo spesso trascurato dalle amministrazioni comunali stesse. Tra le parole la musica di Andrea Sigona, fortemente connessa alle idee esposte dalla relatrice e dal relatore e perfettamente centrata sulla Giornata. Guarda le foto di Gianpaolo Rosso e sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa.

2 giugno/ Costituzione resistente 2015 con Lidia Menapace

2giugno2015Arriva il 2 giugno l’oramai consueto appuntamento con Costituzione resistente. Alle 14.30 prenderà il via al Monumento alla Resistenza europea di Como (giardini a lago), la manifestazione promossa da una rete di associazioni comasche volta a tenere alta l’attenzione sul valore della carta Costituzionale e sulle pericolose modifiche in atto. Dopo i saluti dell’amministrazione comunale, da cui l’evento è patrocinato, l’orazione ufficiale per questa edizione è affidata a Lidia Menapace, partigiana, pacifista e femminista, già senatrice della Repubblica. Il pomeriggio sarà ravvivato dalla musica di Andrea Sigona, cantautore genovese indipendente che vanta numerose collaborazioni con Daniele Biacchessi, I Gang e molti altri gruppi. Fabio Cani, presidente di Arci-ecoinformazioni,  infine, contribuirà con un intervento sulla storia del Monumento alla Resistenza europea. La giornata è promossa da: Anpi sez. di Como, Arci Como, Italia Cuba Como, Soci Coop Como, Cgil-camera del lavoro di Como, Emergency gruppo di Como, ecoinformazioni, Libera Como, Comitato comasco per la difesa della Costituzione e Istituto di storia P.A. Perretta; i quali saranno presenti con stand informativi. Sarà inoltre allestita la mostra Gli eroi son tutti giovani e belli.

Menapace/ Io sono… Charlie

menapaceLa pacifista e femminista storica Lidia Menapace nella sua mailng list interviene nel dibattito sulla scelta di essere o non essere Charlie e afferma la necessità di essere Charlie indipendentemente da ogni giudizio sulla rivista.

«Io sono…

Vedo che il motto usato dai parigini per manifestare contro l’uso dell’omicidio  come espressione politica, ha dato luogo a molte prese di posizione, precisazioni, distinguo ecc.ecc. 

Mi  permetto di osservare che forse questa difficoltà di “esporsi” dipende dall’età e segnala che chi non é d’accordo è giovane (il che é molto bello) ,ma anche un po’ smemorato/ a (e questo è meno esaltante). A me il motto ha subito fatto venire in mente un episodio famoso del ’68 francese: tra gli studenti  ve era uno tedesco e di famiglia ebrea, ed era stato preso di mira (solo metaforicamente) da stupidi avversari e allora tutto il movimento  per dimostrare che era in grado di andare oltre alcune motivazioni  si  riconobbe nel motto “siamo tutti ebrei tedeschi” siamo cioè quelli che non dimenticano di essere stati occupati dall’esercito del Reich, ma anche di aver avuto un governo  collaborazionista (Petain), e che la strage degli Ebrei per quanto orribile non ha ancora spento l’antisemitismo. Credo sia ancora nella memoria dei parigini e che dire che si è Charlie Hebdo non significa essere d’accordo sul tipo di sarcasmo che il settimanale in questione usa programmaticamente, ma appunto se  difendo la libertà di Charlie Hebdo di usare anche un sarcasmo che spesso mi disturba e che è di un tipo che non amo, lo posso e debbo dire, proprio quando protesto contro chi gli spara, altrimenti mi lascio condizionare dalle minacce alla libertà di espressione: sono libera  di dire che spesso Charlie Hebdo non mi piace, proprio mentre protesto perchè e contro chi vuole impedirgli di dire. 

Cari,care è la complessità , che non  va ridotta, ma governata, gestita: si tratta di un necessario allenamento, difficile, ma non se ne può fare a meno:  nell’Udi chiamavamo ciò gestire le differenze anche teoricamente non componibili 

E  aggiungo che vale la pena di ripercorrere la memoria, dato che tutti e tutte noi abbiamo assistito senza parole a un motto che i soldati del Reich portavano sul cinturone e che è una delle bestemmie più sfrontate che mai si siano dette: Gott mit uns, dio è con noi. Ma per la verità siamo stati proprio noi cristiani a inventare le guerre sante e a usare la tortura per far confessare eretici e streghe, da quel frate via di testa che percorse l’Europa al grido Dieu le voult, dio lo vuole, facendo più vittime di tante crociate, senza nemmeno riuscire a raggiungere il mare, in avanti; solo Paolo VI  ieri mattina  pensò bene di restituire ai Turchi le bandiere  catturate dalla flotta “cristiana” che sconfisse “gli Infedeli” a Lepanto, e di correggere il famoso motto “si vis pacem para bellum” nel razionale “si vis pacem para pacem”,via! un po’ di ripasso». [Lidia Menapace]

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