Giorno: 11 Dicembre 2009

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 10 dicembre 2009

Si sblocca finalmente Agenda 21. L’approvazione del Pgt slitta alla prossima estate. Il Consiglio nella seduta di giovedì 10 dicembre boccia la trasparenza e norme un po’ più stringenti sulla presentazione dei redditi e per gli amministratori pubblici.

«Spostare un evento da una zona all’altra della città è una novità a cui sono favorevole – così Pasquale Buono, Pdl, nelle preliminari del Consiglio comunale di giovedì 10 dicembre a proposito dello svolgimento del capodanno lungo viale Geno – bisogna però andare incontro alle esigenze dei ristoratori con bus navetta o qualcos’altro». «Non accetto che si scherzi sui giornali sul fatto che si siano sforati i 35 giorni di tolleranza per il superamento del PM 10» ha attaccato il sindaco Roberta Marzorati, Per Como «bambini ed adulti soffrono di problemi respiratori!» ha aggiunto la consigliera che ha auspicato una collaborazione tra Comune e Asl per una mappatura del territorio con l’evidenziazione delle zone più pericolose denunciando: «c’è una zona precisa della città in cui un solo tipo di tumore colpisce particolarmente la popolazione». «L’Amministrazione ha deciso di non investire nella Biblioteca comunale» ha esclamato Silvia Magni, Pd, portando ad esempio un episodio accorsole, il prestito di un Dvd, fatto rigenerare a sue spese per poterlo vedere: «non si può offrire un servizio a metà. Se si prestano i Dvd si compri una macchina per rigenerarli». «In tutta Italia chi fa la raccolta differenziata paga di meno – ha detto alla luce dela presentazione del nuovo capitolato per la raccolta dei rifiuti Donato Supino, Prc – solo a Como andremo a pagare di più con un aumento del 18 per cento nel 2010 e dell’11 l’anno seguente». Inoltre ha aggiunto il consigliere comunista «c’è una clausola del bando che impone che i partecipanti abbiano “a disposizione nel territorio di Como una piattaforma per i rifiuti”. Chi può averla? Solo Econord. Secondo me lo scritto è da rivedere». Il sindaco ha quindi preso la parola «ho incontrato Giuseppe Villani, ha accettato di assumere il ruolo di presidente di Agenda 21». Ripartirà quindi il programma di sviluppo sostenibile comasco e verranno anche designati due rappresentanti del Consiglio comunale (uno di minoranza e uno di maggioranza). Insediato il Consiglio la prima parte della serata è stata dedicata alla discussione delle interpellanze dei consiglieri che non hanno ottenuto risposte per loro esaurienti da parte della Giunta e che hanno voluto discuterle pubblicamente. Due sono subito state ritirate, una di Vittorio Mottola, Pd, sulla Gama in via S. Bonifacio da Modena, che verrà discussa come mozione, l’altra sullo stato dei lavori su Agenda 21 posta da Alessandro Rapinese, Area 2010. Il consigliere dell’opposizione ha quindi chiesto chiarimenti sulle voci corse sul futuro concorso per l’Ufficio stampa comunale che prospettavano di una costruzione ad hoc dello stesso. Il sindaco aveva risposto per lettera che se era a conoscenza di qualcosa di irregolare di andare in Procura. Per Rapinese una reazione spropositata per una semplice domanda di chiarimenti. «Per l’incarico di coordinatore scientifico dell’Ufficio di Piano del Piano generale del territorio (Pgt) si è persa un’opportunità – ha proseguito il consigliere di Area 2010 con un’altra interrogazione – il concorso è stato gestito male, si sono presentati solo in due, non è stata fatta sufficiente pubblicità, non sono stati avvisati nemmeno