Mese: Dicembre 2008

Cessino i bombardamenti

In una nota che pubblichiamo integralmente di seguito la presa di posizione del Prc di Como sui bombardamenti di Gaza.

“Nella striscia  di Gaza stiamo assistendo ai giorni più sanguinosi  degli ultimi 40 anni! Più di 300 morti  fra civili e militari.
Militarismo e violenza generano  violenza.  Oggi la popolazione di Gaza vive in rovina, senza cibo, elettricità  in condizioni disumane ..

Va chiesta  l’immediata cessazione del bombardamento israeliano su Gaza e il fermo di  tutte le operazioni militari da parte dell’esercito israeliano e le forze di Hamas

Chiediamo la revoca immediata del blocco economico di Gaza. Da  più di un anno mezzo milione di palestinesi sono puniti collettivamente e privati del livello minimo di sussistenza. L’Unione europea e gli Stati Uniti devono porre fine alla militarizzazione dell’area e assumersi la  responsabilità primaria di avviare un processo di disarmo globale, a partire dalla NATO.

Chiediamo il cessate corsa agli armamenti in tutta la zona, e che la pace essere ricercata attraverso soluzioni politiche che riconoscano i diritti dei due popoli. palestinese ed israeliano, alla libertà, alla giustizia, alla  sicurezza.

Rivolgiamo un appello urgente per la ripresa dei negoziati. Le risoluzioni delle Nazioni Unite relative al ritiro israeliano dai territori occupati devono essere eseguite.
 
Il PRC di Como è al fianco di tutti i pacifisti e di tutte le forze democratiche che chiedono  il cessate il fuoco e la ripresa immediata delle trattative che sappiano riconoscere ed applicare il principio  del “due popoli e due stati ”
 
Rifondazione Comunista  COMO

Buon abbonamento 2009

 

ecoinformazi1

Care lettrici, cari lettori,

per alcuni giorni, nel periodo delle feste di fine anno, fino al 7 gennaio, non saranno inviate edizioni ordinarie dell’Agenzia stampa quotidiana ed anche questo blog sarà aggiornato meno frequentemente.

Approfittiamo infatti di questo periodo per completare l’adeguamento telematico della nostra attività necessario per rendere più efficace (e più economico) il nostro impegno per la libera informazione.

Vi chiediamo di partecipare a questa fase ricordandovi di rinnovare il vostro abbonamento al mensile (20 euro, ma è bene versare anche di più diventando così sostenitori).

La nostra linea editoriale come sapete e chiaramente schierata in antitesi al consumismo dilagante ancora di più in questo periodo dell’anno.

Chiediamo tuttavia a chi riceve la nostra Agenzia stampa (che continuerà a essere gratuita) o ci legge on line di sottoscrivere almeno un abbonamento alla nostra rivista mensile dandoci quindi risorse essenziali per lo sviluppo della nostra iniziativa che come sapete non ha né padroni, né padrini. Riteniamo infatti che l’informazione non sia un consumo, ma un bene comune.

Buon 2009.

Per abbonarsi 

* Versamento di almeno 20 euro sul conto corrente postale n. 15767460 intestato a Associazione ecoinformazioni via Anzani 9 Como.

* assegno non trasferibile intestato a Associazione ecoinformazioni

attivazione immediata telefonica 031.268425, ecoinformazioni@tin.it.

Chi vorrà sottoscrivere un abbonamento 100X100 (sottoscrizione di almeno cento euro) riceverà in omaggio l’acquaforte policroma L’eco di Giuliano Collina. 

Dormitorio decentrato

Anche il Partito democratico comasco è contrario allo spostamento del dormitorio per i senza tetto da via Tommaso Grossi a Prestino.

