Mese: Dicembre 2008

In 400 allo Xanadù

img_0733Si è aperto mercoledì 10 dicembre per il sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani il Convegno del Coordinamento comasco per la Pace con l’intervento di Moni Ovaia e Giorgio Bezzecchi.

Quasi esauriti i 400 posti a sedere allo Spazio Gloria dell’Arci Xanadù di Como per l’apertura del tradizionale Convegno annuale del Coordinamento comasco per la Pace. Un evento che si caratterizza ogni volta con l’approfondimento di un tema che quest’anno sarà la legalità, così come espresso nel titolo Liberté, egalité, legalità.
E di legalità intesa come rispetto dei diritti umani hanno parlato Moni Ovadia e Giorgio Bezzecchi, vicepresidente Opera nomadi, nel giorno di apertura che si è voluto simbolicamente far coincidere con il sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Dopo la presentazione del convegno di Celeste Grossi, vicepresidente del Coordinamento, che ha ricordato come la mafia non sia un fenomeno circoscritto solo alle regioni meridionali d’Italia, «in Lombardia, sono stati sequestrati alla mafia 557 beni di cui solo la metà è stata destinata ad usi sociali», Claudio Bizzozero, direttore della Scuola diritti umani, ha presentato un video per l’anniversario della Dichiarazione universale su Martin Luther King ed il famoso discorso al Lincoln Memorial di Washington introducendo l’argomento della serata ricordando il primo articolo della Dichiarazione: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti».
Moni Ovadia ha posto in rilievo l’ipocrisia della classe politica italiana, e non solo, «i razzisti di oggi di solito esordiscono con “io non sono razzista, ma…” e continuano “io ho un amico musulmano o albanese”. Nessuno rivendica più il proprio essere razzista». Una volta le destre razziste rivendicavano orgogliosamente il proprio credo, ora in maniera subdola confondono le carte per passare per difensori dei diritti umani universali con una serie di distinguo e cercano di «ottenere certificati di buona condotta» come Schifani, presidente del Senato, la seconda carica dello stato, che «uscito da Auschwitz ha dichiarato: “Mi sento israeliano”. Si sta cercando di fare uno spostamento concettuale» ha affermato con forza Ovadia.
Il cantore della tradizione yiddisch ha anche ricordato la svolta epocale dell’elezione di Obama alla presidenza degli Stati uniti, un paese la cui costituzione sin dalla Rivoluzione dichiarava la libertà per i suoi cittadini mantenendo la schiavitù per gli afroamericani.
Ovadia si è così scagliato contro il provvedimento emergenziale per i rom, «voluto dal governo e da alcuni sceriffi del centrosinistra», che prevede la schedatura anche dei bambini, «pensate solo se in Germania un ministro avesse solo osato proporre una cosa simile». Un provvedimento razzista che si accompagna alla creazione del reato di immigrazione clandestina «cercare la felicità e la prosperità dove possibile è un diritto fondamentale». La ferma condanna del razzismo non è per Ovadia né di destra né di sinistra che ha portato ad esempio Colonia, dove il sindaco dello Cdu ha invitato la cittadinanza a boicottare un raduno neonazista e così è stato, con autisti degli autobus e tassisti che si rifiutavano di caricare i manifestanti e i negozi chiusi, «e l’Italia – si è chiesto l’attore – l’Italia ha mandato Borghezio…»
La parola è stata poi presa da Giorgio Bezzecchi, che ha raccontato la propria esperienza di rom italiano, schedato per la propria appartenenza etnica, con un padre deportato nei campi di concentramento italiani del meridione durante la seconda guerra mondiale che ha dovuto subire l’umiliazione di una seconda schedatura da parte di quella che riteneva una Repubblica democratica e per cui tutti i cittadini sono uguali.
«Sono arrivati in tenuta antisommossa alle 5 del mattino ed hanno schedato tutti anche i bambini – ha precisato Bezzecchi – oggi a me, domani a chi tocca?»
Per il rappresentante di Opera nomadi di Milano avrebbero potuto guardare i dati semplicemente all’anagrafe comunale, ma hanno preferito creare un archivio etnico parallelo, data la montante marea razzista nei confronti di rom e sinti. Anche i numeri non sono neutri, data la loro valenza politica e il tentativo di accreditare l’ipotesi di un’invasione, a Milano per Bezzecchi i rom sono solo 5.500, in tutta Italia 160-170 mila, in una situazione di «esclusione sociale simile a quelle delle favelas, con un’assistenza pietistica». Il rappresentante di Opera nomadi ha anche parlato della situazione limite dei rom della ex Jugoslavia, 30 mila in Italia, che non sono riconosciuti nemmeno come apolidi e delle leggi discriminatorie per cui se una persona rom delinque viene allontanata dal campo l’intera famiglia, se ciò accade ad un mafioso o ad un camorrista la famiglia non viene cacciata dalle case popolari. E sempre a proposito delle case popolari la domanda di un rom non verrà mai presa in considerazione se è già registrato in un campo non potendo così migliorare le proprie condizioni di vita, che già vedono nei campi un abbandono scolastico, già alle elementari, del 30 – 40 per cento e una disoccupazione al 90 per cento. Una situazione di discriminazione che fa nascondere la propria origine, per paura di perdere il posto di lavoro, agli esponenti della comunità che sono riusciti ad inserirsi in un ambiente lavorativo.
La serata si è conclusa con un dibattito in cui Moni Ovadia ha ribadito l’invito ad indignarsi di fronte al ripresentarsi di sottoculture fasciste e violente e di agire concretamente per evitare l’assuefazione a provvedimenti sempre più discriminatori e lesivi della dignità umana. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Venerdì 12 dicembre 2008 sciopero generale

Sciopero generale di 8 ore di tutte le categorie della Cgil, Slai – Cobas, Cub, Cobas Scuola venerdì 12 dicembre, Non pagheremo noi la vostra crisi. A Como la Cgil organizza una manifestazione che partirà dalle 10 da via Milano alta per concludersi in piazza Duomo.