le associazioni di categoria ed è stato pubblicato solo sul sito del Comune. In più il concorso è stato fatto ad agosto per agosto». Bruni ha risposto che date le specifiche qualifiche non sarebbero certo accorse molte più persone. Sempre sul Pgt Magni ha chiesto, mentre il residente Pastore ha dovuto riprendere i consiglieri del Pdl completamente disinteressati e intenti a chiacchierare in aula, «chi è il referente in Giunta?quando si prevede di approvarlo entro il 30 marzo, quando è la scadenza? Se non viene approvato e decade il Piano regolatore si bloccherà tutto?» «Sarà impossibile approvarlo entro il 30 marzo» ha risposto Bruni a causa di un problema finanziario per l’avvio delle indagini archeologiche e del sottosuolo. «Siamo un po’ in ritardo – ha ammesso il primo cittadino, che ha chiarito di essere lui il referente in Giunta – ma lo approveremo almeno entro l’estate prossima». Una prima discussione sul Pgt, ha quindi chiarito, sarà svolta in Consiglio entro gennaio. Marco Butti, Pdl, ha denunciato la «situazione assi vergognosa» dei giardinetti di via Traù «il terzo giardino per grandezza della città». Dal 2004 sono stati affidati alla società Green Park e non sono stati fatti interventi tutto si è bloccato con la mancata autorizzazione alla edificazione di un chiosco bar «con un disdicevole rimpallo di competenze» oltre che per il consigliere del Pdl «l’inadempienza di Green Park» per cui ha chiesto l’intervento del settore legale del Comune per ritirare la concessione. «Il Comune adempierà per la propria parte – ha affermato il sindaco – spero che questa manfrina si chiuda». L’ultima interpellanza è stata quella di Rapinese sulla multa mancata, presa la sera di una seduta consiliare e poi non notificata. Appello al buon senso da parte di Bruni: «I consiglieri comunali hanno diritto ad avere un posteggio per le sedute e – dati i lavori che coinvolgono gli spazi per i mezzi del Comune che vengono posteggiati in quelli dei consiglieri – i consiglieri possono posteggiare fuori dagli spazi se non ostruiscono la vita normale della città». Il consiglio ha affrontato poi la mozione sull’anagrafe della pubblica amministrazione presentata da Marcello Iantorno del Partito democratico. «Chiediamo l’applicazione fedele della legge 441 del 1982 per un ente locale» ha precisato. In sostanza le minoranze hanno chiesto di ribadire l’obbligatorietà della presentazione dei redditi e delle proprietà da parte degli amministratori pubblici, e dei nominati nelle partecipate, chiedendo una prima ammonizione per i ritardatari e poi la segnalazione della mancata presentazione all’interno del primo Consiglio utile e all’albo. Una norma simile ha rilevato Iantorno è stata già approvata dall’Amministrazione provinciale. «Si va al di là della norma – ha detto il primo cittadino esprimendo parere contrario – con un percorso eccessivo che arriva alla gogna». «La norma non prevede sanzioni e di fatto è disapplicata la mozione rimarrebbe una demagogica dichiarazione di buona volontà» per questo Bruni si è dichiarato contrario. «È vero che non c’è una sanzione ma è comunque un obbligo» gli ha risposto Mario Lucini, Pd, sostenuto dagli altri consiglieri di minoranza che hanno rilevato come la questione morale e la trasparenza siano un obbligo per i politici. Con due sole astensione nel gruppo della maggioranza per il resto compatto ed i soli voti favorevoli delle minoranze il Consiglio ha bocciato la proposta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Giornata dei Diritti umani al Terragni

Il 10 dicembre 2009, Giornata internazionale dei Diritti umani, il Liceo scientifico Terragni di Olgiate Comasco ha dedicato l’intera attività didattica al tema dei Diritti umani. Le classi hanno seguito relazioni di testimoni ed esperti di associazioni impegnate nel territorio della scuola, in Italia e nel mondo. Le allieve della 3f della scuola hanno scritto dei sintetici resoconti e brevi abstract delle diverse attività svolte.

I resoconti fino ad ora arrivati. Il completamento del servizio è previsto entro sabato 12 dicembre alle 9.

Del Grande: per i diritti dei migranti serve informazione

Intervista a Gabriele Del Grande che interverrà sabato 11 dicembre nella sessione dedicata alle scuole del convegno In alto mare del Coordinamento comasco per la Pace in programma dalle 9 allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como.

In alto mare è il titolo del XII convegno del Coordinamento comasco per la pace in corso in questi giorni. E in alto mare si interrompono le storie di migliaia di immigrati: 10.884 persone nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico annegate dal 1988 ad oggi nel tentativo di raggiungere le Canarie, 4.183 nel Canale di Sicilia tra la Libia, l’Egitto, la Tunisia, Malta e l’Italia,138 persone morte navigando dall’Algeria verso la Sardegna; dal Marocco, dall’Algeria, dal Sahara occidentale, dalla Mauritania e dal Senegal alla Spagna, verso le isole Canarie o attraversando lo stretto di Gibilterra, ne sono morte almeno altre 4.491 persone, nell’Egeo tra la Turchia e la Grecia, ma anche dall’Egitto alla Grecia, hanno perso la vita 1.330 migranti; nel Mare Adriatico, tra l’Albania, il Montenegro e l’Italia, negli anni scorsi sono morte 603 persone; infine almeno 624 migranti sono annegati sulle rotte per l’isola francese di Mayotte, nell’oceano Indiano. Per un totale di 14877 morti (di cui 6542 dispersi) dal 1988 ad oggi per mare, nel corso del viaggio attraverso il Sahara, nascosti nei tir, sotto gli spari della polizia: questi sono i numeri di Fortress Europe, una rassegna stampa che dall’88 fa memoria delle vittime delle frontiere europee, un blog e un progetto nati nel 2006 su iniziativa di Gabriele Del Grande, viaggiatore, giornalista, scrittore, classe 1982, nato a Lucca e autore per Infinito edizioni di Mamadou va a morire. La strage dei clandestini nel Mediterraneo (2007, seconda edizione, maggio 2008) e Roma senza fissa dimora (2009). Con lui, che ha seguito le rotte dei migranti in Turchia, Grecia, Cipro, Israele, Egitto, Libia, Tunisia, Marocco, Sahara Occidentale, Mauritania, Mali, Senegal, Burkina Faso e Niger, abbiamo parlato d’immigrazione, alla vigilia della sua partecipazione al convegno del Coordinamento comasco per la pace. «Il nostro dato sui migranti che muoiono alle frontiere europee è approssimato per difetto – dichiara Gabriele Del Grande – : parliamo delle morti documentate dall’88 a oggi, delle quali abbiamo notizie certe riportate dalla stampa. Non esiste infatti un dato reale, “ufficiale”, di quante siano le persone che cercando di entrare in Europa, lungo tutte le frontiere, da sud e da est, hanno perso la vita». Ma esiste un problema d’integrazione: possibile guardare criticamente all’immigrazione non solo come fenomeno sociale o questione d’ordine pubblico, senza però credere che non vi sia la necessità di politiche specifiche per accogliere e capire “l’altro”? «Parli d’integrazione… – risponde Del Grande – L’immigrazione crea gli stessi problemi che creano tutti gli spostamenti di popolazione. I dati ufficiali parlano di 700mila persone che si spostano dal nord al sud dell’Italia: in questo caso non creano nessun disagio queste persone che migrano. Dunque siamo di fronte ad un problema che è creato ad arte e strumentalizzato da chi ha costruito le sue fortune elettorali su queste tematiche». La politica, dal canto suo, per l’autore di Mamadou va a morire, «crea problemi invece di risolverli, crea precarietà con permessi di soggiorno di un anno, crea clandestinità, crea quartieri ghetto…Alimenta il clima di razzismo, in una parola, anche se a livello locale esistono magari tante buone pratiche» di convivenza, accoglienza, senza discriminazioni e xenofobia di sorta.
Altro nodo di tale rappresentazione distorta del fenomeno migratorio è certamente l’informazione. «A prescindere dal tema dell’immigrazione – continua Del Grande – siamo in un paese senza informazioni, in cui si parla troppo spesso di problemi sterili, di gossip. È sparita la realtà, leggiamo giornali fatti di comunicati stampa del politico di turno, di chi alza la voce più degli altri. L’informazione, relativamente ai migranti, ha veicolato fino ad ora un messaggio che non ha basi nella realtà ma solo nella mente dei politici». Esattamente l’opposto di quanto dovrebbero fare i media: «La stampa dovrebbe raccontare la realtà e contestare i falsi esperti di turno; invece, salvo una minoranza di giornalisti che fanno un buon lavoro, c’è una generale tendenza alla superficialità».
Testimoniare la realtà, raccontare le storie (che è poi quello che fa Del Grande) delle persone che migrano e che spesso non raggiungono nemmeno la loro meta: le “storie” sono forse la chiave di volta per fare breccia anche nella percezione dei cittadini, della società civile. «Effettivamente – conclude Del Grande – , anche se su questi temi le posizioni leghiste sono trasversali, presentando i miei libri in giro per l’Italia ho riscontrato reazioni di stupore ed incredulità tra la gente (anche se ovviamente parliamo di un pubblico quanto meno sensibile al tema): rispetto alle storie, alle drammatiche, paradossali vicende dei singoli che colpiscono, in tanti si chiedono, ma come, succedono queste cose e nessuno ce l’ha mai raccontato?». Per saperne di più: http://fortresseurope.blogspot.com. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

