Savina Marelli

Europee/ Pd/ Brando Benifei a Como

gdBrando Benifei, il più giovane candidato del Pd nell’imminente tornata europea, è stato ospite, all’Ultimo Caffè di Como, di un incontro elettorale organizzato dal circolo cittadino dei Giovani Democratici. Il rendez vous, tenutosi nella serata di giovedì 8 maggio, ha visto presenti anche i  segretari locali del Partito Democratico: quello dei Gd Como Tommaso Legnani, coordinatore dei vari interventi, il cittadino Stefano Fanetti e Savina Marelli, responsabile provinciale.

Nato in Italia, cresciuto con l’Europa. Lo slogan scelto da Bonifei può ritenersi un efficace riassunto dell’approccio del giovane candidato sul tema centrale di questa tornata elettorale: l’Europa, nelle sue varie accezioni.

«Da sempre sento come vicina l’idea di un’ Europa federale,- ha esordito subito Bonifei- non per nulla il mio modello è Altiero Spinelli». Europa come ideale che ci ha dato tanto, «come 70 anni di pace e libertà», ma che negli ultimi anni è finito vittima di due grandi difetti, uno politico e l’altro strutturale: «non possiamo non far notare come l’Ue sia stata dominata negli ultimi anni dalla Destra, responsabile di politiche fallimentari nell’economia e nel contrasto alla crisi» . la stessa Destra che ha inoltre limitato anche il potenziale impatto di leggi ambiziose nel campo del lavoro, «come la Garanzia Giovani Europea, approvata dalla Commissione Barroso troppo tardi e con un testo troppo edulcorato rispetto al lavoro dei gruppi giovanili del Pse, a cui ho preso parte nella promozione della riforma».

Limite politico quindi, accompagnato, come si diceva in precedenza, da un altrettanto grave limite “di progettazione” comunitaria: «l’Europa- ha continuato Bonifei- soffre di una vera e propria insufficienza istituzionale. I meccanismi comunitari sono in molti casi incomprensibili ai suoi stessi cittadini, troppo lontani dalle loro esigenze». Il risultato è così un continente in preda ad una crisi gravissima, messo in discussione nelle sue linee fondative. La soluzione? Una precisa scelta di campo, quella di un Unione Europea che vada a Sinistra. «Dico no- ha continuato l’esponente democratico- alla Grande Coalizione con i Popolari, ma sì ad un Parlamento a maggioranza socialista. Solo così possiamo far ripartire il processo comunitario».

Un processo, quest’ultimo, che non può sottovalutare lo “stato di salute” delle parti nazionali che lo compongono, tra cui ovviamente il nostro Paese. La proposta di Bonifei prevede una rinnovata attenzione alle modalità di rappresentanza e sovranità degli Stati membri, con un occhio riguardo, in Italia, alle istanze degli enti locali, a lungo frequentati dall’attivista del Pd: «l’obiettivo è il superamento del trattato di Maastricht, frutto di un’altra epoca e di altre esigenze. Adesso si è trasformato in un cappio, la sua riforma è diventata un esigenza imprescindibile». Una battaglia molto importante, giudicata da Bonifei come l’ambito principale su cui intervenire nei prossimi anni: « Proseguire sulla strada del risanamento è importante, ma non a totale discapito della crescita e del rilancio economico. Questa è la strada principale anche per recuperare sovranità».

Sovranità quindi, ma anche convergenza, nel senso di procedere ad una vera Unione, dal punto di vista di leggi e apporto al progetto comune, superando così le resistenze del « Sud ed anche dei ricchi Paesi nordici, che vedono Bruxelles spesso come un pericolo per i loro sistemi economici e di welfare». E su questi punti che si concentrerà l’impegno di Bonifei, se eletto, tenendo ferme in ogni caso le ragioni della sua candidatura, nata «non da sponsor politici, ma dalla precisa volontà dei giovani del mio Partito, senza obbedire ad alcuna logica correntizia».

