Giorno: 28 Gennaio 2014

Como verso Expo 2015

shop in comoIl Distretto urbano del commercio di Como si attiva con il Registro delle imprese e una App gratuita sviluppata insieme con il Politecnico.

«Sono ripresi i lavori del Distretto urbano del commercio (Duc) sul database delle attività commerciali della città: il punto di partenza è il Registro delle imprese fornito dalla Camera di commercio (partner istituzionale del Duc insieme al Comune e a Confcommercio Como) e l’obiettivo è di arricchirlo con i dati qualitativi utili alla promozione del Distretto urbano del commercio in previsione di Expo 2015 – annuncia Palazzo Cernezzi –. L’iniziativa, cofinanziata da Regione Lombardia, nasce dalla collaborazione tra gli enti pubblici e vede la collaborazione attiva delle principali associazioni di categoria dei commercianti e degli artigiani: gli incaricati del Settore Suap/Attività produttive del Comune – coordinati dal manager del Duc – avranno il compito di raccogliere le nuove informazioni direttamente dagli esercenti tramite contatto telefonico o personale. Le informazioni raccolte verranno prima di tutto confrontate con quelle fornite da Camera di Commercio: le eventuali discrepanze verranno immediatamente segnalate agli interessati invitandoli a regolarizzare la propria posizione per poter partecipare alla seconda fase del progetto».

«Il Registro delle imprese costituisce infatti la fonte primaria di certificazione dei dati costitutivi delle aziende e svolge in questo senso una funzione analoga a quella delle anagrafi comunali per i cittadini – prosegue la nota –: l’operazione del Duc aggiungerà quindi contenuti al documento senza in alcun modo sostituire o sovrapporsi al testo originale. Insegna, categoria merceologia dettagliata, profili social, brand e prodotti tipici proposti da ciascun punto vendita sono solo alcune delle informazioni che verranno messe a disposizione del pubblico attraverso il sito del Duc www.shopincomo.com e tramite una App gratuita (per Android, Windows Phone e IPhone) sviluppata in collaborazione con il Politecnico di Milano. Tra le altre funzioni, la App permetterà agli utenti (residenti, visitatori e turisti) di individuare in maniera istantanea il prodotto che stanno cercando e li guiderà verso i punti vendita di loro interesse geo-localizzando gli accessi. Non resteranno esclusi gli stranieri: fin da subito una parte dei contenuti sarà fornita in italiano e in inglese. La App rappresenta una vera e propria vetrina virtuale della città e la sua attivazione è prevista per l’inizio dell’estate così da avere quasi un anno per testare lo strumento prima del grande appuntamento di Expo 2015».

«Questa rappresenta solo la prima di una serie di iniziative di cui alcune vedranno la luce già prima della stagione turistica – dichiarata l’assessora alle Attività produttive e commercio del Comune di Como Gisella Introzzi –. Ci auguriamo di incontrare fin da subito l’entusiasmo e la collaborazione dei commercianti e degli esercenti che invito fin da ora a rivolgersi direttamente agli incaricati del Duc per ogni informazione o domanda in merito all’operazione». [md – ecoinformazioni]

Accordo italo-svizzero per le infrastrutture ferroviarie

alptransit_gotthardachseIn vista dell’apertura dell’AlpTransit Confederazione e Italia investiranno rispettivamente 120 e 40 milioni di euro, questi ultimi per la Milano-Chiasso.

In un incontro tenutosi martedì 28 gennaio a Berna fra il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti italiano Maurizio Lupi e la consigliera federale ai Trasporti Doris Leuthard è stato firmato un accordo: «Sul finanziamento delle opere di ampliamento previste per i due valichi ferroviari di Chiasso e di Luino di collegamento da Basilea al Nord Italia».

«Il Consiglio federale vuole permettere entro il 2020 la realizzazione di un corridoio ferroviario da quattro metri che parta da Basilea e raggiunga il Nord Italia passando per le gallerie di base del San Gottardo e del Monte Ceneri – si legge in una nota dell’Amministrazione federale –. La trasformazione dell’asse Basilea-San Gottardo-Nord Italia in corridoio ferroviario da quattro metri, decisa dal Consiglio federale e dal Parlamento, è un elemento centrale della politica svizzera di trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia».