 

Mohamed Ba domenica 13 al Convegno pacifista In alto mare

L’attore senegalese Mohamed Ba, accoltellato nel 2009 a Milano, in una delle tante aggressioni di marchio razzista che si verificano quotidianamente nel nostro paese, dopo vare recitato nello spattocolo Servi giovedì 10 dicembre interverrà al Convegno In alto mare del Coordinamento comasco per la Pace anche nel pomeriggio di domenica 13 dicembre dalle 14,30 allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como.

Dalla rivista Cem Mondialità  Lettera al mio aggressore

150 persone per “Servi”

Applausi e commozione per lo spettacolo teatrale “Servi” che giovedì 10 dicembre 2009 alle 21 ha aperto il Convegno del Coordinamento comasco per la Pace In alto mare. I diritti non sono migranti. Problemi sogni paure.

La serata si è aperta alle 21 allo Spazio Gloria con gli interventi di Emilio Botta, presidente del CcP  che ha letto il messaggio di saluto del presidente della Camera dichiarando che gli auguri di Gianfranco Fini fanno capire quanto grave sia la situazione dei diritti dei migranti in Italia, di Celeste Grossi che ha illustrato il programma dell’iniziativa e di Mauro Oricchio che ha invitato ad aderire alla campagna “Io non sono razzista” e a sottoscrivere la proposta di bloccare l’acquisto dei costosissimi e micidiali F35.  Lo spettacolo Servi, testo  di Marco Rovelli e Renato Sarti, regia Renato Sarti, con  Marco Rovelli, Mohamed Ba, violoncello Lara Vecoli, fisarmonica Davide Giromini ha presentato senza retorica le situazioni di ordinaria violenza vissute da tanti migranti. Momento particolarmente intenso della rappresentazione è stato il racconto dalla viva voce della vittima Bohamed Ba dell’accoltellamento da lui subito a Milano. Una storia terribile nella quale alla violenza del tentato omicidio si è aggiunta l’omissione di soccorso da parte di colro che erano presenti e l’assoluta mancanza di alcun tentativo di perseguire il criminale autore del gesto. Applausi a scena aperta da parte del pubblico hanno testimoniato oltre che l’apprezzamento per la messa in scena e per le musiche anche la solidarietà dei presenti all’attore vittima del gravissimo episodio di razzismo. Il Convegno continuerà sabato mattina con la sessione dedicata alle scuole, sabato pomeriggio con la proiezioni di tre film, domenica mattina con il seminario dedicato a docenti e formatori e domenica pomeriggio con la sessione colclusiva.

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