Esprimendo il proprio disaccordo in una nota alla stampa il gruppo consiliare del Partito democratico in Comune ritiene che «il repentino spostamento del dormitorio, inizialmente previsto dopo le vacanze natalizie, sia solo la conseguenza di un’operazione politica interna alla Giunta e il modo di occupare la struttura di via Sacco e Vanzetti, pronta da due anni e originalmente destinata ad accogliere ex carcerati, immigrati e persone in difficoltà economica».
Il consigliere Franco Fragolino ha spiegato che «l’assessore Cattaneo, nella Commissione di circa dieci giorni fa, ha affermato che al momento non esisterebbe un reale bisogno per le categorie a cui era inizialmente destinata la struttura». Per cui ha proseguito il consigliere democratico «Come gruppo abbiamo chiesto che questo fosse verificato, rivolgendosi alla Caritas e alla Lila, ma la domanda è rimasta inevasa». Contrarietà anche per il trasferimento via autobus «trasportare in periferia delle persone che già vivono l’emarginazione dettata dal non avere un posto dove stare – ha concluso Fragolino – sembra più un modo di nascondere il disagio che non quello di trattare il problema».

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 15 dicembre 2008

 

cernezzi4Il Consiglio comunale di lunedì 15 dicembre si incaglia sul regolamento di bilancio che viene rimandato. Approvati definitivamente i nuovi condomini all’ex Consorzio agrario e nominati i rappresentanti nella commissione biblioteca.

Preliminari

Il Consiglio si raccoglie in memoria di due personaggi della politica locale recentemente scomparsi, Gianpiero Ajani, Lega nord, ha ricordato la figura di Airoldi, già consigliere provinciale del suo partito, mentre Roberto Rallo, Fi, ha chiesto un minuto di silenzio per l’ex sindaco Felice Bernasconi.

Nuove rivelazioni sono state fatte da Roberta Marzorati, Per Como, che ha raccolto la testimonianza di Angelo Veronelli, del 1915, figlio di uno dei badilanti che hanno contribuito ad edificare lo stadio Sinigaglia «ci sono sì le scorie della fonderia di Dongo – ha chiarito la consigliera citando – allora non si buttava niente e le scorie andavano benissimo perché era un terreno acquitrinoso», ma la novità è data dal fatto che per le fondazioni «del campo Gigi Meroni di Albate sono state usate le scorie dell’Omita che all’epoca non faceva solo telai».

Dopo la neve e la pioggia è stata ricordato la condizione nella quale versano le strade cittadine; Mario Lucini, Pd, ha citato lo stato del drenaggio sulla Madruzza e per Carlo Ghirri, Gruppo misto – Popolari liberali, «non è possibile che le strade si sbriciolino in pochissimo tempo!».

Un appello per la democrazia è venuto poi da Lucini che ha rilevato come ben quattro Circoscrizioni cittadine, la 2, 3, 5 e 7, abbiano fatto convocazioni di urgenza «su questioni non improvvise – ed ha aggiunto – alla 7 addirittura è stata fatta una convocazione il 15 per il 17 dicembre alle 24 e in seconda convocazione il 18 alle 21».

Regolamento di Bilancio

L’assemblea di Palazzo Cernezzi si arena nelle secche del nuovo regolamento di Bilancio. Dopo delle prime precisazioni del ragioniere capo Buononto le opposizioni danno battaglia sulla nuova regolamentazione rivendicando la possibilità di modifiche agli indirizzi dati in Bilancio previsionale per far fronte ad emergenze e casi imprevisti. «Una norma infelicemente scritta, di impossibile applicazione» per Marcello Iantorno, mentre per l’assessore Colombo non si tratta di un problema così importante dato che «la casistica è così limitata». In ogni modo si è trovato un accordo sulla sospensione delibera che verrà riproposta prossimamente con delle modifiche concordate.

L’ex consorzio agrario

Solo alle 23 è ripresa la discussione ed è stato approvato definitivamente il piano di recupero dell’ex Consorzio agrario proposto dalla Sagi, dopo la possibilità di osservazioni pubbliche. Come in prima battuta si è riconfermato il voto negativo delle opposizioni, «per il notevole impatto in termini volumetrici in una zona che non riteniamo di interesse residenziale» ha spiegato Lucini, quello positivo della maggioranza con al sola astensione della consigliere Simone di Forza Italia.