«Affinché il corridoio da quattro metri possa esplicare tutti i suoi effetti, deve essere possibile trasportare le merci fino ai grandi terminal nell’area di Milano – prosegue e sottolinea il comunicato –. Ciò richiede anche determinate opere di ampliamento in Italia. Un’infrastruttura ferroviaria efficiente rientra nell’interesse della Svizzera. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso di finanziare con un prestito o con contributi a fondo perso i lavori di ampliamento sulle tratte di accesso alla Nfta in Italia».

«Nell’accordo con l’Italia, la Svizzera si impegna a versare un contributo a fondo perso di 120 milioni di euro (ca. 150 milioni di franchi) per l’ampliamento della sagoma di spazio libero sulla linea di Luino – precisa lo scritto –. La linea di Luino riveste una grande importanza per la politica elvetica di trasferimento del traffico. Essa collega infatti i terminal di Busto Arsizio, gestiti dall’azienda svizzera Hupac».

Fattivamente nel prossimo futuro Rfi e Ufficio federale dei trasporti stipuleranno una convenzione: «Nella quale saranno definiti l’entità dei lavori, lo scadenzario e le condizioni di pagamento».

«In base all’accordo l’Italia investirà 40 milioni di euro sulla tratta Milano-Chiasso che fa parte del corridoio strategico Rotterdam-Genova inserito nelle Ten-T dell’Unione europea – dichiara un comunicato del ministero italiano dei Trasporti, che definisce Luino un – percorso alternativo per il trasporto delle merci che fa parte delle reti comprehensive».

«Quello raggiunto oggi è un successo di tutti e due i paesi in vista di un obiettivo comune e di un intesse reciproco – ha dichiarato Lupi –. Non ha senso parlare di “regali”, è interesse nostro come è interesse svizzero realizzare certe infrastrutture, per questo abbiamo lavorato proficuamente insieme. In un caso analogo, la Torino-Lione, succede l’inverso, noi investiamo più della Francia. Aggiungo che sul completamento del corridoio europeo Rotterdam-Genova, che passa dalla Svizzera e mette in collegamento i grandi porti del Nord Europa con il Mediterraneo, il nostro governo ha investito un miliardo e 800 milioni per la realizzazione del Terzo Valico tra Milano e Genova. Altri due miliardi di euro sono già programmati come investimento su questo corridoio nel periodo 2014-2020».

«È interesse svizzero trasportare le merci fino ai grandi terminal nell’area di Milano. Ciò richiede le opere di ampliamento in Italia – ha detto Leuthard –. Un’infrastruttura ferroviaria efficiente rientra nell’interesse della Svizzera, per questo il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso di finanziare con un contributo a fondo perduto i lavori di ampliamento sulle tratte di accesso alla Nfta in Italia».

«L’accordo con l’Italia si basa sulla legge sul corridoio da quattro metri, con la quale il Parlamento ha approvato uno stanziamento di crediti pari a 280 milioni di franchi per l’effettuazione di investimenti in Italia» che quindi non verranno tutti spesi i «40 milioni italiani per la tratta Milano-Chiasso sono già stati stanziati dal Decreto del fare e inseriti nell’accordo di programma con Rfi per il biennio 2014-2016».

«Rimane ancora aperta la questione di eventuali successivi ampliamenti – concludono gli svizzeri –, soprattutto sulla linea del Sempione tra Domodossola e Gallarate. Tutti gli interventi devono essere stabiliti nel quadro di un accordo internazionale». [md – ecoinformazioni]

The Rocky Horror Pictures Show

rocky horrorDi Jim Sharman (
Gb/Usa 1975, 100’) lunedì 3 febbraio, spettacolo unico alle 21 al Teatro Sociale in piazza Verdi a Como, «la proiezione sarà animata dallo spirito audace delle Nina’s Drag Queens, che animeranno il film chiedendo al pubblico la più scatenata partecipazione, tra boa di piume e nuvole di glitter», per  Il cinema va a teatro di Lunedì Cinema FilmStudio in collaborazione con il Teatro Sociale. Ingresso 7 euro, ridotto (studenti, over 65) 6, 
abbonamento LunediCinema 19 film 70 euro. Per informazioni Internet www.lunedicinema.com.