C’è ancora molto da fare, ha concluso poi Bonifei rispondendo alle varie domande dalla platea: lavoro, immigrazione, diritti e democrazia, con «una nuova dittatura che si affaccia nel centro dellEuropa, quella di Orban, membro del Ppe, in Ungheria», sono solo alcuni dei temi all’ordine del giorno, intrappolati però in Italia in una «campagna elettorale sfiancante, molto difficile da decifrare. Si parla troppo di aria fritta, con molti concorrenti politici è impossibile discutere o ragionare, vedo poche idee e confuse».

Appuntamento quindi al 25 maggio, per un voto «che avrà una valenza storica e decisiva», e che vedrà il Pd schierato in una mobilitazione finale per il weekend del 16 e 17 maggio, con banchetti in tutti i Comuni, come ricordato dai dirigenti presenti in sala. [Luca Frosini, Ecoinformazioni, foto dalla pagina facebook dei Giovani Democratici Como]

22 Aprile/ Jobs Act: l’incontro con Filippo Taddei

Pd como Proprio mentre la cronaca politica è dominata dalle schermaglie parlamentari sui nuovi provvedimenti per il Lavoro, il Pd comasco prova a fare chiarezza su uno dei punti più controversi, e attesi, dell’ambizioso programma renziano: il Jobs Act. Nella serata di martedì 22 aprile l’Hotel Continental ha infatti ospitato Jobs Act: Creare lavoro, far ripartire il Paese, evento organizzato dai “Democrats” lariani e dedicato alle ultime novità sul tema.

Ospite d’onore, insieme al segretario provinciale Savina Marelli, al responsabile economia e lavoro del Pd locale Fausto Tagliabue e alla parlamentare comasca Chiara Braga, Filippo Taddei, collega di scranno “romano” della Braga e anch’esso membro della segreteria nazionale con delega proprio alle tematiche lavorative.

Introdotto dalla Marelli, coordinato nelle sue parti dalla Braga, l’incontro ha avuto come momento centrale la relazione di Taddei, chiamato a sgombrare il campo intorno all’annunciato pacchetto di misure, in via di discussione parlamentare nei prossimi giorni. «Innanzitutto una doverosa precisazione- ha esordito il giovane esponente del Pd- questo è un Governo con il Pd, non del Pd. La discussione con le altre forze dell’esecutivo è per questo necessaria». Frase, quest’ultima, che può essere vista come ideale risposta alle polemiche degli ultimi giorni, che hanno visto il progetto di legge Poletti, prodromo all’Atto del Lavoro, al centro di tesissimi botta e risposta tra le forze di Maggioranza.

Esaurita l’attualità, l’esponente della segreteria Renzi ha passato in rassegna le radici del Jobs Act, le sue motivazioni e l’impatto che potrà avere sulla disastrata situazione occupazionale del nostro Paese: «dal 2008, anno d’inizio della Grande Crisi- ha ripreso Taddei- in Italia si è spezzato un equilibrio, un sistema è andato velocemente in frantumi». Un orizzonte cupo, ma da cui dobbiamo rialzarci, tenendo presente che indietro non si può più tornare, come ha lasciato poi intendere il deputato di origine emiliana: «dobbiamo accettare il fatto che non torneremo più alla situazione del passato, alle sue certezze, ai suoi miti», ma viceversa bisogna ricominciare a credere nel futuro, ad « un Italia diversa, migliore. E’ questa la scommessa del Partito Democratico».

Scommessa che verrà affrontata con nuove forme d’azione, come «un’attenzione particolare alle fasce lavorative sprovviste di qualsiasi tutele come le partite Iva, una rinnovata forza contrattuale al tempo indeterminato, la semplificazione normativa per tutti i soggetti in causa, dallo strumento del contratto unico a tutele crescenti», ormai presenza storica dei progetti renziani, «per i lavoratori, arrivando agli incentivi per le aziende che assumono e che creano occupazione». Obiettivo finale sarà quello di «rimettere al centro il Lavoro, modernizzando così il Paese per avvicinarlo a standard “normali”», con una serie di tappe intermedie che vedranno anche «un ripensamento degli ammortizzatori sociali, magari più incisivi ed equi. La Cig si è rivelato uno strumento utilissimo per proteggere migliaia di persone dallo spettro della povertà e della disoccupazione, ma non possiamo continuare così. Il reddito minimo di cittadinanza potrebbe essere uno degli strumenti, insieme ad un utilizzo più esteso di forme come il contratto di solidarietà, come tra l’altro avviene in tutta Europa». Un raggio d’azione estremamente vasto, di cui il Dl Poletti sarà un «primo passo, per rimettere in marcia un progetto e per dare un segnale: scommettiamo su quell’Italia che non si è arresa alla crisi, e che è già ripartita».

Scommessa e progetto: parole utilizzate, prima dal contributo di Taddei, anche da Fausto Tagliabue, dirigente di peso del Pd comasco: «Lavoro vuol dire fare i conti con una vera e propria emergenza, visto che anche a Como, più resistente di altri ai venti della Crisi, i numeri della disoccupazione sono più che raddoppiati in questi ultimi 7 anni». Tagliabue ha posto l’accento anche su altri dati e temi, come il fatto che « il mercato del lavoro comunque non è immobile, come dimostrano i migliaia di avviamenti professionali registrati nell’ultimo anno. Questo dimostra che più sulla mancanza di impiego dovremmo puntare, come Partito e come Politica, sul combattere l’inattività, e parimenti più che sulla domanda bisogna agire sull’offerta di lavoro».

L’ultima parte della serata è stata dedicata agli interventi dal pubblico, come testimoniato dai contributi del segretario della Uil Enzo Monteduro, del presidente della CNA Como Fausto Bergna, e dei candidati comaschi alle Europee Paolo Sinigaglia e Sergio Aureli, che hanno portato un saluto ai presenti in sala. [Luca Frosini, Ecoinformazioni, foto da Blogdem Como]

In mille per le primarie regionali del Pd a Como

16 febbraio primarie pdAlfieri è il più votato nel Comasco. «È la prima volta che le primarie regionali sono separate da quelle nazionali – giustifica la bassa affluenza la segretaria del Pd Marelli, che precisa – Sulla limitata partecipazione, hanno influito anche le recenti vicende nazionali».

Le primarie regionali del Pd di domenica 16 febbraio hanno visto a Como l’affermazione dell’esponente renziano Alessandro Alfieri che ha raccolto 604 preferenze (57,09 per cento), contro le 454 voti (42,91 per cento) della civatiana Diana De Marchi (4 le schede bianche, 1 nulla), fra i 1.063 votanti.

Il dato comasco non si discosta da quello regionale lombardo dove Alfieri ha raccolto 13.660 voti (57,19 per cento) e De Marchi 10.225 (42,81 per cento) su 24.172 (bianche 224, nulle 63).

Molto bassa l’affluenza, nel Comasco si parla di 16 volte meno rispetto alle primarie del dicembre scorso per la segreteria nazionale del partito, che hanno visto l’affermazione di Matteo Renzi, a cui hanno partecipato più di 16mila votanti.

«La bassa affluenza anche nel comasco è spiegata dal fatto che sia la prima volta che le primarie regionali sono separate da quelle nazionali – afferma la segretaria provinciale del Pd comasco Savina Marelli –. La scelta del segretario regionale è sicuramente meno sentita di altre e suggerisce la necessità di apportare delle modifiche in futuro».

«Inutile dire che, sulla limitata partecipazione, hanno influito anche le recenti vicende nazionali – conclude Marelli –. Nella nostra provincia ha vinto Alessandro Alfieri, ma è di tutto rispetto il dato raccolto da Diana De Marchi. Ringrazio ancora sentitamente tutti i volontari che hanno permesso lo svolgimento delle Primarie regionali» (il voto Comune per Comune). [md, ecoinformazioni]