Liberté, fraternité, legalità

paceSi apre allo Spazio Gloria dell’Arci Xanadù di Como in via Varesina 72 l’undicesimo Convegno del Coordinamento comasco per la Pace Liberté, fraternité, legalità. Non c’è Pace senza diritto. La tre giorni pacifista inizia mercoledì 10 alle 21, continua sabato 13 alle 9, con la sessione dedicata alle scuole, e alle 17.30 con Le donne e la lotta contro la mafia per concludersi domenica mattina con i seminari Verso libera e Lavoro nero e nel pomeriggio dalle 14.30 con Non c’è Pace senza diritto.

L’iniziativa organizzata dal Coordinamento comasco per la Pace con Arci, provinciale regionale, Libera, regionale e nazionale, Associazione per il volontariato comasco – Centro servizi per il volontariato, Acli, Ipsia, Fillea – Cgil, Soci Coop, in collaborazione con Regione Lombardia e Provincia di Como, raccoglierà gli interventi di una serie di relatori e relatrici di cui di seguito forniamo una breve scheda.

Moni Ovadia è attore teatrale, cantante e compositore. Nel suo percorso artistico si è dedicato prevalentemente al recupero e alla rielaborazione del patrimonio artistico, letterario e musicale degli ebrei dell’Europa orientale. Ma ha anche costantemente operato a fianco di rom e sinti, che a luglio di quest’anno ha candidato al premio Nobel per la Pace.
Giorgio Bezzecchi è vicepresidente nazionale dell’Opera Nomadi.
Daniele Biacchessi è giornalista, scrittore, autore, regista e interprete di teatro civile.
Gaetano Liguori, pianista e compositore da sempre impegnato al fianco di Carovana antimafie di cui anche quest’anno è testimonial e a cui ha dedicato una sua composizione che eseguirà dal vivo al Convegno domenica 14 alle 18.
Calogero Parisi, dell’Arci, presidente della cooperativa Lavoro e non solo. Ha collaborato a Carovana Antimafie fin dalla prima edizione.
Michela Buscemi, la più grande di otto fratelli e sorelle. Suo fratello Salvatore fu ucciso nel 1979 dalla mafia per aver venduto sigarette di contrabbando senza aver chiesto il permesso dei boss. Un fratello più giovane, Rodolfo, fu assassinato per impedirgli di vendicare la morte del fratello. Al maxiprocesso svoltosi nel 1985-86 testimoniò contro gli assassini, ma fu costretta a ritrattare per le minacce ricevute circa la vita della sua bambina di sei anni. Dopo la testimonianza, sua madre interruppe ogni rapporto con lei e suo marito perse il lavoro. È un’attiva sostenitrice della lotta contro la mafia.
Vincenzo Linarello, portavoce di Comunità libere, presidente del Consorzio sociale Goel (il nome ha radici bibliche e sta a significare liberazione e riscatto) che ha sede a Gioiosa Jonica (Rc).
Mario Caniglia, imprenditore siciliano, costretto ad una vita sotto scorta per aver denunciato le persone che gli chiedevano il pizzo e aver determinato il loro arresto. Allo Stato, che gli aveva offerto un programma di protezione con un’altra identità, ha risposto: «Se ne devono andare loro, io sono di Scordia e rimango qui».
Enza Rando è vicepresidente dell’associazione Libera e avvocato di Avviso pubblico. È stata vicesindaco di Niscemi, primo Comune italiano sciolto per mafia.
Nando Dalla Chiesa, sociologo dell’economia, insegna a Scienze politiche di Milano. Scrittore e collaboratore di diversi giornali, autore di Le ribelli, Storie di donne che hanno sfidato la Mafia per amore, editore Melampo. È presidente onorario di Libera.
Maurizio Aliffi, Francesco D’Auria, Simone Mauri, musicisti. Accompagnano il convegno dalla seconda edizione (1998).
Massimo Brugnoli, giornalista, redattore della rivista AntimafiaDuemila.
Lorenzo Frigerio, dell’ufficio di presidenza nazionale e referente per la regione Lombardia di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.
Franco De Alessandri, segretario Generale Fillea – Cgil Lombardia.
Don Luigi Ciotti, sacerdote da sempre attivo nella lotta alla mafia, fondatore di Libera.
Lorenzo Baldo, giornalista direttore della rivista AntimafiaDuemila.
Luigi Lucenti, presidenza di Arci Lombardia.
Antonio Ingoia è uno dei magistrati di punta della Procura della Repubblica di Palermo.

Il programma completo dell’iniziativa è riportato negli appuntamenti della nostra Agenzia stampa, sul nostro blog htttp://ecoinformazioni.wordpress.com e sul sito del CcP www.comopace.org.

Lucini in Consiglio comunale ha visto umani…

Pubblichiamo l’intervento del consigliere del Pd Mario Lucini al Consiglio comunale di lunedì 4 dicembre sull’assestamento di Bilancio.

“Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…”
Durante il consiglio di lunedì sera mi è venuto più volte in mente questo monologo. C’è chi può citare Kafka o Pirandello, io posso al massimo permettermi di citare Bladerunner.
Ho visto cose…
Ho visto consiglieri di maggioranza sparare a zero sul “buco con l’assessore intorno”; quegli stessi consiglieri che poi, con tutta probabilità, finiranno con l’approvare questo assestamento di bilancio.
E ho visto consiglieri di minoranza sostenere con veemenza “l’assessore con il buco intorno”, incoraggiarlo ad andare avanti così, perché nell’espletamento del suo alto compito non può certo sottostare alle anacronistiche limitazioni di un vincolo banale quale è un bilancio comunale; quegli stessi consiglieri che poi, almeno credo, finiranno con il votare contro questo assestamento di bilancio.
Ho visto consiglieri di maggioranza fare ostruzionismo sull’assestamento di bilancio.
E ho visto consiglieri di minoranza chiedere l’oltranza sull’assestamento di bilancio e poi garantire il numero legale alle due di notte quando in aula erano presenti solo 13 consiglieri di maggioranza.
Poi ho sentito il sindaco dire che chi non approva questo assestamento di bilancio è un irresponsabile.
Per me, per restare sul punto più discusso, è irresponsabile chi a fronte di uno stanziamento di 100 mila euro, permette che ne vengano spesi 500 mila. E qui sono certamente d’accordo con chi dice che la responsabilità va attribuita alla Giunta, quale organismo collegiale (non però con chi, dopo aver sostenuto questo, pare voler curiosamente ritenere responsabili tutti tranne l’assessore Gaddi).
Certo, è responsabile la Giunta tutta e se vogliamo, tutta la maggioranza.
Anche perché l’assessore Gaddi non è certo l’unico in questa Giunta che pensa di poter amministrare questo Comune come se fosse una proprietà privata.
Anche perché, secondo quanto riferito in aula senza che nessuno abbia smentito, il Sindaco, altri assessori e quantomeno alcuni esponenti della maggioranza, sapevano ben prima dell’approvazione del bilancio di previsione che lo stanziamento previsto e sottoposto all’approvazione del Consiglio, non era sufficiente a portare in pareggio il bilancio dell’ultima mostra. E questo è, o sarebbe, di una gravità incredibile!
È irresponsabile chi permette che questi eventi vengano gestiti sulla base di un contratto con Csu, che, nella sostanza, la autorizza a far fronte a tutte le spese, salvo poi il rimborso a piè di lista da parte del Comune. E sarebbe interessante sapere cosa ne pensa la Corte dei conti di queste modalità di gestione da parte di un ente pubblico.
E per venire a questioni ancora più gravi, è irresponsabile chi porta in aula per due anni consecutivi un bilancio di previsione “taroccato”; ben inteso – e mi rivolgo agli uffici ed ai revisori dei conti – non tecnicamente taroccato, ma politicamente taroccato. Da due anni il 50 per cento degli investimenti previsti si basa sull’entrata derivante dall’alienazione della Ticosa; entrata chiaramente lontanissima dall’essere realizzabile, come avevamo ripetutamente denunciato.
Addirittura si è vagheggiato fino all’ultimo momento, lo ricordate tutti, di un fantomatico acconto, prima di 5 milioni, poi di un milione e mezzo. Ma quale anticipo? Chi pensavate ci potesse credere?
E qui sigor Sindaco, mi dispiace, ho provato a farmi venire in mente altri titoli, ma non ci sono proprio riuscito. Che so Verità nascoste o altro. Niente; continua a venirmi in mente Balle spaziali.
Ma, per tornare a Bladerunner: “E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo… Come lacrime nella pioggia. È tempo…” È tempo… Che questa giunta vada a casa”.

10, 13 e 14 dicembre per la Pace

Liberté, fraternité, legalità, da mercoledì 10 dicembre inizia a Como l’undicesimo convegno del Coordinamento comasco per la Pace con un ricco programma per una tre giorni contro le mafie.