«Correva l’anno 1975 quando il regista Jim Sharman e il compositore, sceneggiatore, cantante e attore Richard O’Brien davano alla luce la versione cinematografica del musical britannico The Rocky Horror Show che avevano presentato con successo a teatro – raccontano gli organizzatori –. Partito male al botteghino, il film diviene presto un cult raccogliendo negli anni consensi ed un pubblico di veri e propri idolatri che si sarebbero riuniti regolarmente in piccoli cinema per ricreare le scene durante la proiezione. Cocktail di umorismo, provocazione ed eccesso da bere tutto di un fiato, The Rocky Horror Picture Show è l’apoteosi della cultura pop che cita ed esibisce tra un numero musicale e l’altro, un film talmente mitizzato, citato, rifatto e copiato che accostarsi al suo percorso visivo e musicale senza sovrastrutture è praticamente impossibile. Eppure, a quasi quarant’anni dalla sua uscita è un film ancora affascinante e di una bellezza dirompente. Una serie di canzoni entrate nel mito: orecchiabilissime e con una performance straordinaria di Tim Curry su Sweet transvestite, che trascinano lo spettatore e lo inchiodano alla poltrona fino alla fine. Ma al di là delle belle musiche e dell’aspetto grottesco e stravagante, il film è ancora oggi attualissimo per le sue tematiche. Si parla in modo molto libero di sesso e sessualità. Frank-N-Further è un bisessuale travestito, Janet, castissima all’inizio del film, fa l’amore con Frank e Rocky e tutti i rapporti sono rappresentati come giocosi, liberi e piacevoli per tutti. Una pellicola che inneggia all’amore libero, alla ricerca del piacere senza inibizioni e senza tabù». [md – ecoinformazioni]

Le minoranze chiedono il vigile di quartiere

sede polizia locale comoA Palazzo Cernezzi l’opposizione chiede con una maggiore copertura sul territorio della polizia locale.

La proposta vorrebbe essere un deterrente ai «sempre crescenti gli episodi di microcriminalità» in aggiunta all’attuale unità mobile, creando: «Distaccamenti decentrati all’interno delle sedi delle ex Circoscrizioni». Ma non solo la delibera propone anche di: «Aumentare il numero delle pattuglie della polizia municipale nel servizio diurno e notturno per la prevenzione di atti criminosi contro persone».

«Non dimentichiamo che tra il Vigile di quartiere ed i cittadini si instaurerebbe un ruolo di “amicizia” che aumenta la collaborazione fra i residenti e le Forze dell’ordine – dichiara uno dei proponenti Mario Molteni, Per Como –, il cui risultato produrrebbe una più efficace lotta alla criminalità e una maggiore fiducia delle persone» (la proposta di delibera). [md – ecoinformazioni]

Il Gran consiglio del Ticino interviene sull’accordo italo-svizzero

canton ticinoI capigruppo di Plr, Lega, Ppd, Ps, Verdi e Udc inviano una lettera aperta al Consiglio federale sulle trattative economiche fra Confederazione e Repubblica un accordo: «Incomprensibile che non farebbe altro che impoverire il Ticino in favore dell’Italia».

«I rapporti tra Italia e Svizzera negli ultimi anni sono stati quantomeno travagliati – esordisce la lettera –. Le tre amnistie fiscali, l’adozione di Black List e le continue pressioni di vario genere sulla Svizzera hanno causato delle conseguenze sul piano economico, in particolare per il Cantone Ticino».