La Commissione biblioteca

Come ultimo atto prima di sciogliere la seduta sono poi stati eletti i rappresentanti consiliari nella Commissione della Biblioteca comunale Alessandro Rapinese, Area 2010, per le opposizioni e Etta Sosio, Fi, e Ajani per l a maggioranza. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Liberté, faternité, lagalità

Si è conclusa domenica 14 dicembre sera la tre giorni dei pacifisti lariani. Ampia la partecipazione, fittissima l’agenda delle cose da fare per dare concretezza d’azione alle idee sviluppate nel Convegno Liberté, fraternité, legalità. Non c’è pace senza diritto.

 

Complessivamente più di mille i partecipanti alla tre giorni pacifista organizzata dal Coordinamento comasco per la Pace con Avc – Csv, Arci provinciale e regionale, Libera regionale e nazionale, Acli, Ipsia, Fillea – Cgil e Soci Coop.

Molto frequentate tutte le diverse sessioni con la sala dello Spazio Gloria quasi completamente piena per l’apertura di mercoledì 10 dicembre, gremita nella mattinata di sabato riservata alle scuole. Rilevante anche la partecipazione, più di cento persone, al pomeriggio di sabato e alla proiezione serale del film Il divo, ancora più alta nella sessione conclusiva di domenica 14 con duecento partecipanti. Complessivamente quindi il Convegno Liberté, fraternità, legalità ha registrato circa 1200 presenze con più di 450 giovani. Molti anche gli interventi nel dibattito e significativa la volontà di una trentina di partecipanti all’attività seminariale di approfondimento su Lavoro nero e Libera della domenica mattina.

Su questo blog si trovano i resoconti delle diverse fasi del Convegno mentre nel prossimo numero del mensile ecoinformazioni saranno pubblicate sintesi delle relazioni svolte al convegno.

Mafie e antimafie a Como

Partecipata sessione conclusiva dell’undicesimo convegno del Coordinamento comasco per la Pace.  La legalità e le infiltrazioni mafiose al centro del dibattiti davanti a 200 persone allo Spazio Gloria dell’Arci Xanadù nel pomeriggio di domenica 14 dicembre.

Dopo la replica dello spettacolo su Peppino Impastato, Buongiono a Cinisi,  la sessione conclusiva in due parti al Convegno Liberté, fraternità, legalità, i 200 presenti hanno assistito ad un incontro con Enza Rando e Maria Luisa Lo Gatto, moderato da Roberto Caspani, Ipsia – Acli, e con Lorenzo Baldo e Luigi Lusenti, moderati da Emilio Botta, presidente del Coordinamento. Intermezzi musicali di Maurizio Aliffi, Franco D’Auria, Simone Mauri e per terminare 10 minuti per la Carovana antimafie, musica di Gaetano Liguori.

Enza Rando di Libera ha ricordato come la società civile, in Sicilia e Calabria si è risvegliata dopo gli attentati e ne sono nate la primavera siciliana e la primavera dei sindaci. Per l’avvocatessa serve la capacità di indignarsi e di mantenere un’attenzione sul problema mafioso non episodica. Col bagaglio della sua esperienza come vicesindaco di Niscemi ha posto in primo piano l’importanza degli enti locali come strumento di partecipazione e di contrasto della cultura mafiosa. «Se la politica perde di credibilità lascia spazio alla mafia ed alla collusione allontanando ulteriormente la gente» ha affermato l’esponente di Libera che si è retoricamente chiesta a proposito del coinvolgimento democratico: «Quanti fanno un’urbanistica partecipata?»

«Fare comunità isola la cultura mafiosa» ha affermato Rando ricordando l’esperienza della giornata della memoria delle vittime della mafia, che si celebra ogni anno il 21 marzo, a Niscemi quando ragazzi provenienti da tutta Italia hanno fatto si che i mafiosi si eclissassero.

Maria Luisa Lo Gatto, magistrato, ha invece raccontato della infiltrazione mafiosa nelle province di Como e Lecco secondo i dati recuperati dalle inchieste giudiziarie. «La ‘Ndrangheta è radicata nel Lecchese da ormai quarant’anni e vi ha riproposto gli schemi tradizionali con un vero e proprio controllo militare del territorio con bar, esercizi pubblici, famiglie». La magistrata comasca ha poi voluto concentrare l’attenzione sul Campione d’Italia e il suo Casinò. Un luogo in cui «già le indagini sono difficili dato che non c’è la Guardia di finanza e la polizia, ma solo i vigili urbani ed i carabinieri». Ripercorrendo la storia della nascita della casa da gioco e dell’importanza assunta nella comunità locale diventando la principale azienda del paese che dà lavoro a metà dei residenti ha denunciato come in Italia non ci sia stata una disciplina contro il riciclaggio per le case da gioco sino al 1999, che nell’exclave italiana non è ancora stata applicata.

