L’Istituto Perretta interviene sulle foibe

Anche il centro studi di via Brambilla prende posizione sulla mostra organizzata dall’organizzazione neofascista Militia, con un comunicato stampa che riportiamo per intero

 L’Istituto «non scende in polemica ma pretende che ogni posizione politica avvenga su basi scientifiche» e per questo ricorda alcuni dati ricordando che «assai prima della proclamazione del “giorno del ricordo” (2004) gli Istituti di storia di quei territori (Udine, Trieste) avevano svolto un serio lavoro di ricerca (i pannelli che raccontano la storia nella la sala di ricevimento alla foiba della Basovizza sono stati fatti dall’ Insmfvg) e le loro pubblicazioni stanno a dimostrarlo».

La cosiddetta associazione culturale Militia spiega i propri obiettivi e si presenta sul suo sito Internet precisando che: «Questo é l’ululato che deve riecheggiare nei boschi. Ogni lupo solitario deve riuscire a sentire la voce di un altro suo simile perché ciò da Forza per tornare branco e trasmette Paura a chi ode questi ululati.. di valle in valle, di bosco in bosco, da Wladivostok [sic] a Pantelleria… Fin quando i lupi torneranno famelici e vendicativi!».

L’Istituto Perretta spiega invece che «è storicamente scorretto guardare solo i fatti del 1943/46, astraendoli dal loro contesto» e che «la storia del confine orientale va vista nella sua genesi e nei suoi sviluppi: pretendere di spiegarne singoli segmenti rende certo il rischio di fraintendimenti interpretativi».

Una situazione complessa per cui «non esiste solo la “memoria” italiana: oltre il confine le genti slave accusano l’occupazione italiana degli stessi comportamenti di cui vengono accusate. Bisogna capire e non brandire una tesi precostituita, come fa Militia».

Una presa di posizione che non vuole essere il sigillo definitivo di una situazione ancora in divenire per cui «la ricerca negli archivi e nella memoria dei protagonisti di quei fatti deve ancora concludersi [infatti si ripropongono gli esponenti del Perretta,] come Istituto dobbiamo avere attenzione a tutti i risultati di quel lavoro, fatto sui luoghi in cui avvennero, dagli storici di tutte le parti in causa» (il comunicato).

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