Razzismo elvetico/ Savina Marelli: Isolarsi non è mai la soluzione

savina marelliSavina Marelli, Segretaria provinciale del Pd di Como, interviene sul risultato del referendum contro l’immigrazione in Svizzera: «Il risultato del referendum svizzero conferma i timori che aleggiano su tutta l’Europa principalmente dovuti alla particolare e delicata fase economica che stiamo attraversando. La crisi è sempre attuale e la Svizzera, con questo voto, dimostra di temere per la propria occupazione e per il proprio tessuto economico anche se, come confermato da esperti economici e politici, nel corso di questi ultimi giorni, proprio dalla mano d’opera immigrata deve buona parte del proprio benessere. Auspico che il risultato del referendum, e soprattutto l’esito nel voto che è stato riscontrato in Canton Ticino, non alimenti una nuova campagna di insofferenza e di intolleranza verso i lavoratori italiani e frontalieri e non li penalizzi. Il frontalierato è stato, in questi ultimi anni, una valvola di sfogo positiva per le economie delle zone di confine, come la provincia di Como. Un irrigidimento su questo fronte dal lato elvetico potrebbe, infatti, avere ripercussioni al di qua ma anche al di là del confine. Infatti la tendenza ad isolarsi nei momenti di difficoltà, sul lungo periodo, non consente di risolvere i propri problemi bensì può causarne su ben più larga scala. La decisione Svizzera, infatti, potrebbe infine avere ripercussioni sull’Italia e sulle zone di confine in particolare, ma anche sull’Europa e sulla stessa Svizzera».

Marelli: orgoglio e gioia per la nomina di Braga

savina marelliPer la segretaria provinciale Pd la nomina nella segreteria nazionale è un riconoscimento del lavoro svolto dalla parlamentare comasca e ringrazia Renzi per la valorizzazione di: «Un territorio di frontiera che spesso è rimasto ai margini dell’iniziativa politica del Partito». (altro…)

Bersani a Cantù entusiasmo e ragione

Immagine10In una sala gremita fino all’inverosimile da almeno 500 persone, il popolo di Bersani ha ascoltato, martedì 19 febbraio a Cantù, un intervento sicuro, ottimista per i risultati – «tranquilli, ce la facciamo» –, ricco di promesse su quello che sarà possibile fare con il centrosinistra al governo in Italia e il Lombardia. Sferzate a Grillo al quale il leader della coalizione di centrosinistra chiede: «Dicci cosa vuoi farne dei voti che raccoglierai». Video 1  (introduzione di Savina Marelli e di un giovane tunisino canturino con la richiesta dell’impegno per il diritto alla cittadinanza). Video prima parte intervento di Bersani. Qui il video di tutto l’intervento di Bersani.

Sulutumana in concerto per il Pd/ 17 febbraio

pdDomenica 17 febbraio alle ore 21 presso il palazzetto dello sport di Cabiate il gruppo comasco Sulutumana sarà in concerto a sostegno della campagna elettorale del Pd comasco in vista delle prossime elezioni. Interverranno durante la serata Maria Pia Tagliabue, candidata alla camera dei deputati e Savina Marelli candidata al consiglio della regione Lombardia. Ingresso 5 euro, under 12 ingresso gratuito. Info: pd.cabiate@gmail.com

Manifesti fascisti, il Pd comasco condanna con fermezza

In una nota congiunta, i rappresentanti nazionali, regionali, provinciali e comunali del Partito Democratico condannano con fermezza i gravi episodi che hanno caratterizzato nella giornata di ieri non solo le sedi di alcune associazioni democratiche e sindacali, dal sindacato Cgil all’Arci, a Como e Lomazzo ma anche il significativo Monumento alla Resistenza europea ai giardini a lago del capoluogo lariano.

(altro…)

Da stasera a Cantù la festa provinciale del Partito Democratico

 

Anche quest’anno il Partito Democratico di Como si ritrova a Cantù, in via Como località Bersagliere, per la tradizionale Festa provinciale che si svolgerà dal 23 al 29 di luglio. Incontri, iniziative, dibattiti, concerti e spettacoli teatrali costituiranno il programma della Festa. (altro…)

Lucini nuovo sindaco di Como: grande soddisfazione del Pd

«Un risultato oltre ogni aspettativa che denota la voglia di cambiamento non solo di chi ha sostenuto Mario al primo turno – afferma la segretaria provinciale Savina Marelli –, ma anche dei tanti comaschi che hanno deciso di dargli fiducia al ballottaggio (altro…)

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza