Giorno: 20 Febbraio 2014

Ripartono i lavori della Arcisate-Stabio

Satellite-1Riprenderanno i lavori di scavo della galleria dopo un accordo fra Rfi e Ics grandi lavori, ma i lavori non finiranno per Expo 2015.

 

«Pur non essendo direttamente coinvolta – ha detto Del Tenno – Regione Lombardia è sempre stata parte attiva per risolvere le problematiche – ha affermato l’assessore regionale lombardo alle Infrastrutture Maurizio Del Tenno –. Da oggi vorrei inaugurare un nuovo percorso per quest’opera. Ci sono stati numerosi momenti di tensione, ma da entrambe le parti ho riscontrato una volontà molto forte di risolvere i problemi».

Satellite-2Dello stesso parere il presidente lombardo Roberto Maroni: «Abbiamo messo a un tavolo le Ferrovie e la società che deve eseguire i lavori, così è stata trovata l’intesa e ora ripartono i lavori. La Regione sta facendo più di quello che dovrebbe fare per la mobilità e, se tutti facessero come fa la Regione, non ci sarebbero problemi di mobilità».

«Sia chiaro la firma di oggi non è trionfale, c’è ancora molto da fare – ha però precisato Del Tenno –, ma almeno c’è la volontà di tutti di raggiungere l’obiettivo. Si parte dunque con i lavori che attendevamo per la galleria».

«Nel testo viene definita una nuova proposta transattiva volta a risolvere il contenzioso insorto nei rapporti contrattuali tra Rfi, gestore dell’infrastruttura, e Ics, impresa appaltatrice. In particolare, le parti hanno trovato un accordo economico, che mette la parola fine a tutte le riserve avanzate fino a oggi – spiega un comunicato di SatelliteRegione Lombardia –. L’accordo stabilisce la ripresa da parte della Salini delle attività di scavo delle gallerie della Bevera e di Induno che costituiscono l’attività più impegnativa per la fine dei lavori. Considerati i tempi tecnici necessari a riattivare i macchinari, lo scavo delle gallerie partirà a metà aprile. Contemporaneamente si lavorerà alla presentazione dei documenti tecnici necessari ad avviare le procedure amministrative per l’approvazione definitiva dei siti di conferimento delle terre da scavo parte del Cipe.

«Ci aspettiamo che il nuovo Governo approvi velocemente un provvedimento ad hoc per le terre contaminate da arsenico naturale – ha detto Del Tenno riferendosi allo smaltimento dei terreni contaminati che hanno bloccato sinora i lavori –. Le leggi attualmente vigenti stanno infatti allungando i tempi. Serve un decreto che regolarizzi l’iter».

«Per quanto riguarda la fine dei lavori bisognerà attendere il pronunciamento del Cipe sulla localizzazione delle terre da scavo; dopodiché sarà possibile redigere un cronoprogramma dettagliato – conclude la nota –. È comunque impossibile che l’opera possa essere conclusa in tempo per Expo». [md, ecoinformazioni]

Prosegue la protesta contro la Ztl

24 febIl Comitato Como di tutti promette di continuare la protesta e di tornare in Consiglio comunale lunedì 24 febbraio, appuntamento nel cortile antico prima dell’inizio dell’assemblea, e in piazza Roma che verrà illuminata «con lumini funebri di cera a voler rimarcare il fatto che le scellerate azioni di Lucini & Gerosa stanno uccidendo il centro città».

I commercianti, che si lamentano della mancanza di ascolto del sindaco, continueranno a tenere spente le luci delle vetrine dei negozi fuori dagli orari di lavoro, mentre i membri del comitato stanno raccogliendo fondi per sostenere un ricorso al Tar contro il provvedimento. [md, ecoinformazioni]

Pedemontana: il primo tratto aperto per maggio

pedemontana, tangenziale, A9Del Tenno dichiara che le tempistiche sono rispettate, il primo lotto della tangenziale di Como aprirà invece a settembre.

«I lavori su Pedemontana proseguono rispettando il crono programma – afferma l’assessore regionale lombardo alle Infrastrutture e mobilità Maurizio Del Tenno –. Il Lotto 1 (tratta A e primi lotti delle Tangenziali di Como e di Varese) è pari a circa l’85 per cento».

«In particolare, per quanto riguarda la Tratta A (da Cassano Magnago sulla A8 fino a Lomazzo sulla A9) e lo svincolo di Lomazzo, i lavori stradali sono stati conclusi a fine 2013 – prosegue l’assessore –. Entro aprile 2014 saranno terminate anche le operazioni di collaudo e gli iter autorizzativi per l’entrata in esercizio. Rispetto allo svincolo di Lomazzo, necessario per dare piena funzionalità alla Tratta A, il termine dei lavori (l’avanzamento al 31 gennaio 2014 è pari al 55 per cento circa) è previsto per l’inizio di maggio 2014».

«L’avanzamento, al 31 gennaio 2013, è pari al 75 per cento per il primo Lotto della Tangenziale di Varese e all’80 per cento per il primo Lotto della Tangenziale di Como. La conclusione dei lavori su entrambi i rami è prevista per settembre 2014».

Per quanto riguarda la prosecuzione dell’opera: «I lavori della Tratta B1 sono stati consegnati lo scorso 5 dicembre e sono ora in corso le attività preliminari (bonifiche e altro). Le società interessate stanno concludendo le verifiche». E per i successivi sviluppi Del Tenno dichiara che: «Entro due mesi ci sarà consegnato il progetto del Lotto B2. Come ho sempre detto, quello sarà il momento di incontro con gli Enti locali, per stabilire le necessità e le richieste del territorio». [md, ecoinformazioni]

Proroga per le nomine di Palazzo Cernezzi

facciatapalazzocernezziC’è tempo fino al 3 marzo per presentare le candidature al Comune di Como per nove società, istituzioni ed enti coinvolti nel rinnovo. Le proposte di candidatura dovranno essere indirizzate al sindaco (la documentazione richiesta e il modello sono scaricabili dall’Albo pretorio on-line alla voce Avvisi) a mano all’Ufficio protocollo del Comune di Como o a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo e-mail comune.como@comune.pec.como.it.

Zone economiche speciali

lombardia_svizzeraMaroni vuole il confine con la Svizzera come Gioia Tauro.

 

«Al Senato, in Commissione attività produttive, c’è una proposta di legge interessante di iniziativa del Consiglio regionale della Calabria, dal titolo Istituzione di una zona economica speciale nel distretto logistico-industriale della piana di Gioia Tauro – ha affermato Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, prima di aprire i lavori degli Stati generali per il Patto per lo sviluppo a Palazzo Lombardia mercoledì 19 febbraio –. È una proposta che mi piace moltissimo, perché prevede agevolazioni fiscali, riduzioni delle tasse per le aziende e agevolazioni fino al 2017 per le nuove imprese».

«È una proposta di legge fatta molto bene e, per questo, voglio chiedere alle parti sociali di darmi il via libera per presentare, come Regione Lombardia, una proposta analoga per le zone di confine della nostra regione – ha aggiunto Maroni –. Quindi procederemo rapidamente, perché voglio che in quella legge, assieme alla zona di Gioia Tauro, ci siano anche le zone di confine della Lombardia». [md, ecoinformazioni]

Piazza Roma / Identità e futuro

piazza roma comoLaboratorio di idee per uno spazio ritrovato alla Sala del Broletto di Como, in piazza del Duomo, organizzato dalla lista Como civica, domenica 16 marzo alle 9.30, presentazione dell’incontro, alle 10 interventi degli ospiti, alle 12, alle 13, alle 17 conclusioni e primi elaborati.

 

«L’introduzione della nuova Zona a traffico limitato ha riportato all’attenzione dei cittadini questo luogo centrale e allo stesso tempo dimenticato – dichiarano gli esponenti della lista civica che sostiene la maggioranza di centrosinistra a Palazzo Cernezzi –. Ora, liberata la piazza dal traffico privato, si presenta l’opportunità e l’urgenza di ripensarne il ruolo urbano e la funzione sociale. La lista Como civica organizza una giornata di studio invitando operatori culturali, esperti di temi urbani e semplici cittadini [tra cui gli assessori all’Urbanistica Lorenzo Spallino e alla Mobilità Daniela Gerosa] al confronto e allo scambio di opinioni sul futuro di questo brano di città».

«Ai singoli interventi e al dibattito farà seguito, per chi vorrà partecipare, un laboratorio di sviluppo progettuale degli argomenti discussi – termina la presentazione –. L’intento è quello di condividere idee e proposte che possano essere da stimolo alla città e all’Amministrazione comunale per affrontare la riqualificazione degli spazi pubblici con coraggio e rinnovata consapevolezza».

L’appuntamento su facebook. [md, ecoinformazioni]

Prelievo del 20 per cento/ Il ministero blocca

como a 5 stellePer il M5s i frontalieri: «In Svizzera chiamati “topi”, in Italia trattati come polli da spennare». Ma il Ministero dell’economia chiarisce con una nota che il prelievo è bloccato. 

«È entrato in vigore il primo febbraio il provvedimento che prevede il prelievo del 20 per cento dai bonifici provenienti dall’estero ed indirizzati a conti correnti italiani – ricorda il Movimento 5 stelle comasco –.
Adusbef e Federconsumatori insorgono contro questa misura – legge 97/2013, un regalo del governo Letta – applicabile anche ad esempio a donazioni (il parente all’estero che aiuta la famiglia) o restituzione di prestiti! Escluso da questa trattenuta è il reddito da lavoro e quindi ci si potrebbe aspettare che questa norma non vada a colpire i frontalieri.
Ma ecco la prima stortura: spetta al frontaliere l’onere di comunicare alla banca che i bonifici in entrata sul proprio conto corrente sono derivanti da lavoro estero… come a dire “sei colpevole fino a quando non dimostri il contrario”.
La seconda stortura è data dalla tempistica all’italiana: le banche sono obbligate dal primo febbraio ad effettuare questa trattenuta, ma non sono ancora preparate a ricevere e valutare le autocertificazioni dei frontalieri che vengono richieste su moduli forniti dalla banca stessa ma non ancora disponibili!»

«Nel frattempo il prelievo va in ogni caso effettuato ed il contribuente dovrà poi richiedere la restituzione dell’imposta non dovuta – denunciano –.
Il frontaliere che lavora all’estero ma vive, consuma in Italia e partecipa attivamente all’economia italiana si trova quindi a percepire una parte di stipendio in liquidità ed un’altra parte in crediti dallo Stato… e tanti auguri!»

Una situazione segnalata in Regione e in Parlamento dai pentastellati per: «Un problema urgente che può costituire un vero e proprio furto ai danni dei frontalieri con conseguenze non irrilevanti all’economia locale». [md, ecoinformazioni]

Filcams: rieletto segretario Ivan Garganigo

logo1Il direttivo della Filcams provinciale ha rieletto segretario per il secondo mandato Ivan Garganigo. «La crisi che stiamo attraversando interessa anche il nostro territorio – ha detto Garganigo nella relazione introduttiva – il commercio e i servizi stanno soffrendo al pari degli altri. Da un lato si verifica la contrazione e lo smagrimento di alcuni settori storicamente molto importanti per la nostra economia, come le attività di vendita non ricomprese all’interno della grande distribuzione o tutta la filiera del settore auto; dall’altro i dati della Camera di Commercio registrano dati positivi, in termini di presenze e arrivi, del turismo. In questo campo, rimane però ancora insufficiente l’offerta, quasi esclusivamente imperniata sul turismo di alto livello». « Discorso a parte – ha continuato il sindacalista – merita l’Ente Bilaterale del Commercio e del Turismo, diventato negli anni uno strumento a servizio dei lavoratori e delle imprese con interventi di sostegno al reddito e con finalità mutualistiche e di assistenza alle famiglie».

«La Filcams di Como – ha concluso Garganigo – ha incrementato i propri iscritti, da 2740 nel 2009 a quasi 3700 nel 2013: potremmo diventare a breve la prima categoria tra i lavoratori attivi. Per questa ragione abbiamo sviluppato ancora di più la nostra presenza sul territorio, ampliando il numero degli sportelli». [aq, ecoinformazioni]

A febbraio 240 lavoratori licenziati nel Comasco

LavorosospesoLa sottocommisione ammortizzatori sociali della Provincia di Como ha approvato la lista di mobilità del mese di febbraio 2014. Sono 240 (per il 61, 7 % uomini e 38,3% donne) i lavoratori licenziati da aziende che occupano + di 15 dipendenti ed inseriti nella lista ex legge 223/1991. Il 160,8% in più rispetto a gennaio

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Viale per Tsipras/ Un’altra Europa è possibile

Laltra-europa-con-TsiprasRilanciamo, dalla mailing list  Democrazia economica di Luca Michelini, l’intervento di Fausta Bicchierai tra le attiviste comasche della lista L’altra Europa con Tsipras, un invito alla partecipazione all’incontro con Guido Viale di venerdì 21 febbraio, alle 20.45 al Centro Civico Cascina Massée in via S. Antonino 2 a Como-Albate.

«È nata la lista di cittadinanza autonoma L’altra Europa con Tsipras. È nata nel silenzio tombale dell’informazione mainstream che si guarda bene dal darne notizie intelleggibili ai suoi lettori, silenzio paradossale se si considera tra l’altro che i promotori e i firmatari sono pubblicisti di fama, regolarmente ospitati. Valga per tutti l’esempio di Repubblica e di Barbara Spinelli, promotrice, o Maltese, Freccero, Serra, che hanno aderito all’appello L’Europa al bivio, piattaforma iniziale per la costruzione del progetto.

D’altra parte, nell’informazione minoritaria e on line, come nell’ambito della sinistra radicale, il progetto lista per Tsipras ha avuto ampia risonanza, suscitato dibattito (e polemiche prevalentemente di stampo identitario), diventando anche occasione rinnovata per un flusso di analisi, studi e notizie circa la UE e le sue politiche, i trattati, l’assetto istituzionale, che contribuiscono a chiarire la fisionomia dell’Europa e la relazione tra le dinamiche politiche ed economiche e il nostro vivere quotidiano. Insomma quello che tutti dovremmo sapere.

Non a caso nel nostro paese nasce una proposta di lista di cittadinanza per le elezioni europee del 25 maggio prossimo e non a caso si rifà alla leadership di Alexis Tsipras.

Siamo stretti tra una legge elettorale incostituzionale e la prospettiva di una nuova legge equivalente. Provati da un processo di svuotamento degli istituti della democrazia a partire da quello parlamentare. Inchiodati nella scelta tra programmi che confluiscono concretamente nelle larghe intese e nell’accettazione completa dell’orientamento di politica economica della Ue da una parte, e un’opposizione 5stelle che combatte sì duramente all’opposizione ma non fa tentativi per costruire e che per di più dell’Europa si disinteressa, dall’altra.

Per chi pensano di votare le cittadine e i cittadini italiani? Infatti non votano. La tendenza all’astensione è stata confermata appena ieri dalle percentuali delle votazioni sarde.

Se all’esperienza diretta dell’inefficacia del voto si aggiunge l’opacità dell’informazione che con diverse sfumature dà per fenomeno inevitabile l’esistente (e quindi la disoccupazione, l’aumento della concentrazione della ricchezza, l’allargarsi delle condizioni di povertà assoluta e relativa… ) e per inevitabile la terapia dell’austerity (solennemente avallata dai messaggi del capo dello stato e dai titoli impudichi su “lacrime e sangue” che tutti ricordiamo), una specie di castigo divino per lo spreco che ha accompagnato le politiche di welfare, la rassegnazione all’impotenza è una condizione consapevolmente o inconsapevolmente accettata dai più. Che è come dire: abbiamo perso di fatto il diritto di voto, inutile provarci.

Che cos’ha di nuovo la lista Tsipras? Ecco per prima cosa, condividendo personalmente la percezione dell’impotenza, direi proprio questo: restituisce un senso al diritto di voto.

Su tre piani.

1) Il programma Della dichiarazione programmatica di Alexis Tsipras, candidato per la Sinistra Europea, mi piacerebbe segnalare le tre priorità della premessa.

La prima Porre fine all’austerità e alla crisi, declinata poi nei 10 punti programmatici, che prendono come riferimento una politica economica possibile e necessaria in alternativa all’orientamento neoliberistico attuale che non è certo l’unico possibile, a dispetto di una propaganda monocorde e spesso incompetente.

La seconda Mettere in moto la trasformazione ecologica della produzione, che riconosce la centralità della questione ambientale come criterio orientante anche per la pianificazione macroeconomica e segnala le più che inquietanti prospettive del patto transatlantico (USA-UE) in costruzione mediante trattative secretate.

La terza Riformare le politiche dell’immigrazione in Europa, che contiene sia un significativo richiamo culturale e sociale alla solidarietà e l’indicazione delle misure necessarie per realizzarla sia l’obiettivo della riconquista (o conquista, data anche l’imperfezione degli istituti di un’Unione nata in prima istanza come mercato comune) della democrazia parlamentare, e quindi, in ultima analisi, di una gestione “politica” della UE.

Cito per la semplicità e chiarezza una parte della sintesi finale del programma.

“Dobbiamo alterare l’equilibrio del potere politico, per poter cambiare l’Europa. Il neo-liberismo non è un fenomeno naturale, né è qualcosa di invincibile. È solo il prodotto di scelte politiche in un particolare equilibrio storico di forze. Deve la sua longevità alle politiche degli anni ’90 che hanno favorito i principi neo-liberisti e contemporaneamente una progressiva deriva verso destra. Per molti europei, i pincipii socialdemocratici sembrano l’eco di un’era passata. Il disagio sociale provocato dalla crisi e lo scetticismo dell’elettorato verso la politica hanno condotto la loro strategia ad uno stallo. I socialdemocratici non possono permettersi di perdere tempo. Qui ed ora, devono fare uno storico passo in avanti per ridefinirsi nella percezione e nella coscienza pubblica come una forza della sinistra democratica, in opposizione al neo-liberismo e alle fallimentari politiche del Partito Popolare Europeo e dell’Alleanza Liberale. O, come è stato accuratamente detto, diventando una forza politica “disposta ad essere tanto radicale quanto la stessa realtà”.

L’Europa è arrivata ad un bivio critico. Nelle elezioni europee del 25 maggio, due chiare alternative per il presente ed il futuro sono sul tavolo: o rimaniamo immobili con i conservatori e i liberisti, o ci muoviamo avanti con la Sinistra Europea. O acconsentiamo allo status quo neo-liberista – fingendo che la crisi si possa risolvere con le stesse politiche che l’hanno causata – o guardiamo al futuro rappresentato dalla sinistra europea.”

Un voto quindi per obiettivi necessari e possibili.

2) Il mercato Il mercato, a dispetto di quanto viene propagandato, non è libero ma dominato dalle grandi corporation che con la finanza globale dettano legge. Ma come possono farlo? Possono farlo, in Europa ad esempio, anche e soprattutto grazie al processo di liberalizzazione finanziaria (la deregulation, termine improprio perché realizzata con migliaia di “regole”), un processo articolato in provvedimenti normativi emanati dai singoli Stati europei e dall’Unione. Come dire che gli organismi di governo nazionali e la governance europea hanno consegnato a mercato e finanza una parte fondamentale del potere di cui sono ora forti e, per quello che riguarda la finanza, addirittura le condizioni per esistere nella sua attuale forma ipertrofica.

Così come la concentrazione delle ricchezze e l’impoverimento diffuso hanno molto a che vedere con il processo di detassazione di patrimoni e alti redditi scatenato in Europa e Usa negli ultimi decenni del secolo scorso.

Tutti interventi istituzionali, di istituzioni soggette all’espressione del voto dei propri cittadini/e.

Il voto è necessario e utile se, sostenendo un programma pensato per i bisogni e la vita di tutti e non per l’interesse di pochi, vuole restituire alle istituzioni corretti obiettivi per il proprio ruolo normativo.

3) L’Europa In Europa oggi si gioca moltissimo della partita politica e sociale, tanto più nel momento in cui contare nel proprio Paese attraverso il voto è diventato altamente improbabile. Votare alle elezioni europee, dunque, significa dare efficacia al proprio voto.

Quella che molti definiscono l’avventura della lista italiana per Tsipras è un’opportunità.

Ed è anche un percorso e una sperimentazione.

La dignità intellettuale e la competenza dei promotori è, mi sembra, fuori discussione e l’appello lanciato per la lista che ha ora il nome ufficiale L’altra Europa per Tsipras ha preso atto dell’impossibilità di una sinistra radicale italiana frantumata e impopolare, nel senso letterale del termine, di coinvolgere in una riflessione comune e senza pregiudizio identitario l’elettorato astensionista nelle sue diverse possibili motivazioni. L’ha invitata, nel contempo, ad essere partecipe del progetto a patto di una reale collaborazione e apertura e di un reale e significativo passo indietro (necessario per poter compiere passi avanti: è la sintesi di Tsipras stesso, che ripropone nella dimensione europea l’esperienza di ritrovata collaborazione delle sinistre nella Syriza greca). Come detto la polemica su questo non manca. In ogni caso la lista non accetterà candidature di esponenti di primo piano dei partiti, né di persone che abbiano ricoperto ruolo di parlamentari o di consiglieri regionali negli ultimi dieci anni.

Sottolineerei al proposito la necessità di rivolgersi e comprendere nel proprio percorso le aree di popolazione massacrate da questa crisi e dalle ricette anticrisi, che sono tanto più ampie della percentuale ristretta di elettori tradizionali della sinistra radicale.

L’ammissione della lista alla scheda elettorale del 25 maggio comporta la raccolta di 150.000 firme, come da normativa, entro il 15 aprile e la scommessa di una campagna elettorale (anche in contemporanea alla raccolta) che si prospetta appunto nel silenzio dei grandi media.

Quella che si sta muovendo è quindi davvero e paradossalmente una dimensione popolare e trasversale, che si articola in comitati territoriali di sostegno alla lista. Come quello nato a Como. Un’impresa difficile, ma speriamo non impossibile, arrivare alla scheda elettorale e raccogliere i voti sufficienti per eleggere uno o più rappresentanti. Ma l’effetto riflessione comune, discussione, attivazione di scambi e socialità mirata è un’esperienza di valore ed è possibile che consenta un lavoro efficace e, forse, un successo.

Un’ultima notazione. Non credo che sfugga il valore simbolico della candidatura di Alexis Tsipras, greco, leader di una risposta coraggiosa, solidale, resistente, unitaria nella Grecia sconvolta dalle misure anticrisi somministrate dalla UE.

Il Comitato territoriale Como per Tsipras ospita Guido Viale, un promotore e garante della lista (con Camilleri, Florers D’Arcais, Gallino, Revelli e Spinelli), con particolare entusiasmo, per l’interesse dei suoi studi e saggi, negli ultimi anni orientati a sottolineare una connessione necessaria tra ambiente-giustizia sociale-economia di territorio, connessione che riflette tra l’altro la realtà di un impegno diffuso e attivo per associazioni e organismi della società civile.

Particolarmente attivo anche nella difficile organizzazione per l’affermazione de L’altra Europa con Tsipras, presenterà contenuti e modalità di questo progetto e ne discuterà con il pubblico.[Fausta Bicchierai, dalla mailing list di Democrazia economica]

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