Ha quindi citato un’inchiesta dei primi anni ’80 di Piercamillo Davigo che metteva in luce come la soceità che gestiva il Casinò avesse legami con Nitto Santapaola attraverso i cambisti, coloro concedono prestiti a tassi usurai ai giocatori. Un modus vivendi talmente rodato che erano intenzionati ad esportare alla casa da gioco di San Remo, dove si scontrarono con un’altra cordata che faceva riferimento a Epaminonda.

Negli anni 2000 sono poi cambiate le modalità del riciclaggio e si è passati alle società di porteurs, ovvero società con cui i casinò stipulano contratti per farsi portare i clienti, ed in un’inchiesta su una di queste società era stato coinvolto Vittorio Emanuele di Savoia.

«Ormai c’è stato un salto di qualità – ha affermato Lo Gatto – non vi è più l’inserimento di un soggetto estraneo nelle associazioni a delinquere ma si instaura un patto di collaborazione». Per questo è stato coniato il termine giuridico di concorso esterno in associazione mafiosa un fenomeno che denota un decadimento etico, culturale e l’aumentare della corruzione. «Il problema non è palliare la legislazione – ha concluso la magistrata comasca – ma operare contro i meccanismi politico istituzionali di un’area contigua alla criminalità che va modificata con il contributo di tutti».

Lorenzo Baldo, di Antimafia2000, ha rilevato le aderenze di personaggi politici con la mafia da Marcello Dell’Utri a Giulio Andreotti e denunciato la censura di Roberto Scarpinato, la cui testata, Il Corriere della sera, gli ha tolto l’incarico di seguire un’inchiesta di mafia dopo aver fatto nomi e cognomi. L’unica soluzione anche per Baldo è comunque l’impegno e la partecipazione civile anche solo di una minoranza.

Per ultimo Luigi Lucenti, Arci Lombardia, ha ripercorso la storia e l’operato della Carovana antimafie e posto l’accento sull’importanza della cultura della legalità, denunciando lo «slittamento delle coscienze, con l’accettazione di alcuni fenomeni di criminalità».

Il dibattito ha visto quindi una riflessione sulla coscienza della legalità all’interno delle carceri intese come percorso di rientro nella società.

Contro il lavoro nero verso Libera

Lavoro nero e Verso Libera nei seminari di domenica 14 dicembre al Convegno Liberté, fraternité, legalità del Coordinamento comasco per la Pace allo Spazio Gloria del Circolo Arci Xanadù.

Lavoro seminariale e approfondimento per una trentina di partecipanti alla sessione di domenica mattina del convegno del CcP. Non c’è Pace senza diritto e in particolare non c’è Pace senza rispetto della dignità del lavoro dei diritti umani degli immigrati, di tutti.
I lavori introdotti da Martino Villani, direttore del centro servizi per il volontariato di Como, è stato animato da  Franco De Alessandri, segretario della Fillea Cgil, e da Lorenzo Frigerio di Libera Lombardia hanno ricordato la gravità della situazione denunciando che il 27% dell’economia italiana è costituita da attività in nero e che la tutela dei diritti non è non può esser più affidata solo allo stato, soprattutto se vengono emanate leggi come quelle  che contraddicono lo stato di diritto, ma deve essere rafforzata l’azione della associazioni disponibili ad accogliere la questione della lotta contro l’illegalità come centrale e terreno di concreta azione individuale e collettiva.

A morti ra mafia

Più di cento persone alla sessione pomeridiana di sabato 13 dicembre dedicata a Le donne e la loro lotta contro le mafie  del  Convegno Liberté, fraternité, legalità del Coordinamento comasco per la Pace allo Spazio Gloria del Circolo Arci Xanadù. La giornata si è conclusa con la visone del film Il divo presentato da Massimo Brugnoli. La posesia di Micaela Buscemi sukka morte della mafia.

più di cento persone hanno partecipato alla sessione pomeridiana del secondo giorno del Convegno del Coordinamento comasco per la Pace allo Spazio Gloria dell’Arci Xanadù, l’incontro pubblico dopo la parte dedicata ale scuole, con Enza Rando, Michele Buscemi e Nando Dalla Chiesa, introdotti e coordinati da Celeste Grossi, vicepresidente del Coordinamento.
Un pomeriggio sulla testimonianza dell’esperienza antimafia e la legalità. “Io ho iniziato ad insegnare a Casal di Principe – ha spiegato Grossi, spiegando il perché dell’importanza di una simile iniziativa nel territorio lariano – e sono arrivata a Como nel 1978, pensavo che qui le mafie non ci fossero. Non erano quelle che avevo conosciuto ma c’erano, anche se agivano in maniera differente”. Infatti i recenti fatti di cronaca possono esserne testimonianza, come le bombe nel lecchese e alcuni sindaci sotto scorta nell’hinterland milanese.
Nando Dalla Chiesa ha affrontato l’argomento dell’incontro Le donne e la loro lotta contro la mafia facendo anche confronti con l’esperienza femminile durante la Resistenza. Un’esperienza per lui molto dissimile dato che “le donne non devono lottare solo contro la mafia, ma anche l’universo che l’affianca”, un ambiente ostile, si tratta quindi di “una ribellione di donne sole, che trae la sua forza da ciò che le caratterizza più nel profondo, l’amore verso i fratelli, mariti uccisi”, mentre nel movimento di Liberazione erano inserite in un movimento con una vasta solidarietà.
“Noi siamo abituati – ha voluto precisare – a vedere i movimenti come qualcosa di collettivo. Il movimento di liberazione dalla mafia è delle singole donne”.
Enza Rando, come durante la mattinata con gli studenti, ha ripercorso la propria esperienza formativa la curiosità e l’impegno che l’hanno contraddistinta durante gli studi di giurisprudenza all’università, quando “pochi parlavano di mafia, solo L’Ora, I Siciliani ed il Centro Impastato a Palermo. Ero assetata di sapere e l’unico modo era parlare direttamente con le persone e ascoltare il loro dolore”.
Rando ha quindi raccontato la fondazione del Comitato antimafia all’interno dell’università e le difficoltà che questo imponeva agli studenti, alcuni divenuti poi magistrati. Di lì l’impegno al suo paese, Niscemi, dove creando un movimento di risveglio della società civile, nel periodo della Primavera siciliana, è riuscita con altri amici a far sciogliere la Giunta mafiosa e a divenire vicesindaco con delega al’istruzione. Un ruolo che l’ha portata in prima fila nella battaglia, in questo caso vinta, alla mafia che voleva impedire l’apertura delle scuole “i primi presidi di legalità”. Un esempio, per l’esponente di Avviso pubblico, che “ognuno di noi, nel proprio piccolo, può fare una rivoluzione” e cambiare lo stato esistente delle cose.
Toccante la testimonianza di Michela Buscemi a cui la mafia ha ucciso due fratelli, fatto attentati e minacciato di morte la figlia ancora bambina, ma nonostante questo si è costituita parte civile al maxi processo del 1986, non era mai successo prima per la perdita di un fratello, ed ha testimoniato.
Per questo ha dovuto subire l’ostracismo della famiglia, con cui ha rotto ogni rapporto, “ho deciso che dovevo dimenticare la mia famiglia”, e della gente, “dicevano che eravamo spioni della Questura e abbiamo dovuto chiudere il bar che avevamo perché non vi veniva più nessuno”. Si è così avvicinata all’Associazione delle donne contro la mafia ed ha iniziato a racontare la sua esperienza in Italia ed anche all’estero.
E l’importanza della testimonianza è stata ribadita da Dalla Chiesa per cui senza il film I cento passi pochi si sarebbero ricordati di Impastato, ora anche negli angoli più reconditi sono sorti circoli che si fregiano del suo nome per ricordarlo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

A MORTI RA MAFIA

L’avutru jornu m’arruspigghiavu, sintennu vucciria.
Subitu pinsai: “Beddamatri, annavutru ammazzaru.
Annavutru figghiu ri matri
ammazzaru”.
M’affacciu tutta scantata
e viu un mari ri genti
chi cantava filici e cuntenti.
Dumanno: “Chi ci fu?”
“Ma comu, unnu sai?
A mafia m u r i u !
U rissi u tiligiurnali.
Veni, scinni puru tu
ca ci facemu u funirali:
però stavota unnavemu a chianciri, ma ririri e cantari.
Veni scinni, iamula a vruricari”,
a sti paroli un ci puteva cririri,
ma verennu tutta l a genti accussi cuntenti
luro no me cori
trasiu l’alligria:
e non sapeva cosa aveva a fari,
si aveva a chianciri, ririri,
cantari o ballari…
e pila a cuntittizza
me misi a satari
e cantari casa casa
e ricennu: “Che bellu!,
finamenti putemu caminari
pili strati
senza chiù virili
motti ammazzati!
Senza chiù luttu
‘nte li nostri casi.
Campari tranquilli
Senza seantu cà t’ammazzanu
U maritu, i figghi o i frattuzzi
ora tutti si vonnu beni!”
Cantava accussi forti
Che me figghia s’arruspigghió
e mi tallo rirennu:
“Mamà, chi sta facennu?
Nascisti pazza? Picchì fai accussì?”
“Mo, figghia nia, nun sugnu pazza, ma sugnu cuntenta:
a mafia muriu, veni, affaccia,
viri quanta genti ca c’è ccà sutta:
e si tal fi bonu, viri pura a chiddi ca finu a ieri, quannu
ni virevanu arrivari,
sinni travisanu rintra,
si iauvunu a ‘mmucciari,
mancu salutavano
picchi si scantavanu
ca, appressu a mia, ci fussi
la lupara o a calibro trentotto
e magari p1 sbagghiu
i putevani ammazzari.
Ora sunnu contenti
E vanno a fistiggiare”.
Me figghia mi talia
cu l’occhi chini ri felicità
e si metti a cantare ‘nsemi a mmia.
M’arruspigghiu, cu l’ecu ru me cantu:
era tuttu un sonnu.
Mi taliu ‘nttornu:
nenti cacciò, a mafia è sempri ccà.
Annavutru lurici ammazzare.
Però, si nutri lu vulemu,
‘sta morti si pò fari
e, macari fra cent’anni,
na l’avemu a vruricari.
[Michela Buscei]

Scuole lariane contro le mafie

Successo per l’apertura del secondo giorno del Convegno annuale del Coordinamento comasco per la Pace. Più di 400 ragazzi hanno seguito uno spettacolo su Peppino Impastato e ascoltato testimonianze sulla lotta alle mafie.

