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Prc, Sel-Si, Paco-Sel, Uds/ Migranti: no all’uso della forza, cambiare la Bossi-Fini

mano-migrantiwelcome-grUna posizione unitaria  sul tema migranti condivisa da Prc, Sel-Si, Paco-Sel e Uds per evitare che che si utilizzi la forza per completare lo sgombero dell’accampamento di Como San Giovanni, rafforzare l’azione politica contro gli effetti nefasti della famigerata Bossi-Fini, aprire urgentemente corridoi umanitari. leggi nel seguito il testo del comunicato.

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21 gennaio/ Ritorno al futuro per energia e acqua pubbliche

ritorno al futuro orizzontalePaco-Sel e Sinistra ecologia libertà propongono, giovedì  21 gennaio alle 18 nella Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi a Como una riflessione sul percorso necessario di ripubblicizzazione dei beni comuni. Una scelta controcorrente ma necessaria per la sinistra che pensa al “Ritorno al futuro”per realizzare l’innovazione della riproposizione della maggiore qualità, economicità, controllo democratico che il settore pubblico può offrire. All’incontro intervengono Mario Agostinelli, portavoce del Contratto mondiale per l’energia e il clima e Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente Ilaria Alpi

Sel rinuncia alle sue tessere per La sinistra

SinistraL’Assemblea nazionale di Sel  del 16 gennaio, appena conclusa a Roma, ha deciso di non avviare la campagna del tesseramento al partito e di contribuire «attivamente ad un processo politico aperto, partecipato e democratico, che guardi alla Costituzione di un fronte progressista ampio e plurale, con la propria originale cultura politica per progettare l’Italia e l’Europa che vorremmo».

Il commento di Celeste Grossi: «Sono sul treno di ritorno dall’assemblea nazionale di Sinistra ecologia libertà. L’ assemblea si è conclusa con il voto favorevole (un solo voto contrario) sull’ordine del giorno presentato dal Coordinamento (si può leggere sul sito). L’assemblea è stata densa e non semplice, un passaggio difficile in un momento difficile. Il dibattito è stato attraversato dalle preoccupazioni sul caos che governa il mondo, ma anche dalla consapevolezza della nostra inadeguatezza rispetto alla sfida difficile da affrontare. Siamo tutte e tutti convinti della necessità di un campo politico più largo, della irreversibilità e dell’urgenza di avviare un percorso plurale. Non sappiamo dove la navigazione ci porterà e questo ci crea inquietudine. Ma consideriamo inquietudine e dubbio parte della nostra cultura politica. Una cultura che la nostra comunità ha costruito nel tempo cercando di creare un lessico comune capace di tenere insieme differenti sensibilità e memorie. Andremo all’appuntamento del 19 – 21 febbraio con la convinzione che sia un momento importante per il futuro della sinistra in Italia. Cercheremo di portare il patrimonio costruito negli anni con passione e entusiasmo. Due risorse che scarseggiano in questo momento di desertificazione della politica e di grandi paure. Auguro a tutte e tutti speranza e buona politica».

Sel/ Fare bene. Fare presto. Fare insieme. Il tempo è ora

SenzaFrontiere_FB_Image_403x504-819x1024L’Assemblea nazionale dell’11 luglio a Roma nella quale Sinistra ecologia libertà ha deciso di costruire con chi ci sta un soggetto politico nuovo delle sinistre italiane è stata per Celeste Grossi emozionante e in grado di aprire una nuova fase del  «Fare bene. Fare presto. Fare insieme. Il tempo è ora». Non è la prima volta che il parlamentino di Sel anima una svolta sensibile, lo aveva fatto quando decise di appoggiare pienamente L’altra Europa con Tsipras vincendo non piccole resistenze nel partito e sabato 11 a Roma ha progettato un percorso costituente  immaginando che non sarà Vendola il leader della nuova formazione. Leggi nel seguito la dichiarazione della partecipante comasca all’assemblea. (altro…)

La Pace di Lomazzo parte dal Marocco

lomazzomaroccoC’era la comunità marocchina di Lomazzo all’incontro organizzato da Sel domenica 19 ottobre, parte di un più ampio progetto di incontro per realizzare una nuova Pace (Parliamoci, Ascoltiamoci, Confrontiamoci, Emancipiamoci) di Lomazzo. Già on line su canale di ecoinformazioni video dell’incontro,  introdotto e coordinato da Alessio Buongiorno, al quale ha partecipato anche la sindaca Valeria Benzoni insieme a una folta rappresentanza marocchina, in prevalenza costituita da donne.

Stop all’austerità: quattro sì contro il fiscal compact

LOGO STOP AUSTERITA'_4Anche a Como è cominciata la raccolta delle firme per la presentazione dei quattro referendum con cui s’intende modificare alcune parti della legge 243, quella che dà attuazione al principio di equilibrio del bilancio pubblico, introdotto nella Costituzione. Leggi i quattro quesiti referendari, il comitato promotore e quello sostenitore

In Europa, le politiche di austerità non hanno raggiunto l’obiettivo prefissato. Lo dicono i dati: negli ultimi sette anni, i disoccupati nella zona euro sono cresciuti da undici a diciannove milioni e l’obiettivo di portare nel 2015 il disavanzo deficit/Pil sotto il tetto del 3% pare compromesso.  In Italia, i giovani senza lavoro sono il 43%, quasi tre milioni d’imprese hanno chiuso e il valore della ricchezza nazionale si è ridotto. Per questa ragione economisti, giuristi, sindacati e associazioni di diversa estrazione politica (da Mario Baldassarri, sotto segretario nel governo Berlusconi a Cesare Salvi, politico ex Ds) hanno deciso di raccogliere le firme per presentare quattro referendum con l’obiettivo di modificare la legge 243, quella che ha recepito il fiscal compact.
La dead line è fissata per il 30 settembre: entro quella data bisogna raggiungere quota cinquecentomila. A Como, al momento, è possibile firmare nelle prime due settimane di settembre nelle sedi Cgil di Como e Cantù; ogni sabato, in Largo Miglio, dalle 10 alle 14 oppure dal 4 al 7 settembre a Bulgarograsso, dalle 20.30 alle 22.30 in occasione della festa provinciale dell’ Arci. Altri appuntamenti saranno comunicati nei prossimi giorni dal comitato stop austerità.
«Vogliamo mettere in discussione – spiega Marco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel – il concetto di austerità ottusa, fatta di tagli allo stato sociale e di assenza d’investimenti per il futuro delle imprese e dei giovani».  In tutta Europa, solo l’Italia ha inserito il pareggio di bilancio in Costituzione: «I quesiti vanno a modificare alcune parti della legge così da rendere meno dura l’applicazione dell’equilibrio di bilancio – continua Lorenzini -. Per non sforare, L’Europa non può imporre il taglio alle spese sociali per la scuola e la sanità, né la privatizzazione dei beni comuni.  Bisogna investire per rilanciare l’economia, ricorrendo pure al debito se necessario».
La campagna mette al centro delle critiche le politiche europee e non ha alcuna connotazione anti governativa. «Un italiano su dieci è in condizione di povertà assoluta – sottolinea Celeste Grossi,  dell’Assemblea nazionale di Sel, – la Caritas parla di un flagello assoluto e per la Cgil la crisi è una catastrofe umanitaria. I referendum hanno lo scopo di permettere al popolo sovrano di riprendersi l’idea di un nuovo sviluppo che abbia al centro la crescita». «Aderiamo alla raccolta sia a livello nazionale che locale – dice Jlenia Luraschi, direttivo provinciale Arci – e durante la festa d’inizio settembre sarà possibile firmare».
La Cgil fa parte del comitato sostenitore: «Le politiche di austerità non sono più tollerabili – spiega Giacomo Licata, componente della segreteria provinciale della Cgil -. Non siamo anti europeisti:  crediamo fortemente in un’Europa che investe sul lavoro. Malgrado il poco tempo disponibile, impegneremo le energie delle nostre categorie nella raccolta firme».
Il patto di stabilità sta stritolando le amministrazioni comunali che, spesso, anche se virtuose, non possono spendere soldi. «La situazione è paradossale – commenta Luigino Nessi, consigliere comunale di Paco-Sel – e il sistema va cambiato. A Como, ad esempio, il fiscal compact ci impedisce d’incidere come vorremmo sul benessere dei cittadini».  Incrementa la dose Guido Rovi, consigliere comunale del Pd: «Un conto è tagliare gli sprechi, un altro è bloccare gli investimenti. Va risolta questa contraddizione».
La campagna a Como è appoggiata da un vasto numero di realtà e associazioni, tra le quali l’Arci e  il Circolo comasco della Decrescita felice: «Questi temi fanno parte della nostra battaglia per una concezione economica diversa – spiega Giorgio Fontana – non possiamo però fermarci qua, il discorso dovrà essere portato avanti oltre il 30 settembre». [aq, ecoinformazioni]

Lascia Sel la deputata comasca Titti Di Salvo

sel-genericoTitti Di Salvo,  deputata eletta nella Circoscrizione di Como, ha deciso di lasciare Sel insieme a Claudio Fava, Gennaro Migliore e Ileana Piazzoni, comunicando oggi, giovedì 19 giugno, al presidente del partito Nichi Vendola e al coordinatore nazionale Nicola Fratoianni la sua decisione irrevocabile. Sulla difficilissima fase in corso in Sel  con una spaccatura della quale non sono ancora definiti i termini quantitativi e che in Lombardia sembrerebbe non coinvolgere gli organismi direttivi regionali e provinciali si è espresso Marco Lorenzini, coordinatore di Sinistra ecologia libertà della provincia di Como: «Le dimissioni del capogruppo alla Camera Gennaro Migliore credo siano giuste perché il compito di chi ricopre questa carica è quello di trovare una sintesi superiore e di articolare sul piano parlamentare, fatte salve le prerogative del singolo eletto, la linea politica espressa, dal congresso. Crediamo che gli organi dirigenti nazionali debbano operare in fretta per sostituire il capogruppo alla Camera e per trovare i modi e le ragioni affinché il dialogo rimanga aperto. In caso contrario, auguriamo a quei parlamentari che dovessero decidere di abbandonare Sel, una serena navigazione politica nelle acque del Pd».

La vera Europa è un’Altra Europa / Pirotta e Somoza per Tsipras

Incontro per discutere di “quale Europa vogliamo” alla sala CNA di Como il 26 marzo, organizzato da Sel.

Il pubblico ha in maggioranza snobbato questa occasione di approfondimento e ha fatto male. A beneficio del gruppo ristretto delle persone presenti, Marco Lorenzini, Nicoletta Pirotta e Alfredo Somoza hanno dato un serio contributo di analisi dell’attuale situazione politica, sociale ed economica dell’Europa, indicando anche alcune possibili piste di evoluzione.
Marco Lorenzini, in apertura, ha provato a delineare le “Europe possibile” che i popoli europei avranno di fronte alle prossime elezioni. La prima è quella delle destre: è un’Europa-fortino, arroccata sulla difesa di una supposta integrità dei popoli e sulla riproposizione dei nazionalismo; è un’Europa-non-Europa poiché mette da parte qualsiasi condivisione di orizzonti e di diritti (e ovviamente preme per la distruzione dell’euro). La seconda è un’Europa che conosciamo: è quella delle banche e dell’austerità, che fa pagare la crisi in termini di diritti soprattutto alle persone e alle comunità più fragili, che salvaguardia i privilegi e riduce i diritti fondamentali. La terza è un’Europa possibile: quella che mette al centro il lavoro, i diritti, i bisogni fondamentali delle popolazioni; è un’“altra Europa” che bisogna provare a costruire e che ovviamente è quella proposta dalla lista L’altra Europa con Tsipras, nel cui percorso di approfondimento anche l’incontro organizzato da Sel si colloca.
All’interno di questi scenari, di quello operante e di quelli possibili, Nicoletta Pirotta ha messo al centro il tema fondamentale della democrazia, poiché – a sette anni dall’inizio di questa crisi ormai destinata con ogni evidenza a “non passare” – è evidente che la politica sta portando avanti il gioco del nuovo capitalismo neoliberista fondato sulle regole dell’austerità. Le riforme che gli organi politici stanno portando avanti sono funzionali a quel progetto di governo complessivo del mondo. Questo processo ha dimensioni sovranazionali e sono a questo livello si può contrastare; è un processo che impone alle persone una perenne competizione, che sceglie quali servizi erogare e con quali modalità, che usa gli Stati come estensione dei ceti elitari.
Questa Europa non è l’Europa che i padri fondatori immaginavano. Anzi: il sogno europeo – ha ribadito Alfredo Somoza – era un sogno progressista, un progetto che metteva al centro la crescita delle popolazioni e non quella degli affari. Viceversa oggi, gli strumenti di governo dell’economia prevedono il livello più basso possibile di democrazia. Quindi, è in gioco l’Europa; non una delle tante opzioni sul tavolo, ma l’idea stessa di Europa.
In questo contesto, la narrazione della crisi è – secondo Alfredo Somoza – in gran parte basata su elementi che non hanno rapporto con la realtà, mentre alcune dinamiche sfuggono e non vengono analizzate con la dovuta attenzione. Il ciclo dell’emigrazione – per esempio – sta cambiando profondamente; mentre continuano gli arrivi delle persone che fuggono dai conflitti, quelle che negli anni passati avevano cercato nella “ricca Europa” il lavoro stanno prendendo la via del ritorno: il fenomeno è particolarmente evidente per il mondo latino-americano, ma vale anche per altre aree; e contemporaneamente è ripartito il flusso di emigrazione degli europei verso le economie in espansione. Anche le reali connotazioni dell’accordo tra USA e UE sugli spazi economici non sono sufficientemente prese in considerazione: il dibattito non è sull’imposizione dei dazi, ma è sulle condizioni non-daziarie, sulla possibilità di garantire agli operatori economici le stesse condizioni in tutti i contesti, il che quasi sempre significa imporre le condizioni più favorevoli al capitale, con la rimozione dei diritti e delle regole.
Che cosa provare a fare, dunque, per contrastare tutto ciò, cioè per salvare la “vera” Europa?
Nicoletta Pirotta e Alfredo Somoza hanno indicato qualche risposta: rinegoziare il debito con una conferenza europea sull’argomento, adottare una legislazione europea sul lavoro, ripensare il welfare a livello continentale, riportare al centro dell’attenzione la legislazione per l’autodeterminazione dei corpi (legislazione oggi al centro di un attacco assai pesante), elaborare un piano straordinario dell’occupazione a livello europeo che tenga conto delle esigenze di sostenibilità, cioè che si muova in direzione della conversione ecologica.
Un progetto ambizioso, ma ineludbile. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

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Nicoletta Pirotta

 

 

 

 

 

 

 

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Alfredo Somoza

 

Diritti/ Titti di Salvo

tittidisalvoSono stati definiti i nuovi incarichi di lavoro per i dipartimenti della segreteria nazionale di Sinistra ecologia libertà.Tra le nomine anche quella della parlamentare eletta nella circoscrizione di Como Titti Di Salvo che si occuperà nella segreteria del tema dei Diritti.

Diritti e dolcezze marocchine contro il razzismo per la sinistra a Lomazzo

buongiornSi è aperto, dopo un gustosissimo té  con dolci marocchini, con l’intervento di Alessio Buongiorno che ha raccontato la sua storia personale di immigrato da Milano nella Lomazzo feudo della Lega,  l’incontro di Sinistra ecologia libertà sabato 1 marzo dalle 17 nella Sala Colmegna in piazza Volta a Lomazzo Una stagione di diritti, presentazione  del libro Bambini proibiti di Marina Frigerio Martina [Il Margine, pagg. 208, 16 euro] con interventi e letture di Marina Frigerio, Marco Lorenzini, Alessio Buongiorno, Joanna Veena Englen, Clelia Sassano, Heba Ibrahim. Intermezzi musicali con i Trammammuro. Tutti on line sul canale di  ecoinformazioni i video dell’iniziativa.

Guarda tutti gli altri video dell’incontro sul canale di ecoinformazioni.

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