M5S un referendum per la variante della Tremezzina

variante tremezzinaBuffagni: «Prima di dare il via a un’opera faraonica come quella ipotizzata è necessario informare con estrema chiarezza i cittadini sul progetto, sull’impatto che ha sull’ambiente, sulle ricadute sul territorio e immaginare anche soluzioni alternative».

Forti perplessità sono state espresse giovedì 17 ottobre in un incontro organizzato dal Movimento 5 stelle ad Argegno sulla variante che collegherebbe Argegno a Griante con una nuova strada di quasi 10 chilometri di cui 7 e mezzo in galleria.

«Sono gli abitanti della sponda Ovest del lago che devono esprimere direttamente il loro orientamento, non ha senso che per un’opera così impattante le scelte vengano prese e calate solo dall’alto – dice il consigliere regionale del M5S Stefano Buffagni –. È poi necessario tenere i piedi per terra. Si parla dagli anni Ottanta di aprire la montagna con una galleria al costo di almeno 330 milioni di euro e questi soldi in Regione non ci sono».

«I tempi di consegna dell’opera sono vaghi e la manutenzione andrebbe a incidere ogni anno con ulteriori costi – aggiunge il consigliere comunale comasco Luca Ceruti –. Si parla di un cantiere che durerà quindici o 20 anni e i tempi potrebbero anche dilatarsi di molto. Il turismo, e gli abitanti della zona soffriranno enormi disagi. È necessario informare i cittadini su altre possibilità».

Le possibili alternative, riepiloga un comunicato, sono: «Quella dell’allargamento dell’attuale strada provinciale, la demolizione di 7 case da espropriare con valori molto conveniente grazie agli impatti degli estimi ambientali, con un investimento inferiore ai 20 milioni. Contestualmente servirebbero investire ulteriori 20 milioni sui trasporti pubblici, con nuovi battelli, autobus elettrici di dimensioni inferiori in modo da rendere più agevole il passaggio nelle strade, aumentandone le corse e creando sinergie tra i vari mezzi di trasporto con coincidenze con treni e quant’altro. L’investimento complessivo sarebbe inferiore ai 50 milioni, ma comporterebbe, oltre alla salvaguardia del paesaggio lacustre comasco, anche una positiva ricaduta in termini di servizi per i cittadini, con importanti risvolti occupazionali».

Ad ogni modo per il Movimento 5 stelle è necessario indire: «Un referendum tra i cittadini per farli esprimere, dopo esser stati informati, sugli sviluppi del loro territorio, prima di mettere in “cantiere decennale” l’ennesima opera faraonica senza copertura finanziaria». [md – ecoinformazioni]

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