Manuela Serrentino

20 novembre/ Violenza su donne e bambine in Afghanistan

20novembrelocandina afganistanIl 20 novembre è la Giornata internazionale dell’infanzia. Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il Cisda (Coordinamento italiano sostegno donne afghane), in collaborazione con il Comune di Como organizza l’incontro “La violenza sulle donne e sulle bambine in Afghanistan. Sono stati fatti passi avanti?” nella giornata del 20 novembre alle 18 nella Sala stemmi del Comune di Como. Scarica e diffondi la locandina. Invita all’evento facebook.

Interverranno Silvia Magni, vice sindaco e assessora con delega alle Pari opportunità; Maryam Rawi, rappresentante di Rawa (Associazione rivoluzionaria delle donne dell’Afghanistan); Graziella Mascheroni, Cisda; Manuela Serrentino, Donne in nero; Celeste Grossi, consigliera comunale Paco-Sel.

Chi è Maryam Rawi?

«A partire dall’uccisione di mio padre e di altri membri maschili della mia famiglia, la tragedia ha sempre accompagnato la mia vita. Per questa ragione il mio unico sogno è una vita sicura e protetta per i miei figli: ciò che desidero è veramente poco. Il successo non mi interessa».

Maryam è nata 40 anni fa a Kabul e ha due figli. È una rappresentante di Rawa, l’Associazione Rivoluzionaria delle Donne dell’Afghanistan.   Il suo cognome “Rawi” è inventato per ragioni di sicurezza e al tempo stesso ricorda tutte le donne dell’associazione che Maryam rappresenta. Rawa è nata nel 1977 a Kabul come organizzazione di donne afghane per i diritti umani e l’uguaglianza delle donne. Dopo l’invasione sovietica, alcuni membri di Rawa sono stati imprigionati a Kabul, e dal momento che un gran numero di rifugiati sono fuggiti in Pakistan, la stessa RRawa ha spostato in qualche modo il suo focus, e ha iniziato a lavorare con donne e bambini rifugiati a Peshawar (la città capoluogo della provincia della frontiera Nord Occidentale in Pakistan, al confine con l’Afghanistan). Le attività svolte si basavano sul fornire servizi umanitari a assistenza sociale, attraverso i quali si è anche cercato di educare le donne afghane ai propri diritti. Il lavoro veniva portato avanti anche clandestinamente in alcune città afghane. Quando all’occupazione sovietica è seguito il sanguinoso governo fondamentalista e più tardi il regime talebano, l’intervento è continuato sia in Afghanistan che in Pakistan con programmi di alfabetizzazione, orfanotrofi e scuole. Anche oggi svolge la parte politica del lavoro in entrambe i Paesi, ma per lo più in modo semi-clandestino a causa dei gravi rischi per la sicurezza. Rawa non è registrata presso il governo e non usa mai la propria sigla nei progetti, in quanto tutte le iniziative sono presentate come promosse da privati, da gente locale. L’esperienza di Maryam è l’esempio di come  un numero sempre crescente di donne afghane è coinvolto in attività politiche e sociali volte ad ottenere diritti umani per le donne e contribuire alla lotta per la ricostruzione in Afghanistan di un governo basato su valori democratici e secolari, nonostante l’opprimente atmosfera politica. Una battaglia dura, allo stremo delle forze ancora oggi. [a cura di Manuela Serrentino]

 

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Video/ Diritto alla salute negato in Grecia, Spagna e Italia

crisigreciaspagnawebLorena Garron Rincon webSi è aperto con l’introduzione di Nicoletta Pirotta l’incontro Le esperienze di resistenza (femminile e non solo) in Grecia e Spagna, con Lorena Garron Rincon di Podemos, Anna Maria Latrou di Syriza (video) e Manuela Serrentino (Forum salute Sel) che ha illustrato il percorso analogo di disfacimento della sanità in corso anche in Italia,  venerdì 12 giugno alle 18 alla Circoscrizione 7 in via Collegio dei dottori a Como. All’iniziativa, parte della campagna di solidarietà con la Grecia della rete Donne nella crisi, organizzata da Ife Italia/ Donne nella crisi, Medicina democratica, Comitato stop Ttip Como, Cgil Como, Comitato cittadella della salute Como,  L’altra Europa Como, Alba nodi di Como, Sel Como, Prc Como, hanno partecipato una trentina di persone. Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video dell’iniziativa. 

Guarda sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa. 

Il (lento) cammino della Cittadella della salute

Continua il percorso di approfondimento condotto dall’associazione Cittadella della salute intorno alle tematiche connesse al pieno (ri)utilizzo dell’area dell’ex ospedale Sant’Anna di via Napoleona, un percorso in cui si alternano e si intersecano prospettive socio-sanitarie, urbanistiche, ambientali.

L’incontro di giovedì 5 marzo, nella biblioteca medica al piano ammezzato dell’(ex) monoblocco è stato dedicato alle prime, ma ovviamente i punti di contatto con le altre sono stati ripetuti e non casuali.

L’obiettivo primario dell’associazione, a cui fanno capo numerosi soggetti politici sociali e sindacali è proprio quello di rendere operativo il progetto (che si è espresso anche in un accordo di programma del 2003, ribadito nel 2011) di fare dell’area ospedaliera di via Napoleona una vera e propria cittadella del ben-essere, evitando anche qualsiasi rischio di una Ticosa-bis, ovvero di un’area dismessa da funzioni e abbandonata a se stesso.

Questo rischio sembra ormai superato: il processo di costruzione si è avviato, per quanto lentamente e non senza contraddizioni; lo hanno sottolineato sia l’Azienda Sanitaria Locale, per voce della dottoressa Paola Galli, sia l’Azienda Ospedaliera, per voce del dottor Fabio Banfi. La prima ha messo in evidenza che sono partiti i primi finanziamenti per il trasferimento nell’area del Sert, in attesa che sia possibile anche il trasferimento dei consultori; il secondo ha ricordato che in questi ultimi tre anni l’utenza richiamata dai vari servizi nell’area ex Sant’Anna è continuamente aumentata, approssimandosi così alla realizzazione di un presidio sanitario di prossimità, dedicato soprattutto ai problemi della cronicità; ma h anche ricordato che sullo sfondo resta il fantasma della prossima riforma sanitaria regionale (il “convitato di pietra” come è stato definitivo) di cui si ignorano ancora tutte le linee di indirizzo.

Se anche il processo di realizzazione della cittadella si è messo in moto, non basta. Ne convengono sia l’assessore comunale alle politiche sociali Bruno Magatti, sia l’esponente dell’associazione Cittadella della salute Manuela Serrentino, sia molti interventi dal pubblico. Da parte sua Magatti mette a confronto la rapidità con cui è stato realizzato il nuovo ospedale di Lazzago con la lentezza in cui è costretto il progetto della cittadella, evidenziando anche che chi ha il ruolo di mettere avanti le esigenze della comunità non ha poi la possibilità (ovvero: il portafoglio) di soddisfarle. D’altra parte il disegno complessivo non è ancora del tutto chiaro: bisogna decidere quali sono i bisogni a cui dare priorità, a quali usi (anche parasanitari) concedere gli spazi, come ripartire le funzioni, quali tempi indicare. Il dottor Gianluigi Spata, dell’Ordine dei medici, lamentando la mancanza di una “seria programmazione”, propone per l’area ex Sant’Anna una duplice tipologia di servizi, sia per la cittadinanza (consultori, sert, ufficio d’igiene…), sia per la comunità professionale (polo congressuale, attività di formazione). La possibilità di mettere a fuoco un progetto generale è affermata da Serrentino, che individua come base delle attività da collocare nell’area la creazione di una “sanità a livello territoriale” tesa a fornire “assistenza per la cronicità”, un progetto che si può cominciare a fare da subito, anche in assenza di finanziamenti, con l’obiettivo di attivare quelle relazioni fondamentali alla costruzione di una vera programmazione socio-sanitaria.

Il pubblico, per la maggior parte composto da operatrici e operatoti “addetti ai lavori”, ha partecipato intensamente al dibattito, sottolineando ancora una volta che il tema del futuro dell’ex Sant’Anna è particolarmente sentito. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Salute e creatività per il “vecchio” Sant’Anna

Anche le aree dismesse (o quasi) hanno bisogno di cura. In tutti i sensi: cura come attenzione, cura come risanamento, cura come servizio.

È questa la morale, per quanto semplice, dell’incontro sul futuro del vecchio ospedale Sant’Anna organizzato il 19 novembre alla Sala Canonica del Teatro Sociale da un composito gruppo di enti e associazioni – Cittadella della salute, Azienda ospedaliera Ospedale Sant’Anna, Ordine degli architetti – che hanno affrontato il tema dai rispettivi punti di vista. Per quanto diverse, le voci non sono risultate stonate, tutt’altro: il riuso (riqualificazione o rifunzionalizzazione che dir si voglia) dell’area del vecchio (ma non vecchissimo: ricordiamo che in via Cadorna ci sono i resti di un’altra sede ospedaliera utilizzata fino agli anni Trenta del secolo scorso) ospedale è l’occasione per ricucire molti diversi aspetti. L’area del Sant’Anna di via Napoleona è infatti una cerniera nell’organizzazione urbana che abbandonata a se stessa rischia di mandare in blocco l’intera città, e che invece riattivata può servire non solo alla rivitalizzazione del quartiere di Camerlata, ma addirittura al rinnovamento della città storica, adagiata subito sotto, nella convalle. Ma soprattutto quell’area può servire a riconfigurare e “ricompattare” il sistema sanitario avventatamente destrutturato nei decenni scorsi e frammentato in una serie di competenze ultraspecialistiche e in una serie di entità fornitrici di servizi isolati, disperse sul territorio.

Il progetto di ricomposizione è al tempo stesso politico, organizzativo, sanitario, urbanistico e architettonico. Le differenti voci sentite nell’incontro del Teatro Sociale su questo hanno puntato, ripetutamente sottolineando che l’area del vecchio Sant’Anna è troppo importante per essere ignorata.

Per Cittadella della salute, il comitato formatosi nei mesi scorsi per la riqualificazione dell’area, questo incontro è stato solo una tappa nel percorso di approfondimento e discussione (proprio domenica scorsa si è svolta la visita guidata storico-botanica all’area dell’ospedale, che è stata per molte persone l’occasione di una autentica scoperta) che dovrebbe essere in grado di aggregare altre forze, altre voci, altre idee.

E accanto agli interventi del Comitato Cittadella della Salute (Antonella Pinto e Manuela Serrentino) hanno favorevolmente colpito il pubblico quelli di Fabio Banfi, direttore delle attività cliniche del territorio dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna, e di Giovanni Franchi, membro della commissione Urbanistica dell’Ordine degli architetti di Como, particolarmente efficaci nell’indicare i possibili obiettivi verso cui muoversi.

La presentazione della tesi di laurea magistrale in Progettazione architettonica di Michele Gaspa e Riccardo Rossoni, intitolata Nuovi spazi tra città, parco e infrastruttura – progetto di ri-uso creativo dell’ex ospedale Sant’Anna – Como, discussa al Politecnico di Milano con i realtori Michele Roda e Pietro Macchi Cassia (pure presenti) ha evidenziato come l’area si presti sia a voli di fantasia che a interventi strutturali essenziali per il futuro del comparto urbano comasco (a nessuno è sfuggita la centralità nella proposta dei due giovani architetti dell’interscambio fra trasporto privato su gomma e trasporto pubblico su rotaia collocata proprio in corrispondenza del vecchio Sant’Anna, vagheggiata da ormai tre o quattro decenni).

Per l’area del vecchio Sant’Anna la cura c’è. Ora servono le decisioni.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Politiche di welfare e sanità regionale

welfarselSi è aperto con l’intervento di Marco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel di Como, il 19 febbraio alla Circoscrizione 6 di Como, l’incontro Politiche di welfare e sanità regionale, su welfare e sanità con: Manuela Serrentino (Forum regionale salute Sel), Antonio Muscolino (Medicina democratica), Bruno Magatti (assessore alle Politiche sociali del Comune di Como), Carlo Eboli (delegato Cgil Valduce), Marco Lorenzini (coordinatore provinciale di Sel Como). Presto on line sul canale di eco informazioni i video della serata che ha visto la partecipazione di una ventina di persone.

 

Politiche di welfare e sanità regionale

sel comoMercoledì 19 febbraio dalle 20,45 alle 23,15 alla Circoscrizione 6 in via Grandi 21 a Como Sel  invita all’incontro Politiche di welfare e sanità regionale, su welfare e sanità con: Manuela Serrentino (Forum regionale salute Sel), Antonio Muscolino (Medicina democratica), Bruno Magatti (assessore alle Politiche sociali del Comune di Como), Carlo Eboli (delegato Cgil Valduce), Marco Lorenzini (coordinatore provinciale di Sel Como). leggi nel seguito il testo del comunicato.

«Le politiche sociali e le politiche sanitarie hanno da tempo perso quella profonda unione che la riforma sanitaria del 1978 aveva immaginato. In Lombardia erano nate le Ussl (unità socio sanitarie locali) entro le quali i comuni avevano una funzione di indirizzo, mentre oggi le Asl (aziende sanitarie locali) sono guidate da principi aziendali ed economici che hanno trasformato il diritto alla salute in bisogno soddisfabile entro vincoli economici di spesa. Oggi il sanitario e il sociale non sono coordinati e spesso le inefficienze e la politica di riduzione dei costi degli ospedali vengono scaricate sui territori che si trovano costretti ad affrontare problematiche di assistenza; i comuni hanno sempre meno finanziamenti per le politiche di welfare e la sanità lombarda rappresenta da sola la maggior parte del bilancio regionale; la prevenzione e i servizi territoriali sono ridotti al lumicino e le problematiche di cura sono di nuovo scaricate soprattutto sulle famiglie. La regione Lombardia ha appena approvato il Piano sanitario 2014-2018; rischia di chiudere l’ospedale di Cantù; bisogna decidere cosa fare dell’area ex ospedale Sant’Anna; il comune di Como sta predisponendo il bilancio per il 2014; su questi temi organizziamo una serata per una lettura critica ed esporre le nostre proposte». [Maco Lorenzini, coordinatore provinciale Sel Como]

Festival della cultura psicologica

19 ottobre 2013Sabato 19 ottobre, nel salone della biblioteca comunale di Como, è iniziato il Festival della cultura psicologica organizzato dall’Ordine degli psicologi della Lombardia con due iniziative: la presentazione di immagini di Giada Negri e Giuseppe Pagano sulla chiusura del manicomio di Mombello – Limbiate (Monza Brianza) con la presenza di Mauro Fogliaresi, poeta e animatore di diverse iniziative sul tema, con il progetto Oltre il giardino; un dibattito sul tema Quale amore nelle nuove dipendenze con la psicologa Chiara Marabelli che ha parlato di tabagismo, la medica referente del Sert di Appiano Gentile Manuela Serrentino che ha dissertato sul sentimento dell’amore nel gioco patologico, lo psicologo Roberto Pozzetti che ha concluso sulle nuove dipendenze da internet.

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L’azzardo del gioco

Albese 28-06-2013Venerdì 28 giugno, al Centro civico Fabio Casartelli di Albese con Cassano, si è svolta una serata dal titolo L’azzardo del gioco, incontro dibattito sul tema delle dipendenze da gioco, organizzato dal Comune. Relatrici sono state la parlamentare del Pd Chiara Braga, firmataria di un disegno di legge sul tema, e Manuela Serrentino,  medica, esperta dell’Asl di Como. (altro…)

Si fonda in piazza Sel a Como

selparoleUna cinquantina di persone in un largo Miglio gelato hanno partecipato giovedì 27 giugno a Como  all’incontro Le parole del cambiamento di Sinistra ecologia e libertà. Gli interventi di Marco Lorenzini, Ida SalaEugenio Sechi, Bruno Magatti, Maria De Giorgi, Celeste Grossi,  Tino Magni,  coordinati da Manuela Serrentino  e Giovanni Colzani  sono stati intercalati da  proiezioni di video (Atlante occidentale di Andrea Rosso e tratti da  La cosa giustala manifestazione di Sel dell’11 maggio 2013) mentre  Claudio Bonanomi (del gruppo musicale Trammammuro) ha accompagnato con la chitarra l’iniziativa. Guarda sul canale youtube di ecoinformazioni i video della serata.

Afghanistan: dieci anni di guerra, occupazione e miseria

Sessanta persone, tra cui alcuni profughi afgani, hanno stipato, la sera del 25 ottobre, la sala dell’Avc-Csv a Como, rispondendo all’invito del Cisda – Coordinamento italiano sostegno donne afgane e delle Donne in nero di Como (cui hanno aderito anche Arci e Coordinamento comasco perla Pace) di incontrarsi per parlare di Afghanistan a dieci anni dai bombardamenti degli Stati Uniti e dei loro alleati (iniziati nella notte tra il 7 e l’8 ottobre 2001) e per denunciare le responsabilità del nostro governo e della comunità internazionale. (altro…)

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