«Riteniamo che l’Accordo sui frontalieri sia obsoleto a livello generale per la Svizzera e dannoso, a livello particolare, per il Cantone Ticino – dichiarano gli esponenti politici ticinesi dopo aver ripercorso la storia dei rapporti fra Italia e Svizzera –. Obsoleto in quanto, da quando la Svizzera ha sottoscritto con l’Ue il Trattato sulla libera circolazione delle persone, i cittadini europei che rientrano al proprio domicilio almeno una volta alla settimana possono così esercitare in Svizzera, di fatto liberamente, le attività lavorative che desiderano. Il concetto di frontaliere è diventato una nozione storica e non si comprende quindi per quale ragione debba essere ancora incluso in accordi internazionali».

«Dannoso – proseguono – siccome ci vediamo costretti a riversare una quota rilevante, il 38,8 per cento, delle imposte alla fonte, pari nel 2013 a 60 milioni di franchi e di quasi 1,2 miliardi dal 1974. Secondariamente, il trattamento fiscale privilegiato dei lavoratori frontalieri – che già sono favoriti da un costo della vita inferiore e da altri vantaggi quali, ad esempio, il mancato cumulo dei redditi nel caso dei coniugi – pone una pressione notevole sul mercato del lavoro cantonale generando fenomeni di dumping salariale e di sostituzione della manodopera residente con manodopera frontaliera. In passato il Ticino ha sopportato da solo le conseguenze negative di questo accordo in virtù della tranquillità che garantiva su altri fronti, come ad esempio nel settore bancario. Oggi, considerata la politica intrapresa a livello nazionale e internazionale, questo genere di contropartita non è più presente e quindi mantenere questo accordo non sarebbe comprensibile e non farebbe altro che impoverire il Ticino in favore dell’Italia».

«Il nostro Cantone non può e non deve pagare praticamente da solo il prezzo di un accordo internazionale del tutto inutile» aggiungono.

Di qui l’annuncio di una risoluzione: «In cui si chiede che il Consiglio federale denunci unilateralmente [entro il 30 giugno 2014] l’accordo sui frontalieri del 1974 e rinegozi la convenzione generale per evitare la doppia imposizione del reddito e della sostanza del 1979, in maniera che gli accordi non penalizzino il Cantone Ticino e i suoi abitanti» (la lettera). [md – ecoinformazioni]

Dai writers al testamento biologico

cernezziPalazzo Cernezzi: Approvata con alcune modifiche la mozione anti-writers e la protesta per i pedaggi autostradali, si comincia a parlare di testamento biologico.

Baruffa nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 27 gennaio quando Mario Molteni, Per Como, ha chiesto di intervenire al cimitero di Monte Olimpino, i cui lavori di ampliamento sono fermi, e alla rotonda in uscita dall’autostrada nello stesso quartiere dove la scritta di benvenuto è stata rovinata da qualche automobilista imprudente. Molteni si è risentito vedendo un sorriso sol volto dell’assessora Daniela Gerosa e gliene ha chiesto conto, mentre il sindaco Mario Lucini ha voluto rispondere direttamente in aula al consigliere, cosa non prevista dal Regolamento, in un crescendo di botta e risposta a stento controllato dal presidente Franco Fragolino. Nel mentre è intervenuto, a dar man forte a Molteni, anche il consigliere leghista Diego Peverelli, tanto infervorato che è stato minacciato dal presidente di allontanamento dall’aula. Un clima che si è poi ricomposto, con anche un faccia a faccia fra il primo cittadino e Molteni a fine serata con l’assicurazione dell’attenzione verso il cimitero con la partenza al più presto dei lavori per aprire il piano terra della nuova struttura e la sistemazione delle lettere di benvenuto della rotonda.

Mozione anti-writer

Dopo un minuto di silenzio per la Giornata della memoria il Consiglio ha votato la surroga del consigliere leghista dimissionario Alberto Mascetti con Giampiero Ajani, e ha ripreso la discussione sulla mozione presentata dal consigliere del Movimento 5 stelle Luca Ceruti: «Il senso della mozione è posizionarci a favore dei volontari che puliscono o di chi imbratta la città». Per primo il capogruppo del Pd Stefano Legnani ha dichiarato il parere favorevole ai primi due punti e al quarto, «ma il tema della repressione potrebbe essere scritto in modo diverso», della mozione, la contrarietà al terzo, per la concessione di fondi «una convenzione è già in corso», e al quinto, per rendere sempre parte civile il Comune in ogni occasione di imbrattamento. Contrario al quarto punto invece il capogruppo di Paco-Sel Luigi Nessi «non siamo convinti che la repressione limiti il danno delle scritte sui muri, serve la scelta del dialogo, l’incontro, la partecipazione e l’educazione». «La militarizzazione della città non risolve il problema» ha detto, richiamando il proprio accordo con Nessi sulla azione educativa, Mario Forlano, Como civica, chiedendo al proponente della mozione di ritirarla e annunciando la propria uscita dall’aula.

Francesco Scopelliti, Gruppo misto, si è scagliato contro quelli che fanno i distinguo, contro quelli che lavorano o hanno lavorato come lui, ex assessore e ideatore del famigerato gruppo anti-writer, sciolto dopo la tragedia del ragazzo colpito alla testa da un colpo di pistola nel 2006, «non si vuol parlare con chi si è dato da fare» ha poi dichiarato riferendosi a se stesso.

Antonello Paulesu, Como civica, ha spostato il discorso definendo la mozione: «Di una inutilità talmente spinta da essere un insulto alla mia intelligenza». Affermazioni che hanno scatenato l’opposizione, che l’ha definita sconveniente, inaccettabile e a chiedere rispetto per le proposte degli altri consiglieri. E Paulesu ha corretto il tiro lamentandosi per il tempo impiegato ad affrontare la proposta che: «Ho definita una mozioncina non tanto per il contenuto ma per la tipologia». E sulle tempistiche e le proposte arrivate in aula è intervenuta anche Anna Veronelli, Pdl, «all’ordine del giorno ci sono solo mozioni, che indicano l’assenza di progettualità di questa maggioranza, io vorrei discutere di delibere: del Piano parcheggi, delle nuove povertà, della bozza di Bilancio. Per questo ho cercato ultimamente di favorire il più possibile l’accelerazione della discussione.

Ai voti il primo, il secondo e il quarto punto sono passati, mentre il terzo e il quinto no, la mozione così modificata è stata approvata da maggioranza e opposizione assieme con il voto contrario di Paco-Sel e della Lega (contraria alle aperture ai writer dei primi due punti) e l’astensione di Butti, Paulesu e Amo la mia città (il punti del deliberato finale).

Pedaggio autostradale

Tutti d’accordo sul secondo punto all’ordine del giorno presentato da Peverelli: una mozione per inviare una protesta contro l’aumento del pedaggio autostradale, per chiedere di portare l’aumento in linea con l’aumento medio nazionale. «Il tratto da Como a Milano era già il più caro d’Italia – ha detto il consigliere leghista – Ora è aumentato dell’11,5 per cento a fronte di un aumento medio del 3,9 per cento». Legnani d’accordo con il proponente ha chiesto di valutare un emendamento per chiedere di cambiare le modalità di riscossione del pedaggio non più a tratta con possibili uscite intermedie gratuite ma di pagare a chilometraggio, una proposta poi non formalizzata. Passate all’unanimità le proposte di Butti di chiedere di non mettere un pedaggio al primo lotto della tangenziale comasca «almeno fino al completamento dell’opera» e di valutare la possibilità di un ricorso al Tar contro gli aumenti. Passata anche la proposta della maggioranza di inviare la protesta, oltre che al presidente del Consiglio, al ministro delle Infrastrutture e ai deputati comaschi anche al presidente della Regione Lombardia. La mozione così emendata è stata quindi approvata anch’essa all’unanimità.

Testamento biologico

Ceruti ha quindi presentato, a un anno di distanza dall’iscrizione all’ordine del giorno, la mozione per l’introduzione del Registro delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari – Testamento biologico, «per supplire a una carenza della legislazione nazionale» e in attesa della stessa, presentata inizialmente come mozione. A favore della proposta è intervenuto Alessandro Rapinese, Adesso Como, ma poi data l’ora la seduta è stata aggiornata. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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