Celeste Grossi, vicepresidente del Coordinamento comasco per la Pace, Mauro Oricchio, direttore del Coordinamento, Laura Molinari, Arci Como, e Martino Villani, direttore del Csv della provincia di Como hanno presentato ufficialmente l’undicesimo convegno del Coordinamento comasco per la Pace dal titolo Liberté, fraternité, Legalità che si terrà allo spazio Gloria dell’Arci Xanadù a Como.
Il seminario di quest’anno affronterà l’argomento della legalità toccando il tema della lotta alle mafie e della creazione di una società più giusta e di diritto, e dei diritti umani, con la partecipazione di Coordinamento comasco per la Pace, Arci provinciale e regionale che partecipa al convegno , Avc, Soci Coop, Ipsia, Acli, Fillea – Cgil e Libera regionale e nazionale, l’associazione fondata da don Ciotti contro la mafia che si occupa della gestione dei beni confiscati alle mafie in Italia.
Il convegno coincide quest’anno con la tradizionale tappa comasca della Carovana antimafie che da 14 anni attraversa tutta Italia per i diritti, la libertà e la giustizia sociale.
Il convegno si aprirà mercoledì 10 dicembre, in corrispondenza col sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e della donna, alle 21 con uno spettacolo di Moni Ovadia e Giorgio Bezzecchi, vicepresidente di Opera nomadi, dal titolo Lascia che il vento ci passi un po’ addosso, che tratta della situazione degli immigrati e dell’antirazzismo; Moni Ovadia e Bezzecchi sono costantemente impegnati a fianco di rom e sinti.
Il secondo appuntamento sarà sabato 13 ed interesserà in particolare gli studenti delle scuole superiori della provincia di Como. Parteciperanno il Liceo Giovio, il Liceo Fermi, l’Istituto magistrale Ciceri, il Liceo Vanoni, il Liceo Terragni e il Liceo Porta, riempiendo interamente lo Spazio Gloria. La mattinata verrà aperta da Quel giorno a Cinisi, uno spettacolo di narrativa sociale, di Daniele Biacchessi con le musiche di Gaetano Liguori, sulle vicende di Peppino Impastato, un giovane della cittadina di Cinisi in provincia di Palermo che per aver lottato contro la Mafia, con iniziative come Radio OUT e molte altre, è stato ucciso per ordine del boss Gaetano Badalamenti il 9 maggio del 1978.
Dopo la rappresentazione interverranno Calogero Parisi, presidente della cooperativa sociale Lavoro e non solo che lavora i terreni confiscati alle mafie, e Michela Buscemi, testimone antimafia, che dopo aver perso due fratelli uccisi dalle cosche mafiose decise di contrastare la realtà sociale in cui viveva opponendosi all’omertà dei suoi stessi familiari e vicini; parteciperanno inoltre Vincenzo Linarello, presidente del consorzio sociale Goel, Mario Caniglia, imprenditore siciliano che vive sotto scorta dopo aver denunciato chi gli chiedevano il pizzo, e Enza Rando, vicepresidente di Libera.
La seconda parte della giornata è intitolata Le donne e la loro lotta contro la mafia con gli interventi di Michela Buscemi, Enza Rando e Nando dalla Chiesa, presidente onorario di Libera e autore di libri sulle donne e la mafia.
A conclusione della giornata alle 21, dopo un aperitivo (Il buffet è “cosa nostra”), proiezione del film Il divo, con l’intervento di Massimo Brugnoli.
Domenica 14 dicembre, giorno di chiusura, inizierà la mattina con dei seminari – laboratori: Verso Libera, con Lorenzo Frigerio, referente per la regione Lombardia di Libera, e Lavoro Nero, con Franco De Alessandri, segretario generale di Fillea – Cgil. Seguiranno nel pomeriggio la conferenza Non c’è pace senza diritto, alla quale parteciperanno don Luigi Ciotti, Maria Luisa Lo Gatto, magistrato, e Lorenzo Baldo, direttore della rivista ANTIMAFIAduemila alla quale hanno collaborato Travaglio e Gomez, Luigi Lusenti, presidenza Arci Lombardia, Antonio Ingroia magistrato della procura di Palermo. Alle 18 10 minuti per la carovana antimafie, suonerà Gaetano Liguori.
Gli organizzatori del convegno hanno sottolineato che le tre giornate non vogliono essere giornate di celebrazione. La scelta di trattare temi scomodi vuole essere un incentivo per aumentare l’impegno sociale e portare ai cittadini informazioni che purtroppo, per interessi privati e personali, vengono trattate con leggerezza e come se fossero fatti riguardanti solo una parte del Paese, quando invece le mafie sono presenti su tutto il territorio nazionale; ad esempio la Lombardia è la quarta regione per numero di beni confiscati alle mafie. Un convegno deciso quindi per sottolineare l’importanza che i diritti umani devono aver nella pratica e non solo sulla carta, per garantire una società più giusta e di Pace, per sottolineare il fatto che non c’è Pace senza diritto, qui come in tutti gli angoli del mondo. [Alessandro Delcaro, per ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 4 dicembre 2008

Approvato l’assestamento di Bilancio

Preliminari
Nelle preliminari Roberta Marzorati, Per Como, ha chiesto di sistemare al più presto il riscaldamento non funzionante della palestra di Muggiò, Giampiero Ajani, Lega Nord, ha lodato il proprio ministro dell’interno dopo le recenti operazioni antiterrorismo. Un fatto che per il consigliere leghista deve ricordare “la pericolosità di ospitare certi soggetti pericolosi” per “evitare di allevare serpi in seno”, un motivo questo che lo ha portato a polemizzare contro l’introduzione di menu etnici nelle scuole.
Silvia Magni, Pd, ha chiesto chiarimenti sulla tempistica dei lavori per l’acquedotto industriale alla fine di via Sant’Antonino ad Albate, Vittorio Mottola, dello stesso partito, ha domandato delucidazioni sulle funzioni delle Guardie ecologiche volontarie, mentre Mario Molteni, Per Como, ha riferito della vicenda di strane telefonate indagatorie di soggetti non ben specificati ad anziani di Sagnino.
Mario Lucini, Pd, ha fatto richiesta formale di avere un chiarimento sulle discrepanze fra le dichiarazioni del sindaco in aula e quanto riportato su un comunicato del Comune, data la presenza di discrepanze, rilevate poi anche sulla stampa locale. La risposta è arrivata oggi con una nota di scuse in cui si parla di errore di trascrizione “senza alcun tentativo di modificare il contenuto”.
“C’è un clima di tensione e di malessere e le parole dette dal sindaco – è intervenuto poi anche Dario Valli di Area 2010 – non fanno che aumentarlo, quando dice che altri nascondono, mettono le fiduciarie e hanno dei prestanome”. “Era stata fatta una domanda di chiarezza – ha proseguito Valli – e noi e i cittadini abbiamo il dovere di sapere chi sono questi altri”.
Bruni ha ritenuto quindi di prendere la parola ma non per rispondere alle interrogazioni dei consiglieri bensì per ritornare sul tema delle grandi mostre. “L’altra sera si è evidenziata una spaccatura netta e responsabilmente la Giunta ha deciso uno stop. Non possiamo prenderci nessun impegno economico – ha precisato il primo cittadino auspicando che – il Consiglio comunale produca un documento di indirizzo subito per dare un orientamento senza attendere il Bilancio di previsione”, salvo restando la compatibilità economico – finanziaria delle scelte da prendere.

Numero legale e regolamenti
Ancora una volta il Consiglio è iniziato a ranghi ridotti e ne è nata una polemica. Lucini ha chiesto il perché era stata ritenuta in seconda convocazione la seduta. Se fosse stata in prima le minoranze sarebbero potute uscire e far cessare, per poco, il numero legale, al contrario in seconda il numero di consiglieri sufficienti per garantirlo è inferiore ed era garantito. Per il consigliere del Partito democratico dato che era in seconda convocazione la seduta precedente questa sarebbe dovuta essere considerata come normale, anche perché era già stata convocata. La risposta tecnica dell’avvocato Fabiano è stata “è un aggiornamento di una seduta che non è finita” citando l’articolo 45 del regolamento comunale. Anche Bruno saldino, Pd, è intervenuto chiedendo lumi sugli argomenti all’ordine del giorno “allora dobbiamo trattare solo l’ordine del giorno della seduta precedente e non possiamo affrontare gli altri”. Salomonica la risposta del presidente Pastore “consideriamo il Bilancio come in prima convocazione e gli altri in seconda”.
Sembrava tutto risolto ma durante i lavori ha poi ripreso la parola Lucini leggendo l’articolo citato dal segretario generale “è adunanza di seconda convocazione solo la prima seduta che fa seguito, in giorno diverso, per ogni argomento iscritto all’ordine del giorno, ad altra riunione andata deserta per mancanza del numero legale” ed è così calato il silenzio in aula. “La sua spiegazione non mi sembra corretta – ha aggiunto il consigliere – e vorrei capire dove siamo”. “Se andiamo a sentire la registrazione di quello che ho detto ho parlato di aggiornamento” ha replicato Fabiano che messo alle strette da Lucini ha aggiunto “era scritto nella convocazione del presidente”. È così intervenuto Bruno Magati, Paco, che ha parlato di fatto senza precedenti e affermato che la Commissione che si occupa della revisione del regolamento dovrà sistemare questi aspetti. I lavori consiliari sono in ogni modo proseguiti.

L’assestamento di Bilancio
Aperta la discussione sul bilancio da dove si era interrotta è stato bocciato l’unico emendamento proposto dalle opposizioni sul ripristino della Linea Cadorna, per l’assessore Colombo una iniziativa valida ma che non può essere finanziata in questo momento per mancanza di soldi.
Bocciati anche i due ordini del giorno delle minoranze. Il primo che chiedeva un pachetto di misure in difesa delle famiglie in difficoltà, con interventi per luce, acqua, gas, affitti, ecc., ha fatto dire al sindaco di “stare attenti a non fare pura demagogia con documenti di questo tipo”. Il secondo che proponeva la creazione di una fondazione per le mostre e Villa Olmo ha invece scaldato l’aula. Molti i pareri favorevoli e lodi dall’opposizione sono giunte all’assessore Gaddi per il lavoro svolto in questi anni. La consigliera Marzorati ha proposto anche la nascita di una esposizione permanente con l’astrattismo ed i razionalisti comaschi. Recisa la risposta del sindaco che ha affermato che la Fondazione si farà ma così come era intesa nel programma elettorale della maggioranza e ha dato indicazione di voto contrario. Uno scambio di ruoli con minoranze che lodano l’operato dell’assessore alla cultura e parte della maggioranza che ne critica l’operato dal punto di vista degli aspetti economici, anche se con minor veemenza della volta precedente che, associato a quanto accaduto nella notte di lunedì scorso ha fatto pronunciare a Lucini un intervento – sfogo su tuta la vicenda.
Al voto finale prevedibili le dichiarazioni con Luca Gaffuri, Pd, contrario dopo quello che ha definito lo stralcio quasi completo della manutenzione ordinaria, concorde Donato Supino, Prc, che ha attaccato l’assessore D’Alessandro. Magatti ha ricordato i mancati introiti della Ticosa e i fondi, 5 mila euro, destinati allo spostamento della madonnina dal seminario a una chiesa a Cipiglio, “una operazione del tutto clericale, che non si spiega se non come scaramantica fra altre operazioni imbarazzanti”. Contrario anche Valli, mentre a favore si sono espressi Pasquale Buono, Fi, Marco Butti, An. Ajani, dopo aver ribadito con forza “noi non vogliamo continuare ad avere buchi da ripianare”, riferendosi alle mostre, ha lasciato liberi i rappresentanti del suo gruppo di scegliere come votare. Infatti Emanuele Lionetti, unico della maggioranza, ha espresso un parere negativo sulla delibera affiancandosi alle minoranze. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Tagli energetici

