Pisapia a Como: «il traguardo è già raggiunto, ma c’è ancora da convincere il 20% di indecisi»

pisapiaIl Comitato per la Legalità e la Democrazia ha organizzato giovedì 21 febbraio sera nell’Aula Magna del Politecnico sede di Como l’incontro Una scelta per il cambiamento sosteniamo Umberto Ambrosoli. All’iniziativa presentata e coordinata da Marcello Iantorno video hanno partecipato 200 persone che hanno seguito gli interventi di Giuliano Pisapia (sindaco di Milano) Video 1 , video appello finale, Mario Lucini (sindaco di Como) video,  Marilisa D’Amico (presidente della Commissione Affari Istituzionali del Comune di Milano) video, Mauro Guerra (vicesindaco di Tremezzo) video, Antonio Spallino (già sindaco di Como) video, Lorenzo Spallino (assessore nella Giunta Lucini) video. Presto on line foto e altri video dell’iniziativa. Scarica l’appello di LeD

Più di 200 persone, pochi i giovani, hanno accolto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia venuto a Como, nell’aula magna del Politecnico, per sostenere la candidatura di Umberto Ambrosoli con Marilisa D’Amico, docente universitaria e presidente della Commissione Affari Istituzionali del Comune di Milano, Il vicesindaco di Tremezzo, esponente del’Anci, Mauro Guerra, il sindaco di Como Mario Lucini, l’ex sindaco di Como Antonio Spallino, in un incontro organizzato dal neocostituito Comitato per la legalità e la democrazia moderato dall’assessore alla Legalità del Comune di Como Marcello Iantorno.

«Se è successo a Como può e deve succedere in Lombardia – è la speranza per un cambiamento di amministrazione al Pirellone di Lucini – bisogna che si apra una nuova pagina». Per il primo cittadino comasco è necessario che «La Regione cominci a respirare, aprendo tutte le sue finestre» in un nuovo rapporto con gli enti locali e i cittadini e le associazioni, molto sbilanciati «solo verso alcuni» durante le Amministrazioni formigoniane. Felice della presenza di più generazioni in sala Antonio Spallino, «è la garanzia di una continuità dei valori», che ha ricordato l’importanza del’etica pubblica per gli amministratori: «Il senso della pubblica amministrazione per la nostra generazione era quasi sacrale». Di rinnovamento, dopo una disamina dei problemi che il rispetto del Patto di stabilità comporta per gli enti locali, «non è possibili che non si permetta ai Comuni che hanno subito il terremoto in Emilia e in Lombardia di sforare per opere di sistemazione dei danni», ha parlato Guerra per cui la politica deve cambiare e integrare in una partecipazione maggiormente democratica i cittadini: «Noi abbiamo fatto le primarie di coalizione e di partito e i gruppi parlamentari che verranno eletti sono rinnovati dell’ottanta per cento». «Noi non vogliamo leader, ma persone per bene, non vogliamo un uomo solo al comando, ma persone come Pisapia a Milano e Lucini a Como» ha concluso.

«Pisapia e Lucini – ha ripreso D’Amico – sono riusciti a sconfiggere un blocco di potere che pareva invincibile e l’esperienza nei Comuni sta dando quella credibilità che rende il cambiamento possibile». E il cambiamento per la docente universitaria è dato dal rispetto delle leggi, che è passato attraverso i ricorsi e le vittorie contro la Giunta Formigoni sul Regolamento regionale che voleva svilire e rendere inefficace la legge 194 sull’aborto o i ricorsi per le quote di genere in Giunta che hanno imposto al “Celeste” di aumentare la presenza femminile a Palazzo Lombardia. Ma non solo, oltre al rispetto bisogna migliorare quelle esistenti e allargare i diritti dei cittadini, attivandosi anche negli enti locali per quanto riguarda unioni civili e ultime volontà.

Per ultimo Pisapia, venuto per la prima a volta a Como dopo l’elezione a sindaco, ha chiesto a tutti un ultimo sforzo per convincere a votare il centrosinistra il 20 per cento di indecisi. Per poi lanciarsi contro le altre compagini politiche: «La Lega ha avuto in mano la sanità i cui disastri sono sotto gli occhi di tutti, ha avuto la vicepresidenza, con tutto quello che è successo, Maroni non può venire a dire che Ambrosoli non è in grado di governare». Un attacco anche a Monti a cui ha riconosciuto di aver «fatto riprendere credibilità internazionale all’Italia», ma delle promesse fatte «ha mantenuto solo la sobrietà, ma non equità e sviluppo». Un invito a non dimenticare il passato per ricordare quanto fatto da chi ha amministrato finora per un modo di far politica completamente diverso, perché: «A noi non piace potere come sostantivo, ma come verbo, per poter fare assieme agli altri». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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