Pieno successo per la tappa comasca della Carovana antimafie all’interno del convegno Liberté, fraternité, legalità. Non c’è Pace senza diritto  del Coordinamento comasco per la Pace, un momento d’incontro e di riflessione con gli studenti svoltosi nella sala gremita, più di 400 persone, dello Spazio Gloria dell’Arci Xanadù di Como.
Gli studenti dei licei Terragni di Olgiate Comasco, Fermi di Cantù, Giovio di Como, Porta di Erba e degli istituti Vanoni di Menaggio e Ciceri di Como, hanno assistito allo spettacolo teatrale Quel giorno a Cinisi, voce narrante Daniele Biacchessi, musica Gaetano Liguori, e all’incontro con Michela Buscemi, testimone antimafia, e Enza Rando, avvocato di Libera, in una mattinata coordinata da Claudio Bizzozero, direttore della Scuole diritti umani del Coordinamento comasco per la Pace.
Lo spettacolo incentrato sul ricordo e la spiegazione dell’impegno, della morte e delle successive indagini e depistaggi di Peppino Impastato ha toccato anche, in maniera più generale, altri fatti di sangue dello stragismo nero (con piazza Fontana, della Loggia, Italicus, Fausto e Iaio). Per Biacchessi una necessità dato che senza il racconto “il nostro silenzio e la nostra omertà continueranno a coprire la verità”. Una difesa della memoria per l’attore che ha anche evidenziato l’importanza della conoscenza per la comprensione con un’esortazione all’impegno civile.
La platea, molto attenta, tanto da ricevere le lodi della Rando, ha poi seguito le due testimonianze di chi ha operato e lavora contro la mafia. Enza Rando ha ripercorsola sua esperienza formativa, stimolata proprio dall’esempio di Impastato, fino all’avvocatura e, dopo lo scioglimento per mafia del suo Comune, vicesindaco del suo paese, Niscemi.
Un’esperienza amministrativa in prima fila contro la mafia “per rompere la connivenza passiva” e per ridare la speranza ad un città in cui non potevano neanche essere aperte le scuole, dato che la mafia non voleva dare la possibilità di un’istruzione bruciando le strutture appena completate. Una battaglia vinta solo organizzando, assieme ad altri amministratori, presidi notturni nelle strutture scolastiche, per potere preparare le nuove generazioni perché per l’avvocatessa “i giovani non sono il domani, sono l’oggi”.
Dopo di lei ha preso la parola Michela Buscemi che in maniera toccante e con semplici parole, a volte inframezzate dal dialetto, “io non ho studiato” si è schernita, ha raccontato la propria storia. Nata in una famiglia povera di Palermo ha avuto un primo fratello ucciso dalla mafia, perché vendeva sigarette di contrabbando senza permesso, ed un secondo perché cercava di raccogliere prove sull’assassinio. Lei, unica della famiglia ed in rottura con la madre, ha testimoniato, sola, contro gli assassini. “Chiedo giustizia per mie fratelli” ha detto quando è stata interpellata dal giudice in un’aula di tribunale, sola di fronte ai mafiosi, quando si è costituita parte civile. Per questo ha ricevuto anche una minaccia di morte per la figlia, allora bambina, e l’ostracismo sociale, al piccolo bar che aveva aperto non è più andato nessuno ed ha dovuto chiudere. Un intervento che ha commosso l’uditorio e si è concluso con un racconto – poesia in dialetto di un sogno, la morte della mafia.
Il dibattito seguente ha toccato l’attualità della vita politica italiana con i ragazzi che hanno chiesto degli intrecci tra politica e mafia e del perché della mancanza di un rinnovamento, fino all’elezione di Raffaele Lombardo alla presidenza della Regione Sicilia. Un’opportunità mancata, per le relatrici, data la sconfitta elettorale di Rita Borsellino dovuta alla paura, al malaffare e al clientelismo. Nella discussione è entrato poi pure Gomorra di Roberto Saviano dati i temi trattati. La Rando ha ribadito l’importanza dell’attenzione nei confronti dei fenomeni mafiosi, dato che il riciclaggio del denaro sporco interessa tutta Italia anche il nord, così come espresso anche da Enzo D’Antuono dell’Arci per Carovana Antimafie che ha raccontato la storia della Carovana Antimafie, “prima che anche un economia sana venga infestata e lo ripeto infestata – ha sottolineato la rappresentante di Libera – dato che la mafia non dà lavoro, tranne che per brevi periodi ed in maniera ricattatoria”. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 11 dicembre

cernezzi2Il Consiglio comunale di giovedì 11 dicembre approva il leggero ampliamento di Villa Flori e la riduzione delle fasce di rispetto cimiteriale per i cimiteri frazionali, liberando per le opposizioni nuove aree per la speculazione edilizia.

Ancora Cardina nelle preliminari del Consiglio comunale di giovedì 11 dicembre. Sia Mario Lucini, Pd, che Marco Butti, An, hanno citato l’ormai famoso cantiere che ha portato in Procura i residenti. Lucini ha presentato una risposta data dal Comune alle famiglie residenti prima ancora dell’inizio dei lavori in cui gli uffici rassicuravano sulla liceità dell’intervento, il problema però per il consigliere democratico è che la sola conformità urbanistica non è sufficiente in aree non dotate di adeguata urbanizzazione, così come nel caso di Cardina dove la strada è troppo stretta e non riesce a sopportare i camion troppo pesanti. Una situazione insostenibile tanto che i residenti «hanno ricevuto minacce dal responsabile del cantiere» ha spiegato Butti che ha chiesto poi l’inserimento della collina nel Parco della Spina Verde.