solare«Ci batteremo perché questa previsione del DL 185 sia cancellata» così Chiara Braga si espressa in difesa delle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico minacciate da un ennesimo taglio nel decreto “anti-cirisi”.

La deputata comasca del Partito democratico Chiara Braga ha attaccato quella che ha definito «una misura assolutamente incomprensibile e non condivisibile contenuta nel decreto, all’art. 29, che riguarda la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali del 55 per cento per le spese sostenute da molti cittadini in merito alla riqualificazione energetica degli edifici: interventi di coibentazione – infissi e pannelli isolanti – sostituzione caldaie, installazione pannelli solari». In sostanza per Braga «il contenuto del decreto renderà molto più difficile ottenere il contributo, sia perché la procedura di presentazione delle domande viene resa molto più complessa, sia perché i nuovi meccanismi rischiano di restringere in maniera determinante il campo dei beneficiari, anche a scapito di quanti nel 2008 hanno già effettuato i lavori e rischiano di vedersi negata la possibilità di usufruire delle sgravio del 55 per cento».
Per la deputata comasca un azione in sintonia con le «scelte già operate dal Governo nella manovra di luglio (D.L.112) che ha ridotto gli obblighi di certificazione energetica degli edifici e dalla Finanziaria delle scorse settimane, che ha tagliato per i prossimi anni proprio quelle risorse che dovevano garantire la conferma della detrazione fiscale del 55 per cento.
«Si tratta di scelte che contrastano un processo virtuoso che si era avviato nel Paese – ha proseguito la deputata del Partito democratico – volto alla riqualificazione energetica degli edifici e che penalizzano pesantemente non solo le famiglie italiane, che avevano assunto impegni a riguardo, ma anche le stesse piccole e medie imprese del settore,che in questi anni si erano progressivamente specializzate nel settore».
«Tutte queste misure contraddicono poi – ha concluso Braga – gli impegni che a livello europeo molti paesi stanno assumendo riguardo al tema energetico e della lotta ai mutamenti climatici, e che rischia di relegare ulteriormente l’Italia nell’angolo anche nel quadro delle trattative che vedranno impegnato il Governo nelle prossime settimane sul Pacchetto Clima-Energia».

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 1 dicembre

cernezzi1Alle 3 del mattino di lunedì 1 dicembre salta la seduta sull’assestamento di bilancio per l’impossibilità della note di seguire le bizzarrie della procedura e della situazione politica. Le minoranze parlano a favore dell’assessore Gaddi e garantiscono il prosieguo della seduta mentre An, Lega e Popolari liberali guidano l’ostruzionismo contro il ripiano del debito della mostra di Villa Olmo e abbandonano per un po’ l’aula.

Le preliminari
Nel disinteresse più totale Luigi Bottone, Udc, ha espresso paura per un’eventuale esondazione del lago nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì 1 dicembre. Roberta Marzorati, Per Como, ha ricordato la vicenda di un bambino che si è fatto male in un asilo comunale alla cui famiglia è stato fatta pervenire una bolletta per le spese per il mese in cui, a causa dell’incidente il bambino è dovuto rimanere a casa. «Oltre al danno la beffa, ci tocca pure pagare, proprio mentre noi abbiamo deciso di non fare causa al Comune», così la lettera letta della madre del piccolo letta in aula dalla consigliera.
Donato Supino, Prc, ha chiesto al sindaco maggiore attenzione alle vicende di Asf, dato anche lo sciopero dei dipendenti di quattro ore, accusando l’azienda di «portare allo sfascio cercano di vendere il noleggio turistico».
La serata si è poi accalorata con l’intervento di Marcello Iantorno, Pd, sulla carica sindacale del sindaco in A2A Calore e Servizi. «Lei ha presentato la proposta di delibera, non l’assessore competente, ed ha risposto alle questioni poste dal Consiglio – ha precisato il consigliere del Pd – Lei avrebbe dovuto sentire l’obbligo morale, etico, politico e giuridico di informare l’assemblea della sua partecipazione».
Pronta la difesa del sindaco contro quello che ha definito un «attacco strettamente personale, le cui ragioni non capisco». Bruni ha quindi rivendicato la correttezza della sua posizione affermando di non essere sindaco di nessuna società che ha sede in città. Il sindaco ha poi dichiarato ironicamente che la stampa non ha lavorato se non in maniera superficialmente essendo lui sindaco anche di Fertilvita, un’altra controllata di A2A, un fatto che non era stato riportato. «Non ho percepito ancora, ad oggi, nessun tipo di compenso – ha affermato con forza Bruni riferendosi ai due incarichi – e dal ’94, quando ero assessore, ad ora ho sempre presentato in Comune la dichiarazione dei redditi e l’elenco delle partecipazioni personali». Un attacco anche ad Antonio Spallino, intervenuto sulla questione sulla stampa locale, citando la sua amministrazione, ed ha concluso con «non ho nulla da nascondere. Non mi è venuto in mente di dire la mia partecipazione in aula data l’assoluta esiguità e terzietà del rapporto».

La discussione sul Bilancio
Aperta la discussione Bruno Magati, Paco, ha puntato il dito contro l’errore di valutazione in sede di Bilancio previsionale: «Non solo non si possono realizzare tutta una serie di interventi ,ma in più vengono assunte dalla Giunta le scelte sulla priorità delle risorse sottraendole alle prerogative del Consiglio». Una questione alla quale ha risposto dalla maggioranza Roberto Rallo, Fi, che ha fatto paragoni storici dalla democrazia ateniese ai Comuni medievali, parlando di «responsabilità della classe dirigente per le involuzioni che possono accadere nel corso della storia, che non è retta e lineare, ma può incorrere in involuzioni».
Per Luca Gaffuri, Pd, siamo al «secondo anno consecutivo in cui si ha un’espropriazione del potere del Consiglio». «Mi ripeterò ma questo è un bilancio ingessato – ha proseguito il capogruppo del Pd – gli investimenti significativi su opere pubbliche sono tutti legati all’introito, segnato da più anni, dei 14,5 milioni di euro della Ticosa», venendo a mancare si è avuta una limatura generale delle spese con riduzioni degli interventi dalla manutenzione delle scuole a quella per le strutture di sportive di Casate quando «già la manutenzione ordinaria – ha concluso Gaffuri – si era trasformata in straordinaria per la trascuratezza degli impianti».
Anche Supino ha fatto l’elenco dei tagli, dai trasporti ai marciapiedi, mancanze imputate, oltre che alla Ticosa, alle minori monetizzazioni per 550 mila euro, minori introiti per concessioni edilizie per 1 milione e ai 600 mila euro in meno per le multe.

Il buco della mostra a Villa Olmo
Contro i malumori che serpeggiavano fra le file della maggioranza, dovendo ripianare il buco di 480 mila euro per l’ultima grande mostra comasca, Rallo ha difeso l’operato dell’assessore Gaddi, così come la minoranza, per Iantorno «non si tratta di una questione personale ma semmai una responsabilità collegiale». Magatti ha proposto di chiedere lettere di impegno e gestire direttamente come Comune, non come Csu, le sponsorizzazioni per avere un maggiore controllo sui bilanci delle mostre.

Il gioco delle parti
Donato Supino ha quindi chiesto, data l’ora tarda, la votazione per la prosecuzione della seduta ad oltranza, trovando il favore di parte della maggioranza.
An, Lega e Popolari liberali hanno iniziato l’ostruzionismo per evitare di approvare l’assestamento.
«Non siamo contrari alle mostre – ha dichiarato Gervasoni – ma lo siamo al deficit che regolarmente ci viene presentato» e per ovviare al problema ha proposto la nascita di una Fondazione per la gestione delle mostre. «È mancata a tratti la collegialità delle decisioni» ha aggiunto Marco Butti, An, che ha esaminato i flussi turistici prodotti dalla mostre e la bassa capacità di sinergie con le altre offerte culturali della città.
Anche il capogruppo di Forza Italia, Pasquale Buono, si è tolto un sassolino dalla scarpa chiedendo che i bilanci vengano visti prima per potere meglio valutarne i vari aspetti.
Contestato all’assessore anche il fatto che già nel marzo di quest’anno si sapeva ci sarebbe stato un buco, all’epoca di 280 mila euro, ma non è stato riportato in sede di previsione di Bilancio ad aprile, dove per la mostra erano stati previsti 100 mila euro.

La difesa di Gaddi
Gaddi si è difeso affermando che la “famosa” riunione di marzo non era segreta e ha confermato lo “sbilancio” poi aumentato. L’assessore ha citato come dati accertabili la visibilità data dalle mostre alla città, portando in aula una pigna di articoli, messa di proposito in bella vista sul banco della Giunta, il fatto che la mostra di Magritte sia ora riproposta a Milano e il costo complessivo della mostra di 1,8 milioni, in cui il contributo iniziale versato da Palazzo Cernezzi avrebbe dovuto essere di 100 mila euro, ovvero il 5 per cento, ed è salito a 480 mila euro pari al 26 per cento, quando la mostra su Mirò è costata 350 mila euro, il 15-16 per cento.
«Le attività culturali non sono poi – ha continuato Gaddi – strettamente monetizzabili, e non hanno necessariamente un riscontro economico. Como è stata accolta nel Cidac (l’Associazione delle Città d’Arte e Cultura) dove sono presenti solo le città con un certo standard culturale». «Le mostre sono nate dopo anni di fatica e sudore, grazie a una certa alchimia che si può distruggere in un minuto, e questa è responsabilità del Consiglio comunale» è stata la conclusione dell’assessore alla cultura.

Emendamenti
Sull’assestamento di Bilancio sono stati presentati tre emendamenti e due ordini del giorno e la discussione si è portata sui primi.
I “dissidenti” della maggioranza hanno continuato a fare ostruzionismo e sull’emendamento numero uno, presentato dalla Giunta per fare delle lievi correzioni, Pierangelo Gervasoni, Gruppo misto – Popolari liberali, ha chiesto di potere sub-emendare lo scritto, facendo riconvocare i revisori, che devono dare il parere di ammissibilità, che data l’ora tarda erano stati lasciati andare a casa. Questo ha scaldato l’aula con Rallo che ha inveito contro la sua stessa maggioranza «Ma noi abbiamo bisogno del consigliere Gervasoni? Chiedo una verifica con i capigruppo della maggioranza».

Forza Italia e le minoranze insieme
Su queste parole i consiglieri della Lega, di An e dei Popolari liberali, hanno abbandonato l’aula, con Gervasoni che, prima di uscire, ha dichiarato: «Noi abbiamo la forza della libertà di parola, che forse Rallo non ha più, e siamo coerenti col programma del sindaco». Supino ha quindi chiesto la verifica del numero legale che è stato garantito dalle minoranze e dalla sola Forza Italia.
L’aula ha poi bocciato il subemendamento e approvato l’emendamento della Giunta.

L’emendamento contro Gaddi
Rientrati in aula i “dissidenti” la discussione ha toccato il loro emendamento proposto per stornare i soldi per coprire il buco della mostra a favore della sistemazione idrica di Camnago Volta. Un’operazione definita, con forza, strumentale per Vittorio Mottolo del Pd che è stata bocciata dal Consiglio con i soli voti favorevoli della Lega, di Gervasoni e Supino e la contrarietà de resto del consesso.

La Linea Cadorna
L’ultima questione trattata è stata quella della sistemazione della Linea Cadorna. Gaffuri ha ricordato l’approvazione di un ordine del giorno in proposito durante il Bilancio per cui però l’assessore Colombo ha detto che per quest’anno non ci sono fondi: «Effettivamente non so dove andare a trovarli». Il capogruppo del Pd ha così presentato un emendamento. «Ho intenzione di fare un sub-emendamento – ha dichiarato Gervasoni – non mi va bene che si vada ad intaccare l fondo di riserva per finanziare quest’opera». Dato che i revisori erano nuovamente stati lasciati liberi di andare  a casa e non più rintracciabili alle tre e dieci del mattino la seduta è stata aggiornata a giovedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di domenica 30 novembre 2008

cernezziÈ in cominciata la discussione sull’assestamento di Bilancio nel Consiglio comunale straordinario di domenica 30 novembre. Il sindaco al centro delle preliminari per i sui rapporti con A2A rispetto alla nuova società che nascerà dalla fusione di Acsm e Agam.

Attacco al sindaco nelle preliminari del Consiglio comunale straordinario di domenica 30 novembre Luigi Bottone, Udc, ha esplicitato gli interrogativi di parte della maggioranza: «Sono meravigliato dell’atteggiamento del sindaco, che non ha mai riferito della sua carica in una partecipata di A2A». Il consigliere centrista ha poi continuato: «sarebbe sto meglio che durante la votazione della fusione Acsm – Agam il sindaco uscisse».
Anche per Marcello Iantorno, Pd, «si tratta di fatti di estrema gravità», tanto che, anche a proposito della mancata nomina dei rappresentanti del Cda di Acsm, senza le direttive d’indirizzo del Consiglio, ha preso contatti con la Consob.
Iniziata la seduta, unico gruppo assente Area 2010, l’assesore al Bilancio Colombo ha illustrato la manovra.
Aumentano le spese e gli investimenti sul territorio, e i fondi di riserva, ma per quasi 97 milioni di entrate ce ne sono 100 di uscite. I prestiti si aggirano sui 7 milioni, anche perché dal bilancio 2008 sono alla fine state scorporate le entrate della vendita dell’area ex Ticosa. Con «cauto ottimismo, è previsto il rispetto del patto di stabilità» ha affermato l’assessore. I buchi fondamentalmente sono dati da 600 mila euro di multe in meno e dalla Ticosa. Colombo ha rivendicato il rispetto di una serie di priorità, dettate dal Consiglio, sugli interventi fatti con le disponibilità finanziarie, dal wireless in biblioteca all’acquisizione dell’intero Politeama. Positiva per l’assessore anche la lotta all’evasione con un recupero di gettito Ici.
Proteste dalle minoranze per la mancata convocazione di Iantorno e Gaffuri, del Pd, e per la consegna dei materiali da studiare il giorno stesso, Supino Prc, nella Commissione che ha, anticipatamente, visto l’assestamento di Bilancio prima del Consiglio. Anche sulla validità di un procedura che vede una convocazione d’urgenza dell’assemblea nell’ultimo giorno di novembre, per una discussione che si protrarrà per altre due sedute di dicembre sono state fatte eccezioni dalle minoranze. Per il vice segretario generale Emoroso in ogni modo «l’assestamento non è un atto obbligatorio» e quindi non è così vincolante, tanto più che «non vi è giurisprudenza costante sull’argomento». Contrario il parere di Iantorno per cui ci potrebbe essere il rischio di scioglimento del Consiglio.
Dopo le domande dei consiglieri, e le prime risposte, sulla relazione dell’assessore la seduta si è sciolta per riprendere questa sera. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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