Villa Flori
Il Consiglio è così iniziato con la discussione della delibera numero 70 sull’ampliamento di Villa Flori in via per Cernobbio e Alesando Rapinese, Area 2010, rientrato da un periodo di ferie e aggiornatosi sulle ultime inchieste giornalistiche, ha esordito chiedendo «il sindaco, la moglie del sindaco, la sorella del sindaco, la cugina del sindaco, il pronipote, la zia hanno una qualche quota nell’azienda che farà i lavori?». «Faccia una richiesta scritta» ha affermato Bruni uscendo visibilmente stizzito dall’aula. «Mi sembra una domanda legittima – ha risposto il consigliere di Area 2010 – visto che il sindaco a volte si dimentica cose che possono essere imbarazzanti».
Prima di essere approvata con i voti della maggioranza e di Area 2010, la delibera ha scatenato un dibattito sulla cementificazione del lago «è un intervento di riqualificazione ma è comunque del cemento in più – ha affermato Vittorio Mottola del Pd, l’unico che ha votato contro – blocchiamoci, rischiamo di penalizzare la bellezza del nostro territorio». Al contrario per Bruno Magatti, Paco, «procedere senza il consumo di territorio è un elemento positivo».

Riduzione delle aree di rispetto cimiteriale
Il dibattito si è quindi spostato sulla riduzione delle fasce di rispetto cimiteriale, nei cimiteri frazionali, da 100 a 50 metri e su un emendamento proposto dalle opposizioni e spiegato da Lucini.
«La legge consente questa riduzione – ha precisato Lucini, in un’aula semivuota ai banchi della maggioranza – non obbliga» in sostanza la proposta delle opposizioni era quella di consentire una riduzione laddove si riteneva necessaria per eventuali ampliamenti dei cimiteri. «È una legge che nasce a causa dell’espansione delle città e per potere allargare i cimiteri – ha infatti ribadito Magatti – se questo concetto venisse capovolto sarebbe un errore di prospettive insensato e imprudente».
Dopo una breve sospensione per una consultazione e le parole dell’assessore D’Alessandro, per cui l’ipotesi era fattibile ma politicamente non condivisibile dato che «non c’è più la necessità di avere così ampie fasce» poiché «siamo a livelli di sicurezza sanitaria che fanno sì che non siano più necessarie», la maggioranza ha bocciato, con 16 voti contrari contro 15 favorevoli ed un astenuto, l’emendamento.
Questa votazione ha contrariato le opposizioni i cui rappresentanti hanno dichiarato se fosse passato l’emendamento avrebbero votato a favore della deliberazione, ma che in queste condizioni venivano a mancare le condizioni.
Per Roberto Rallo, Fi, ci sono «garanzie certe che non ci sarà un uso “inverso” del provvedimento e verrà garantito la possibilità di sviluppo di cimiteri come quello di Monte Olimpino». «Ma non ci sarà più la possibilità di garantire gli sviluppi dei cimiteri! – ha urlato Lucini – i 50 metri di area liberata non saranno più utilizzabili per le espansioni» ed ha aggiunto «non potete bocciare un emendamento per il suo esatto contrario!».
Questo ha nuovamente fatto richiedere alla maggioranza la possibilità di una consultazione. Al rientro Stefano Molinari, An, ha dichiarato che sì «i 50 metri in meno potrebbero essere edificabili, ma abbiamo la certezza che non lo saranno quando andremo a votare il Pgt».
«Un atto di fede nei confronti della Giunta – gli ha risposto Magatti – gli avete dato carta bianca, come all’assessore che avete sfiduciato».
D’Alessandro sentitosi chiamare in causa ha voluto precisare che, a norma di regolamento, non è stato sfiduciato «ma politicamente sì» ha ribadito il consigliere di Paco.
Messa ai voti al delibera è stata approvata dalla maggioranza con 18 voti a favore, 14 contrari un astenuto delle minoranze.

Il regolamento contabilità
L’assessore Colombo ha presentato poi il nuovo regolamento contabilità a cui sono state poste le prime domande di chiarimento da parte dei consiglieri fino a quando, data l’ora, la seduta è stata sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: